Share The Fun è il titolo del nuovo spot pubblicitario di Apple per l‘iPod Touch di quarta generazione. Sfondo bianco, teenager dagli abiti sgargianti, Tongue Tied dei Grouplove come colonna sonora (il video musicale dopo il salto), iMessage, FaceTime, Game Center.
Stranamente Apple cambia direzione nella realizzazione di spot promozionali utilizzando (finalmente) il brano di una band emergente lanciandola nella top10 delle vendite su iTunes nei prossimi giorni, abbandonando le basi strumentali a cui ci aveva abituato e in alcuni casi fatto addormentare. Cosa ne pensate?
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Un recente rumor apparso sulla Rete e non ancora verificato afferma che i principali gestori mobili partner di Cupertino avrebbero ricevuto nelle scorse ore una variante speciale di iOS 5 in cui FaceTime funziona su rete 3G. Ed è infatti su quest’ultima feature che si concentreranno i test delle prossime settimane, sebbene la sua implementazione effettiva dipenderà dalle singole scelte degli operatori.
Una volta, anzi ancora oggi, per utilizzare la videoconferenza di Apple su reti 3G occorreva armarsi di jailbreak e sbloccare il proprio telefono con procedure ad hoc. Con iOS 5, a quanto pare, sarà invece la norma e direttamente out-of-the-box, senza artifici e barbatrucchi sofware. Per questa ragione, ai carrier è stata fornita una build di iOS nettamente differente dalla beta 7 attualmente in circolazione tra gli sviluppatori.
Con l’occasione, Apple ha richiesto formalmente di concentrarsi su questi aspetti e in generale tutti quelli relativi ai servizi avanzati, come ad esempio il tethering. E anche in questo caso, sarà consentita ampia discrezionalità ai gestori, il che significa in altre parole che FaceTime 3G potrebbe non essere disponibile per tutti o -peggio- potrebbe essere offerto con un’opzione tariffaria ad hoc come già visto in tempi recenti.
La scelta di condividere parte del beta testing è saggia e dimostra la volontà di Cupertino di ridurre al minimo i problemi che hanno funestato la storia di iPhone, scaturiti per lo più dall’inadeguatezza dei network mobili, spesso incapaci di supportare a dovere l’enorme afflusso di dati mossi dai dispositivi iOS.

Il fatto che i vertici di Apple non sempre dichiarino la verità è ormai un fatto risaputo. Molto spesso la ragione principale sta nel tutelare gli interessi dell’azienda evitando di dare troppo credito alle impressioni della clientela, senza precludersi la possibilità di prenderne atto e correggere il tiro. Questa volta la canzone è diversa, si parla di FaceTime.
“E stiamo cominciando a farlo fino in fondo. Stiamo andando verso sistemi standard, a partire da domani, e ci stiamo preparando a rendere FaceTime uno standard industriale aperto.” - Steve Jobs, 2010 WWDC Keynote
Quando questa tecnologia fu presentata durante il WWDC 2010, Steve Jobs dichiarò quello che leggete in alto. La promessa era che FaceTime sarebbe dovuto diventare uno standard industriale aperto. Stando a quello che dice, in Apple avrebbero cominciato a lavorarci dall’indomani di quell’annuncio.
Fermo restando che questo articolo tra qualche mese potrebbe anche rivelarsi falso (me lo auguro) il punto è che se davvero Apple avesse voluto aprire FaceTime e proporlo come standard avremmo sicuramente saputo di ingegneri impegnati nell’impresa. Skype, dopo l’annuncio di Steve Jobs, si era detta molto interessata a valutare l’utilizzo del nuovo protocollo.
A questo punto sorge il dubbio di cosa significhi “open” per Steve Jobs. Pare infatti che quell’affermazione fosse una trovata del CEO e che gli ingegneri impegnati nel progetto FaceTime non avessero la minima idea del fatto che quella tecnologia sarebbe dovuta diventare uno standard industriale aperto. Open non è solo una parola, per il mondo dell’informatica quella parola ha un senso ben preciso che poco ha a che spartire con il suo risvolto economico/commerciale. Ad oggi FaceTime non è open.
[Via Zach Holman]
Un bug che può far venire i brividi: con certe app di Apple, l’iPhone trasmette una foto scattata a caso. In particolare quando si usa FaceTime, il programma visualizza una nuova immagine senza chiedere i dovuti permessi all’utente. Spesso l’immagine è stata scattata qualche tempo prima.
Un utente di Detroit racconta:
Avevo lasciato il mio iPhone in macchina quando corsi per farmi un panino. Era un centro commerciale che non avevo mai visitato e mai mi ero collegato alla loro Wi-Fi. Parcheggiai a circa 10 metri dal Subway. Corsi dentro, presi il cibo e saltai in macchina. Accesi l’iPhone per controllare se qualcuno mi avesse chiamato (nessuno lo aveva fatto) e andai via. Quando arrivai al lavoro e mangiai finalmente il mio panino, cercai di usare FaceTime e vidi l’immagine di me in macchina 20-30 minuti prima!
Si tratta di un vecchio bug, che potrebbe anche essere visto come una funzione di iOS. Quando un’applicazione va in background, può succedere che questa scatti un’immagine per poi visualizzarla al momento in cui torna in foreground. Generalmente si tratta di una schermata dell’iPhone, per dare un’impressione di continuità: succede la stessa cosa con Mac OS X. L’unica differenza in questo caso è che FaceTime scatta silenziosamente una foto, senza che l’utente ne sia a conoscenza.
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Forse iOS 4.3.1 risolverà il problema della batteria nei suoi dispositivi mobili, ma visto che ci siamo sarà il caso che Apple dia un’assestata anche a FaceTime, la cui solidità è stata messa in discussione nelle scorse ore. Alcuni possessori di iPad 2, infatti, lamentano fastidiosi freeze della fotocamera anche solo all’apertura dell’app dedicata alla videoconferenza.
Per ora le segnalazioni sul thread dedicato al problema sul sito Apple sono ancora relativamente poche, ma d’altro canto iPad 2 è ancora relativamente molto poco diffuso, il che significa che a partire da domani potrebbe iniziare a rimpolparsi di utenti inferociti.
Non è chiara l’origine dei freeze, ma appare evidente che un bug porti al blocco della fotocamera soprattutto in fase di apertura dell’app e nel passaggio da fotocamera frontale a posteriore: a quel punto, tutto ciò che gli utenti vedono è un fotogramma fisso, e l’unica soluzione è il riavvio del dispositivo, sperando che non riaccada tanto presto. In attesa di capire l’effettiva portata del fenomeno -o che Apple risolva direttamente la cosa con un aggiornamento firmware- fateci sapere le vostre impressioni, non appena metterete le mani sull’ambìto tablet.

