
Da iResQ arriva un interessante set di foto che ritrae quello che apparentemente sembra il pannello frontale dell’iPhone 4G. Sorpresa, non soltanto è lievemente più lungo dei precedenti, ma introduce alcune differenza piuttosto macroscopiche.
Innanzitutto, a giudicare dalle immagini la nuova scocca è più lunga degli iPhone prevedenti di circa 1/4″ in più. Inoltre, sembra che l’alloggiamento preveda uno schermo LCD incollato al digitizer (cioè la superficie multi touch), come avveniva nella prima generazione; se questo dettaglio venisse confermato, significherebbe costi di riparazione più alti del necessario. Se infatti a rompersi è solo uno dei due componenti - e solitamente ad abbandonare gli utenti è proprio il digitizer -, bisogna provvedere a sostituirli in blocco.
Inoltre, incuriosisce la presenza di una superficie a specchio collocata direttamente sopra lo speaker. E’ opinione di iResQ che Apple possa aver semplicemente deciso di spostare i sensori di prossimità, ma come correttamente sottolinea qualcuno, ciò non spiega tuttavia la necessità della parte riflettente.
Implode! è un gioco sviluppato da IUGO Mobile Entertainment Inc. per iPhone ed iPod touch. L’obiettivo è quello di piazzare cariche di esplosivo al fine di demolire la costruzione in uno spazio limitato.
Il gioco vanta ben 140 livelli complessivi per i quali è possibile utilizzare diversi tipi di esplosivo. La grafica è molto ben curata ed anche i suoni, nella loro semplicità, sono all’altezza dell’applicazione. I commenti che il titolo ha ricevuto sono molto positivi ed il gruppo di sviluppatori responsabile del titolo ha dimostrato di ascoltare le richieste dei propri utenti (che dall’inizio hanno chiesto sempre più livelli).
Implode! è disponibile attraverso App Store al prezzo di € 1,59 in lingua inglese. Per tutti gli utenti che vogliano provarlo prima di acquistarlo è disponibile gratuitamente una versione Lite. Buon divertimento.
Continua a leggere: Implode!: demolisci edifici con iPhone ed iPod Touch

Come tutti i possessori di un iPhone sapranno, l’applicazione per inviare SMS non permette di tenere sotto controllo il numero di caratteri digitati. E’ una mancanza abbastanza importante, perché rischiamo di dover spendere soldi per inviare SMS multipli quando magari eccediamo di appena qualche lettera.
Per questo ci viene in aiuto mySmsCounter: un’applicazione disponibile su AppStore al prezzo di 0,79€. Basta avviarla, digitare il testo con una tastiera landscape e sarà possibile avere subito un riscontro visivo, tramite una barra colorata, di quanti caratteri abbiamo digitato e quanti ce ne rimangono. Così, abbiamo la possibilità di correggere e modificare il messaggio prima di dover pagare un SMS multiplo.
Continua a leggere: iPhone: tenere sotto controllo i caratteri in un SMS, con mySmsCounter
Grazie ad un nuovo ed interessante brevetto depositato da Apple, un giorno potremmo condividere la nostra posizione geografica con altri utenti iPhone con la semplice pressione di un pulsante.
Sarà capitato a molti di sentirsi chiedere al telefono “Dove ti trovi?” e non averne la più pallida idea. Oppure ancora, di trovarsi in difficoltà e non avere tempo di cercare riferimenti, aprire Mappe e così via. Grazie a questo brevetto, durante una conversazione o via SMS, sarà possibile informare qualcuno della nostra posizione in tempo reale, o tracciare la distanza e le indicazioni per raggiungere l’interlocutore.
Il testo del brevetto, intitolato “Device-to-Device Location Awareness”, recita:
Durante una chiamata, al secondo utente potrebbe essere richiesto di autorizzare il rilascio delle informazioni di posizionamento attuale su richiesta del primo utente. Una volta che l’autorizzazione sia stata ottenuta (ad esempio, dopo che il secondo utente prema OK sul pulsante fisico o virtuale del proprio dispositivo), il secondo dispositivo compone e invia un messaggio al primo che contiene le informazioni attuali di posizionamento.
Essendo un’implementazione totalmente software e basata su architetture esistenti, il meccanismo non richiede alcuna modifica all’infrastruttura telefonica: l’unico pre-requisito è un software di geolocalizzazione attivo durante la telefonata.
Continua a leggere: Brevetti: in futuro iPhone conviderà la posizione durante una chiamata

