
Secondo alcune indiscrezioni i nuovi processori Intel Ivy Bridge dovrebbero essere disponibili dall’8 aprile, sia nelle versioni destinate ai notebook, sia nelle versioni destinati ai desktop, come quelli utilizzati negli iMac che dovrebbero essere aggiornati proprio in primavera.
I processori desktop includono i quad-core Core i7 3770K, 3770, 3770S, 3770T ed i Core i5 3570, 3550, 3450, con prezzi che variano da 184 a 332 $, mentre a maggio dovrebbe essere disponibile il Core i5 3470T a 184 $.
Per quanto riguarda i processori per notebook come i MacBook Pro la gamma Ivy Bridge è composta da Core i7 3920QM, 3820QM e 3720QM che saranno disponibili ad aprile rispettivamente a 1096 $, 568 $ e 378 $, mentre successivamente Intel rilascerà anche i Core i5 3520M, 3360M e 3320M.
Infine Intel rilascerà anche due processori destinati agli ultrabook, ovvero il Core i7 3667U ed il Core i5 3427U, che potrebbero equipaggiare i futuri MacBook Air.
I processori Ivy Bridge migliorano notevolmente le performance grafiche rispetto agli attuali Sandy Bridge, secondo i benchmark 3DMark di Intel l’incremento di prestazioni varia dal 25% al 199%, inoltre supportano la risoluzione 4K, mentre il consumo di energia ridotto permette di aumentare l’autonomia delle batterie.
[via 9to5mac]

Secondo Brian Blair, analista di Wedge Partners, la prossima generazione di iMac, prevista per la prima metà 2012, includerà alcune nuove funzionalità che trasformeranno il desktop della Mela in un dispositivo che farà da ponte verso il vero e proprio televisore Apple, atteso invece per la seconda metà del 2012.
Pensiamo che questo abbia senso, perché mentre di solito pensiamo ad un nuovo televisore di grandi dimensioni appeso al muro, Apple potrebbe effettivamente iniziare con quello che ha già sulla linee di produzione e spingere lentamente la propria offerta da 27 pollici per salire gradualmente di dimensione a 32 pollici per poi passare al mercato dei 42, 50 e 55 pollici. In breve, crediamo che la TV di Apple sia inizialmente costituita da iMac che possono funzionare come un televisore, grazie alla piattaforma iCloud.
La cosiddetta iTV sarebbe quindi prima di tutto una soluzione software basata sui servizi erogati da Cupertino sulla piattaforma iCloud, che potrebbe essere ospitata anche sui tradizionali iMac, che manterrebbero invariata l’architettura hardware basata sui processori X86.
I televisori Apple dovrebbero invece essere basati sull’architettura ARM utilizzata da Cupertino nei dispositivi equipaggiati con sistema operativo iOS, adottando probabilmente il nuovo processore Apple A6.
La futura gamma Mac si troverebbe quindi accerchiata dai dispositivi iOS, in una tenaglia che potrebbe gradualmente stringersi con il debutto di notebook basati sull’architettura ARM (iBook ?) e su televisori Apple con diagonali di schermo inferiori ai 32 pollici.
[via forbes]
Nel 2007, in concomitanza con la presentazione del primo iPhone, Apple cercò di registrare il marchio Multi-Touch, ma il Patent and Trademark Office degli Stati Uniti respinse la richiesta, poiché già dal 2005 Jeff Han della New York University aveva utilizzato questo termine in varie pubblicazioni scientifiche, mostrando alcuni prototipi che sfruttavano questa tecnologia.
Recentemente Jeff Han ha nuovamente stupito gli addetti ai lavori con uno sbalorditivo schermo multitouch da ben 82 pollici, una sorta di lavagna interattiva multimediale pensata soprattutto per i disegnatori ed i progettisti, pilotata da un software e da un hardware che permettono un controllo molto fluido e preciso degli oggetti.
Nel catalogo della Perceptive Pixel, l’azienda fondata da Jeff Han, è però presente anche un display multitouch da 27 pollici con risoluzione di 2560 x 1440 pixel, ovvero le stesse dimensioni e la stessa densità di pixel del più grande degli iMac.
E’ abbastanza improbabile tuttavia che Apple possa realizzare in futuro un iMac multitouch, poiché Steve Jobs presentando OS X Lion aveva esplicitamente affermato che, secondo approfonditi studi ergonomici condotti da Apple, l’utilizzo di ampi schermi multitouch utilizzati in posizione verticale a lungo andare tende ad affaticare le braccia.
E’ ancora più improbabile che la futura iTV, il televisore Apple che dovrebbe debuttare nella seconda metà del 2012, possa essere dotata di schermo multitouch, poiché la tipica distanza di visione e le impronte digitali sullo schermo renderebbero molto scomodo l’utilizzo di un simile dispositivo. E’ probabile invece che la iTV permetta un’interazione attraverso movimenti delle mani effettuati nell’aria, che simulino in qualche modo le gesture multitouch, coadiuvate dai comandi vocali impartiti tramite Siri.
[via 9to5mac]

