Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag foxconn

iPhone 5, cala la domanda e Foxconn frena le assunzioni

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

anno-nuovo-cinese

Stando a quanto riportato dal Financial Times, negli impianti Foxconn sono state bruscamente bloccate le nuove assunzioni a causa dell’improvviso calo della domanda registrato con iPhone 5. Ma non tutti concordano con questa interpretazione.

La testata economica non ha dubbi su quanto sta accadendo in questi giorni:

“Attualmente nessuno degli impianti in Cina ha assunzioni in programma,” ha detto Liu Kun, portavoce dell’impianto più grande della Foxconn, a Shenzhen […].
I responsabili HR delle fabbriche più grandi della Foxconn, gli esponenti del governo locale e gli agenti di collocamento che lavorano con la società hanno affermato che le assunzioni sono state bloccate con regolare circolare interna tra martedì e mercoledì. Lo stop è in vigore almeno fino alla fine di marzo, come risposta alla riduzione degli ordinativi di iPhone 5.

Le aree in cui vige la nuova politica sono molte ed estese: Shenzhen, Zhengzhou, Taiyuan, e Chengdu, ovvero tutte quelle in cui per lo più si assemblano iPhone e iPad. Una notizia che sembra sposarsi magnificamente con i rumors che parlano d’un iPhone 5S in arrivo già durante la primavera, e che spiegherebbe la necessità di ridurre le scorte di iPhone 5 in circolazione. Bloomberg, tuttavia, nega con vigore questa possibilità:

Foxconn ha bloccato le assunzioni fino alla fine di marzo dopo che molti impiegati sono tornati dalle vacanze del Capodanno cinese con largo anticipo. Lo ha riferito il portavoce della società Bruce Liu, durante un’intervista telefonica. La decisione non ha nulla a che fare con la produzione di iPhone 5, ha riferito.

Continua a leggere: iPhone 5, cala la domanda e Foxconn frena le assunzioni

....
condividi 0 Commenti

La pressione mediatica migliora le condizioni di lavoro in Foxconn

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

foxconn

Unb articolo del New York Times racconta che le condizioni di lavoro presso gli impianti della Foxconn e degli altri partner Apple stanno lentamente migliorando, soprattutto per merito della pressione esercitata dai media e dall’opinione pubblica. Ma di strada da fare, conclude, ce n’è ancora tanta.

Sugli abusi nelle catene di montaggio cinesi e anche sudamericane abbiamo parlato in diverse occasioni. In generale, tanta attenzione ha aumentato la soglia di sensibilità della gente e ingenerato una sorta di percorso virtuoso che sta faticosamente portando a qualche risultato. “I giorni della globalizzazione facile sono finiti” ha confessato un anonimo dirigente Apple al Times; “sappiamo che è tempo di entrare nel fango.”

E così, sono diminuite le oro di lavoro e di strordinario obbligatorio, e sono lievemente aumentate le paghe; i controlli ora sono più densi e frequenti, e in generale la forza lavoro non viene più vista come un “rompicapo da ingegneri” ma gestita con un approccio “più caotico e umano.” Ma se davvero volesse, Apple potrebbe chiedere e ottenere molto di più:

Apple non ha ancora abbracciato le opportunità di leadership di alto profilo che stanno cambiando le altre industrie. Nike, per esempio, intrattiene meeting pubblici coi leader sindacali, dei diritti umani, ambientali e business per discutere sulle modalità per migliorare le fabbriche oltreoceano. Gap Inc, retailer nel settore abbigliamento, invita le organizzazione a criticare le sue politiche di acquisto e a pubblicare i risultati. Patagonia condivide le stime sulle fabbriche coi competitor, ed è tra i promotori di un sistema centralizzato di verifica delle condizioni di lavoro condiviso tra tutte le società. “Questo è lo standard che Apple dovrà rincorrere” ha affermato un ex dirigente Apple. “È così che un leader trasforma l’industria.”

