
Potrebbe essere giunto il capolinea per la longeva serie di spot televisivi intitolata “Get a Mac”, interpretata dal 2006 dalla coppia Windows/Mac degli attori John Hodgman e Justin Long.
Proprio Long ha annunciato a The A.V. Club di desiderare fortemente un cambio di immagine, di volersi cimentare presto con un “corposo ruolo drammatico”. In più, ha anche dichiarato che “il futuro degli spot Get a Mac è molto incerto”.
“Penso che siamo alla fine. In effetti, ho sentito da John che potrebbero essere intenzionati a voltare pagina. Non siamo del tutto sicuri, ma sono comunque molto dispiaciuto, non solo perché adoro fare quegli spot, ma mi mancherà anche molto lavorare proprio con John. Siamo molto uniti, al punto da essere diventati carissimi amici.”

Un godurioso post di AdFreak fa il punto sulla lunga e prolifica campagna pubblicitaria di Apple “Get a Mac“.
Dal 2006 ad oggi sono stati 66 gli spot della serie, tutti diretti da Phil Morrison e tutti interpretati dalla coppia Windows/Mac John Hodgman e Justin Long. Anche se continuano tutti a collaborare con Apple, non si può dire che nel frattempo non abbiano fatto carriera. Soprattutto Justin Long, che è finito nientemeno che nel cast del cult horror di Sam Raimi Drag Me to Hell.
Tutto molto divertente e anche giusto, come fanno notare su AdFreak, soprattutto in tempi di Vista. Ma ora che Windows 7 ha fatto capolino nei cuori di tanti ex fedeli Windows? Dopo il continua, un ricordo di uno dei picchi qualitativi della campagna, la versione “lunga” della canzone di addio di Windows ai suoi utenti che preferivano (e, in molti casi, preferiscono, il Mac).