Apple ha comprato il nome a dominio Facetime.com e registrato il marchio FaceTime. Finora entrambi erano proprietà della FaceTime Communications, una società di comunicazione e sicurezza per le imprese. Il marchio e il dominio web sono stati ceduti dietro compenso finanziario, che supponiamo elevato.
Se visitiamo la pagina web, cadiamo sul sito di Actiance, il nuovo nome di FaceTime Communications. Presumibilmente il trasferimento alla Apple e il cambiamento dei contenuti avverrà a breve.
Apple sta puntando molto su FaceTime, il suo protocollo per le videochiamate fra dispositivi iOS e Mac OS X. Con l’ultimo iOS 4.3, il programma è stato reso disponibile su iPad 2. Alla nuova versione del tablet di Apple sono state aggiunte due fotocamere, una frontale e una posteriore pensando proprio a FaceTime; la prima ha una risoluzione VGA e la seconda è in grado di riprendere video HD a 720p. Lungo la stessa linea, la nuova fotocamera dei MacBook Pro, anch’essa capace di riprese a 720p HD , è stata ribattezzata “FaceTime HD camera“, per rilanciare il prodotto su piattaforma Mac OS X.
Dura è la china che Apple ha da risalire per mettersi a livello dei vari altri operatori del settore, Skype tra i primi. Skype ha di recente toccato il tetto delle 30 milioni di connessioni simultanee e Phil Wolff, autore dello Skype Journal, ritiene che la crescita della compagnia si sia verificata in modo particolare riguardo ai posti di lavoro e sui terminali mobili dotati di fotocamera per videochat. Lo stesso tipo di “dispositivo FaceTime” che Apple sta producendo.
[Via macgeneration]