Riparare i nuovi iMac fuori garanzia e col fai-da-te diventa ancora più difficile. Gli hard disk utilizzati nella nuova linea di computer fissi con la mela, infatti, sono diversi da tutti gli altri e l’installazione manuale di un modello generico produce errori nell’hardware test e ventole a tutta birra.
Il problema a quanto pare sta tutto nei nuovi dischi rigidi che Apple installa nei suoi computer, dotati di particolari sensori termici collegati alla scheda logica attraverso un connettore SATA proprietario che include pin aggiuntivi per le funzionalità di termoregolazione. In pratica, i sensori che una volta erano semplicemente incollati lasciano il posto a quelli integrati direttamente nell’hardware. Ma per gestire tali funzionalità, l’HD è inoltre corroborato da un firmware personalizzato, in assenza del quale la macchina funziona fuori specifiche:
Dai nostri test, abbiamo scoperto che la rimozione di questo drive dal sistema o persino lo spostamento dal suo alloggiamento fa sì che le ventole dell’hard disk partano alla massima velocità. E la sostituzione del drive con uno non-Apple produrrà errori nell’Apple Hardware Test (AHT).
Per farla breve, non è consigliabile -né preferibile- procedere alla sostituzione dell’hard disk con ricambi non originali. E poiché la riparazione non prevede di per sé la possibilità di upgrade a tagli maggiori o a tecnologie differenti come le SSD, converrà che gli utenti decidano da subito qual è l’esatta capienza che desiderano, perché non varierà più per tutto il ciclo di vita dell’iMac. Si tratta di un approccio che ben conosciamo, già visto per esempio col passaggio alle nuove viti a pentalobo per scoraggiare smanettoni e riparazioni domestiche, ma che scontenterà parecchi utenti. Passi dover svitare 50 viti prima di raggiungere un disco, come sul vecchio iBook, e passi di dover comprare un cacciavite adatto su eBay per procedere con lo smontaggio, come suoi nuovi Mac ed iPhone, ma ritrovarsi un iMac inutilizzabile se si cambia hard disk non è propriamente una bella novità.
iFixit ha smontato un nuovo iMac da 21.5 pollici per scoprire ulteriori caratteristiche nascoste all’interno dell’all-in-one di Apple.
Rispetto alle precedenti generazioni i nuovi iMac hanno subito alcune modifiche strutturali che permettono la rimozione dei dissipatori per la sostituzione della CPU Intel Core i5-2400S e della GPU AMD Radeon HD 6750M, ma per farlo occorre smontare la scheda madre invalidando di conseguenza la garanzia.
Molto interessante la scoperta del chipset Intel Z68, che debutta per la prima volta proprio sui nuovi iMac. A quanto pare questo chipset consente l’adozione della tecnologia Smart Response Technology di Intel, che permette di utilizzare un disco SSD come cache super veloce per un tradizionale HDD.
I primi iMac con configurazione ibrida SSD + HDD saranno disponibili consegnati solo tra tre o quattro settimane, ma Apple ha già annunciato che il sistema operativo e le applicazioni saranno preinstallati sull’SSD, mentre l’HDD potrà essere utilizzato per l’archiviazione dei dati. La tecnologia di Intel permetterebbe però anche di vedere i due dischi come uno solo, ottimizzando automaticamente l’accesso ai dati.




