
Lo U.S. Patent and Trademark Office ha garantito ad Apple il brevetto numero 8.161.411, un documento che copre l’interfaccia di iTunes e dello Store, nonché le modalità di navigazione, di ricerca e di acquisto dei contenuti.
Era un brevetto lungamente atteso e ora, per la gioia di Cupertino, è stato finalmente approvato. L’abstract descrive praticamente iTunes come lo conosciamo:
Interfaccia grafica utente migliorata, adatta per esaminare, ricercare, guardare in anteprima e/o acquistare oggetti multimediali. Le interfacce grafiche utente sono adatte per esaminare o ricercare numerosi oggetti multimediali, ma sono anche utilizzabili per ottenerne l’anteprima o l’acquisto in modalità online. Le interfacce grafiche sono inoltre particolarmente utili su di un sistema che fornisce l’aquisto e la distribuzione dei media in un ambiente di tipo client-server.
L’organizzazione visiva dei contenuti attraverso righe, colonne e liste con finestre all’interno della finestra di iTunes diventa quindi un’esclusiva di Cupertino, e nessun altro store potrà emularne il design.
Rispetto all’aprile del 2003, mese e anno del debutto, iTunes è diventato infinitamente più pesante e complesso, tanto che in molti -compreso chi scrive- oramai invocano un più sobrio ritorno alle origini; non soltanto sono aumentate le funzionalità che propone, ma rispetto alle 200.000 canzoni inizialmente a catalogo ora ne gestisce addirittura 20 milioni, cui si aggiungono le app per iOS, le suonerie, Ping, i consigli di Genius e tanto altro. Attualmente, quello di Apple è lo store musicale online più ampio al mondo, con 16 miliardi di canzoni vendute e 25 miliardi di app scaricate.

È vero che, a fronte d’un modesto aumento nella grandezza del file, i nuovi video a 1080p di iTunes garantiscono una qualità complessiva nettamente migliore rispetto ai precedenti 720p, ma la domanda vera è probabilmente un’altra; ovvero, se reggono il confronto coi dischi Blu-ray. Qualcuno ha fatto anche questa prova, e conferma la bontà delle scelte di Cupertino.
I test sono stati eseguiti su “30 Days of Night,” una pellicola del 2007 filmata in Super 35 e trasferita su 2k digital intermediate, il che in sostanza significa che l’editing è avvenuto senza mai uscire dal regno del digitale. Il download di iTunes, 3,62GB totali e risoluzione di 1920×798, contiene una traccia audio AAC e una Dolby Digital 5.1; l’omologo su disco Blu-ray BD 50 invece oltre al Dolby Digital 5.1 propone tracce DTS-HD, feature speciali e 30 buoni secondi di seccanti, ineluttabili avvisi sul copyright.
Alla prova dei fatti, entrambi i video hanno mostrato un testo molto nitido e in generale un livello di dettaglio assolutamente paragonabile; forse la variante iTunes appare lievemente più “morbida”, ma niente che rovini l’esperienza utente. In ogni caso, i colori sono pressoché identici. L’unico vero problema, semmai, è la tendenza della codifica iTunes a perdere un po’ di dettaglio nelle zone di massima luce o con le scene in movimento. Le conclusioni, tuttavia, appaiono largamente positive:
Sono rimasto sorpreso nel vedere quanto i download di iTunes 1080p si avvicinino al Blu-ray, considerato che occupano soltanto una frazione della grandezza del file. E siamo onesti: ci sono un sacco di titoli Blu-ray che appaiono molto peggio dei download di iTunes. Ma a parte lo sforzo notevole compiuto da Apple, il Blu-ray è ancora re incontrastato quando si parla di qualità d’immagine. E a differenza dei titoli iTunes, i BRD possono avere audio multi-canale non compresso, multiple opzioni audio e i contenuti speciali.
Come dire, se Apple aggiungesse qualche funzione e qualche lingua in più ai suoi film, e magari correggesse un po’ il tiro sul codec, la praticità derivante dal download affosserebbe definitivamente il mercato dei supporti ottici. Questione di tempo, in ogni caso.
L’annunciato rinnovo dell’interfaccia grafica sull’iTunes Store inizia a mostrare i primi segni del cambiamento: su iPad la consultazione delle app ora avviene in senso verticale e orizzontale, e nel mentre fa capolino la nuova sezione Cataloghi.
Nel silenzio che accompagna il lavoro allo Yerba Buena per l’allestimento dell’evento di stasera dedicato all’iPad 3, Apple ha già apportato le prime modifiche al suo bazaar virtuale del software. Innanzitutto, tra le Categorie (Giochi, Meteo, etc..) ne è spuntata una nuova chiamata “Cataloghi” e destinata evidentemente alle app di presentazione dei prodotti, agli slidewhow aziendali e alle demo in mobilità. Titoli come Catalog Spree, SkyMall e altri, che popoleranno questo nuovo territorio nelle prossime ore.
Inoltre, gli utenti iPad noteranno che lo scorrimento delle app, ad esempio all’interno delle “Classifiche,” non avviene più esclusivamente dall’alto verso il basso ma anche in senso orizzontale. Una novità che rende nettamente più proficua la navigazione all’interno dello store poiché fornisce immediato accesso anche alle app con posizioni più basse in classifica senza ulteriori tap e schermate.
Tutte queste variazioni al tema di App Store sono già immediatamente riscontrabili nella versione browser e attraverso l’app dedicata su tutti gli iPad, di prima e seconda generazione. Ed è evidente che si tratti solo di un assaggio: il grosso arriverà stasera.

