Fino a che punto può arrivare la passione per il design dei prodotti Apple ?
Per Benjamin Bachmeier un normale iPhone evidentemente non basta visto che ha pensato addirittura di realizzare iTableous, una sorta di iPhone gigante con schermo da ben 40 pollici.
Dal punto di vista hardware si tratta solo di un Hackintosh connesso ad un televisore Toshiba Full HD, per altro privo di touchscreen, ma la realizzazione del mobile è a dir poco maniacale, con il colpo di genio della possibilità di ribaltare lo schermo per utilizzarlo sia come tavolo, sia come normale schermo televisivo.
Da non perdere assolutamente il video dopo il salto che mostra il funzionamento di iTableous.
Continua a leggere: iTableous: L'iPhone gigante da 40 pollici

Apple ha incluso il supporto nativo a un certo numero di schede AMD/ATI Radeon HD nell’aggiornamento di Mac OS X 10.6.7 per i MacBook Pro (Sandy Bridge) del 2011. Questo significa che le schede grafiche Quartz Extreme e Core Image saranno pienamente supportate, anche senza GraphicsEnabler con Chameleon o altri kext (estensioni del kernel di OS X) che le abilitino.
Le schede grafiche in questione sono le seguenti:
Ora che un buon numero di schede grafiche generiche per PC saranno pienamente supportate da Mac OS X 10.6.7, la comunità Hackintosh si strofina le mani. Dall’altro lato, ci chiediamo come mai Apple stia aprendo tanto la sua piattaforma e se la scomparsa delle schede NVIDIA abbia un ruolo in questo crescente supporto ai prodotti AMD. Buon numero delle schede grafiche citate sopra, infatti, non sono ancora incluse nei Mac attuali; a meno che Apple non abbia abbandonato l’idea di usare delle schede specifiche sui suoi computer, vedremo alcune delle nuove schede AMD della famiglia 6xxx sui prossimi iMac Sandy Bridge, attesi per la primavera di quest’anno.
[Via tonymacx86 blog]
Un Hackintosh davvero straordinario quello realizzato da Will Urbina che, dalla base di una console Microsoft Xbox (bell’atto di perversione, non c’è che dire) è riuscito a tirare fuori una macchina dalla potenza paragonabile a quella di un Mac Pro di alta gamma (spendendo meno di 1500 dollari in totale, a fronte del 4000-4500 necessari per portarsi a casa un Mac “originale” di pari livello).
Will di mestiere si occupa di editing video. E questo si vede anche dalla qualità del filmato che ha postato su YouTube, riguardante tutte le fasi dell’assemblaggio di questo vero e proprio mostro hardware.
Il risultato? 2.93GHz Intel Core 2 Quad Q9550s combinati a una scheda video NVIDIA GeForce 9800GT, 8GB di RAM, un drive SSD da 16GB e 4 altri dischi fissi da 500 GB l’uno, a seconda del sistema operativo (Windows 7, Snow Leopard, Ubuntu che sia).

Il clona-Mac per eccellenza, quella Psystar che a breve dovrà corrispondere a Cupertino un cospicuo risarcimento, l’anno scorso avrebbe presentato ai potenziali investitori un business plan piuttosto aggressivo, per non dire fantascientifico: target fissato tra 1,45 milioni a 12 milioni di cloni venduti entro il 2011. E invece, i cloni venduti sono appena 768.
Stando alle slide del business plan, Psystar contava di raccogliere fondi pari a 24 milioni di dollari, per espandere gli affari e poter creare una linea di hardware a proprio marchio in grado - testuali parole - di “competere direttamente con Apple”:
Stando alle proiezioni più conservative, Psystar disse agli sviluppatori che avrebbe venduto 70.000 computer nel 2009, 470.000 sistemi nel 2010 e 1,45 milioni di macchine nel 2011. Un modello di crescita più aggressivo della società, tuttavia, avrebbe trasformato questi numei in 130.000, 1,87 milioni e 12 milioni rispettivamente durante il 2009, 2010 e 2011.
Giusto per avere un metro di paragone, nell’anno fiscale 2009 Apple ha piazzato 10,4 milioni di Mac. E a conferma della totale improbabilità delle cifre ventilate ce ne sono altre, quelle delle vendite reali. Secondo Cornerstone Research, la società di consulenza che sta revisionando i conti di Psystar, quest’ultima avrebbe commercializzato appena 768 unità con Mac OS X preinstallato. In attesa di nuovi particolari sulla vicenda, itanto l’appuntamento è per l’udienza del prossimo 14 dicembre.

