Joe Belfiore, direttore del progetto Windows Phone 7, ha recentemente dimostrato le potenzialità di Internet Explorer 9 nella gestione di contenuti interattivi in HTML5, mettendo a diretto confronto uno smartphone dotato della nuova versione Mango di Window Phone 7, un Samsung Nexus S ed un iPhone 4.
Sui browser dei tre dispositivi è stato lanciato un benchamark che esegue un’animazione in HTML5 e misura il numero di fotogrammi visualizzati in un secondo. Prima di leggere i risultati del test provatelo sul vostro browser e annotatevi gli FPS misurati, altri test li potete trovare nell’apposita pagina predisposta da Microsoft.
Come potete vedere nel video il risultato è piuttosto sorprendente ed impietoso, IE 9 esegue l’animazione a ben 20 fotogrammi al secondo, il broswser di Android arriva fino ad 11 fotogrammi al secondo, mentre Safari su iOS si ferma a soli 2 fotogrammi al secondo, impiegando un tempo dieci volte maggiore a completare il test rispetto ad IE.
A quanto pare Microsoft ha fatto un grosso lavoro per migliorare le prestazioni e le funzionalità di Windows Phone 7, ricorrendo ad un potente motore Javascript che precompila il codice per sfruttare al massimo le potenzialità della GPU.
Al momento i dati di vendita non sembrano premiarlo, ma con la nuova versione Window Phone 7 potrebbe diventare un temibile concorrente per iOS ed Android.
[via 9to5mac]

Microsoft ha provato ad oscurare il lancio di Safari 5 pubblicando un video che lo compara ad Internet Explorer 9 sotto il profilo delle performance relative all’accelerazione grafica.
In effetti, IE9 sembra molto più veloce rispetto a Safari. Purtroppo sono riuscito a guardare il video una sola volta, dopo di ché non ha funzionato più nulla: un’attesa interminabile durante il caricamento oltre che il reale rischio di fondere il mio MacBook Pro (le ventole erano impazzite). Avrei voluto inserirlo in cima ma tra le altre cose è necessario anche Silverlight. Peccato, su YouTube non c’è.
Nel video, Microsoft ha omesso un’informazione importante: in quali test ed in quali browser era abilitata l’accelerazione hardware. La nuova versione di Internet Explorer punta molto sull’accelerazione grafica: parte del codice è stato riscritto per sfruttare pienamente le capacità dell’architettura DirectX anche nel rendering di pagine HTML5.
Il test non pone l’attenzione su altre piccole questioni spinose, come il supporto agli standard web o la velocità di rendering in Javascript, dove Internet Explorer è notoriamente indietro rispetto a tutti i più moderni browser.
[Via Electronista]

Sembrano passate ere geologiche da quando un giovane ed impudente Firefox muoveva guerra al colosso dei browser, quell’Internet Explorer che da solo faceva più del 90% di utenza. Ora, a livello globale questi trend sono un semplice ricordo del passato e, mentre Chrome avanza e gli altri crescono meno, IE continua la sua discesa inarrestabile, e una parte non irrilevante del merito è proprio di Microsoft.
La situazione di aprile 2010 secondo le stime di NetApplications si compone di diversi tasselli. Laddove il browser di Microsoft scende per la prima volta sotto la storica soglia del 60% (siamo precisamente al 59,95%, -0,69 rispetto a marzo), Chrome fa il balzo in avanti con un bel 6,73% ed una curva di crescita piuttosto marcata (+0,6 in un mese). Meno brillanti Firefox e Safari che, rispetto al mese scorso, segnano appena un +0,07% con il primo a 24,59% e l’altro a 4,72% dello share mondiale.
Perde terreno Opera, che cala dello 0,07% rispetto al mese precedente, ed ora si fissa ad un piccolo 2,37%. E il merito dell’accentuamento di questi trend è probabilmente quel famoso Ballot Screen imposto dalla Autorità europea per l’antitrust su Windows e che richiede l’intervento dell’utente nella scelta del browser da installare nel Sistema Operativo.
Certo, le cose a breve potrebbero cambiare nuovamente. A Redmond giurano che IE9 è leggermente più veloce dell’attuale versione di Firefox e decantano il supporto ad HTML5, ma al rilascio ufficiale mancano ancora 9-12 mesi. Tempi più che sufficiente perché Mozilla o Apple si producano in qualche altra piccola rivoluzione, e si ricomincia.

