Apple si aggiudica l’ultimo posto nella lista di compagnie tecnologiche censite da Greenpeace nel suo report intitolato How Dirty is Your Data? (link al PDF). Sebbene Apple si sia sforzata negli ultimi anni di migliorare la propria sensibilità rispetto ai problemi dell’ambiente, a Cupertino si sono piazzati in ultima posizione per colpa della loro forte dipendenza dal carbone come fonte di sostentamento energetica per il suo data center.
Il report confronta i consumi di energia e risorse di Apple, Facebook, Google, Twitter, IBM, Microsoft, HP, Akamai, Amazon e Yahoo. Nel documento l’associazione sottolinea che il nuovo data center in North Carolina triplicherà il consumo di energia arrivando a consumare quanto 80.000 abitazioni americane. Di tutta quell’energia, il 62% sarà ottenuta dal carbone (una delle fonti più inquinanti) mentre il 32% da energia nucleare.
[Via GigaOM]

Nella nuova classifica delle società d’elettronica più verdi stilata da Greenpeace, Apple perde punti e slitta dal quinto al nono posto, non tanto per demeriti propri quanto piuttosto per l’intraprendenza dimostrata dai competitor. E se Nokia si aggiudica un 10 e lode e il gradino più alto sul podio, in fondo alla classifica allignano invece Microsoft e Nintendo.
Circa Cupertino, nel documento si legge:
Apple scende dal quinto al nono posto. I risultati positivi dell’azienda sono dovuti alla politica di eliminazione delle sostanze pericolose dai prodotti in commercio. Tutti gli articoli a marchio sono privi di PVC e ritardanti di fiamma. Apple, attiva sul piano politico, sta facendo pressione per dare più forza alla direttiva RoHS (Restriction of Hazardous Substances in electronics). La compagnia migliora anche nella copertura del suo programma di ritiro e riciclo dei prodotti a fine vita e, nel 2008, ha impiegato il 41,9 percento di plastica riciclata (+38% rispetto l’anno precedente). Sul piano energetico, Apple riporta le emissioni dell’intero ciclo di vita dei suoi articoli. Tra il 2006 e il 2007 ha ridotto del 3 % le proprie emissioni di gas serra.
Il problema principale di Apple, tuttavia, consiste soprattutto nella scarsità di trasparenza nella gestione delle sostanze chimiche e nella comunicazione con la catena dei fornitori, oltre alla mancanza di una chiara strategia per il futuro. In più, Greenpeace sottolinea come Apple abbia fin’ora evitato di prendere una posizione pubblica circa il supporto alle nuove specifiche RoHS 2.0 in materia di organoclorurati e composti bromati, nonostante un encomiabile sforzo nella riduzione del gas serra calato complessivamente del 3 % tra il 2006 ed il 2007.

Sul sito web di Apple, il nuovo Mac mini viene presentato al pubblico come “Il Mac più conveniente e a maggiore efficienza energetica di sempre”.
Proviamo a analizzare la seconda parte della frase. A differenza della prima è basata su elementi concreti ed è frutto di un percorso che Apple ha seguito con costanza negli ultimi anni, derivandone benefici d’immagine e economici, sia per sé che per gli utenti.
Il percorso è stato stimolato se non proprio accelerato dalle ripetute critiche fatte a partire dal 2006 da Greenpeace tant’è che Steve Jobs nel 2008 pubblicò un aggiornamento su quanto già raggiunto e quanto l’azienda si prefissava. I risultati sono evidenti e riconosciuti a più riprese anche da Greenpeace stessa.
In questi anni Apple si è mossa su numerosi fronti.
Continua a leggere: Il Mac mini, Apple e la riduzione del consumo energetico

