
Di regola, Mac OS X permette di regolare il comportamento del Sistema Operativo (in particolare, nessuna azione o l’apertura di una determinata applicazione) soltanto attraverso le preferenze di Acquisizione Immagine o iPhoto, senza possibilità di discernere tra le diverse fotocamere, videocamere e telefoni. Da oggi, grazie a Cameras, si può impostare al microscopio il comportamento del nostro Mac per ognuno dei dispositivi che vi colleghiamo.
L’applicazione sviluppata da Flexibits installa un nuovo pannello delle Preferenze di Sistema, dal quale è possibile decidere il comportamento di ogni singola fotocamera una volta che è connessa. Cameras supporta tutte le fotocamere digitali, gli iPhone, i lettori di memorie flash e praticamente ogni altro dispositivo che scatta fotografie.
Cameras è gratuito e compatibile con Mac OS X 10.4.11 e successivi. Può essere scaricato dalla home page di Flexbits.

Ricorderete senz’altro le prime foto pubblicate da UMPCFever che dovrebbero ritrarre l’iPhone di prossima generazione. Su 9to5Mac è finalmente disponibile la traduzione umana del post originale in cinese che spiega un paio di particolari interessanti, e comincia così:
Sono già le 3 del mattino e non riesco proprio a dormire perché sono appena rientrato da un incontro con un amico dagli USA. Questo amico mi ha portato qualcosa […], un prototipo della terza generazione di iPhone. Questo amico è una persona misteriosa e anche l’iPhone è molto misterioso. Mi ha autorizzato a fare soltanto fotografie sfocate, non a fuoco, poiché non è stato ancora ufficialmente rilasciato. Chiedo quindi scusa a tutti per la sfocatura!
Inoltre, poiché si tratta di un prototipo, non si può assolutamente mostrare il design del telefono. Anzi, c’è l’alta probabilità che il prodotto finale appaia diverso da questo. Perciò, non ci saranno fotografie di raffronto tra il vecchio ed il nuovo iPhone, almeno in termini di aspetto estetico.
Inoltre, viene spiegato che le foto del tachimetro servono a mostrare l’efficienza delle funzionalità di autofocus del nuovo iPhone (a destra, nella foto qui in alto) rispetto al vecchio (a sinistra). Viene anche descritto il funzionamento della bussola integrata:
Alla pressione di un pulsante, viene immediatamente mostrata la direzione. Tornerà molto utile durante i viaggi o le scampagnate in montagna.
Insomma, a ben vedere tutto sembrerebbe collimare coi rumors sulle nuove feature trapelati nei giorni scorsi.

Phil Shiller ha da poco presentato al grande pubblico la nuova suite iLife ‘09. Le novità sono davvero tantissime e come al solito tutte molto utili e semplici da utilizzare.
Si parte con il nuovo iPhoto che si arricchisce di due tecnologie estremamente utili: Faces e Places. La prima riconosce volti umani all’interno delle foto e ne porta a termine l’associazione consentendo di creare cartelle di fotografie per soggetti fotografati. La seconda consente di associare ad ogni foto il posto geografico ove questa è stata scattata. Indispensabile l’integrazione con Google Maps in versione customizzata.
iMovie si arricchisce di un nuovo editor dei contenuti (crop di audio e video) estremamente intuitivo, di un uso più sapiente ed immediato del Drag & Drop, di un pacchetto di temi dinamici e di mappe interattive inseribili direttamente nel flusso video.
Per maggiori dettagli, vi invito a leggere i post relativi ai singoli prodotti.
Tra chi fa il nostro lavoro, a volte, capita di volere fortissimamente scrivere un articolo e scoprire che qualcuno lo ha già fatto, e pure molto bene. Era un po’, infatti, che avevo in mente di parlarvi della fotocamera di iPhone, ed analizzare insieme a voi le sue specifiche che, secondo alcuni, sono totalmente insufficienti.
In questo caso possiamo avvalerci di ben 2 articoli, uno del sito italiano Nadir Magazine l’altro di Ars Technica, che analizzano le caratteristiche della fotocamera di alcuni cellulari molto diffusi il primo e di iPhone il secondo.
La critica principale rivolta ad iPhone riguarda la risoluzione del suo sensore: secondo alcuni 2 megapixel sono insufficienti ed le fotografie scattate con iPhone saranno certamente inferiori rispetto a quelle fatte con smartphone dotati di sensori con un numero maggiore di fotodiodi.
Per confutare questa affermazione ci viene in aiuto introdurre il “mito dei megapixel“, locuzione che fa il verso al più famoso “mito dei megahertz” che noi Mac User conosciamo molto bene: l’aumento del numero totale di fotodiodi di un sensore non porta necessariamente ad un aumento della nitidezza e della “pulizia” dell’immagine prodotta ma, anzi, spesso causa maggiore rumore soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione.
Questo è dovuto in gran parte al maggiore affollamento, dal momento che le dimensioni del sensore sono costanti: a suffragio di questa teoria, in rete trovate una bibliografia a dir poco sterminata.
Ma non possiamo dimenticare che la fotografia è soprattutto ottica: più credibili e circostanziate sono, dunque, le critiche rivolte ad iPhone che riguardano le caratteristiche della lente. Vediamo di analizzarle.
Sappiamo che la fotocamera di iPhone non è un granché, almeno non paragonata a quella dell’N95 che monta una fotocamera da 5 megapixel (2592 x 1944 pixel), con tanto di ottica Carl Zeiss e obiettivo Vario-Tessar, con la possibilità di registrare video MPEG-4 VGA fino a 30 fps. Tuttavia con una camera da 2 megapixel è possibile scattare foto discrete anche per la stampa 10×15.
Senza dubbio si poteva montare una fotocamera migliore, senza dubbio avrebbe potuto anche registrare dei mini-filmati, visto che ne è in grado, ma guardando questa fotogallery, non sembra poi così male.
Certamente queste immagini non sono di grande qualità “artistica”, e la definizione dell’immagine non è nemmeno paragonabile, però per essere un telefono, direi che i colori sono discreti e la regolazione dell’esposizione automatica e il bilanciamento del punto di bianco sono molto buoni.
Per un telefono da 500$ ci si aspettava qualcosina in più, ma tutto sommato la sufficienza è più che meritata.