Continua a leggere: La pressione mediatica migliora le condizioni di lavoro in Foxconn

....
condividi 0 Commenti

Apple monitora le ore di lavoro degli operai partner

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

ore-lavoro-operai-partner-codice-condotta

Nella pagina dedicata al codice di auto-condotta istituita da Cupertino, Apple ha iniziato a monitorare attivamente le ore di lavoro degli operai partner coinvolti nella produzione di iPhone, iPod ed iPad. Scopriamo così che il loro numero ha superato il milione rispetto alle 900.000 unità della precedente relazione.

Nel descrivere la cosa, Apple spiega:

Per Apple, cessare la pratica dell’industria di ricorrere agli straordinari è una priorità per il 2012. Il nostro approccio di riduzione delle quantità eccessive di lavoro si è evoluta nel corso degli anni da un piccolo programma sperimentale ad un approccio completo che collega tra loro formazione, consultazione del management, integrazione con le decisioni dell’approvvigionamento e una verifica costante delle pratiche e dei sistemi degli orari di lavoro.
Andando a fondo nella nostra catena delle forniture, ora seguiamo i dati di oltre 1 milione di lavoratori con cadenza settimanale. A novembre, l’88% dei delle settimane di lavoro era inferiore al massimale di 60 ore specificato dal codice di condotta di Apple. Noi consentiamo il lavoro oltre il limite di 60 ore ma solo per quanto lo desiderano, ed esclusivamente in periodi di maggior carico.

Il grafico che vedete qui sopra misura quindi le ore degli operai nel corso del tempo e la conformità della settimana lavorativa alle 60 ore massime previste. Ovviamente -lo sottolinea anche Apple- è possibile che si verifichino picchi superiori al 100%, ma si tratterebbe di carichi eccezionali smaltiti attraverso straordinari remunerati a parte.

Continua a leggere: Apple monitora le ore di lavoro degli operai partner

....
condividi 2 Commenti

Foxconn vuole aprire... negli USA

pubblicato da Ruthven

made in USA
La compagnia di Taiwan partner di Apple nella fabbricazione di molti iDispositivi Foxconn potrebbe trasferire parte della sua produzione di Mac negli Stati Uniti. La notizia giunge a pochi giorni dalla scoperta che alcuni nuovi iMac 21,5” potrebbero essere stati assemblati negli USA.

Si tratterebbe di una mossa strategica e d’immagine: molti clienti danno più fiducia ai prodotti “made in USA” piuttosto che all’abituale “designed by apple in California. Assembled in China” che si trova sulla maggior parte dei prodotti della Mela. L’espansione di Foxconn sul suolo americano non mirerebbe unicamente all’assemblaggio dei prodotti, ma anche a un parziale spostamento della catena produttiva. Tim Cook ha detto infatti che “l’operazione prevede qualcosa in più del solo assemblaggio finale [dei prodotti]“, anche se non si è sbottonato su dove saranno installate le catene di montaggio o sulla quantità di dispositivi prodotti negli USA.

Continua a leggere: Foxconn vuole aprire... negli USA

....
condividi 0 Commenti

Foxbot, il robot che sostituirà gli operai Foxconn

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

foxbot-foxconn

Nel tentativo ufficiale di migliorare un po’ le condizioni di lavoro e i salari degli operai, e magari di ridurre anche le critiche, Foxconn sta gradualmente introducendo migliaia di cosiddetti Foxbot, ovvero robot assemblatori. Migliaia di unità presto sostituiranno altrettanti operai in carne ed ossa.

Non è una novità totale. Sono anni che si parla della cosa, e in tempi recenti il piede sull’acceleratore dell’innovazione si è fatto più pesante. Dopotutto, tra polemiche, rivolte e suicidi, l’aria che si respira negli impianti Foxconn è asfittica e preoccupante. Ecco perché il management della società si è deciso ad investire in produttività e combattere così i costi della manodopera, che si fa sempre più onerosa.