Nelle scorse ore e tenendo fede alle indiscrezioni a riguardo, Apple ha ufficialmente aperto le sezioni di download musicale e video dell’iTunes Store in 16 paesi dell’America Latina, e in uno di queste ha perfino deciso il debutto di iTunes Match. Ma il lavoro da fare è ancora molto.
Il negozio virtuale della mela dedicato a musica e film apre ufficialmente i battenti in Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù e Venezuela, ma è soltanto in Brasile che sono stati implementati -seppur con qualche problema iniziale- i servizi di iTunes Match che si aggiungono alle app, ai libri, ad iTunes U e ai podcast.
Si tratta tuttavia di un’apertura parziale. Per esempio, su MacMagazine.com.br si legge dell’esistenza di problemi minori di localizzazione del portoghese in iTunes (che comunque sembrano migliorare di momento in momento) e soprattutto del fatto che i prezzi siano ancora espressi in dollari USA, il che significa che per gli acquisti è necessaria una carta di credito internazionale. Le valute locali per l’intera area, infatti, dovrebbero arrivare entro sei mesi a partire da oggi.

Con una sezione dedicata su iTunes Store Apple presenta il meglio del 2011 con App Store Rewind 2011, il meglio tra applicazioni e giochi per iOS per l’anno che sta per terminare.
Fra le applicazioni per iPhone svetta (sullo Store italiano e quello USA) Instagram con i suoi 14 milioni di felici utenti, due in più grazie al recente lancio dell’iPhone 4S come ci dice TechCrunch, mentre per iPad l’app dell’anno è il viaggio 3D nella Firenze rinascimentale creato da di Applix e Mondadori con Firenze - Virtual History.
Per iPhone Menzione d’onore a Fubies e Matematica Pro, per iPad è stata molto apprezzata Snapseed per gli effetti di fotoritocco sulle immagini (si tratta di un’app molto simile ad Instagram) e ilMeteo HD Plus, altro prodotto tutto italiano.
Nelle classifiche di vendita per iPhone svetta WhatsApp dimostrando come gli utenti non abbiano apprezzato il sistema chiuso di iMessage preferendo un prodotto multipiattaforma e, se me lo concedete, più completo data la possibilità di incorporare un po’ di tutto nei messaggi instantanei, anche le coordinate della propria posizione. Più in basso troviamo altre app fotografiche: Hipstamatic, Panoramatic 360 e Camera+ che in USA è al primo posto delle vendite con 5 milioni di download.

Secondo quanto si legge, malamente tradotto nella nostra lingua, sulla testata polacca Rzeczpospolita pare che l’iTunes Store stia finalmente per debuttare in dieci nuovi paesi della Comunità Europea, tutti grossomodo posizionati sul blocco Est. Nessuna data certa ma si vocifera che novità in tal senso potrebbero arrivare già il prossimo mese.
E’ una lunga marcia, quella di Apple sul Vecchio Continente, iniziata nel lontano 2004 con l’approdo in UK, Francia e Germania e a tutt’oggi in corso d’opera. Attualmente contiamo un paio di dozzine di store attivi in tutto il mondo, ma all’appello mancano importanti paesi come Polonia e Romania che da sole contano rispettivamente 38 milioni e 22 milioni di abitanti ciascuna. Ecco perché la notizia riportata dal quotidiano polacco risulta particolarmente interessante.
Già entro la fine del mese prossimo, infatti, Apple potrebbe ufficialmente aprire i battenti degli iTunes Store in Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria e altre sette nazioni non esplicitamente menzionate. Tuttavia, fatta esclusione per queste tre, tra i 27 Stati membri dell’Unione solo otto risultano ancora sprovviste dei servizi del bazaar elettronico con la mela: Bulgaria, Cipro, Estonia, Latvia, Lituania, Malta, Slovacchia e Slovenia. Insomma, c’è da scommettere che a restare scontenti questa volta saranno i maltesi o i ciprioti, visto il loro relativo isolamento geografico e la ridotta densità di popolazione.