Con un veloce e costante processo di cambiamento, Apple ha dimostrato di aver preso in seria considerazione l’ambiente e, dopo un’alternanza di lodi e critiche, arriva il momento del riscatto. Se soltanto fino allo scorso Ottobre Apple sostava in nona posizione, a Gennaio 2010 è saltata direttamente alla quinta, un po’ per meriti suoi e un po’ per demeriti altrui. Con una sorpresa.
Rispetto al 4,9 di Ottobre, Cupertino ha raggiunto ora il punteggio di 5,1 nella scala delle 18 più importanti società d’elettronica mondiali. In pratica, ci troviamo di fronte ad un pur apprezzabile, ma modesto, +0,2. Il grosso del merito, in effetti, va cercato nel calo registrato soprattutto da competitor quali Samsung, Sharp e perfino Sony. Inoltre, ad Apple va l’onore di essere prima della lista nel grafico delle società che hanno epurato dalle linee di produzione gli agenti tossici più pericolosi, con ben 4 stelle grandi, cioè il massimo dei voti:
Le stelle d’oro rappresentano i prodotti privi delle peggiori sostanze chimiche. Le stelle più piccole indicano che soltanto una frazione dei prodotti sono prive di sostanze tossiche. Una stella grigia significa che nessuno dei prodotti fatti da questa società nelle categorie prese in esame è privo di sostanze tossiche. Infine, un trattino indica che la società non produce quel tipo di prodotto.
Cupertino si può fregiare quindi di un invidiabile primato:
Continua a leggere: GreenPeace: Apple sale la classifica verde e guadagna 4 stelle

Come al solito, giunge puntuale la classifica di Greenpeace per le aziende di elettronica impegnate nella lotta all’inquinamento. La classifica, la numero 13, vede saldamente al primo posto Nokia.
La situazione di Apple migliora. Oltre che essere descritta come l’azienda più efficace nella lotta contro le sostanze tossiche, viene premiata con un salto di due posizioni: dalla numero 11 alla numero 9.
La classifica, è doveroso dirlo, non tiene conto degli ultimi sforzi di Cupertino. Greenpeace ha dichiarato di essere andata in stampa prima che le ultime novità di Apple sul fronte ecologico fossero rese pubbliche.
Apple avrebbe pubblicizzato i propri progressi troppo tardi. Per Settembre 2009 dovrà accontentarsi della posizione numero 9. Il prossimo mese si prevede già una nuova promozione.
[Via Greenpeace]

Alcuni attivisti di Greenpeace hanno irrotto nel quartier generale di HP dipingendo il tetto con la scritta “hazardous products” e diffondendo un messaggio pre-registrato indirizzato a William Shatner nel quale si chiedono spiegazioni in merito al ritardo circa le promesse fatte in materia di politiche ambientali.
Nel documento non è mancato un riferimento all’azienda di Cupertino:
“If Apple can go BFR & PVC-Free, why can’t HP? No more excuses”.
A quanto pare HP, pur essendo una delle aziende più importanti (in particolar modo negli Stati Uniti), non è riuscita nemmeno ad avviare un piano di sensibilizzazione ambientale alla propria linea di prodotti. Al momento non è ancora giunta nessuna risposta ufficiale da parte dell’azienda.
[Via Electronista]

Greenpeace ha pubblicato l’ultima classifica relativamente all’impatto ambientale delle aziende di elettronica. Al primo posto, come per la scorsa volta, si conferma Nokia: per la bassa tossicità delle componenti impiegate ed un ottimo servizio di ritiro e smaltimento dei prodotti venduti.
Samsung, Sony Ericsson, LG Electronics, Toshiba e Motorola migliorano il loro piazzamento grazie ad interventi mirati, sebbene alcune tra queste abbiano ancora un mucchio di strada da percorrere. La situazione si mette malissimo per Sony, la quale perde ben 7 posizioni a causa per via di alcune promesse non mantenute e la mancata espansione del sistema di ritiro e smaltimento.
Apple, pur rimanendo ferma a 4,7 punti, perde una posizione attestandosi al 11° posto. L’azienda di Cupertino, tuttavia, viene presa a modello da Greenpeace per aver mantenuto le promesse circa l’eliminazione di PVC e ritardanti di fiamma bromurati da tutta la linea di prodotti. Bene anche sul fronte del ritiro dei dispositivi usati (con l’obiettivo di raggiungere il 50% nel 2010) e dei consumi energetici globali: ridotti del 3%.
L’analisi dettagliata della classifica è liberamente consultabile attraverso il sito web dell’associazione.
Greenpeace ha pubblicato una versione per iPhone ed iPod Touch della sua Greenpeace Tissue Guide. L’applicazione fornisce ai consumatori utili informazioni circa i prodotti in carta riciclata, guidandoli ad un acquisto più coscienzioso.
Il programma compara diversi produttori dello stesso prodotto, elencando le informazioni specifiche di ognuno (inclusa la percentuale di riciclo e l’uso di cloro nei prodotti). La guida stila una classifica globale etichettando ogni singolo produttore come “Raccomandato”, “Da evitare” o “Potrebbe fare meglio”.
Greenpeace Tissue Guide è disponibile attraverso AppStore gratuitamente.
[Via MacNN]

