
E’ durata poco l’asta per un iPod shuffle autografato nientemeno che da Steve Jobs in persona, giusto il tempo di superare il muro dei 10.000 $ per tornare nella leggenda. Probabile che si trattasse d’una bufala; la storia che c’è dietro, però, non è affatto malaccio.
A quanto si legge in giro per il Web, il possessore dell’iPod shuffle e tre suoi colleghi sarebbero stati invitati ad un evento Apple in partnership col programma “innovators of tomorrow”, al termine del quale era stata data facoltà a chi lo desiderava di incontrare l’iCEO. Il dialogo sarebbe andato grossomodo così:
“So che non normalmente non concedi autografi, ma devo almeno provarci… mi firmeresti l’iPod? Se non ti va, non c’è problema. Neppure io sono uno che normalmente chiede autografi.
Al che, ridendo sotto i baffi, Jobs avrebbe risposto:
“No no, va bene. Quindi hai sentito questo di me? Bè, non direi che non mi piace elargire autografi; direi più che altro che non mi piaceva l’idea di prendermi da solo tutti i meriti per qualcosa, che poi è quello che un autografo implica, no? Ad essere onesti, penso che io sia l’ultima persona che dovrebbe firmare qualcosa. Uno scrittore che firma un libro lo posso capire, ma credo che a firmare qualcosa nella nostra società dovrebbero essere i membri del team Ricerca e Sviluppo e tutti gli altri responsabili dell’innovazione di prodotto. E’ un peccato che non possano ricevere tutti i medesimi riconoscimenti. Ma immagino che così sia decisamente più facile …E poi ti servirebbe un iPod gigantesco per farci entrare tutte quelle firme.”
Comunque è tutto terminato in un gran nulla di fatto, visto che l’asta è stata ritirata, e forse proprio perché si tratta di un falso. L’iPod shuffle però era un autentico modello da 2GB color arancio da 49$, rivenduto a quasi 11.000$ a cinque giorni prima della chiusura. Un po’ troppo caro, a prescindere dalla patacca in oggetto.

Negli ultimi anni Apple ci aveva abituato ad un evento di fine estate nel quale veniva presentata la nuova gamma di iPod, giusto in tempo per la riapertura delle scuole. Quest’anno però il tradizionale evento dei primi di settembre è saltato, ma l’attesa è tutta per i nuovi iPhone che monopolizzeranno la scena del prossimo keynote previsto per la fine del mese o addirittura per i primi di ottobre.
L’introduzione di iOS 5 porterà con se anche il debutto di iCloud e la possibilità di sincronizzare i contenuti in modalità wireless, ma tutte queste funzionalità potranno essere sfruttate solo dagli iPod touch più recenti, mentre il resto della gamma iPod rimarrà legata al vecchio cavo.
Non sorprende quindi che al momento siano circolate pochissime indiscrezioni su un eventuale aggiornamento degli iPod. La cosa più probabile è il debutto di un iPod touch bianco, ma per quanto riguarda le caratteristiche tecniche non ci si aspettano grosse novità, la ventilata possibilità di una versione dotata di modem 3G sembra piuttosto remota, perché un simile dispositivo entrerebbe in diretta competizione con il cosiddetto iPhone economico. L’iPod nano potrebbe guadagnare un’antenna nella clip e l’iPod Classic potrebbe essere dotato di connettività WiFi, per sfruttare i servizi offerti da iCloud e la sincronizzazione senza fili, mentre l’iPod Shuffle potrebbe essere proposto con tagli di memoria fino ad 8 GB.
Queste sembrano essere le previsioni più ottimistiche, perché in realtà le vendite di iPod hanno ormai raggiunto la parabola discendente, dopo il picco di vendite ottenuto nel 2008, ed i più pessimisti sostengono che Apple potrebbe gradualmente staccare la spina alla produzione di iPod. L’iPod Classic e l’iPod Shuffle terminerebbero il loro ciclo di vita senza nessun aggiornamento, l’iPod touch sarebbe rimpiazzato dal cosiddetto iPhone economico e l’iPod nano verrebbe trasformato definitivamente in un iWatch in grado di connettersi in modalità wireless ad un iPhone.
C’è chi dice che l’iPod shuffle sia uno strumento demoniaco: i suoi accoppiamenti di pezzi, le sue brusche transizioni regalano ogni volta sorprese o soprassalti. I fanatici dello Shuffle arrangiano le loro playlist in modo che, comunque vada la scelta dei pezzi, le transizioni non siano brusche, ma non senza lasciare qualcosa al caso, come una canzone completamente fuori tono. A volte mi diverte incontrare combinazioni fra i pezzi che si susseguono, come se fosse un messaggio divino, frutto di una strana alchimia. Sarebbe veramente un tema interessante discutere tutte le combinazioni che inseriamo nello Shuffle…
L’artista Matthew Irvine Brown ha voluto condividere la sua filosofia di accoppiamento casuale di pezzi musicali, arrangiando un album composto da 18 corti brani originali, pensati per essere riprodotti in ordine casuale sull’iPod shuffle e a ciclo continuo. Si tratta di una serie di accordi e brevi frasi musicali, collegate fra loro da transizioni quanto più neutre possibili.
Proprio riguardo alle transizioni, non sempre “morbide” sullo Shuffle, Brown ha saputo recuperare i click digitali e i brusii dell’iPod per integrarli alla melodia e al ritmo, facendo in modo che il passaggio da mp3 a mp3 partecipi alla musica. La tecnica non è nuova e ricorda vecchie sperimentazioni glitch di musica elettronica o la minimal-techno, ma viene qui riproposta da Brown al gusto e alla tecnologia di oggi.
La pagina del progetto di Brown descrive tutti i passi della creazione musicale e del perché di ogni scelta fatta. Il progetto è ancora in corso, ma è interessante sbirciare le influenze che lo hanno ispirato, da Brian Eno a John Cage. È anche possibile scaricare le tracce per poterle ascoltare e usare nell’iPod shuffle o in iTunes (link diretto, 6 MB in formato zip).
[Via Cult of Mac]

