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La vera risposta al Macbook Air forse non arriverà mai

pubblicato da Androe

macbook air

L’industria tarda a produrre un rivale per il Macbook Air sia perché il mercato degli Ultrabook non promette novità in futuro, sia per “colpa” dei tablet, sempre più diffusi.

Il rapporto di Juniper Research intitolato Ultrabooks & Mobile Computing - Strategies & Forecasts 2012-2016 non prevede nulla di nuovo, nonostante il ragguardevole traguardo dei 178 milioni di esemplari che saranno venduti entro il 2016. Cifra (stimata) importante ma sovrastata dai 253 milioni di tablet che invaderanno, è proprio il caso di dirlo, il mercato.

Gli Ultrabook sono prodotti particolari, di nicchia, costosi ma allo stesso tempo performanti e duraturi. Ma ancora nessun costruttore ha presentato una linea che regga il passo con il Macbook Air, ultimamente in grado di mettere in ombra il vecchio caro Mac Pro e che si è rivelato, dal 2008 anno della presentazione ufficiale, di non essere affatto un laptop “castrato” dalle ridotte dimensioni.

Intel forse potrà attirare le attenzione dei consumatori con l’arrivo di Windows 8, ma la vera guerra sarà sui tablet, a quanto sembra.

Via | Macworld
Photo | Flickr

Fondate le accuse di accordi sottobanco tra Apple e Google

pubblicato da aWilito


Tutto era cominciato con la vicenda Papermaster e un impianto accusatorio costruito dal Dipartimento di Giustizia USA, poi rirportato da alcune tra le penne più argute del Washington Post. L’ipotesi è che i colossi dell’high tech a stelle e strisce -Apple e Google in testa- si siano impegnate surrettiziamente a non pestarsi i piedi a vicenda con le assunzioni. Un accordo tecnicamente definito di “no-poaching” che tuttavia viola parecchie leggi antitrust tra cui lo Sherman Act e il Cartwright Act.

A quanto pare, almeno a dire del giudice della Corte di San Jose, c’è del fondamento nelle accuse mosse, e per questa ragione la richiesta di archiviazione avanzata dalle società coinvolte non può trovare accoglimento:

Il caso non si ferma qui… questo dibattimento sopravviverà alla richiesta di archiviazione. […] E’ difficile sostenere la tesi che non ci fosse una cospirazione dietro.

Ritorna dunque lo spettro del patto non scritto di cui parlammo nel lontano 2009; se nel dibattimento si dimostrerà che gli imputati si sono effettivamente accordati per limitare stipendi, assunzioni e mobilità del personale qualificato, molti dipendenti assunti tra il 2006 e il 2009 potrebbero ricevere sostanziosi risarcimenti. L’accusa traccia una cronologia ben precisa di eventi che macchia indelebilmente la reputazione dell’iCEO e che stride con i recenti propositi annunciati da Obama:

  • Gennaio 2005 - i manager senior di Pixar, incluso Steve Jobs, abbozzano i termini di un accordo no-poach e li inviano a Lucasfilm
  • Maggio 2005 - anche Apple e Adobe stringono un accordo simile
  • 2006 - Apple e Google stringono l’accordo poco dopo che Eric Schmidt entra nel consiglio d’amministrazione Apple
  • Aprile 2007 – Apple e Pixar fanno ulteriori accordi
  • Giugno e Settembre 2007 – Google stipula accordi identici con Intuit e Intel

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Il CEO di ARM non è impressionato dai processori Intel Medfield

pubblicato da xtom


Warren East, CEO di ARM Holdings, ha dichiarato in un’intervista alla Reuters che i nuovi processori Intel Medfield possono andar bene per far funzionare uno smartphone, ma non possono competere con l’architettura ARM:

E’ inevitabile che Intel contribuisca a progettare alcuni smartphone, noi consideriamo Intel come un serio concorrente. Saranno mai leader nell’efficienza energetica? No, naturalmente no, ma hanno molto da offrire.
Hanno preso qualche progetto che non era stato pensato per gli smartphone e lo hanno letteralmente ritagliato per ridurre i consumi, in modo che potesse andar bene per uno smartphone.

