
Lo dice sempre Tim Cook che “si vendono dispositivi iOS alla velocità con cui riescono a produrli”, e Gene Munster di Piper Jaffray lo sottoscrive con uno schema piuttosto interessante. Quello che trovate qui sopra.
Ad ogni lancio d’un nuovo prodotto, Apple produce numeri da capogiro. Se consideriamo che il primo iPhone nel 2007 ci ha messo ben 74 giorni per arrivare al primo milione venduto nei soli Stati Uniti, è facile constatare la differenza coi gingilli successivi. All’iPhone 3G sono serviti appena 3 giorni per raggiungere il fatidico traguardo, ma d’altro canto il debutto è avvenuto in ben 22 paesi del mondo. Con iPhone 4, in 3 giorni Apple ha stracciato il record di 1,7 milioni di unità commercializzate, e col 4S nel medesimo periodo ne ha piazzati addirittura 4 milioni.
Stessa storia con iPad di prima generazione: in un dì, negli Stati Uniti ne sono stati venduti 300.000 e il milione si è visto solo a 28 giorni di distanza. Era il tempo delle critiche e dei dubbi, su quello che da molti era visto semplicemente come un iPod touch ipertrofico. Sulla seconda generazione non esistono dati ufficiali, ma noi eravamo lì e abbiamo visto coi nostri occhi la ressa nei vari Apple Store d’Italia e del mondo, e le scorte quasi terminate ovunque. Col nuovo iPad, il copione si ripete: 3 milioni di pezzi in appena 3 giorni. Davvero niente male.
Domanda da 700€: cosa accade se un iPad di ultima generazione cade per terra? Risposta: niente, si rompe. La dimostrazione, nel video qui sopra.
L’idea è venuta a quelli di SquareTrade -e chi se no?-, ovvero uno dei principali provider statunitensi di estensioni della garanzia per dispositivi elettronici consumer, già noto alla cronaca per le statistiche shock sull’iPhone 4 e per le torture inflitte ad altri costosi gingilli.
Chi si aspettava miglioramenti nella resistenza per via della tecnologia Gorilla Glass, tuttavia, resterà scottato: la terza generazione di iPad, in questo crash test si comporta perfino peggio del suo predecessore. Basta una caduta a velocità modesta con lo schermo rivolto verso il basso, per incassare una sostanziale distruzione del dispositivo. È una barbarie che fa male al cuore, però.
Dopo l’unboxing, i benchmark di Geekbench e le prime foto scattate con il nuovo iPad provenienti dal Vietnam, da Hong Kong arriva un video comparativo che permette di apprezzare le differenze tra l’iPad di seconda e terza generazione, con un filmato notturno ripreso direttamente dal nuovo iPad.
PCM ha pubblicato anche una serie di immagini che mostrano la differenza tra il Retina Display del nuovo iPad e il tradizionale display dell’iPad 2, inoltre sono state scattate alcune foto che mostrano la diversa resa della fotocamera da 5 megapixel del nuovo iPad rispetto a quella da 1 megapixel presente nell’iPad 2.
I benchmark effettuati con GLBenchmark 2.1.1 hanno messo in evidenza un incremento del 90% nelle prestazioni del comparto grafico dell’iPad di ultima generazione, che riesce a superare i 250 frame per secondo, mentre l’iPad 2 si ferma sotto i 150 frame per secondo. Il Linpack Benchmark ha invece rilevato prestazioni analoghe per quanto riguarda le capacità di calcolo delle ultime due generazioni di iPad con valori prossimi ai 900 Mflops/s.
[via pcm]
Sappiamo bene che le prestazioni complessive dei prodotti Apple non dipendono esclusivamente dalla potenza dell’hardware, ma anche dall’ottimizzazione del sistema operativo realizzato appositamente per sfruttare al meglio le caratteristiche tecniche del dispositivo.
Non sorprende quindi che Apple sia sempre avara nel rivelare certi dettagli tecnici, che da soli non possono fornire un quadro complessivo delle reali prestazioni di un dispositivo, come la frequenza di clock del processore o la quantità di memoria RAM.
In ogni caso è interessante scoprire queste caratteristiche tecniche per comprendere come si sia evoluto l’hardware che sta dietro le varie generazioni di un prodotto, come nel caso del nuovo iPad, che dopo lo spacchettamento è stato subito sottoposto ad approfonditi benchmark, confermando così la presenza di 1 GB di RAM ed una frequenza di clock di 1 GHz per il processore Apple A5X.
Oltre a queste semplici caratteristiche tecniche i benchamark realizzati con Geekbench mettono anche in evidenza le performance dell’iPad di terza generazione che ottiene un punteggio complessivo di 756 punti contro i 721 fatti registrare dall’iPad 2, i 621 dell’iPhone 4S ed i 442 dell’iPad di prima generazione. Confrontando i dati delle altre misurazioni con i benchmark dell’iPad 2 sembra che tutti gli sforzi di Apple si siano concentrati sul comparto grafico quad core chiamato a gestire il Retina Display da 2048 x 1536 pixel.