L’avevamo visto allorché iFixit dissezionò il nuovo iPod Shuffle: sembra incredibile ma, tolta la batteria, il componente più voluminoso dell’intero gingillo è il connettore audio. Un brevetto depositato recentemente da Cupertino e scoperto da PatentlyApple mira a renderlo meno ingombrante con la solita originalità e tanto spirito d’adattamento.
Il problema è che, al di là dell’effettivo volume occupato, un connettore deve sempre essere posizionato a contatto con la scocca esterna, così da risultare raggiungibile al jack delle cuffie, e in dispositivi minimalisti come lo shuffle ciò determina pesantemente il design finale. Ecco perché gli ingegneri Apple hanno pensato di creare una presa che contemplasse la presenza di cosiddetti pogo pin. Il nome di questi ultimi deriva per analogia dal “bastone da salto”, l’attrezzo di cui spesso si serve Wile E. Coyote per inseguire Road Runner e noto anche col nome di Pogo Stick.
I pogo pin possiedono la peculiarità di stabilire connessioni temporanee tra circuiti estendendo e ritraendo alcuni dentelli metallici secondo le necessità; ciò permette di veicolare i segnali audio, dati ed energetici agli auricolari, ma c’è di più. I dentelli possono essere posizionati con angoli estremamente variegati (per esempio, per trattenere il jack), e possono essere adattati per quantità e grandezza. Insomma una tecnologia che presto potrebbe permettere una miniaturizzazione ancora più spinta dei dispositivi multimediali, con un design ancora più aggressivo e innovativo.
Il brevetto, numero 20100240259, porta in calce le firme degli inventori Sean Murphy e John DiFonzo e risale al secondo trimestre del 2009.

Quello che vedete qui sopra è una bozza confidenziale rubata ai laboratori di Cupertino in cui viene svelato il segreto che sta dietro al design di ben due prodotti diversi, non soltanto il nuovo iPod nano ma persino lo shuffle. Fa ridere, ma poco ci manca.
E in effetti, se dividete a metà il vecchio iPod nano, grossomodo vi ritroverete fra le mani i due gingilli: un quadrante da iWatch e uno shuffle dotato dell’imperitura ghiera cliccabile, vale a dire uno schiaffo all’innovazione e la tacita ammissione che il modello precedente è stato un mezzo flop.
[Via Reddit e TheDailyWhat)
Era solo questione di tempo affinché i tecnici di iFixit pubblicassero la loro foto gallery relativa al dissezionamento degli ultimi prodotti presentati da Apple. Questa volta è il turno del più piccolo: iPod shuffle. Vi avevamo mostrato le immagini in tempo reale con la conferenza. Il design è un palese ritorno a due generazioni precedenti.
La rimozione del guscio esterno in alluminio ha richiesto più di mezz’ora a causa di uno strato di colla posto ad ulteriore protezione. La batteria è saldata direttamente sulla scheda logica: il prezzo da pagare quando si acquista un dispositivo così piccolo. La durata della batteria, testata dai tecnici, è stata misurata in 15 ore e la data di manifattura del prodotto varia da luglio 2010 ad agosto 2010.
Come di consueto, i tecnici di iFixit chiudono la loro foto-gallery con la lista dei pregi e dei difetti. Il fatto che il controller sia connesso alla scheda logica attraverso un connettore è ottimo ai fini della rapida riparazione. La resistenza e robustezza del prodotto è ottima per via dell’assenza di componenti mobili o sensibili come il display. Purtroppo per aprirlo bisogna irrimediabilmente romperlo anche a causa dell’impiego di connettori sempre più sottili e fragili. Dopo il salto trovate le altre foto dello smontaggio.
E adesso che abbiamo l’iPad, cosa potrebbe inventarsi Steve Jobs per stupirci ancora ?
Ma certo, un dispositivo con un touchscreen piccolo, molto piccolo, tanto piccolo da essere grande come un orologio, un iWatch per l’appunto.
Non c’è dubbio, i ragazzi di ADR Studio hanno avuto un’ottima intuizione ed anche un’indiscutibile dote creativa nel realizzare questo concept di orologio in perfetto Apple Style.
Una serie di widget permetterebbero di visualizzare l’ora, le previsioni del tempo, gli SMS e le chiamate ricevute, effettuando il pairing con un iPhone. Esagerando il dispositivo potrebbe integrare anche un picoproiettore.
L’idea non è affatto da scartare. D’altra parte un prodotto analogo per BlackBerry esiste già ed Apple potrebbe anche rimpiazzare l’ormai anacronistico iPod Shuffle con qualcosa di più … magico ?