Mentre stava progettando l’iPad Apple provò ad utilizzare anche una versione a basso consumo del processore Atom, ma alla fine decise che il processore Intel non era abbastanza efficiente per il tablet e sviluppò il processore A4 basato su architettura ARM.

East, per contro, non nasconde la propria gioia nel vedere che anche Microsoft ha deciso di portare il nuovo Windows 8 su tablet dotati di processori ARM, una mossa non da poco per lo storico alleato di Intel.

[via reuters]

Intel vorrebbe inserire i processori Medfield nell'iPhone

pubblicato da xtom


Intel ha presentato al CES di Las Vegas i nuovi processori della serie Medfield espressamente dedicati ai dispositivi mobili, come tablet e smartphone, per cercare di arginare lo strapotere dei processori ARM in questo settore in continua crescita ed espansione.

Dave Whalen, vicepresidente del gruppo che si occupa delle architetture dei processori Intel, ha affermato che l’azienda ha realizzato il processore parlando con tutte le aziende del settore, compresa Apple:

Quando abbiamo iniziato lo sviluppo lo scorso aprile abbiamo preso la decisione di focalizzarci su Android, Windows ed altri sistemi operativi, avendo capito che ci saranno delle opportunità. Non si tratta di un “no”, si tratta solo di un “no adesso”. Quando i tempi saranno maturi cercheremo di supportare altri sistemi operativi.

Whalen ha aggiunto che iOS continua a crescere e che anche Apple è stata coinvolta negli incontri che hanno portato alla definizioni delle specifiche. Apple d’altra parte utilizza da diversi anni i processori Intel su tutta la gamma Mac, ma per i dispositivi iOS utilizza i propri processori basati sull’architettura ARM.

Secondo Intel i processori per dispositivi mobili devono essere sopratutto parchi in termini di richieste energetiche è non c’è alcun bisogno di ricorrere ad architetture multi-core, ecco perché l’architettura Medfield si basa su un unico core.

I primi dispositivi Android basati sui SoC Medfield dovrebbero debuttare verso la seconda metà del 2012 prodotti da Lenovo e Motorola, proprio quando debutterà il nuovo iPhone, dotato probabilmente del nuovo processore Apple A6 quad-core. Vedremo quale architettura risulterà più performante, non solo in termini di prestazioni, ma anche di autonomia della batteria.

[via thelegraph]

Processori Intel Ivy Bridge disponibili da aprile, nuovi Mac in arrivo?

pubblicato da xtom


Secondo alcune indiscrezioni i nuovi processori Intel Ivy Bridge dovrebbero essere disponibili dall’8 aprile, sia nelle versioni destinate ai notebook, sia nelle versioni destinati ai desktop, come quelli utilizzati negli iMac che dovrebbero essere aggiornati proprio in primavera.

I processori desktop includono i quad-core Core i7 3770K, 3770, 3770S, 3770T ed i Core i5 3570, 3550, 3450, con prezzi che variano da 184 a 332 $, mentre a maggio dovrebbe essere disponibile il Core i5 3470T a 184 $.

Per quanto riguarda i processori per notebook come i MacBook Pro la gamma Ivy Bridge è composta da Core i7 3920QM, 3820QM e 3720QM che saranno disponibili ad aprile rispettivamente a 1096 $, 568 $ e 378 $, mentre successivamente Intel rilascerà anche i Core i5 3520M, 3360M e 3320M.

Infine Intel rilascerà anche due processori destinati agli ultrabook, ovvero il Core i7 3667U ed il Core i5 3427U, che potrebbero equipaggiare i futuri MacBook Air.

I processori Ivy Bridge migliorano notevolmente le performance grafiche rispetto agli attuali Sandy Bridge, secondo i benchmark 3DMark di Intel l’incremento di prestazioni varia dal 25% al 199%, inoltre supportano la risoluzione 4K, mentre il consumo di energia ridotto permette di aumentare l’autonomia delle batterie.