Proprio mentre Apple annunciava festante gli 11 milioni di download di Safari 4 in appena tre giorni, il market share del browser Apple calava sensibilmente rispetto alla concorrenza.
Al di là dell’inevitabile fanfara con cui il marketing di Cupertino evidenzia i numeri, quegli 11 milioni di download hanno subìto in questi giorni parecchie critiche sul Web. Molto probabilmente, infatti, gran parte di essi era costituita da semplici aggiornamenti su piattaforma Windows e Mac, e non da spontanee installazioni.
E così, nonostante l’apparente successo, nella settimana che andava dal 7 al 13 giugno la quota di mercato di Safari si è assestata all’8,36%, cioè 0,07 punti percentuali in meno rispetto all’8,43% di maggio. E questo mentre Internet Explorer vedeva aumentare il proprio share:
Con il recente rilascio di tanti nuovi browser, sorprenderà i più sapere che Internet Explorer a giugno è in ripresa
Nella settimana presa a esempio, infatti, il browser Microsoft ha fatto un balzo avanti di 0,05 punti passando dal 66,50% di maggio ai 66,55%, merito dell’aggiornamento a Internet Explorer 8 tramite Windows Update di aprile che ne fa, secondo NetApplications, il vincitore incontrastato. Infine, mentre va male per Firefox, che scende al 21,4% dal precedente 22,52%, migliorano le cose per Google Chrome che sale dall’1,8% di maggio all’1,93 di giugno.
Nelle scorse ore Google ha rilasciato un plugin sperimentale per browser, al momento compatibile con OS X e Windows, in grado di mostrare ricca grafica 3D incastonata all’interno di una pagina Web. La sperimentazione è fortemente voluta da Mountain View in collaborazione con Khronos consortium, l’organizzazione che segue lo standard OpenGL e che si prefigge l’obiettivo d’integrare il 3D in tempo reale col Web.
Si chiama O3D e intende diventare lo standard aperto di riferimento per il 3D controllabile via Web; porterà in dote una grafica realmente moderna ed accattivante, funzionante a prescindere dalla piattaforma e dal browser su cui se ne usufruisce. Con il pieno supporto agli effetti shader, O3D può accelerare via hardware increspature d’acqua, riflessi e fuochi, il tutto condito da JavaScript per produrre cambiamenti in tempo reale sul mondo 3D.
Versioni preliminari sono già funzionanti su i tre principali Sistemi Operativi congiuntamente ai browser Safari, Chrome, Firefox ed Internet Explorer. E’ inoltre necessario un chipset che supporti un modello unificato di rendering dello shader, come le serie GeForce 8 di NVIDIA o la linea Radeon HD di ATI.
E’ evidente che l’interesse di Google sta tutto nella standardizzazione: una volta ottenuta, infatti, sviluppare applicazione 3D per il Web diventerebbe molto più semplice e facilmente gestibile. E con Google Earth e SketckUp già all’attivo, è ormai chiaro che il futuro del Web passa tutto per pagine sempre più ricche di contenuti ed immersive.
Si è aperto ieri, come vi avevamo annunciato, il concorso Pwn2own dedicato alla sicurezza software.
Il particolare contest, organizzato da TippingPoint, ha già visto cadere i primi browser e, purtroppo per Apple, il primissimo è stato Safari.
Charlie Miller, che già lo scorso anno aveva violato il browser di Cupertino in un paio di minuti, quest’anno ha superato se stesso e letteralmente in pochi secondi ha avuto Safari alla propria mercé.
“Non posso parlare dei dettagli della vulnerabilità - ha dichiarato Miller - ma si trattava di un Mac con installati tutti gli aggiornamenti disponibili e dell’ultima versione di Safari con tutte le patch disponibili.
Ho dato agli organizzatori un link, hanno clickato, ed era fatta. Ci saranno voluti 5 o 10 secondi“.
Miller ha poi precisato di aver studiato approfonditamente Safari negli ultimi mesi, e di essersi presentato alla manifestazione con l’exploit già pronto.
Non pago, nel pomeriggio di ieri Miller ha spostato la sua attenzione su un Sony Vaio con Windows 7 e Internet Explorer 8, riuscendo a violare anche i software di Redmond in pochi secondi.
Presenti alla manifestazione, esponenti tanto di Apple quanto di Microsoft hanno già ricevuto tutte le informazioni riguardo alle vulnerabilità scoperte dai partecipanti.
Domani sarà il giorno di Firefox (in versione Mac) e Chrome (disponibile solo per Windows), mentre la novità di quest’anno è rappresentata dalla presenza di premi per chi riuscirà a violare gli OS dei più diffusi sistemi mobili: Windows Mobile, Android, Symbian, iPhone e BlackBerry.
Charlie Miller, tuttavia, si è già chiamato fuori da questa ultima impresa: “Semplicemente non sono in grado di farlo - ha concluso - non ho in mano nulla per iPhone e non conosco sufficientemente bene Android“.