I primi 10.000 Foxbot sono già stati consegnati in almeno un impianto, ma altri 20.000 seguiranno a breve; e ogni unità ha un costo individuale compreso tra i 20.000 e i 25.000$ l’uno, ovvero l’equivalente di tre anni di stipendi per un lavoratore medio presso Foxconn. Sfortunatamente, non si sa molto più di questo, anche perché i robot vengono prodotti internamente e non da società terze: il che significa niente specifiche tecniche né indiscrezioni aggiuntive.

Sappiamo però che i robot, per il momento, non possono ancora sostituire la mano d’opera specializzata a basso costo, per la semplice ragione che una catena interamente automatizzata è estremamente costosa e tecnicamente complicata da realizzare, senza contare che non disporrebbe della flessibilità adatta per venire incontro alle volubili esigenze di Cupertino. Lo spiega, in altri termini, Singularity Hub:

Continua a leggere: Foxbot, il robot che sostituirà gli operai Foxconn

....
condividi 8 Commenti

EPI contro Apple, Foxconn e Fair Labor Association

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

epi_lavoratori_foxconn

Secondo l’Economic Policy Institute (EPI), un think tank di economia e politica focalizzato sui lavoratori di medio/basso reddito, i miglioramenti ravvisati di recente negli ultimi resoconti della Fair Labor Association (FLA) sulle condizioni degli operai negli impianti Foxconn sarebbero “infondati.” Anzi, in corso non ci sarebbe praticamente nessuna “genuina trasformazione.”

Dopo la pubblicazione della relazione FLA sulle condizioni di lavoro all’interno degli stabilimenti Foxconn, ci era parso per un attimo che un vento nuovo stesse finalmente spirando nelle asfittiche strutture di Hon Hai. Una bella notizia, dunque, visto che fino ad oggi si sentiva solo di tirocini obbligatori, di minori in catena di montaggio e di abusi contro le leggi cinesi (già di per sé poco clementi verso i lavoratori).

Poi, è bastato un comunicato di EPI per spezzare l’idillio e trascinarci con violenza alla realtà. È infatti parere dell’istituto che Foxconn stia continuano bellamente ad imporre straordinari e sacrifici ai propri impiegati, mondando la propria coscienza mediatica con provvedimenti migliorativi di facciata:

“In contrasto con le luminose affermazioni della FLA, i miglioramenti nelle condizioni di lavoro presso Foxconn sono state, nella maggior parte dei casi, modesti, fugaci o puramente simbolici, mentre altre promesse solenni di riforma sono state semplicemente accantonate. […]
Le prove suggeriscono che, anche se il miglioramento delle policy di lavoro fossero prevalse durante il periodo analizzato dalla FLA, non hanno poi trovato seguito mentre la produzione di iPhone 5 si intensificava.”

Addirittura, sembra che alcune fabbriche abbiano obbligato nuovamente gli studenti ad estendere i tirocini (in)volontari per sopperire alle esigenze produttive dell’iPhone 5. Un’esigenza che trova riscontro nella realtà: proprio oggi, infatti, Foxconn spiegava ufficialmente di non riuscire a “stare dietro ai tempi di consegna previsti da Apple.” La speranza, quindi, è che la FLA smetta di difendere Apple e inizi a fare il suo lavoro; le conclusioni, con la stoccatina finale a Cupertino, sono sempre di EPI:

Il problema fondamentale resta se Apple sceglierà mai di applicare la propria leggendaria abilità manageriale, il suo spirito di innovazione e la sua enorme influenza finanziaria per uno scopo superiore: quello di proteggere i diritti umani fondamentali delle persone che creano i suoi prodotti.