[via 9to5mac]

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ARM potrebbe mettere in crisi Intel nel 2013

pubblicato da xtom


Dopo il successo ottenuto negli smartphone e nei tablet, i processori ARM potrebbero conquistare presto anche il settore dei notebook, con tutti i maggiori produttori che scommettono sia sull’architettura Ultrabook di Intel, che cerca di ridurre i consumi, sia sull’architettura ARM, che gradualmente si sta avvicinando alle prestazioni dei processori X86.

E’ noto infatti che Apple stia testando un MacBook Air basato sull’architettura ARM e questo spinge i concorrenti a non ripetere l’errore compiuto con i tablet, quando hanno lasciato a Cupertino un ampio margine di vantaggio.

Occorre considerare inoltre che sia Google, sia Microsoft stanno lavorando molto sulla piattaforma ARM, non solo per smartphone e tablet, ma anche per i sistemi operativi desktop, come Chrome OS e Windows 8.

Sebbene siano necessari ancora 2 o 3 anni prima che i processori ARM raggiungano le prestazioni dei processori X86, gli analisti ritengono che se Intel non sarà in grado di produrre processori adeguati per smartphone e tablet, difendendo solo il territorio dei notebook, nel 2013 potrebbe trovarsi ad affrontare la più grossa crisi da quando è stata fondata.

Schiava della legge di Moore Intel sembra essersi dimenticata che la potenza non è tutto, occorre anche saper risparmiare energia.

[via digitimes]

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I Mac in commercio supportano già i cavi Thunderbolt in fibra

pubblicato da aWilito


Buone notizie per chi ha appena acquistato un Mac di recente. A quanto pare, il sistema più veloce di interconnessione tra computer e periferiche attualmente disponibile -il pubblicizzatissimo Thunderbolt- diventerà ancora più performante una volta che saranno prodotti cavi ad hoc in fibra ottica. E i Mac attualmente in vendita li supportano già, parola di Intel.

La buona novella proviene dalle labbra di Dave Salvator, un portavoce Intel, in un’intervista su Macworld: quando, l’anno prossimo, qualche pioniere degli accessori PC darà finalmente il la alla produzione dei cavi Thunderbolt in fibra ottica il guadagno prestazionale sarà immediatamente alla portata di tutti.

Allo stato attuale, i cavi Thunderbolt sono costituiti da un’anima in rame e per questa ragione possono veicolare 10 Gigabit al secondo di dati sincroni (ovvero in ambedue le direzioni) o 40 Gb/sec di throughput totale. Tuttavia le specifiche originali di Light Peak -così Intel aveva ribattezzato lo standard prima del vaglio del marketing di Cupertino- consentono ufficialmente di raggiungere i 100 Gb/sec, il che significa un netto miglioramento per tutti. Peccato non esistano tempistiche ufficiali; l’eventuale adozione dei nuovi cavi infatti dipende spudoratamente dal loro prezzo al dettaglio, che si preannuncia salato:

Tutto dipenderà dalla velocità di cui la gente ha bisogno in relazione a “quanto siano disposti a pagare.” […] Potrebbero volerci anni prima che la tecnologia trovi un’adozione di massa, principalmente a causa dei costi.

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Apple in gara con Microsoft e Intel per il Fatih Project

pubblicato da Ruthven

Studenti con iPad

Apple, Microsoft e Intel sarebbero in corsa per il mercato turco. Si tratterebbe di un enorme appalto governativo che mira a dotare gli studenti universitari di 15 milioni di tablet. Il Fatih Project del governo turco, così si chiama questo processo di informatizzazione, prevede di raggiungere il suo obiettivo in 4 anni e costruendo i prodotti in Turchia. Questa parte dell’accordo spingerebbe lo sviluppo di aziende turche sia lato software che hardware.

Il ministro dell’economia turco, Zafer Çağlayan, dopo un recente incontro con Apple, ha dichiarato: “Credo che Apple sia la compagnia di maggior successo sul piano dell’innovazione, disegnando prodotti come l’iPad, l’iPhone e l’iPod. I dirigenti della Apple sono desiderosi di collaborare con aziende di software in Turchia”.