In attesa che Apple rilasci iTunes 11 con il supporto ad iCloud, a Cupertino hanno deciso senza troppo clamore di anticipare una delle novità annunciate estendendo l’anteprima dei brani a 90 secondi.
La novità riguarda tutti gli iTunes Store internazionali, compreso quello italiano, ed è già fruibile attraverso iTunes 10 senza dover effettuare alcun aggiornamento.
Come visibile nello screenshot di apertura l’estensione dell’anteprima riguarda tutti i brani con una durata superiore a 2 minuti e 30 sencondi, mentre per quelli di durata inferiore, come Little Wing di Jimy Hendrix, l’anteprima è stata mantenuta a 30 secondi.

In queste ore tutte le associazioni umanitarie si stanno organizzando per portare soccorso ed aiuti al Giappone, devastato da uno dei più potenti terremoti mai registrati e dal conseguente tsunami che ha spazzato via intere cittadine costiere.
Per ricevere donazioni le organizzazioni umanitarie hanno bisogno di strumenti di pagamento semplici e rapidi, in modo da raccogliere velocemente i fondi necessari a finanziare le missioni di soccorso.
Apple ha subito approntato una pagina sul proprio iTunes Store, al momento accessibile solo con account statunitensi, per raccogliere fondi destinati alle vittime del terremoto e dello tsunami del Giappone. Il 100% delle donazioni verranno versate in forma anonima alla Red Cross, la Croce Rossa degli Stati Uniti.
Sul proprio sito Giapponese Apple ha pubblicato il seguente messaggio:
Per coloro che sono stati colpiti dal terremoto e dallo tsunami, inviamo condoglianze dal nostro cuore. In questa profonda tristezza, stiamo pregando per le vittime e le loro famiglie.
[via 9to5mac]

Apple sta lentamente aggiornando senza troppo clamore le funzionalità delle applicazioni presenti sui dispositivi dotati di sistema operativo iOS e dopo aver introdotto i filtri di ricerca e il bottone INSTALLA nell’App Store di iPad, aggiunge la sezione Genius nell’applicazione iTunes di iPhone, iPod touch e iPad.
La funzionalità Genius introdotta nel 2008 su iTunes 8 suggerisce l’ascolto di nuovi brani musicali sulla base di quelli precedentemente acquistati dall’utente. La versione per i dispositivi iOS ripropone la stessa funzionalità con in più la praticità di procedere all’ascolto dell’anteprima, all’acquisto e al download del brano direttamente dal proprio dispositivo, senza dover ricorrere alla sincronizzazione con un computer.
Sull’applicazione iTunes di iPhone ed iPod touch è stata aggiunta un’apposita voce Genius nell’elenco dei tipi di download disponibili, mentre su quella dell’iPad è stato aggiunto un apposito tab Genius nella sezione musica, nella barra che mostra anche i tab dei brani in primo piano e delle classifiche.
[via tuaw]

Dopo il timido debutto di Apple nel mondo dei social network con Ping, a Cupertino hanno pensato di brevettare un social network dedicato alla condivisione delle esperienze d’acquisto.
Il sistema prevede la possibilità di comunicare con amici attraverso applicazioni che permettano di condividere video e immagini dei prodotti acquistati con la relativa valutazione in termini di soddisfazione per un determinato prodotto.
Lo scambio di informazioni si estende poi ai cosiddetti chioschi dei rivenditori che possono fornire ulteriori informazioni sulle caratteristiche e sulla disponibilità dei prodotti.
E’ facile immaginare che Apple abbia pensato ad un simile sistema come estensione di Ping, per suggerire i brani, i film e le applicazioni da acquistare facendo interagire direttamente gli utenti del social network con iTunes Store, App Store e iBookstore.
In realtà il brevetto è abbastanza generico da poter essere applicato a qualsiasi genere di prodotto e potrebbe diventare una killer application, basti pensare a cosa diventerebbe un simile sistema unito ad applicazioni di realtà aumentata. Basterebbe inquadrare un prodotto per ricevere le valutazioni e le opinioni degli amici del social netwok.
Ricordiamo inoltre che il prossimo 6 gennaio debutterà anche il nuovo Mac App Store, che completerà la strategia di vendita dei prodotti online iniziata quasi 10 anni fa con l’iTunes Store. Il social network per gli acquisti potrebbe rappresentare la chiusura del cerchio.
[via patentlyapple]