Photo | Getty

....
condividi 1 Commenti

Foxconn ancora indietro con le consegne di iPhone 5

pubblicato da Ruthven

iPhone 5
Non è una novità, ma il tema delle forniture di iPhone 5 torna alla ribalta. In una conferenza stampa tenutasi ieri sera, il CEO di Foxconn Terry Gou ha apertamente ammesso che “Foxconn non ce la fa a stare dietro ai tempi di consegna previsti da Apple [per l’iPhone 5]“. Da quanto riferito, le date di consegna dei nuovi dispositivi slittano sempre più, malgrado lo sforzo posto da Foxconn nell’aumentare la produzione, che rimane su ritmi piuttosto lenti.

La richiesta del mercato [per l’iPhone 5] è enorme (…) e i nostri invii sono insufficienti“, ha continuato Terry Gou. Va detto che il volume delle richieste sembra superare quelle per l’iPhone 4S, mentre le forniture dei provveditori non riescono a stare sempre al passo, obbligando a volte la Foxconn ad avere interi impianti fermi -come è accaduto lo scorso 6 ottobre- per mancanza di componentistica. Inoltre Apple ha deciso di aumentare i controlli di qualità a seguito dei numerosi graffi riscontrati sugli iPhone, il che ha causato di conseguenza un ulteriore rallentamento nella catena produttiva.

Per la Foxconn, una grande parte del problema sta nella difficoltà di assemblaggio dell’iPhone 5. Da un lato, il complesso design fa si che l’iPhone sia leggero e sottile e dall’altro il rivestimento in alluminio anodizzato è delicato da manipolare e costringe gli operai a spendere più tempo su ogni pezzo.

Terry Gou non ha precisato se la Foxconn pensava di aumentare il numero di catene di assemblaggio o se pensassero di fare appello ad altre industrie del settore per rispettare le date di consegna ad Apple. Foxconn rimane il numero 1 mondiale dell’assemblaggio di dispositivi informatici e conta ben 1,2 milioni di impiegati in Cina.

[Via Le Monde]

....
condividi 5 Commenti

Lavoro minorile in Foxconn, ancora polemiche

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

lavoratori foxconn protesta

Ancora polemiche su Foxconn. La società partner di Cupertino per la produzione di iPhone e iPad è ora di nuovo sotto i riflettori dei media per la presenza di lavoratori minorenni nei propri impianti. E a poco sono servite le scuse ufficiali.

La bomba è deflagrata martedì scorso, quando la stessa Foxconn Technology Group ha ammesso di aver scovato studenti di 14 anni -quindi al di sotto dell’età legale di 16 per lavorare- impiegati nelle proprie catene di montaggio. In una recente dichiarazione, la società ha annunciato di averli già rispediti alle rispettive scuole di appartenenza, omettendo tuttavia di indicarne il numero esatto. Sappiamo soltanto che il “tirocinio,” come lo chiamano in Cina, è durato tre settimane.

A dire del portavoce della società, Foxconn avrebbe chiesto formalmente scusa ad ognuno dei minori coinvolti, promettendo una stretta sulla faccenda

“Non abbiamo scovato alcuna ulteriore prova di simili violazioni in nessuno dei nostri campus in Cina, ma non esiteremo a prendere immediati provvedimenti in qualunque campus se dovessimo acclarare altre violazioni.”

Sarà, però intanto ogni anno 1,2 milioni di studenti vengono regolarmente privati delle vacanze estive per finire nel tritacarne d’un tirocinio in catena d’assemblaggio, con turni massacranti, in contrasto alle leggi nazionali sul praticantato, e soprattutto contro la propria volontà. Uno stato di cose che non giunge del tutto inaspettato, visto che soltanto lo scorso febbraio Foxconn era stata accusato di aver nascosto lavoratori minorenni poco prima delle ispezioni della Fair Labor Association.

I tirocini presso Foxconn durano dai 3 ai 6 mesi, e costituiscono attualmente il 2,7% della forza lavoro totale in Cina, contro il 5,7% del 2001. Non sorprende quindi che si torni a parlare di sfruttamento del lavoro giovanile e minorile: è pur sempre un modo spiccio per ottenere braccia abili e a basso costo per sopperire rapidamente ai picchi produttivi.