[via tinhte]

Sulle specifiche hardware dei suoi dispositivi mobili Apple è storicamente -e da sempre- piuttosto ritrosa. Su iPad 3, ad esempio, ha parlato di processore, schermo e connettività, ma per una precisa scelta strategica non del quantitativo di RAM di cui dispone. E allora ve lo diciamo noi: 1 GB tondo tondo.
Sappiamo del processore dual core A5X con grafica quad-core e del Retina Display con risoluzione di 2048 x 1536 pixel che ha ieri fatto gorgheggiare trasecolati Phil Schiller e Tim Cook (”ha più pixel della tv HD in salotto” etc. etc.); e abbiamo anche visto in azione il wireless ultraveloce di quarta generazione, in grado di stracciare i 21 Mbps di HSPA+ e i 42 Mbps del DC-HSDPA coi suoi 73 inavvicinabili Mbps massimi teorici.
La buona notizia però è che la quantità di RAM installata sul dispositivo raddoppia quella dell’iPad 2; si passa infatti dai precedenti 512 MB agli attuali 1024 MB, fondamentali per gestire la grafica e il 3D hi-res. Perché allora non dirlo? Perché gli utenti, nella filosofia Apple, non debbono preoccuparsi di simili cavilli. Tutto ciò che deve interessare loro è che le app esistenti funzioneranno magnificamente sull’hardware appena acquistato o, come dicono quelli di The Verge:
Cupertino ha sempre cercato di evitare il giochetto delle specifiche tecniche con iPad ed iPhone; tali prodotti sono sempre stati commercializzati con memorie e potenza che ai loro tempi erano generalmente considerate al di sotto della norma, soprattutto se ripensiamo all’iPad originale con appena 256 MB di RAM. Qualcuno potrebbe additare l’A5X come un esempio del prosieguo di questo trend, ma di certo non ci è sembrato che causasse alcun problema, quando abbiamo avuto modo di passare un po’ di tempo col nuovo tablet.
Come sempre, mentre alcuni rumor -come quello sul feedback tattile di E-Sense- si rivelano infondati, altri trovano presto conferma nella realtà dei fatti. E’ il caso dell’AppleCare+ per iPad con copertura dei danni accidentali di cui abbiamo parlato giust’appunto ieri.
Fino a poco tempo fa, i danni ai dispositivi iOS venivano valutati caso per caso dal Genius di turno, che poi decideva se procedere con la riparazione in garanzia oppure se chiedere un esborso all’utente disattento; un modo di operare che ha generato diverse grane legali a Cupertino, tanto da spingere la mela a istituzionalizzare imprevisti e distrazioni. E così, non dissimilmente dal piano omologo per iPhone, anche l’AppleCare+ per iPad coprirà qualunque tipo di guasto ai seguenti articoli:
Sono coperti dall’estensione di garanzia tutti i problemi causati dall’utente fino a un massimo di due, e comunque a fronte d’una franchigia di 49$ per ognuno dei difetti riscontrati. L’acquisto del pacchetto può non essere contestuale a quello dell’iPad, ma deve avvenire entro e non oltre 30 giorni, e comunque un addetto Apple si riserverà il diritto di controllare il tablet prima di procedere con la vendita. Infine, dato che offre di più rispetto alla formula precedente, AppleCare+ costa ovviamente qualcosina in più: si passa dai 79$ ai 99$. Sarà disponibile per gli utenti USA a brevissimo, ma ancora nulla è dato sapere sull’eventuale introduzione nel nostro paese.