Più tardi, dopo un incontro a Seattle con il vice-presidente di Microsoft, lo stesso Çağlayan ha detto: “Microsoft è pronta a partecipare al Fatih Project. Vogliamo che i team di Microsoft vengano in Turchia per cooperare con aziende turche sul progetto.”

Si tratta quindi di una concorrenza che più diretta non si può! Se Apple vince la gara, l’azienda si vedrebbe costretta a spostare la produzione in Turchia. Dopo aver aperto in Brasile, la Foxconn potrebbe aprire succursali anche in Turchia, dato che sicuramente non sarà Apple a produrre direttamente l’hardware necessario.

[Via MacBidouille | Foto Tablets Planet]

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Apple ha minacciato di abbandonare i processori Intel

pubblicato da Michele Filannino


Apple ha recentemente minacciato di abbandonare i processori Intel qualora nella prossima generazione non migliori ulteriormente il consumo di energia. A dichiararlo al Wall Street Journal è direttamente Greg Welch, direttore della divisione Ultrabook di Intel. L’informazione è emersa come parte dell’articolo relativo all’ingente investimento di Intel per incoraggiare il nuovo mercato. L’ultimatum di Apple è stato lanciato prima di maggio, quando Intel ha annunciato la pianificazione delle attività di ricerca per portare i processori a 35W e 40W ad un consumo massimo di solo 15W. Il fabbisogno contenuto di energia è fondamentale per le specifiche degli ultrabook.

Anche la durata della batteria è stato un punto cruciale per Apple, da quando pubblicizzava la longevità dei suoi MacBook. Intel, tra l’altro, era già stata rimproverata di progettare chip potenti ma inutilizzabili per i dispositivi mobile a causa del grande fabbisogno energetico. Apple ha poi optato per i meno avidi processori basati su architettura ARM. Il chip Apple A5 dell’iPad 2 utilizza un design basato su ARM e fornisce al tablet un’autonomia di 10 ore (a carica completa).

Ad ogni buon conto, ogni minaccia di abbandono lascia il tempo che trova almeno nel breve periodo. Mac OS X non è realizzato per supportare processori ARM; sebbene iOS sia fondato sul codice di Mac OS, portare il supporto ARM alla fonte è un’operazione estremamente complessa che richiede una netta riscrittura di intere parti del sistema operativo. Apple potrebbe ragionevolmente optare per processori AMD in un periodo ragionevolmente più breve sebbene a Cupertino abbiano già mostrato una scarsa propensione nei confronti di AMD nel caso delle schede video.

[Via Electronista]

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Intel destina 300 milioni di dollari per la produzione di ultrabook

pubblicato da Michele Filannino


La divisione Capital di Intel scommette sul mercato degli ultrabook avviando il Ultrabook Fund. Un totale di $300 milioni destinati alle aziende che decideranno di costruire ultra-portatili e a quelle che decideranno di sviluppare software che tragga da essi un vantaggio. Il denaro sarà distribuito nell’arco dei prossimi 3-4 anni. L’azienda non ha dubbi sul successo di questo mercato, che si stima possa valere circa $261 miliardi.

I costruttori di PC hanno già cominciato a lavorare fianco a fianco con Intel mettendo in opera delle nuove e rivoluzionarie linee guida, includendo in esse: fascia di prezzo e scelta dei materiali. Dipendentemente dalla dimensione dello schermo, gli ultrabook non dovrebbero essere più sottili di 1,78cm (0,7″) o 2,03cm (0,8″) e dovranno essere dotati di case in metallo e hard disk a stato solido.