Pubblicato dall’ufficio brevetti statunitense soltanto ieri, un interessante documento depositato da Apple descrive un Dock universale in grado di adattarsi istantaneamente al dispositivo cui viene collegato grazie a componenti a memoria di forma. Forse in futuro potremo dire addio a mascherine e adattatori, e lo stesso Dock sarà adattabile sia all’iPhone che all’iPod nano.
Oltre a integrare il sensore a infrarossi per l’input dall’Apple Remote, il Dock possiede un pulsante di “Reset”, in grado di decomprimere la base elastica e riportarla allo stato originale o di accettare nuove forme. In questo modo, è possibile riadattarla ad un altro dispositivo, pur se con form factor drasticamente differente. E il bello del brevetto è che, una volta scelta la forma voluta, questa resta impressa fino ad una nuova pressione del Reset.
Infine, secondo le descrizioni allegate, nel Dock potrebbe essere prevista circuiteria addizionale in grado di riconoscere automaticamente il dispositivo in prossimità ed adattare lo strato superiore secondo schemi preimpostati, così da rendere l’operazione totalmente automatica e trasparente all’utente.

Dopo aver visto la metamorfosi degli iPod shuffle nel corso del tempo, era evidente che a Cupertino hanno due strade davanti: creare un improbabile iPod invisa oppure integrare in qualche modo l’iPod direttamente nelle cuffie. Scartata la prima, ecco il brevetto che illustra la seconda possibilità.
In buona sostanza, Apple starebbe valutando l’ipotesi di integrare una memoria direttamente nelle cuffie, rigorosamente wireless e stereo; grazie a questo accorgimento, si potrebbe usarle come lettore multimediale indipendente e al contempo abbinarlo ad un iPhone per rispondere alle chiamate. Secondo gli schizzi, le cuffie vengono corredate di controlli musicali di base e possono fornire feedback visivo o audio.
La memoria flash integrata diventerebbe una specie di cache momentanea che consentirebbe notevoli risparmi in termini di spazio sul telefono ma soprattutto di batteria, poiché rende superfluo lo streaming wireless. Ad esempio, attraverso comandi vocali, le cuffie potrebbero registrare internamente memo o persino un’intera conversazione al telefono, ed infine potrebbe sincronizzarsi col Mac tramite USB, Bluetooth, RF o persino infrarossi.
Firmato da John Tang dell’Industrial Design Group presso Apple e depositato ad aprile 2008, questo brevetto ovviamente descrive un prototipo o poco più, non certamente un prodotto finito. Tuttavia le idee che introduce sono piuttosto valide e potrebbero presto trovare applicazione pratica.
[Via Electronista]

I nuovi prodotti presentati da Apple durante l’ultima conferenza stanno cominciando a giungere ai primi acquirenti. E’ questo, dunque, il momento per svelarvi alcuni piccoli dettagli che forse ancora non conoscete circa i nuovi dispositivi presentati.
Continua a leggere: 15 cose che forse non sapete sui nuovi prodotti Apple
Anche se è stato presentato da poco, c’è chi si è già interrogato su come potrebbe apparire la prossima versione del nuovissimo iPod Shuffle.
Quello che si vede in questa foto ne è il risultato. Un dispositivo di forma quadrata con angoli morbidi, completamente in alluminio (come gli attuali iPod Classic) e totalmente privo di tasti (come l’attuale iPod Shuffle).
A spiccare, tuttavia, non sono le caratteristiche fin qui menzionate ma la presenza di un display che occupa tutta la parte frontale. Cosa ne pensate?
[Via MacPredictions]

Secondo quanto sostiene iSuppli, il nuovo Apple iPod Shuffle costerebbe all’azienda soltanto 21,77$. Il prezzo includerebbe i costi di assemblaggio ed inscatolamento.
Questi i prezzi delle singole componenti:
Il prezzo delle cuffie, quello della scocca e della confezione non sono stati specificati, ma contribuiscono per l’altra metà del costo complessivo.
A conti fatti, Apple spenderebbe il 28% di ciò che guadagna dal prezzo di vendita. Stando così le cose, l’iPod Shuffle sarebbe l’iPod più redditizio dell’intera linea di lettori multimediali. In questo conteggio, ovviamente, sono esclusi i costi di Ricerca & Sviluppo.
[Via BusinessWeek]