Se a Cupertino abbiano deciso di epurare il supporto ad Atom in Mac OS X 10.6.2 per motivi di convenienza, per contrastare la proliferazione degli Hackintosh o semplicemente perché non gli interessava, solo il tempo lo dirà. A distanza di appena due giorni dal rilascio, tuttavia, un hacker russo sarebbe riuscito a creare un kernel modificato che riporta Mac OS X sui netbook della concorrenza.
Come sottolinea anche Macworld, tuttavia, c’è da considerare la complessità del procedimento, decisamente non alla portata del neofita, ed il fatto che siamo di fronte ad una sostituzione totale del kernel del Sistema Operativo, il che non è propriamente uno scherzo. Resta tuttavia un esperimento piuttosto interessante, e persino sfizioso, ammettiamolo, ma che purtroppo va contro l’EULA decisa da Cupertino.
Ora non resta che aspettare la prossima mossa di Apple, per comprendere se dietro il taglio al supporto Atom c’è volontà oppure casualità. Nel caso del Palm Pre e della sincronizzazione non ufficiale con iTunes, infatti, fu subito chiaro che Cupertino si sforzava di tagliare fuori Palm ad ogni aggiornamento, e alla fine quest’ultima ha capitolato. Come dire, se è una guerra a tutti gli effetti, lo scopriremo soltanto al rilascio di Mac OS X 10.6.3.
Con l’ultima versione di Mac OS X 10.6.2, Apple interrompe il supporto per i processori Intel Atom presenti in molti netbook, come le indiscrezioni delle scorse settimane avevano fatto presagire.
Gli utenti che hanno aggiornato il proprio hackintosh alla nuova versione di Mac OS X segnalano l’impossibilità di riavvio del proprio netbook.
The netbook forums are now blowing up with problems of 10.6.2 instant rebooting their Atom based netbooks. [Traduzione: i forum dei possessori di netbook con Mac OS X 10.6.2 e dotati di processore Atom sono sommersi da messaggi di problemi di reboot]
è quanto Stellarola, guru del mondo hackintosh, scrivere sul proprio tumblr. Ma aggiunge che, anche se la comunità di hacker ha subito un duro colpo attraverso questo aggiornamento, non è da escludere che un kernel creato ad hoc verrà presto rilasciato.
Come TUAW evidenzia, sono sostanzialmente 2 i modi in cui interpretare questa scelta di Apple:
Indipendentemente da come si può vedere la cosa, se siete possessori di un hackintosh, non aggiornate a Mac OS X 10.6.2 per non incappare in problemi.

Mentre Psystar continua la sua infinita battaglia legale contro Apple, non sembra minimamente intenzionata a diminuire il volume di nuove trovate commerciali che potrebbero irritare Cupertino. L’ultimo prodotto che la piccola azienda di Miami ha messo sul mercato è EFI Rebel, un software che promette di installare OS X (e altri sistemi operativi) su un normale PC.
Grazie a EFI Rebel, Snow Leopard potrà girare su qualsiasi computer equipaggiato con CPU Intel Core 2 Duo, Core 2 Quad, i7 o Xeon Nehalem. Il programma sarebbe anche in grado di rilevare l’hardware del vostro sistema, individuando quali componenti siano compatibili e quali no e scaricando i driver appropriati dove disponibili. La Psystar ha in programma di perfezionare costantemente ed aggiornare il database dell’applicazione, come si può leggere in una loro dichiarazione:
I set-up più comuni sono assolutamente compatibili e continueremo ad espandere la gamma di profili hardware supportati da Rebel EFI tramite il nostro programma di collaudo PsyLabs.
Va inoltre fatto notare che il programma è in grado di lavorare anche con Windows 7.
EFI Rebel costa $49.99, pari a circa €33. Per gli scettici o gli avventurosi è disponibile anche una versione trial dal funzionamento completo, ma che si disattiverà dopo 48 ore. Installare OS X su un computer prodotto da qualcuno che non sia Apple è (come sempre) una violazione della licenza d’uso del sistema operativo.
[Via The Loop]