Sebbene non sia stato esplicitamente detto, l’obiettivo è quello di rilanciare il mercato dei PC portatili equipaggiati con Windows, minimizzando il colpo dovuto all’introduzione di iPad e altri tablet. Il modello di esempio è il MacBook Air che fornisce portabilità e reattività tipiche dei tablet, senza rinunciare alla versatilità software di un computer. Il primo ultrabook che rispetta le specifiche di Intel è l’ASUS UX21. Se soltanto lavorassero per equipaggiarli nativamente con Linux…

[Via Electronista]

Gli ultrabook Intel non potranno battere il MacBook Air sul prezzo

pubblicato da Michele Filannino

Asus UX21

Le specifiche di Intel per la realizzazione di ultrabook stanno scatenando non poca frustrazione tra i produttori taiwanesi di PC. Il problema è il costo finale. Le linee guida impongono materiali metallici, dischi a stato solido e batterie a polimeri di litio molto efficienti per competere con il MacBook Air ma il costo di una simile macchina non riuscirebbe ad essere inferiore a quella di Cupertino. Digitimes è stato categorico: “fino a quando Intel non si deciderà ad abbassare il costo della sua piattaforma hardware, non ci sarà alcuna possibilità di battere l’Air”. Si pensi che la piattaforma Intel inciderebbe per il 33% del prezzo finale: semplicemente troppo per il mercato taiwanese.

Qualcuno ha anche pensato di ripensare l’intera filiera manifatturiera dei notebook. Non essendo mai stata unificata (quella di Apple lo è dal 2008), in oriente hanno bisogno di comprimere la struttura tradizionale svincolandosi da un modello di manifattura evidentemente troppo aperto. Intel sta addirittura organizzando workshop per insegnare come migliorare i metodi di sviluppo alle aziende assemblatrici.

Le aziende locali come Acer e ASUS hanno subito provato a competere direttamente con il MacBook Air utilizzando metodi di produzione convenzionali. I primi modelli CULV come l’Acer TimelineX costa meno del MacBook Air ma è più pesante, spesso e meno reattivo per via del comparto dischi utilizzato. ASUS sarà la prima a dotarsi di un vero ultrabook basato su Windows con il modello UX21 (nella foto in alto) ma anche questo modello non è detto che riesca a vincere la sfida contro il MacBook Air. Le premesse, in questo caso, ci sono.

Il MacBook Air ha scombussolato l’ordine di preferenza della clientela Apple, da sempre orientata in massa sul MacBook Pro ritenuto un ottimo compromesso tra prestazioni, ingombro e design. In particolare il nuovo MacBook Air ha registrato un incremento inatteso di richieste. Gli analisti prevedono che Apple ne venderà 1,5 milioni solo durante l’estate arrivando a rappresentare un terzo delle vendite di tutti i Mac.

[Via Electronista]

OpenCL e la scomparsa di NVIDIA dai Mac a vantaggio di AMD e Intel

pubblicato da Ruthven

NVIDIA Logo. AMD segna la fine di OpenCL?

Nel febbraio 2009 sembrava che le schede grafiche NVIDIA avessero eclissato i prodotti ATI dai Mac, diventando a poco a poco gli unici fornitori di Apple. Oggi avviene l’esatto contrario: GPU Intel e AMD invadono i nostri Mac, eclissando totalmente NVIDIA. Questa tendenza ha radici nello stesso successo di NVIDIA, tant’è che due anni fa aWilito si chiedeva se le NVIDIA sparirebbero nei futuri Mac, come sembra regolarmente avvenuto oggi.

La scelta di Apple cade regolarmente su AMD; quando ciò non è possibile integra la scheda HD Graphics 3000 d’Intel. L’abbandono del MacBook e l’aggiornamento dei Mac mini e dei MacBook Air danno inizio a un periodo in cui nessun Mac è equipaggiato di un chip NVIDIA. Va detto però che la stessa AMD sembra adattarsi alla sua nuova utenza, curando maggiormente il rilascio dei driver, com’è avvenuto con l’aggiornamento di Mac OS X 10.6.7.

La delusione è apparentemente tutta della base di programmatori OpenCL, la tecnologia integrata in Snow Leopard in grado di dirottare parte del carico computazionale sulla GPU. Da tempo AMD promette di rilasciare i SDK per le sue schede più recenti, annunciati per il 2011, ma per il momento l’azienda non ha fornito molti attrezzi per gli sviluppatori. Sembra inoltre che le GPU AMD non supportano OpenCL Image sotto Mac OS X, quando questo avveniva per la schede NVIDIA. Di fatto le schede NVIDIA rimangono le preferite della comunità di programmatori: erano fra le prime a supportare completamente OpenCL.