Apple ha fatto piazza pulita di molti dei riconoscimenti più prestigiosi conferiti da Adweek a “Best of the 2000s“. Adweek è fra le pubblicazioni più prestigiose a livello mondiale specializzate nell’industria della pubblicità.
Fra i premi ricevuti da Apple, non manca il più importante della manifestazione: Brand del decennio. Steve Jobs, di pari passo, è stato eletto “marketer del decennio”. Apple, secondo le motivazioni espresse dalla giuria, “è la personificazione di una persona che vive e respira con essa”.
iPod è il prodotto del decennio, con più di 220 milioni di unità vendute. Gli spot della serie “Get a Mac” hanno vinto nella categoria “Campagna del decennio”, mentre lo spot per Nike Plus ha vinto in “Campagna digitale del decennio”.
Un nuovo banner online della campagna Get a Mac di Apple è apparso nei giorni scorsi sulle pagine di importanti siti come il New York Times o Wired. In questo nuovo episodio, telecamere di sicurezza poste all’entrata di alcuni Apple store mostrano direttamente alcuni switcher ovvero persone che, invece di eseguire l’upgrade a Windows 7, decidono di passare al mondo Mac. Il Pc-guy non ci sta però e tenta di arginare le perdite in prima persona.
Il mancato upgrade a Windows 7 e la definizione “number one in customer satisfaction” sono le basi sui cui poggiano gli ultimi capitoli della campagna mediatica di Apple.
Continua a leggere: "Ultimate Upgrade", il nuovo banner pubblicitario di Apple
L’obiettivo è chiaro: attaccare Windows 7 sin dal primo giorno di rilascio. Così Apple ha deciso di pubblicare 3 nuovi spot della celeberrima campagna “Get A Mac”, nei quali vengono mostrati i soliti protagonisti Pc-guy e Mac-Guy (al secolo John Kellogg Hodgman e Justin Long) a dialogare e “punzecchiarsi”.
Il primo degli spot (video sopra) si intitola “Broken Promises”: eccitato dall’uscita di Windows 7, il Pc-guy sostiene che questo nuovo OS “non avrà i problemi dell’ultimo sistema operativo”. Seguono poi diversi flashback che mostrano la medesima scena appena conclusasi, relativa ai precedenti sistemi made in Redmond, con tanto di cambio di abbigliamento e acconciatura per i 2 protagonisti.
Vendere e saper vendere. Un binomio inscindibile che è fondamento del commercio: anche il prodotto perfetto non può fare a meno della pubblicità e basarsi soltanto sulla propria qualità, ma ha bisogno che “il mondo là fuori” sappia della sua esistenza. Così anche i prodotti Apple non sono esclusi da queste tanto semplici, quanto fondamentali, regole di marketing.
Apple cominciò a presentare le prime pubblicità dei propri prodotti a fine degli anni ‘70 e, per tutto il decennio successivo, quest’ultime sono caratterizzate da immagini con colori forti e una ricca parte dedicata al testo che distoglie un po’ dell’attenzione dal prodotto. Verso la fine degli anni ‘90, Apple fece un grosso salto in avanti lanciando la campagna “Think Different”, caratterizzata dalla presenza di personaggi famosi, come Muhammad Ali, Ghandi, Einstein, e in cui si nota una ricerca più approfondita del soggetto, del claim e della qualità stessa delle immagini presentate.
Era il 2006 quando Apple cominciò a punzecchiare Microsoft con la propria (celebre) campagna pubblicitaria “Get A Mac”: un Pc-guy vecchiotto, bruttarello, in giacca e cravatta a difesa di Microsoft contro un Mac-guy più giovane, più cool, in jeans e maglietta a difesa del mondo Mac. Facile capire chi la spunta (spesso a ragion veduta).
Ora le cose sembrano capovolgersi: Kevin Turner, Chief Operating Officer di Microsoft, dice di aver ricevuto una telefonata da un legale di Apple che gli ha domandato di interrompere la campagna Laptop Hunters, lanciata diversi mesi fa da quelli di Redmond. Questo quello che Turner ha raccontato ad Ars:
two weeks ago we got a call from the Apple legal department saying, hey — this is a true story — saying, “Hey, you need to stop running those ads, we lowered our prices.” They took like $100 off or something. It was the greatest single phone call in the history that I’ve ever taken in business. - [Traduzione: 2 settimane fa abbiamo ricevuto una chiamata dall’ufficio legale di Apple che ci ha detto “Ehi, dovete interrompere queste pubblicità, noi abbiamo abbassato i nostri prezzi”. Hanno tolto qualcosa tipo 100$ più o meno. E’ stata la telefonata più grandiosa da quando ho cominciato a lavorare qui]
L’impatto di tali spot è stato, sin da subito, positivo e la percezione del valore del marchio Microsoft risulta incrementata, facendo leva sull’unico elemento che da sempre è stato associato ai prodotti Appple: il prezzo elevato. Ora arriva questa richiesta di interruzione della campagna da parte dei legali di Cupertino a dimostrazione che il nuovo approccio promozionale di Microsoft funziona alla grande.
Cara Apple, hai dettato tu il modus operandi della guerra con Microsoft e, dopo diversi anni, quest’ultima si è risvegliata dal letargo “comunicativo” e ha reagito seguendo le tue stesse regole. Ora non puoi metterti a piangere e andare dall’avvocato dicendo “devi interrompere gli spot” perché tu, a parti inverse, non accetteresti tale richiesta. Cerca invece di trovare nuovi stimoli per rinnovare la tua campagna pubblicitaria che rimane ben fatta e divertente, ma ormai risulta “debole” e ripetitiva.
Dopo il salto l’ultimo spot della campagna “Laptop Hunters”.
Continua a leggere: "Laptop Hunters": Apple chiede a Microsoft di interrompere la campagna

Le televisioni americane stanno attualmente trasmettendo due nuovi spot Apple, il primo dedicato a una funzionalità dell’OS 3.0, e il secondo a una dell’iPhone 3GS.
Per quanto riguarda l’OS 3.0, si tratta del tanto atteso copia e incolla, che viene rappresentato attraverso l’esempio di un numero che viene copiato dalla rubrica del melafonino e poi incollato in un sms.
Di iPhone 3GS viene invece preso in esame il Voice Control, con l’esempio della selezione vocale di un brano musicale di Jack Johnson, gettonato come pochi dalle parti di Apple. Vediamoli dopo il salto.
Continua a leggere: Due nuovi spot televisivi per iPhone 3GS