Cygnus Systems, una piccola società dello stato d’Indiana USA, sostiene di detenere i diritti in esclusiva sulla tecnologia che Apple, Google e Microsoft impiegano nella funzione di anteprima dei file.
Depositato nel 2001, il brevetto in questione (”sistema e metodo per la gestione di un ambiente software iconico”) in buona sostanza descrive una caratteristica molto comune ai moderni browser e Sistemi Operativi, cioè la creazione di piccole instantanee del documento da usare come icone. Nessuno si salva: Google Chrome, Mac OS X, Cover Flow, il Finder, Safari, iPhone, Windows Vista e Internet Explorer 8 infrangerebbero tutti questo brevetto.
I rappresentanti legali di Cygnus Systems hanno fatto sapere che i loro clienti pretendono una “royalty ragionevole” ed un’ingiunzione di corte che impedisca ulteriori violazioni in futuro. Stando a quanto dichiarato dall’accusa, il presidente e proprietario di Cygnus, Gregory Swartz, avrebbe sviluppato tale tecnologia nel tempo libero, mentre forniva consulenza IT per altri progetti.
Al momento, né Apple, né Google, né Microsoft hanno rilasciato commenti ufficiali sulla vicenda.
[Via Slashdot]

Ritorna l’appuntamento mensile con le statistiche aggiornate sulla diffusione dei browser nel Web, stilate da Net Applications. I dati, che tengono conto di ben 40.000 siti Web aziendali e di e-commerce, parlano chiaro: crescono Safari e Firefox, alle spese del colosso Internet Explorer, oramai sotto al 70%.
Rispetto all’ottobre scorso, Internet Explorer scende al 69,77% di share, perdendo quasi 2 punti percentuali equamente divisi tra Firefox, che giunge al 20,78%, e Apple Safari, col suo 7,13%.
Anche Chrome, sul mercato da appena un paio di mesi, si comporta egregiamente e acquisisce lo 0,83% del mercato, mentre Safari Mobile su iPhone rappresenta col suo 0,37% il browser di maggior successo sulle piattaforme mobili.
[Via]
Nella giornata di ieri Apple ha aggiornato il proprio servizio on-line MobileMe. L’update ha interessato diverse parti del successore di .Mac: in primis sono state effettuate correzioni sulla localizzazione delle applicazioni web. Miglioramenti anche nella registrazione di un nuovo account: adesso il sistema provvede a suggerire un nuovo nome utente se quello inserito dovesse già essere utilizzato.
Per quanto riguarda la gestione della posta, è stato migliorato l’utilizzo delle scorciatoie da tastiera con qualche browser e in particolare con Internet Explorer 7. Risolto anche un problema che si verificava all’utilizzo della funzione “Rispondi a tutti”. Migliorati, inoltre, il calendario e le gallerie di immagini, adesso visualizzabili senza problemi anche su iPhone e iPod Touch.
[via AppleInsider]