Sembrava che tra Apple e gli ambientalisti fosse pace fatta, e invece qualche nube si addensa nei cieli di Cupertino. Greenpeace ammonisce: non è vero che i nuovi MacBook sono verdi, bisogna fare di più.
Durante l’evento Apple dedicato ai nuovi portatili, moltissima enfasi è stata data alla rinnovata attenzione verso l’ambiente: meno sostanze tossiche, maggiore efficienza, imballi ridottissimi (e chi ha visto dal vivo il nuovo MacBook sa di cosa si parla: la scatola sembra più piccola del computer che contiene). Tuttavia, scorrendo la lista delle specifiche complete di MacBook, MacBook Pro, MacBook Air e persino il nuovo Cinema Display LED, si scopre che l’assenza di PVC è limitata semplicemente alla cavetteria interna. Con la campagna per un’elettronica eco-compatibile, invece, Greenpeace auspicava che Apple desse l’esempio producendo per prima un computer totalmente privo di PVC e BFR.
La buona notizia, però, è che Apple ha aggiornato la propria policy della mela più verde promettendo che entro la fine dell’anno i PVC spariranno da tutti i Mac. L’organizzazione di attivisti ambientali fa sapere che grazie a queste gradite novità, il punteggio di Apple nella lista delle società più verdi salirà certamente rispetto all’attuale 4,1/10. In testa a tutti, con 7 punti su 10, attualmente c’è Nokia. Come dire, di strada da fare ce n’è ancora parecchia.

Con la presentazione della nuova gamma notebook Apple ha di fatto concluso quella che si può definire una vera e propria “transizione ecologica”: continuando sulla scia degli iMac e degli iPod, anche durante la progettazione dei nuovi MacBook è stato tenuto in gran considerazione il tema ambientale.
Nei nuovi portatili non è presente arsenico nei vetri degli schermi e non ci sono tracce di PVC né ritardanti di fiamma bromurati. Se si esclude il case dell’iPhone 3G, praticamente tutti i prodotti della società di Cupertino possiedono, inoltre, un guscio in alluminio e parti in vetro, materiali altamente riciclabili.
Oggi sono davvero tanti gli utenti ad affermare che l’attuale Apple è sempre più lontana dal suo vecchio slogan “think different”. Questo può essere vero in tanti settori, ma non in tema ecologico nel quale la società della mela si sta dimostrando sempre più fuori dal coro di chi si riempie la bocca di parole ma non fa nulla di concreto.

[photo by Flickr]
Si allontanano sempre di più i tempi durante i quali Apple veniva continuamente bacchettata da Greenpeace per i suoi prodotti poco rispettosi dell’ambiente.
Uno dei punti maggiormente esaltati da Steve Jobs durante l’evento di San Francisco è stato, infatti, l’eliminazione completa delle più dannose sostanze tossiche dalla nuova gamma di iPod: niente arsenico nei vetri degli schermi, niente mercurio né PVC nelle componenti interne. A questo va aggiunto l’utilizzo di materiali altamente riciclabili come il vetro e l’alluminio e, ancora, la sempre più ridotta dimensione delle ormai minimali confezioni.
Sembra dunque che l’impegno preso da Jobs nella nota lettera aperta di un anno e mezzo fa stia velocemente traducendosi in una direzione concreta verso la quale si sta spingendo l’azienda di Cupertino.

Dopo che GreenPeace, nei mesi passati, aveva portato alla luce l’uso di materiali tossici in alcuni prodotti della Mela, Cupertino ha dato la sua risposta. Attualmente la recente produzione di prodotti Apple si è guadagnata il diritto di avanzare nella classifica di GreenPeace fino a ricevere un punteggio pari a 6,7 su 10.
Leggendo i dati presenti sul sito dell’associazione ambientalista, viene riportata una parziale soddisfazione riguardo alla scelta di ridurre buona parte degli inquinanti sulle attuali linee di MacBook. Viene in particolare apprezzato il nuovo ultraleggero MacBook Air per via del nuovo display a led, completamente privo di componenti al mercurio, tipiche dei classici LCD.
GreenPeace prosegue poi esortando Apple ad estendere il suo programma di ritiro dei vecchi prodotti a livello internazionale. Visti i successi ottenuti finora in campo ecologico, molto probabilmente vedremo l’azienda di Steve Jobs ricevere ulteriori giudizi positivi nel prossimo futuro.
[Via GreenPeace]