
Apple rilascia la terza beta di iOS 4.3, la terza in tre settimane; si tratta forse di un segnale che i tempi per la versione definitiva si stiano approssimando. Con la sigla di build 8F5166b, quest’ultima beta di iOS 4.3 segue di due settimane la precedente build 8F5153d. Come per le versioni precedenti, iOS 4.3 beta 3 è disponibile per iPad, iPhone 4/3GS, 3ª e 4ª generazioni di iPod touch; vi è anche una separata versione per Apple TV.
I dettagli di questa versione di iOS saranno senz’altro commentati nelle prossime ore. Le versioni precedenti includono nuove funzionalità come nuove gesture multitouch su iPad, personal hotspot Wi-Fi, un supporto per il video streaming su AirPlay e software con speciali effetti di elaborazione d’immagini.
La notizia arriva al momento in cui Net Applications ha annunciato che iOS ha raggiunto lo storico traguardo di 2% del traffico web. Nei paesi anglosassoni, questa proporzione è ancora più alta, dal 3.4% degli USA ai circa 10% di Singapore.

Ricordate la famosa sezione 3.2.2 del contratto di licenza di Apple con gli sviluppatori? Il cambiamento del testo di quella sezione scatenò la battaglia mediatica tra Apple ed Adobe a suon di annunci al fulmicotone.
Oggi si scopre che il testo di quella stessa sezione è stato ulteriormente modificato, in occasione del passaggio ad iOS4, e che i vincoli stringenti dell’epoca sono stati rilassati.
La modifica consente ora di utilizzare codice interpretato purché “sia utile per funzionalità minori” oppure “sia coerente con lo scopo dell’applicazione”. Apple si riserva di valutare i due parametri caso per caso. Tale modifica consente a framework già molto utilizzati come Unity 3D ed altri, di non essere tagliati fuori senza una ragione apparente.
Come interpretare tale decisione?

Dopo la presentazione dell’iPad erano già circolate delle indiscrezioni secondo le quali iPhone OS, il sistema operativo Apple dedicato ai dispositivi mobili, sarebbe stato rinominato in iOS, visto che ormai tale sistema non è più un’esclusiva di iPhone.
Ancora una volta, come già avvenuto per il marchio iPhone, questo nome risultava già registrato da Cisco Systems che da anni lo utilizza per identificare il sistema operativo installato nei propri apparati di rete.
Cisco ha però ufficialmente comunicato di aver raggiunto un accordo con Apple per l’utilizzo in licenza del marchio iOS:
Cisco ha accettato di concedere in licenza il marchio iOS ad Apple per utilizzare questo nome per il sistema operativo di iPhone, iPod touch ed iPad. La licenza è limitata al solo marchio e non comprende alcuna tecnologia.
[via 9to5mac]
[Courtesy of Engadget]
Dopo un’abbondante introduzione, come di consueto, Steve Jobs ha condiviso con il pubblico presente in sala alcune interessanti statistiche relative ad iPhone.
Il CEO di Apple ha mostrato con orgoglio i risultati dell’analisi di mercato condotta da Nielsen. La quota di mercato statunitense vede iPhone in seconda posizione con il 28%. In cima alla classifica c’è RIM con il 35% ed al terzo posto Windows con il 19% seguita da Android con una quota del 9%.
Un altro studio, che si riferisce all’uso dei sistemi operativi mobili più utilizzati al mondo, vede una concentrazione del 58,2% per iPhone, seguita da un 22,7% di Android.
Steve Jobs non ha risparmiato un breve salto nel passato, ricordando quale fosse la situazione nel mercato dei telefoni cellulari prima del 2007 (anno del debutto di iPhone).
“iPhone ha reinventato quello che noi pensiamo essere uno smartphone” ha detto il CEO di Cupertino.
Una televisione giapponese ha condotto e mandato in onda una breve inchiesta sugli iPad tarocchi. Di iPhone alternativi ne erano stati prodotti a profusione, ma quello dell’iPad è un trend tutto in ascesa.
Il numero di modelli è impressionante. Esteticamente i vari dispositivi riprendono le fattezze dell’ultimo nato a Cupertino, sebbene in alcuni casi il risultato non sia nemmeno lontanamente paragonabile.
Il sistema operativo dei dispositivi non è chiaramente iPhone OS bensì qualcosa di molto primordiale e casalingo. Inutile dire che la qualità dei prodotti è molto bassa. Il problema dei falsi è oramai dilagante in oriente. La stessa Apple, qualche mese fa, ha dichiarato apertamente guerra alle aziende incriminate.
Apple ha cominciato ad allestire il Moscone Center di San Francisco, con i consueti striscioni ed una grande mela sulla facciata, per l’annuale World Wide Developers Conference che quest’anno si svolgerà lunedì 7 giugno.
Sicuramente l’evento più atteso è quello di apertura nel quale Steve Jobs presenterà l’iPhone di quarta generazione ormai svelato in decine di foto e video, anche se le sorprese potrebbero non mancare.
Il titolo dell’evento è “WWDC 10 The center of the app universe” e ciò lascia intendere che il focus dell’intera conferenza sarà centrato sulle applicazioni per iPhone OS.
Nel corso del WWDC verranno effettuate anche alcune sessioni di presentazione delle ultime novità di Mac OS X, anche se difficilmente verranno fatti annunci o dimostrazioni dell’attesa release 10.7.