Apple Italia sta portando avanti con convinzione la promozione dei film su iTunes Store, un mercato sul quale presto la concorrenza si farà sentire, anche con l’ingresso sul mercato del Cubovision di Telecom (un prodotto che promette un ampio catalogo e prezzi concorrenziali).
Oltre al classico film della settimana, in occasione delle festività è stata lanciata anche la sezione “Grandi film a piccoli prezzi”, che propone 32 titoli a prezzi scontati.
Il costo dei film contenuti in questa sezione è di 3,99€ per l’acquisto, mentre oscilla tra gli 0,99 e i 2,99€ per il noleggio. Le proposte in catalogo sono: 50 volte il primo bacio, Hitch, La Pantera Rosa, Io & Annie, Una pallottola spuntata, Be Cool, Cambia la tua vita con un click, Una pallottola spuntata 33 e 13, Il rompiscatole, Nick & Norah, Piume di Struzzo, Team America, Una pazza giornata di vacanza, Black Hawk Down, Top Gun, Ronin, Sotto corte marziale, La terrazza sul lago, Vanilla Sky, The Truman Show, The International, Get Rich or Die Tryin’, L’armata delle tenebre, Cadillac Records, Carrie, Spongebob, The Karate Kid 1, 2, 3 e 4, Stardust e Agente Cody Banks.
Vi ricordo che i film possono essere anche regalati, costituendo una buona idea last minute per amici e colleghi. Per regalare un film basta cliccare la piccola freccia rivolta verso il basso che ne affianca il prezzo.

L’annuncio di oggi sarà stato recepito da molti utenti italiani come una cocente delusione. Perché Apple ha catalizzato tutta questa attenzione? Perché monopolizzare la home page per annunciare il debutto della discografia dei Beatles su iTunes? Innanzitutto bisogna dire che, probabilmente, la situazione deve essere sfuggita di mano. Ormai Apple non può proferir parola senza creare un hype incredibile. Lo slogan “Tomorrow is just another day. That you’ll never forget” voleva essere un semplice gioco di parole, che in italiano ovviamente è andato perso. “Another day” è una canzone scritta da Paul McCartney, ma tutti si sono concentrati su quel “Che non dimenticherai mai”, aspettandosi chissà quale rivoluzione.
A parte questo, è chiaro comunque quanto Apple ci tenesse a questo annuncio. Questo perché l’ingresso dei Beatles in iTunes Store ha comunque un valore simbolico. In un certo senso i Beatles sono stati simboli di un’epoca e soprattutto simboli della musica come la conosciamo oggi. Così quando Apple Computer venne denunciata dalla casa discografica dei Beatles, la Apple Corps, per violazione del marchio, fu comunque un danno di immagine. Un danno di immagine acuito da una causa legale che è durata decenni, e che si è reiterata nel 2003, a seguito della nascita di iTunes Music Store.
La casa discografica dei Beatles denunciò la Apple di Steve Jobs per aver infranto un patto: non occuparsi mai di musica con il marchio Apple. Così mentre Apple voleva porsi come la rivoluzione della musica digitale, una delle band più grandi della storia sembrava contestare queste aspirazioni. Tanto più che i brani dei Beatles, in iTunes Store, non ci entrarono. E, per ripicca di Yoko Ono, rimase fuori anche la discografia solista di Lennon. Un colpo basso, quale azienda può affermare di essere l’alternativa definitiva alla musica tradizionale se, nel passaggio, si perde i Beatles? Nell’immaginario americano questo non è poco.
In tutti questi anni sembra che Steve Jobs abbia fatto di tutto per ammiccare ai Beatles. Ha chiuso la causa legale con cifre (pare) astronomiche. Ha mostrato con orgoglio di ascoltare la band di Liverpool sul suo iPod. Ha detto, in un comunicato, di amare i Beatles. Finalmente, dopo anni, Apple ce l’ha fatta. Dopo aver fatto capitolare Madonna (e anche a lei, non dimentichiamolo, era stata persino dedicata un diretta durante il keynote di Jobs), ora anche l’ultimo simbolo della musica è scivolato ufficialmente nel mondo digitale. Il passaggio è completo e, forse, Apple ha scelto proprio l’anno migliore per togliere il CD dal simbolo del suo software musicale.
È solo una band musicale? Negli ultimi dieci anni, a discografia ormai congelata, i Beatles hanno venduto più album di tutte le popstar in attività, escluso solo Eminem. Parliamo di 30 milioni di copie: una buona fetta di storia della musica, che il catalogo digitale più ampio al mondo si lasciava scappare con un certo imbarazzo. Fino a ieri.