Dopo mesi di rumor e rivelazioni, probabilmente il dettaglio più eclatante ancora da svelare riguardo all’iPad di terza generazione presentato ieri era proprio il nome ufficiale scelto da Apple per il dispositivo. Da tempo, infatti, ci aspettavamo un iPad con processore rinnovato e più potente, oltre ad un display ad altissima risoluzione. Proprio per via di quest’ultima caratteristica tecnica, si pensava che il nuovo iPad sarebbe stato ribattezzato iPad HD, forse iPad Retina, o più semplicemente iPad 3.
Con grande sorpresa di tutti, il tablet presentato ieri sera veniva identificato, molto banalmente, come “il nuovo iPad“, senza alcuna indicazione precisa sul nome definitivo ed istituzionale. L’unico termine utilizzato per caratterizzarlo è stato “Resolutionary” - da noi Risoluzionario -, un mix tra rivoluzionario e ad alta risoluzione. Utenti, giornalisti ed esperti hanno mostrato reazioni contrastanti rispetto al nome “nuovo iPad”: dallo smarrimento più totale, alla proclamazione di una “idea rivoluzionaria di marketing, secondo la quale Apple vuole caratterizzarlo semplicemente come uno strumento per focalizzarsi principalmente sul software”, per giungere alla rabbia di chi ritiene che la scelta del nome “sia il primo grosso errore di Tim Cook come CEO Apple”.
Mentre, man mano che passano le ore, monta un caso mediatico, Apple sembra non aver fornito una spiegazione particolare per la scelta del nome del nuovo iPad. Phil Schiller, vice presidente senior della sezione mondiale di marketing Apple, ha semplicemente dichiarato che Apple ha voluto rompere le convenzioni, “perché non vogliamo essere prevedibili”.
Continua a leggere: Nuovo iPad: il nome è stato scelto per non essere prevedibili

L’eccitazione per il nuovo iPad ha coinvolto probabilmente molti fan di Apple, già ansiosi di poter mettere le mani sul prossimo modello del tablet Apple in arrivo già dal 16 marzo in alcune nazioni, Italia esclusa. Ma una voce fuori dal coro è quella che riguarda l’assenza di Siri, sottolineata anche da CNET: un’assenza piuttosto strana, considerando che il CEO di Apple Tim Cook ha iniziato l’evento di ieri proprio parlando delle qualità e del successo di Siri.
Quello che invece sarà concesso ai possessori del nuovo iPad sarà un software di riconoscimento vocale, in grado di trasformare in testo scritto quello che viene detto dall’utente: niente di particolarmente rivoluzionario, ovvio, e se vogliamo quindi nulla di “veramente Apple” almeno da questo punto di vista. Niente domande sul tempo, niente intelligenze artificiali a farci da assistenti personali, a meno che tra le nostre mani non ci sia un iPhone 4S.
In attesa di sapere da Apple le motivazioni ufficiali per l’esclusione di Siri dal nuovo iPad, l’impressione è che per l’azienda di Cupertino questa decisione possa trasformarsi in un pericoloso boomerang: la concorrenza del resto non sta a guardare, ed è facile immaginare come i produttori di tablet basati per esempio su Android potranno far leva su questa lacuna nei prossimi tempi. Da considerare anche il fatto che per Apple la presenza di Siri sarebbe potuta diventare una sorta di nuovo “marchio di fabbrica” dei propri dispositivi mobili, così com’è diventato nei mesi scorsi quello di iPhone 4S anche grazie all’attuale incapacità da parte di Android di fargli concorrenza.
Solo il tempo ci dirà quindi se Apple avrà avuto ragione nell’effettuare questa scelta: del resto, le caratteristiche del nuovo iPad sono tali da poter sopperire alla mancanza di Siri, così come per la stessa Apple ci sarà l’eventuale possibilità di rimediare con un eventuale aggiornamento futuro. È comunque una piccola delusione vedere l’assenza di questa tecnologia da un tablet che sarebbe stato con essa assolutamente completo. Voi che ne pensate?
Quello che viene ufficialmente chiamato come “nuovo iPad” ma per gli amici resta iPad 3 è stato svelato come saprete durante l’evento Apple di ieri, ponendo così fine alla serie di voci di corridoio susseguitesi freneticamente nel corso degli ultimi mesi.
Immancabile anche la prima pubblicità ufficiale Apple del nuovo modello di iPad, intitolata “This Good”: l’attenzione è ovviamente focalizzata sulle nuove caratteristiche del tablet, a partire dal display Retina che con una risoluzione di 2048 x 1536 pixel offrirà al nuovo iPad una densità di 264 dpi.
Chi volesse approfondire i dettagli del nuovo iPad non deve fare altro che leggere i nostri post sull’argomento iPad 3 / iPad HD, a partire dall’evento di ieri sera.
Via | 9to5mac.com