Considerata dalla stessa Apple poco più che un hobby, Apple TV potrebbe presto ricevere un trattamento lifting di tutto rispetto che la renderebbe molto simile ad un iPhone di quarta generazione, Sistema Operativo e CPU comprese.
La nuova Apple TV, ammesso che sia sul serio in cantiere, sarebbe stata definita dal solito anonimo ben informato un grosso iPhone senza schermo: l’architettura interna infatti prevede una CPU A4, 16 GB di memoria Flash e supporto ai flussi video HD a 1080P. Le limitazioni sul piano dello storage non rappresentaranno comunque un problema per l’utenza, anche perché su questo versante potrebbe tornare utile a Cupertino la famosa acquisizione di Lala: i contenuti verrebbero infatti ospitati e ripescati per mezzo di tecnologie cloud alla pressione di un pulsante.
Data la spietata somiglianza con la piattaforma iPhone, iPod touch ed iPad, ci si chiede ovviamente quanto tempo passerà prima di vedere applicazioni per Apple TV in App Store; l’ipotesi suona tutt’altro che peregrina, peccato solo che a riguardo le indiscrezioni non facciano neppure un accenno.
Infine, pare che questo interessantissimo gadget avrà pure un prezzo, per gli standard Apple, semplicemente incredibile: appena 99$. Quanto basta, suggerisce qualche malizioso, per mettere i bastoni fra le ruote a Google e la sua Google TV.

Puntuale come un orologio svizzero Apple ha rilasciato agli sviluppatori la quarta beta di iPhone OS 4.0 ed il relativo SDK.
Rispetto alla precedente beta 3 che aveva introdotto i widget nella dashboard delle applicazioni in multitasking, questa nuova release non sembra svelare particolari funzionalità, almeno per il momento.
Per gli utenti americani arriva finalmente la possibilità di attivare dalle impostazioni dell’iPhone il thetering sulla rete 3G di AT&T, con l’indicazione di chiamare l’operatore telefonico o visitare il relativo sito per ottenere l’abilitazione al servizio, che però al momento non è ancora disponibile.
Altra piccola novità riguarda l’aggiunta di nuovi simpatici wallpaper, una delle nuove feature offerte da iPhone OS 4.0.


[via 9to5mac]
Il US Patent and Trademark Office ha pubblicato un brevetto depositato da Apple relativo ad una tecnologia per applicazioni su luoghi geografici specifici. Il sistema potrebbe essere usato per visualizzare alcuni contenuti solo quando il dispositivo si trovasse nelle vicinanze di un particolare luogo.
Il brevetto si distingue dall’attuale tecnologia utilizzata dai servizi basati su geo-localizzazione, come la consultazione di mappe, suggerendo che le informazioni circa il luogo di permanenza potranno essere utilizzate in modi nuovi ed inediti dalle applicazioni pre-installate o permanenti nel dispositivo.
I grafici presenti nel documento mostrano diversi esempi di applicazioni locali. Uno di essi mostra l’interfaccia di iPhone con un’applicazione Library Catalog che automaticamente appare quando l’utente entra in una biblioteca, fornendo un metodo veloce per consultare l’intero catalogo. Altre applicazioni potrebbero consentire all’utente di consultare i prodotti in vendita di uno store, il men§ di un ristorante, o conoscere il tempo stimato per ricevere un tavolo in un locale.
Il brevetto fu sottomesso all’ufficio preposto nel novembre 2008. Come nella maggior parte dei casi, Apple non ha chiarito se tale tecnologia possa essere effettivamente implementata in iPhone OS.
[Via MacNN]

Puntuale come sempre, a distanza di due settimane dalla precedente release, Apple rilascia agli sviluppatori iPhone OS 4.0 beta 3 ed il relativo SDK.
Come al solito questi rilasci intermedi risolvono alcuni bug emersi durante i test della precedente beta, ma servono anche a svelare con il contagocce alcune delle 100 novità promesse da Jobs per l’iPhone OS 4.0.
La versione definitiva di iPhone OS 4.0 sarà rilasciata nel mese di giugno quando verrà lanciato l’iPhone 4G, ma sarà possibile installarla anche sugli iPhone ed iPod Touch di seconda e terza generazione.
Per quanto riguarda l’iPad, invece, occorrerà aspettare l’apposita versione di iPhone OS 4.0, prevista per questo autunno, per poter beneficiare del multitasking.
Tra le tante novità introdotte da iPhone OS 4.0 c’è anche il supporto alle tastiere bluetooth, già disponibile per iPad con il firmware 3.2.
9to5mac ha realizzato un video in cui viene mostrato come la tastiera bluetooth possa essere utilizzata per digitare dei testi direttamente sull’iPhone o per attivare alcuni comandi per mezzo dei tasti funzione.
Utilizzando ad esempio la combinazione di tasti CMD+A viene selezionato tutto il testo, proprio come avviene sul Mac. Il tasto ESC sembra non produrre alcun effetto, ma i tasti funzione F1 e F2 regolano la luminosità dello schermo dell’iPhone, così come i tasti per gestire la riproduzione dei brani in corrispondenza dei tasti funzione F7, F8 ed F9 e quelli del volume F10, F11, F12, funzionano esattamente come funzionano sul Mac.

In rete ha cominciato a circolare l’indiscrezione secondo la quale Adobe sarebbe vicina a denunciare Apple relativamente alla decisione di impedire i cross-compiler in iPhone 4.0 SDK. Fonti vicine ad Adobe sostengono che gli sviluppatori Flash si stiano già preparando ad intraprendere un’azione legale nel giro di “poche settimane”.
Come Adobe abbia intenzione di approcciare la causa o quali possano essere le sue richieste non è menzionato, ma si presume che l’azienda voglia forzare Apple ad accettare tool di terze parti.
Si pensa che Apple abbia limitato le possibilità di sviluppo al solo Xcode per assicurare che ogni sviluppatore abbia le stesse possibilità, prevenendo una serie di problemi già riscontrati in ambiente Mac OS X, dove la dipendenza da tool di sviluppo di terze parti lasciò Adobe e Microsoft con software ampiamente da riscrivere con processori Intel.
[Via Electronista]