In una vaga nota inviata agli sviluppatori, Apple richiede che i servizi di Core Location, cioè la geolocalizzazione sull’iPhone, vengano utilizzati esclusivamente per fini utili all’utente. E qualcuno già accusa Apple di voler assumere il controllo della pubblicità su iPhone introducendo in questo settore la stessa, pericolosa discrezionalità cui siamo abituati con le approvazioni software.
Proprio ora che anche a Cupertino le cose nel mondo della pubblicità si sono fatte serie, sull’Apple Developer forum si può leggere:
Se avete costruito la vostra applicazione con caratteristiche basate sulla posizione GPS dell’utente, assicuratevi che queste caratteristiche forniscano informazioni utili. Se la vostra applicazione fa uso del GPS primariamente per permettere agli inserzionisti mobili di fornire pubblicità mirata sulla posizione geografica dell’utente, la vostra applicazione sarà rispedita al mittente dal Team di revisione delle applicazioni così che possa essere modificata prima di un nuovo vaglio.
Dopo il fallimento con AdMob e il successo nell’acquisizione di Quattro Wireless, Apple ha assegnato al CEO di Quattro il posto di Vice Presidente della Mobile Advertising di Cupertino. In seguito, ha assunto due nuovi responsabili e, secondo BusinessWeek, starebbe “lavorando per rivoluzionare il settore della pubblicità mobile così come ha fatto per telefoni e lettori multimediali”. Insomma, se ci sono ancora dubbi sulla faccenda, Craig Hockenberry, uno sviluppatore iPhone e Mac, ha cinguettato con estrema chiarezza il timore di molti:
Continua a leggere: Apple vieta la pubblicità location-based sull'iPhone

Analizzando l’SDK 3.2 sono stati trovati alcuni indizi che proverebbero l’esistenza di un nuovo iPhone.
Tra i file del simulatore sono nascoste alcune cartelle dedicate ai singoli dispositivi che adottano iPhone OS.
Il nome in codice N88, ad esempio, dovrebbe essere quello dell’iPhone 3GS, mentre le precedenti versioni venivano chiamate M68 ed N82.
Nell’SDK 3.2, oltre a comparire per la prima volta l’iPad con il nome in codice K48, compare anche un misterioso dispositivo denominato N89 che dovrebbe far riferimento al prossimo iPhone.
Nel firmware 3.1.3 appena rilasciato sarebbe invece stato individuato il nome in codice N80 che dovrebbe appartenere al prossimo iPod Touch.
Le informazioni nascoste nell’SDK e nel firmware si sono rivelate in passato degli ottimi indizi.
Ad esempio, il dispositivo denominato iProd, scoperto nel firmware quasi un anno fa, è rimasto anche nell’SDK 3.2, solo che adesso le relative icone raffigurano direttamente l’iPad.
[via engadget]
Continua a leggere: Tracce dei nuovi iPhone ed iPod Touch nell'SDK
Molti si chiedono come mai Apple abbia deciso di utilizzare per l’iPad il sistema operativo iPhone OS, già presente nell’iPhone e nell’iPod Touch, anziché optare per Mac OS X, magari modificato ad hoc per integrarsi al meglio con il multi-touch.
Un’ipotesi ci viene proposta da AppleInsider. L’autore dell’articolo sostiene che l’iPhone OS sia il miglior punto di partenza per la strategia che Apple starebbe portando avanti: rivoluzionare il modo con cui gestiamo i nostri documenti.
Come? Semplicemente nascondendo all’utente tutto il meccanismo di apertura e salvataggio di dati tramite la conoscenza del percorso dei file nel file system. Ad esempio, cosa facciamo quando, nel nostro computer, vogliamo aprire un particolare documento? Scegliamo il file selezionando il percorso nel quale è situato. Ecco, questo concetto è totalmente assente nell’iPhone, nell’iPod Touch (i possessori potranno confermarvelo) ed ora anche nell’iPad.
Continua a leggere: Apple rivoluzionerà il nostro modo di gestire i documenti?

Intellect Wireless (questo il loro scarno sito Web), una piccola società statunitense votata al wireless, avrebbe denunciato Apple per violazione di brevetto su alcune tecnologie di foto/video messaggistica impiegate in prodotti come iPhone 3G.
Il motivo del contendere è la capacità di alcuni dispositivi mobili di Cupertino di “ricevere e mostrare informazioni che identificano un contatto, foto non-facsimile, video-messaggi e/o servizi di messaggeria multimediali.” L’accusa ha formulato una richiesta di danni che ammonta a ben 10 milioni di dollari, tuttavia al di là del presunto brevetto registrato, non sembra esistere alcun prodotto Intellect Wireless che integri le tecnologie oggetto della contestazione: è in altre parole un NPE (non-practicing entities), o Patent troll, la cui reputazione sembra peraltro già nota nell’ambiente.
Da notare questa che non è affatto la prima volta che viene intentata causa ad Apple per presunte violazioni di brevetto sulle tecnologie impiegate in iPhone, né è la prima volta che Intellect Wireless si sia rivolta alla corte. Nei casi precedenti, tuttavia, erano state scomodate T-Mobile, Virgin Mobile, Motorola, LG Electronics, Samsung ed HTC.
Nella SDK 3.2 beta, rilasciata esclusivamente agli sviluppatori iscritti al Developer Program, è stata introdotta la possibilità di cominciare a sviluppare software per iPad. Trattandosi di una versione beta, non è possibile rilasciare in App Store il software sviluppato, tuttavia è possibile cominciare a testarlo sul simulatore software (presente nel SDK).
In questo video realizzato da iPadGeek.it, nuovo sito italiano dedicato all’Apple iPad, potete vedere in anteprima il funzionamento del simulatore e, perché no, farvi un’idea sulla nuova interfaccia del dispositivo.