Come era stato enfatizzato dalla stessa Google, Chrome batte la concorrenza quando si tratta dell’esecuzione di Java Script. Ma nel complesso e nella vita di tutti i giorni, alcuni test dimostrano che Safari è ancora in testa, quanto a performance complessive. Il primato, a volte, è questione di una sottigliezza.
L’avevano segnalato anche i lettori di mela|blog che Zimbra (una società posseduta da Yahoo che sviluppa software di messaggistica collaborativa) ha deciso di eseguire una serie di test - “V8″, “Dromaeo”, “SunSpider” - che misurasse non tanto la mera velocità del motore Java Script, quanto piuttosto la responsività delle applicazioni Web. Sotto la lente del microscopio l’ultima versione di Internet Explorer, Minefield 3.1b1pre per Firefox, la nighty build r369012 di Safari ed ovviamente Google Chrome.
Le nuove versioni preliminari di Chrome e Safari hanno ottenuto risultati molti simili grazie alla generosa porzione di codice in comune, tuttavia - seppure per pochissimo - Safari è stato proclamato il browser più veloce tra tutti quelli presi in considerazione.
Ma forse, il vero vincitore della disfida dei browser è WebKit, il framework patrocinato da Apple, che sta assumendo sempre più peso, importanza e diffusione sia nel mondo dei computer fissi che in quello mobile. Fino a non molto tempo fa, a chi avesse chiesto un’alternativa a Internet Explorer, avrebbero certamente risposto Firefox; oggi, la risposta è molto più articolata, segno che il mercato sta vivendo un nuovo e salutare sconvolgimento.

Stando alle stime pubblicate da Net Applications Inc, - forse merito del rilascio in pompa magna di Firefox 3 - il browser Open Source di Mozilla Corp. avrebbe guadagnato significative quote di mercato a scapito dei due rivali, Internet Explorer e Safari.
Lo share di Firefox, infatti, sarebbe salito questa settimana al 19.17%, cioè lo 0,76% in più rispetto a maggio. Gran parte degli switcher provengono da Microsoft, ma anche Safari è in leggera flessione. Per la precisione, Internet Explorer ha perso lo 0,8% rispetto a maggio - raggiungendo dunque un 72,95% di diffusione - mentre Safari ci avrebbe rimesso lo 0,1% di utenza, scendendo al 6,15% complessivo. E’ andata meglio a Opera Software, con la versione 9.5 del suo nuovissimo browser, che è salito leggermente, dello 0,75% rispetto al mese scorso.
Sebbene al momento sia un filo prematuro tentare di trarre conclusioni, è tuttavia evidente che Firefox 3 goda attualmente di un certo slancio. Per avere una immagine più chiara, però, occorrerà probabilmente attendere ancora qualche settimana.
Firefox 3 è stato scaricato 8,3 milioni di volte nelle prime 24 ore dopo il rilascio.
[Via Macworld]

Con una mail indirizzata a tutti i sottoscrittori del servizio .Mac, Apple ha reso noti i termini della transizione verso la nuova suite di servizi online lanciata al WWDC 2008: Mobile Me.
Tutti i servizi già compresi in .Mac saranno mantenuti e saranno aggiunte le nuove funzionalità dimostrate sul palco del Moscone West.
L’indirizzo di posta @mac.com verrà affiancato dal nuovo dominio @me.com, la scelta tra il vecchio ed il nuovo sarà a totale discrezione dell’utente, che potrà decidere di mantenere il vecchio indirizzo di posta.
Il frontend web 2.0 di Mobile Me sarà disponibile nelle prossime settimane (si parla dei primi di luglio): per la fruizione Apple consiglia l’utilizzo di Safari 3, Internet Explorer 7, Firefox 2 o superiori.
Infine, il raddoppio della capacità di archiviazione sarà raggiunto progressivamente, partendo fin da subito: alcuni utenti hanno già notato l’aumento della capacità del proprio iDisk.