Quest’oggi sulla homepage del NY Times è apparso un nuovo capitolo della campagna banner di Apple incentrato sulla soddisfazione degli acquirenti Mac.
A differenza dei precedenti spot online, in quest’ultimo, intitolato “#1 In Customer Experience”, Apple posiziona in 3 parti della homepage il proprio banner.
L’header è occupato dal grafico che mostra un’indagine relativa al livello di soddisfazione degli acquirenti ed Apple svetta al primo posto. Sulla sidebar di destra, i soliti Pc-guy e Mac-guy dialogano tra loro mentre, sulla sidebar di sinistra, 2 nuovi interlocutori che riportano la loro testimonianza di acquirenti Mac soddisfatti.
Dopo il salto il video della campagna pubblicitaria online.
Continua a leggere: "#1 In Customer Experience", il nuovo spot online di Apple
In questi giorni, è apparso su Wired un nuovo spot della campagna “Get a Mac” di Apple per il Web chiamata “Easy as 1-23″. In questo nuovo episodio, il Pc-guy spiega come il mondo pc sia di fatto facile come contare da 1 a 23 e che occorre eseguire soltanto (?!) 23 passaggi per il funzionamento di un pc.
Dopo il salto l’elenco completo delle 23 procedure, con ben 4 “restart” e un conclusivo “cross fingers”.
Continua a leggere: Nuovo banner "Get A Mac": "Easy as 1-23"
Torna il consueto appuntamento coi nuovi quattro spot della famosa serie Get a Mac. Curiosamente, nessuno di essi accenna o risponde alle controverse pubblicità lanciate da Microsoft, quelle dei “cacciatori di laptop”.
Nel primo, intitolato Biohazard Suit, Pc indossa la tuta anti-contaminazione per proteggersi da virus e malware, e per questo non ci sente granché bene. In Legal Copy, invece, note e postille contrattuali salgono e sovrastano Pc e Mac mentre discutono di quanto sia facile usare Windows. Il muro di parole è costituito dalle note legali necessarie a spiegare meglio cosa si intende per “facilità”.
In Stacks, Pc è intento a catalogare montagne di fotografia forsennatamente, una per una. Il riferimento è alla funzionalità di riconoscimento dei volti integrata in iPhoto, disponibile in bundle gratuito con ogni Mac. Infine, in Time Traveler Pc viaggia nel tempo fino al 2050, per chiedere al se stesso futuro se i Pc funzionano meglio di quelli del passato. Purtroppo per lui, però, il Pc del futuro va in blocco davanti ad un serafico, avveniristico Mac.
Insomma, quelli che aspettavano una risposta ai computer vecchiotti e alle accuse di Microsoft (il Mac? un computer con la tassa Apple sopra) dovranno ricredersi: niente frecciatine né ripicche. La classe, dopotutto, si vede anche in questo.

Che sia una persona vera o un’attrice poco importa, ciò che conta è che per una volta a Redmond hanno fatto le cose fatte bene, pubblicitariamente parlando.
Dimentichiamoci delle tristi performance di Jerry Seinfeld e Bill Gates: Lauren buca il video e, non a caso, in rete non si fa altro che parlare del nuovo spot di Microsoft.
E’ indubbio che i pubblicitari ingaggiati da Steve Ballmer & Co. abbiano mixato i giusti ingredienti: atmosfera fresca, personaggio azzeccato e messaggio aggressivo.
Ricorda qualcosa?
Già, perché questo ultimo spot ricorda davvero tanto la campagna “Switch” e, soprattutto, una delle sue protagoniste: quella Ellen Feiss che nel 2002 fu un vero e proprio fenomeno mediatico e contribuì non poco a creare l’immagine attuale della casa di Cupertino.
Ora la storia sembra ripetersi e, improvvisamente, anche la campagna Get a Mac sembra roba assolutamente desueta: sarà meglio che a Cupertino mettano mano al portafogli e stacchino un bell’assegno a Chiat&Day, magari attingendo proprio ai quei lauti margini sui portatili che non permettono a Lauren di comparsi un MacBook Pro da 17″…
Continua a leggere: La guerra degli spot: Lauren è la nuova Ellen?