[image courtesy of | Engadget]
Steve Jobs ha cominciato immediatamente il suo keynote da San Francisco snocciolando, come al solito, delle statistiche di vendita e di uso dei suoi prodotti molto accattivanti.
Il primo pensiero è per il nuovo traguardo appena raggiunto da iPod: i 250.000.000 di unità vendute. Un attimo dopo, lo sguardo luccica forse ancora di più, la cifra è quella degli Apple Store nel mondo: 284. Dati fino a qualche anno fa impensabili. Come, del resto, i 50 milioni di visitatori registrati presso i negozi solo nell’ultimo trimestre.
Si prosegue con l’orgoglio, ed è il turno dell’App Store: più di 140.000 applicazioni, per 3 miliardi di scaricamenti da parte degli utenti iPhone e iPod Touch. L’ultima cifra in diapositiva è quella che lo commuove di più (chissà perché): è quella dei 15,6 miliardi di dollari come incasso per il primo trimestre 2010.
Continua a leggere: Apple Event: Steve Jobs presenta orgoglioso un po' di statistiche

In seguito all’annuncio degli spettacolari risultati finanziari relativi al primo trimestre fiscale 2010, è chiaro che a Cupertino spira decisamente un buon vento. Meno palese è forse il fatto che, in meno di tre anni, il vero business di Apple s’è spostato dal mondo del computing alla telefonia, con iPhone che supera gli introiti derivanti dal Mac.
Il cambio di filosofia era ravvisabile già quando, neppure troppo tempo fa, Cupertino modificò la propria ragione sociale da Apple Computer Inc. ad Apple Inc, ma ora le ragioni di questa decisione appaiono inequivocabili. I profitti relativi ad iPhone hanno superato il ragguardevole muro dei 5,6 miliardi di dollari, facendo registrare un +90% rispetto all’anno precedente. Per contrasto, il business dei Mac è salito a 4,5 miliardi di dollari, mentre quello degli iPod ha raggiunto un pur eccellente 3,4 miliardi. A ragione si può dire che iPhone batte Mac per più di un miliardo di dollari.
E le cose sono sono destinate a cambiare ulteriormente. I gadget ed i dispositivi che in generale portano la connettività mobile rivestiranno un ruolo sempre più importante nella vita degli utenti che, un giorno, saranno ubiquamente connessi a costi ragionevoli. Si spera. Ed è in questo senso che va interpretata l’eventuale introduzione di un Tablet.
Continua a leggere: Il più grande business di Apple non è Mac: è iPhone

Per porre un freno al dilagante fenomeno dei cloni, Cupertino ha deciso di innescare e prendere attivamente parte alle misure messe in atto dal governo cinese. Il team Apple cinese si è infatti coordinato con la polizia di Shenzhen per portare a termine un raid contro un laboratorio clandestino nel distretto industriale. Sequestrati ben 1.000 iPhone tarocchi e 6.000 batterie compatibili.
Apple sta inviando staff a Shenzhen per acquisire informazioni sul caso ed eventualmente incontrare la stampa giovedì, avrebbe rivelato un membro dello staff soprannominato Xiao e interno al dipartimento di sorveglianza del mercato Apple per il sud della Cina.
La maggior parte dei cloni iPhone in circolazione sembrerebbero provenire proprio da Shenzhen, una regione al sud della Cina e prossima a Hong Kong. Il lotto che ha causato l’intervento diretto di Cupertino pare avesse caratteristiche tali da mettere in allarme Apple: si vocifera di un costo di commercializzazione pari ad un decimo dell’originale ($74) e persino la possibilità di far girare iPhone OS, ma quest’ultimo dettaglio è tutto da verificare.
Oppure ancora, c’è la possibilità che questi modelli somigliassero troppo al venturo iPhone 4G, motivo per cui è stato deciso un tempestivo e personale intervento per impedire la divulgazione di informazioni importanti. Una cosa è certa, comunque: mai come ora il mercato nero ha avuto il fiato di Apple sul collo.
Continua a leggere: Apple dichiara guerra ai clonatori cinesi