Eccolo finalmente il nuovo iPad, sembra il solito iPad, ma è completamente rinnovato a partire dal Retina Display da 9,7 pollici, dotato di una risoluzione più alta di qualsiasi televisore abbiate mai visto, ha un milione di pixel in più rispetto ad un televisore Full HD.
Con una risoluzione di 2048 x 1536 pixel il display del nuovo iPad ha una densità di pixel di 264 dpi, talmente elevata che l’occhio umano non riesce a distinguere ogni singolo pixel, se lo si utilizza ad una distanza di almeno 15 pollici, circa 40 cm. Inoltre il livello di saturazione dei colori risulta incrementato del 44% rispetto al tradizionale display di iPad 2.
Per poter gestire oltre 3 milioni di pixel serve anche un processore grafico all’altezza della situazione. Il nuovo processore Apple A5X ha un motore grafico quad core, con una potenza di calcolo superiore di 4 volte rispetto alla generazione precedente.
[foto courtesy gdgt]

Ci siamo quasi: gli Apple Store sono offline da diverse ore e manca una manciata di minuti al keynote in cui sarà annunciato il nuovo iPad 3, o iPad HD come annunciato da più parti. Dovrebbe esserci spazio anche per una versione aggiornata di Apple TV. Staremo a vedere.
Noi di melablog seguiremo l’evento con il LIVE a questa pagina, con aggiornamenti su Twitter e con i post di approfondimento in home. Stay tuned.

Nell’attesa che abbia inizio il keynote Apple che seguiremo in diretta con un liveblog, inganniamo il tempo con un’indiscrezione che renderebbe veramente unico il nuovo tablet della Mela, si parla infatti di un touchscreen in grado di restituire un feedback tattile sul polpastrello delle dita mentre si sfiora lo schermo dell’iPad. D’altra parte l’invito all’evento di questa sera sottolinea che Apple ci stupirà con qualcosa che dobbiamo assolutamente vedere e toccare.
Secondo le indiscrezioni Apple avrebbe adottato la tecnologia E-Sense realizzata dall’azienda finlandese Senseg, una tecnologia che a quanto pare sfrutterebbe dei piccoli impulsi elettrici trasmessi da ogni pixel per ricreare un effetto tattile. Tenendo conto che il display dell’iPad 3 dovrebbe avere una risoluzione di 2048 x 1536 pixel, si può immaginare come sia avanzato questo sistema rispetto ad analoghe tecnologie che utilizzano impulsi elettrici per restituire un feedback tattile.
Un portavoce di Senseg intervistato sull’eventualità che Apple possa aver adottato la tecnologia E-Sense ha dichiarato:
Non faremo alcuna dichiarazione prima dell’annuncio di Apple
Mentre Petri Jekonen, technical marketing manager di Senseg, poco tempo fa aveva dichiarato:
Diciamo che questa tecnologia sarebbe adatta per Apple. Il mio commento è no comment
Purtroppo una simile tecnologia, che sarebbe di sicuro ausilio per gli ipovedenti, può essere solo provata di persona per capirne effettivamente le potenzialità, in ogni caso qui sotto trovate un video di Senseg che cerca di mostrare i possibili utilizzi di E-Sense.
[via pocke-lint]