[via ifixit]
Com’era prevedibile, dopo l’attesissima introduzione dei nuovi iMac Sandy Bridge con porta Thunderbolt avvenuta giust’appunto ieri, iniziano a circolare sul Web le prime indiscrezioni sulla potenza dei nuovi arrivati. Il primo ad essere testato coi consueti software di benchmarking è l’iMac 27″ quad core con Core i5 A 3,1 GHz, con risultati interessanti che superano non soltanto i precedenti modelli in configurazione standard ma persino i più potenti build-to-order provati da Macworld e i Mac Pro Xeon, almeno in qualche caso.
Stando ai dai raccolti con Speedmark 6.5, il sistema è più performante della precedente configurazione (27″ 2,8GHz Core i5 quad core con HD da 1TB a 7.200 rpm eATI Radeon HD 5750 con 1 GB di RAM onboard) di circa il 16%, mentre i test di encoding con iTunes hanno sfoggiato un +22% di velocità. Anche Handbrake ha beneficiato della nuova generazione di CPU con prestazioni superiori del 18%, mentre Cinebench -per la parte grafica- ha esibito un +20%; +21% lo segnala Cinebench CPU, e +16% infine MathematicaMark.
Non diversamente dai precedenti modelli, quelli presentati ieri garantiscono qualche punto percentuale in più di prestazioni grazie all’implementazione della tecnologia Turbo Boost che fornisce maggiore potenza ai singoli core ogni volta che serve, ed esattamente come prima, anche i nuovi iMac standard non dispongono dell’Hyper Threading, feature che fa credere all’OS dell’esistenza di due core virtuali per ogni core fisico.
Ma l’aspetto più interessante è probabile che il 27″ in configurazione standard batte anche i BTO dell’anno scorso, sebbene -com’è ovvio- con scarti nettamente inferiori. Rispetto al Core i7 quad-core BTO da 2,93GHz, ad esempio, la differenza è appena di un +2% rispetto al più recente 3,1GHz Core i5 solo che, nonostante l’assenza dei Sandy Bridge che caratterizza tutti gli iMac del 2010, il primo supporta sia Hyper Threading che il Turbo Boost. Tant’è che nei test come Cinebench e MathematicaMark, che invece tengono conto e sfruttano gli eventuali core virtuali, il vecchio iMac da 2,93GHz BTO se la cava decisamente meglio.
Continua a leggere: I primi benchmark sui nuovi iMac 27" Core i5

Già da alcuni giorni si parla di un possibile aggiornamento della linea iMac con l’arrivo di nuove versioni, dato che le scorte si stanno progressivamente riducendo.
Adesso arriva la notizia che Apple ha sospeso la consegna degli iMac fino al 2 maggio, un fatto che solitamente prelude al rilascio dei nuovi modelli, che a questo punto potrebbero essere commercializzati a partire da martedì 3 maggio.
Secondo le indiscrezioni i nuovi iMac dovrebbero subire solo un aggiornamento hardware con l’adozione dei nuovi processori Intel Sandy Bridge e della porta al alta velocità Thunderbolt, come avvenuto alcuni mesi fa per i MacBook Pro.
Al momento nessuna notizia sulla possibile adozione nei nuovi iMac di schede video più potenti e soprattutto di schermi con risoluzione maggiore, come lascerebbero intuire le icone e gli sfondi ad alta risoluzione scovati nella Developer Preview di Mac OS X Lion.
In passato era circolata voce che i nuovi iMac potessero essere dotati di serie del Magic Trackpad per permette un più agevole utilizzo delle gesture di Lion, per contro l’abbandono del mouse come pronosticato nel pesce d’aprile di Ippocampo potrebbe essere ancora prematuro.
[via 9to5mac]

Quanto vogliamo bene a Jonathan Ive? Tanto. Oggi Jonathan, malgrado i dubbi e i pettegolezzi (le voci sul suo ritorno in UK) è una carica importante - Senior Vice President of Industrial Design di Apple - e la casa di Cupertino deve moltissimo del suo successo anche alle sue intuizioni sul fronte del design industriale, per esempio quelle che portarono al primo iMac nel 1998.
Di lì in poi Apple si dimostrò capace di realizzare prodotti non solo ben fatti, semplici, anni avanti la concorrenza, ma anche e soprattutto sexy. E se gli oggetti diventano sexy, il merito è di chi li disegna, di chi li concepisce, di chi in un lampo riesce a materializzare un’idea.
Quel qualcuno in casa Apple è Jonathan Ive: sul DailyMail del 20 marzo scorso è uscito un ritratto su di lui molto ben scritto - nel caso ve lo siate perso, lo trovate qui - dopo il salto vediamo i punti salienti del pezzo firmato da Rob Waugh.
Continua a leggere: Jonathan Ive, il ritratto del designer Apple sul Daily Mail

Da almeno un paio d’anni esistono in commercio PC all in one dotati di touchscreen, anche se ancora non hanno riscosso un grosso successo, nonostante possano vantare interessanti funzionalità, un design accattivante e prezzi competitivi.
In molti si aspettavano che anche Apple, forte della sua esperienza con dispositivi mobili multitouch, presentasse una sorta di iMac touch, ma questa eventualità non si è ancora concretizzata ed il motivo è stato spiegato da Steve Jobs nel corso dell’evento Back to the Mac dello scorso ottobre quando, presentando le nuove gesture multitouch di Mac OS X Lion, ha affermato che Apple non ritiene ergonomico l’utilizzo in posizione verticale del touchscreen perché alla lunga stanca il braccio, per questo motivo le gesture di OS X potranno essere utilizzate tramite Magic Mouse o Magic Trackpad.
In realtà Apple ha depositato una serie di brevetti che illustrano alcuni supporti pieghevoli in grado di reclinare lo schermo per consentire l’utilizzo in posizione quasi orizzontale del touchscreen e sembra che anche HP sia giunta alla stessa conclusione, visto che ha recentemente presentato i nuovi TouchSmart 610 e 9300 dotati proprio di un supporto basculante.
Sicuramente questo tipo di posizione risulta più comoda, ma osservando un paio di persone che possiedono un HP TouchSmart da 22 pollici e un Asus EeeTop con schermo da 15.6 pollici ho notato che non utilizzano mai il touchscreen. Personalmente mi sono fatto l’idea che il problema non sia solo quello dell’inclinazione, ma anche la presenza di una vera tastiera e di un vero mouse che inducono gli utenti a rinunciare al touchscreen senza rimpianti, evitando di lasciare impronte sullo schermo.