Il miracoloso dispositivo in grado di consentire installazione ed avvio d’una copia originale di Mac OS X su un comune PC, il già visto Efi-X, sarebbe soltanto una comunissima chiavetta USB con su del codice Open Source trafugato. E chi l’ha scoperto ora rischia pure di passare guai.
I sospetti sono cominciati ad affiorare quando la community del progetto OSX86 si è accorta che molti dei problemi di compatibilità lamentati dagli utenti del bootloader Open Source Chameleon toccavano anche quelli di EFi-X, e quando uno veniva aggiornato, a stretto giro accadeva lo stesso anche all’altro. Tuttavia a svelare definitivamente la truffa è stato AsereBLN, membro della comunità OSX86, che avrebbe acquistato ed aperto uno dei dispositivi prodotti da Asem. Ha così scoperto che al suo interno non c’è affatto tecnologia fantascientifica: si tratta di una comunissima memoria USB dal valore di mercato di $10 venduta però a $280. Ed il valore aggiunto non starebbe neppure nel software, visto che da un’ulteriore analisi è emersa la presenza di codice protetto da licenza LGPL senza il relativo codice sorgente, una copia della licenza LGPL e la lista delle modifiche apportate.
L’aspetto peggiore della faccenda, probabilmente, consiste nel fatto che AsereBLN si è visto recapitare una lettera di cease and desist da parte di Asem, ed ha così dovuto provvedere a rimuovere tutti i post ed i riferimenti ad Efi-X. Nel mentre, Asem ha annunciato che Efi-X 1.0 non è in grado di far funzionare Snow Leopard, a meno che gli utenti non acquistino il modulo 1.1 per ulteriori $280. E visto e considerato che non funziona neppure come dovrebbe, non è affatto detto che gli utenti riporranno ancora la propria fiducia un prodotto che vanta un simile passato.

Continua la storia infinita di schermaglie e accuse tra Apple e Psystar, la piccola azienda che da qualche tempo tenta di vendere cloni Mac dotati di Mac OS X.
L’ultimo capitolo della saga vede un nuovo procedimento legale: Psystar cita in giudizio Cupertino presso il tribunale della Florida per la vendita di Snow Leopard. L’accusa contestata non è nuova: Apple assumerebbe un comportamento anticompetitivo, legando il software al proprio hardware, penalizzando in questo modo eventuali terzi.
Si tratterebbe di un film già visto, dato che risolto privatamente un procedimento analogo riguardante Mac OS X 10.5 Leopard: dalla Florida, tuttavia, sostengono che il funzionamento e l’installazione dei due sistemi sia differente, rendendo Psystar in pieno diritto di vendere propri cloni con Mac OS X installato.
Staremo a vedere quali saranno le decisioni della corte, sebbene un po’ tutti si attendano un esito non differente dal passato.
[via]

Image courtesy of Wired
Secondo quanto riportato dal Gadget Lab di Wired, l’ultimo aggiornamento di Mac OS X, 10.5.7, porterebbe un miglioramento nella gestione del risparmio energetico. In realtà, il test non è stato fatto su computer prodotti da Apple, ma su netbook su cui è stato installato Mac OS X, quindi dei cosiddetti hackintosh.
Ammesso che la notizia sia vera, ciò potrebbe essere dovuto a una effettiva ottimizzazione della gestione del risparmio energetico in Mac OS X, oppure potrebbe essere dovuta all’aggiunta del supporto per i processori della serie Atom, che tipicamente equipaggiano i netbook prodotti da Dell, MSI e altri.
In particolare, sembrerebbe che il nuovo aggiornamento abbia portato, su un netbook MSI, a un miglioramento del 33% nella durata della batteria (il test è stato fatto con una batteria a 6 celle da 4400 mAh), portando il tempo di funzionamento da 3 ore e 45 minuti a più di 5 ore.
Restiamo in attesa di ulteriori segnalazioni a riguardo, non solo per quanto riguarda le installazioni su PC portatili, ma anche e soprattutto su Mac veri e propri.
[Via theAppleBlog]
Direttamente dalla Cina, le foto della nuova linea di portatili di MSI. Si tratta dei modelli X340 ed X600 con display da 13,4″ e 15,6″.
Caratteristiche hardware a parte, non vi sembra che ci sia qualcosa di familiare nel loro design? A prima vista pare molto simile al prossimo MacBook Air: sottili ed in linea con i MacBook Unibody.
Evidentemente, spinta dalla pubblicità gratuita dovuta all’hackintosh dei suoi portatili, MSI ha pensato bene di accontentare ulteriormente la clientela.
[Via Engadget]

Una società hardware che sfida Apple proponendo i propri PC con Mac OS X preinstallato. Uno scenario, quello presentato, che sta diventando sempre più noioso e ripetitivo anche se questa volta c’è una variante: la società in questione è europea.
L’azienda che si è posta sulla scia di Psystar ha sede in Germania, si chiama PearC e, quasi a volersi beffare quanto più possibile di Apple, ha per logo una pera, tutta intera però.
Il parco macchine è, al momento, limitato a soli tre PC desktop di fascia bassa (499€), media (799€) e alta (1499€). Per tutti i modelli è disponibile la scelta di Mac OS X 10.5 come sistema operativo preinstallato.
Dal punto di vista hardware, il modello base è dotato di un processore Intel Core2Duo a 2,2 Ghz, hard disk da 250 GB, 2 GB di memoria RAM e una scheda grafica GeForce 7200GS con 256 MB di memoria dedicata.
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