Photo | Getty

....
condividi 4 Commenti

Foxconn: l'iPhone 5 è difficile da assemblare

pubblicato da Ruthven

smontaggio iPhone 5
Un dirigente della Foxconn si è sfogato con il Wall Street Journal sui temi sensibili della lentezza della produzione e dei graffi sulla scocca degli iPhone 5 che hanno portato a nuove misure di controllo di qualità nelle fabbriche. I problemi nella catena di produzione e le difficoltà nell’assemblaggio dei pezzi sono da imputare al telefono, non agli operai o alla dirigenza della Hon Hai, ha detto questo dirigente che ha preferito rimanere anonimo.

L’iPhone 5 è il dispositivo più difficile che la nostra azienda si è trovata ad assemblare“, ha detto il dirigente. “Il design è molto complesso, affinché l’iPhone sia leggero e sottile. Anche se ci vuole tempo per imparare a costruire questo nuovo dispositivo, la pratica rende perfetti. La nostra produttività migliora di giorno in giorno.

La Foxconn chiede quindi implicitamente tempo alla Apple e agli utenti per migliorare e perfezionare il processo di produzione. Inoltre, la delicatezza del materiale di rivestimento non ha facilitato la manipolazione ed il montaggio: il dirigente ha detto al Wall Street Journal che proprio questo nuovo rivestimento è più facile da graffiare. Un avvertimento sia per gli operai della Foxconn che per i possessori di un iPhone 5. “L’estetica e la praticità sono sempre difficile da coniugare“, ha concluso il dirigente taiwanese.

....
condividi 0 Commenti

Per evitare i graffi, rallenta la produzione di iPhone 5

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

graffi iphone 5

Qualcuno col piglio artistico avrà pur fatto di necessità virtù, ma un graffio sulla scocca di un dispositivo da 900€ appena tirato fuori dalla confezione è sempre una gran seccatura. E così, per evitare polemiche, Apple ha deciso di aumentare i controlli di qualità; ciò, tuttavia, ha causato anche un notevole rallentamento nella catena produttiva.

Il rischio per Cupertino era di ritrovarsi con un numero ingestibile di resi per ragioni estetiche, ed ecco perché è dovuta correre ai ripari:

I graffi, causa del malcontento degli utenti dopo il debutto del nuovo iPhone lo scorso mese, sono dovuti alla decisione di Apple di utilizzare un tipo di alluminio che consente di produrre smartphone più sottili e leggeri. Alcuni manager senior Apple hanno chiesto ai dirigenti Foxconn di irrobustire gli standard produttivi entro la fine di settembre; questo ha affermato la nostra fonte, chiedendo di restare anonima per ragioni di privacy.
Prestazioni migliori hanno tuttavia ostacolato la produzione del rivestimento in alluminio anodizzato dell’iPhone, costringendo la Hon Hai Precision Industry Co. di Foxconn a fermare le fabbriche.

In pratica, interi impianti restano ciclicamente fermi -come è accaduto lo scorso 6 ottobre- per mancanza di componentistica. Ma è uno stato di cose che implica almeno due considerazioni. Primo, il tentativo fatti da Schiller di minimizzare il fenomeno lascia il tempo che trova, per non dire di peggio. E poi, c’è il rischio che richieste sempre più pressanti contribuiscano ad aumentare lo stress dei dipendenti Foxconn, già sul piede di guerra ben prima dell’introduzione della nuova policy. Circa una settimana fa parlavamo giustappunto di uno sciopero negli stabilimenti di Zhengzhou che ha coinvolto dai 3.000 ai 4.000 operai e proprio a causa degli alti standard qualitativi richiesti da Apple. La scintilla, insomma, è nuovamente pronta a far detonare il tutto.

....
condividi 6 Commenti