Tra i mille brevetti di Apple che solitamente riguardano soluzioni hardware o software è comparso anche il progetto di un sostegno posteriore per dispositivi dotati di ampio touchscreen.
Il supporto a scomparsa può essere estratto dal dispositivo in modo da offrire un appoggio in posizione inclinata, inoltre è possibile ruotarlo di 90 gradi in modo da permettere l’utilizzo dello schermo in posizione orizzontale o verticale.
Questo sistema potrebbe essere adottato in una delle future generazioni dell’iPad, ma l’ipotesi più affascinante è che possa essere utilizzato su una sorta di ipotetico iMac touch.
Apple infatti ha effettuato approfonditi studi di ergonomia ed è giunta alla conclusione che l’utilizzo di un touchscreen in posizione verticale sia scomodo, per questo motivo le gesture multitouch offerte dal prossimo Mac OS X Lion potranno essere effettuate sui tradizionali Mac attraverso il Magic Mouse o il Magic Trackpad.
Non è nemmeno da escludere l’ipotesi di un dispositivo dotato di touchscreen da 13 - 15 pollici con risoluzione di 2048 x 1536 pixel e sistema operativo iOS, una sorta di incrocio tra un iPad ed un iMac.
[via patentlyapple]

Apple tipicamente aggiorna la gamma degli iMac ogni 8 mesi e lancia i nuovi modelli ogni 27 mesi. L’ultima novità è stata l’introduzione degli iMac da 27 pollici nell’ottobre del 2009, rinfrescati successivamente nel luglio del 2010, per cui ci si aspetta che a marzo vengano presentati dei modelli aggiornati, mentre i nuovi modelli sono attesi per gennaio 2012.
Tra le novità più probabili è previsto un aggiornamento di mouse e tastiera, eventualmente con il magic trackpad integrato, per preparare gli iMac alle nuove gesture multitouch offerte da Mac OS X 10.7 Lion, il cui rilascio è atteso per l’estate.
Per quanto riguarda l’hardware interno i nuovi processori Intel con architettura Sandy bridge sono attesi per il 2011 e potranno quindi essere adottati solo l’anno prossimo sui nuovi iMac. L’aggiornamento di marzo potrebbe invece portare nuovi drive allo stato solido, come le SSD Card montate sui nuovi MacBook Air, che permettono ridotti tempi di avvio e prestazioni nettamente superiori rispetto ai tradizionali hard disk. Da escludere invece la presenza di un drive Blu-Ray.
Per quanto riguarda i display potrebbero esserci delle novità con un possibile incremento della risoluzione e l’introduzione di uno schermo di dimensioni inferiori ai 21 pollici. Da escludere invece la presenza del touchscreen, ritenuto da Apple troppo scomodo nell’utilizzo desktop.
[via t-gaap]

Un nuovo brevetto scovato da PatentlyApple descrive una fantascientifica tastiera virtuale in grado di restituire sensazioni tattili molto convincenti, create grazie ad un complicato gioco di feedback e vibrazioni.
I sistemi a feedback tattile prevedono una superficie sensibile al tocco e degli attuatori sottostanti collegati meccanicamente ad essa che si occupano di fornire risposte adeguate quando vengono sollecitati; il tutto gestito a sua volta da una componente che interpreta i segnali e crea l’illusione di una tastiera fisica. Al crescere del numero di attuatori (e alla loro miniaturizzazione, ovviamente) aumenta anche la granularità della sensazione tattile ma non la sua precisione: il problema tipico di queste tecnologie, infatti, è che ogni vibrazione creata dagli attuatori si propaga sull’intera superficie, e non resta vincolata al solo punto di contatto. Un fenomeno comune noto coi termini di “vibratory crosstalk” o “tactile crosstalk.”
Per risolvere il problema, gli ingegnosi ingegneri di Cupertino hanno introdotto un meccanismo che non soltanto crea la vibrazione sotto al dito, ma che la smorza tutta attorno con interferenze distruttive della forma d’onda, riducendo così l’effetto di “vibratory crosstalk.” Il bello di questa soluzione, secondo Apple, è la sua scalabilità: può infatti essere applicata tanto a superfici ampie come una tastiera che a quelle più risicate di uno smartphone.