
Ora che le linee guida su App Store si sono ammorbidite, uno dei primi effetti cui assistiamo con piacere è la comparsa di app che in precedenza erano state sospese a tempo indeterminato o addirittura bocciate. E così, dopo 14 mesi di attesa nel limbo delle approvazioni, Google Voice cessa di essere una applicazione da jailbreak e rientra nel bazar del software con la mela.
Stanno tornando uno a uno. Parliamo dei desaparecidos di App Store. Se nelle scorse ore è toccato all’dell’emulatore di C64 (cassato illo tempore poiché integrava un compilatore BASIC), è ora la volta di Google Voice, il servizio del colosso di Mountain View epurato perché poteva confondere gli utenti, e che aveva portato all’apertura di un fascicolo presso la FCC.
Tutta acqua passata. Dopo aver già fatto capolino su BlackBerry ed Android l’app targata Google è stata finalmente sdoganata anche per il resto di noi: sia GV Mobile+ che GV Connect sono già online e in versione aggiornata, al costo di 2,99 dollari la prima (non è disponibile nell’App Store nostrano) e di 2,29 euro la seconda.
Google Voice è il noto servizio di telefonia che consente con estrema semplicità di trasferire chiamate ed SMS da un numero virtuale ad apparecchi telefonici reali, fissi e mobili contemporaneamente, ereditato dall’acquisizione di GrandCentral avvenuta da parte di Google nel 2007.

Se da una parte le maglie dell’App Store sembrano improvvisamente restringersi, dall’altra si stanno sorprendentemente allargando, come avvenuto recentemente con l’introduzione della possibilità di effettuare chiamate VOIP anche su rete 3G.
Pochi giorni fa, infatti, è stata approvata Line2, la prima applicazione per iPhone che permette di ricevere ed effettuare chiamate su rete VOIP, su rete 3G o su rete cellulare utilizzando una seconda linea virtuale fornita da Toktumi.
Le funzionalità offerte sono molto simili a quelle di Google Voice, che però ricorre ad un’applicazione web per aggirare le restrizioni dell’App Store, come ad esempio la possibilità di ricevere chiamate destinate alla seconda linea direttamente sulla linea principale o effettuare chiamate con il numero della seconda linea virtuale scegliendo automaticamente il canale più conveniente, VOIP, 3G o linea cellulare.
Continua a leggere: Line2: Due linee telefoniche su un iPhone

Una feature mancante del Nexus One, pienamente supportata da Android, è la tecnologia multi-touch quella tecnologia tanto cara ad Apple che, in parte, è stata uno dei motivi che ha motivato la diffusione di iPhone.
Dopo anni di rapporti fatti di collaborazioni a denti stretti e “sorrisi di circostanza”, Google ha rincarato la dose e ha chiarito i termini della competizione, per chi non se ne fosse ancora reso conto: Google è in tutto e per tutto un competitor di Apple.
Con il rilascio di un aggiornamento over-the-air per Andorid che va ad abilitare il multi-touch per quanto riguarda browser, gallery e navigazione delle mappe, Google sferra l’ultimo colpo in termini di attacchi diretti ad Apple. Tra le novità che questo aggiornamento di Android introduce, difatti, si nota il completo supporto alla funzionalità pinch-to-zoom, il gesto di allontanare/avvicinare l’indice dal pollice per ingrandire/rimpicciolire una immagine.
Viene da domandarsi: perché soltanto ora è stato rilasciato questo aggiornamento? Nessuna motivazione ufficiale è stata fornita e il poco apprezzamento della tecnologia multi-touch, espresso tempo fa da parte di Andy Rubin, capo dello sviluppo Andorid, risulta decisamente dubbio.
Continua a leggere: Guerra aperta tra Apple e Google a suon di multi-touch (e non solo)

Google starebbe lavorando ad un modo alternativo di portare Google Voice sulla piattaforma iPhone, dice il New York Times. L’applicazione dedicata è stata recentemente respinta dal team di revisione di App Store per motivi ancora poco chiari, sebbene i più maliziosi abbiano immediatamente pensato alla pressione di AT&T. Il carrier verrebbe danneggiato dal servizio di Google che offre telefonate ed sms ad un costo molto più basso: ma a questo ci pensa la FCC con la sua indagine.
Come soluzione, Google si dice stia lavorando ad una speciale applicazione web, non espressamente realizzata per iPhone ma capace di fornire le stesse funzionalità. Un portavoce di Google fa sapere che uno degli obiettivi aziendali per iPhone è quello di “trarre vantaggio dall’evolversi dei browser”. La versione 3.0 di iPhone OS include il web browser Safari che supporta pienamente tecnologie come il HTML streaming, che potrebbe essere d’aiuto. Per sviluppare una web application, Google dovrà essere in grado di superare ogni metodo di censura ufficiale dell’App Store e l’unica soluzione al momento sembra questa.
[Via iPodNN]

AT&T invia una breve risposta iniziale alla Federal Communications Commission lettera di inchiesta spedita ad Apple, AT&T e Google lo scorso sabato. Brad Mays, portavoce AT&T, ha fermamente negato ogni collegamento tra l’azienda che rappresenta e la decisione di Apple di rifiutare Google Voice nel suo App Store, di conseguenza attribuisce la totale responsabilità dell’accaduto al produttore di iPhone. Una risposta più esaustiva e formale è previsto che arrivi nei prossimi giorni.
“AT&T non gestisce o approva applicazioni per App Store”, ha dichiarato Mays. “Abbiamo ricevuto una lettera e, naturalmente, risponderemo”.
La lettera ricevuta chiede ad Apple ed AT&T se il carrier abbia o meno esercitato pressioni finalizzate al rifiuto dell’applicazione in questione. La FCC ha anche chiesto a Google di spiegare le caratteristiche di Google Voice e quelle delle applicazioni che sono state approvate o rigettate in passato, come Google Earth e Google Mobile App.
Continua a leggere: AT&T nega il coinvolgimento nel caso Google Voice
La FCC (Federal Communications Commission) invia una lettera ad Apple invitandola a chiarire la sua posizione circa il rifiuto dell’applicazione Google Voice in App Store: in realtà oltre all’applicazione di Google la lettera vuole far luce sull’esclusione di tutte le applicazioni di VOIP.
L’indagine, è doveroso precisarlo, sembra partita direttamente dalla FCC piuttosto che dagli uffici di Google ed ha l’obiettivo di chiarire le ragioni dell’esclusione e far luce sui possibili interessi di AT&T. L’applicazione respinta, infatti, avrebbe consentito agli utenti di chiamare ed inviare SMS ad un costo più basso rispetto a quello del carrier statunitense. A tal proposito, la FCC ha spedito altre due lettere: una a Google ed una ad AT&T.
Al momento Apple non ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale in merito. Dopo il salto trovate il testo integrale della lettera recapitata a Cupertino.
Continua a leggere: Apple interrogata dal FCC sul caso Google Voice