Osservando attentamente una delle immagini utilizzate per mostrare l’anteprima dei vari sfondi disponibili nella seconda beta di iOS 4.3 sono state scoperte le icone relative a nuove applicazioni che presumibilmente verrano incluse nel prossimo iPad 2 .
Come visibile nell’immagine, si tratta delle icone relative a Facetime, Camera e PhotoBooth, che ovviamente fanno riferimento alla possibilità di utilizzare l’iPad 2 per effettuare videochiamate con Facetime, riprendere video o scattare foto ed elaborarle per creare divertenti immagini.
Tra i filtri per elaborare le immagini erano già stati scoperti nella precedente beta i seguenti effetti: Thermal Camera, Mirror, X-Ray, Kaleidoscope, Light Tunnel, Squeeze, Twirl e Stretch.
Insomma, se mai ce ne fosse stato bisogno, questa scoperta è un ulteriore conferma che il prossimo iPad sarà dotato di fotocamera.
[via macrumors]
Apple ha lanciato uno spot per pubblicizzare il nuovo iPhone 4 ed in particolare la funzionalità di video-chiamata: FaceTime. Lo spot dura i classici 30 secondi e mostra come la tecnologia possa essere utilizzata per alimentare la magia del Natale.
Un bambino, utilizzando l’iPhone 4 della madre, crede di essere in video-conferenza con Babbo Natale. In realtà si tratta del padre che per l’occasione si è travestito ed ha approntato il suo garage a tema. Buona visione.
Chi non volesse rassegnarsi alle applicazioni di terze parti come Fring o Yahoo Messenger, sarà contento della novità ad opera del team di jailbreak chiamato iPhoneIslam. Con un barbatrucco, infatti, e pur con qualche vistosa limitazione, è possibile inoltrare una videochiamata FaceTime anche verso gli iPhone 3GS. Da iPhone 4 e Mac.
Il pacchetto che consente l’hack, chiamato FaceIt-3G è già reperibile attraverso la repo apps.iphoneislam.com di Cydia. Come si evince dal video qui sopra, tutto sembra funzionare piuttosto bene, peccato soltanto che non sia ancora possibile far uso della videocamera posteriore. La differenza rispetto a soluzioni di terze parti come Tango sta tutta nell’immediatezza (integrazione in iOS senza bisogno di ulteriori applicazioni) e soprattutto nella qualità video della tecnologia sviluppata da Apple che, nell’esperienza personale di chi scrive, per ora resta decisamente imbattuta, anche per consumo di batteria.
Ovviamente, l’hack funziona anche con l’app FaceTime per Mac, il che apre uno scenario piuttosto interessante. Vale a dire quello di videochiamate (per ora monodirezionali) gratuite tra Mac ed iPhone 3GS. Niente di irrinunciabile, si intende, ma volete mettere la soddisfazione?

Il lancio della versione beta di FaceTime è stato segnato negativamente dalla presenza di una grave falla di sicurezza che ora è stata prontamente risolta dal team di sviluppo di Apple.
Il sito tedesco MacNotes è stato il primo a segnalare la falla. Un utente che effettuava l’accesso per la prima volta a FaceTime, poteva essere vittima di un attacco a causa di un’errata gestione delle autorizzazioni tra utenti diversi. La falla avrebbe consentito, ad utenti malintenzionati, di avere accesso a documenti, password (compresa quella dell’Apple Store).
I primi report suggeriscono che anche in versione beta, l’applicazione è ancora troppo rozza per beneficiare di un rilascio ufficiale nell’immediato futuro. Comunque, la risposta di Apple alla falla di sicurezza è stata pronta e veloce. Meglio così.
[Via Cocoa Touch Apps]

Giovedì Ippocampo ha scritto per Melablog una bella recensione di FaceTime per Mac, un software in beta presentato all’ultimo keynote di Steve Jobs. Uno degli aspetti più interessanti di FaceTime sta nella possibilità di ricevere videochiamate anche quando l’applicazione è chiusa.
Quando un amico ci chiama, FaceTime si apre su tutti i nostri Mac automaticamente, dandoci la possibilità di rispondere quando e dove vogliamo. Questa funzionalità l’abbiamo già vista da qualche parte vero? In effetti FaceTime ha portato su Mac qualcosa di molto simile alle notifiche push di iPhone.
Le notifiche push, che Apple ha creato per minimizzare l’uso del multitasking su iPhone, consentono al sistema di ricevere impulsi dai server di Apple via Internet. In risposta a questi impulsi il telefono può emettere suoni o visualizzare messaggi.
Su iPhone le notifiche push vengono gestite a livello di sistema operativo, mentre con FaceTime per Mac il comportamento è leggermente differente. Un blogger tedesco, usando Little Snitch, si è accorto che quando chiudiamo FaceTime in realtà rimane aperto l’agente “Apple Push Service Daemon”. Questo agente è in grado di ricevere impulsi dai server Apple dedicati alle notifiche push, avviando FaceTime quando necessario. Quindi semplificando cosa accade? Quando un amico vuole chiamarci, il suo FaceTime chiama i server Apple. Se il nostro Mac è collegato a Internet, l’agente silenzioso Apple Push Service Daemon riceve la notifica da Apple, avviando FaceTime per farci ricevere la chiamata.
Il vantaggio di questo approccio è evidente: così facendo non dovremo tenere sempre aperto FaceTime, ma l’applicazione si aprirà solo quando necessario. Questa funzione, ovviamente, può essere disattivata dalle preferenze di FaceTime. L’approccio comunque è interessante. In fondo abbiamo già detto che Lion si ispirerà fortemente a iOS. Non è da escludere, quindi, un uso più ampio e integrato delle notifiche push con il prossimo sistema operativo dei Mac.
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Una delle piccole grandi novità dell’evento “Back to the Mac” di ieri è stata la presentazione di FaceTime per Mac. L’applicazione consente videochiamate da Mac a Mac e da Mac a iPhone 4 o iPod touch di quarta generazione e viceversa, aumentando a dismisura il potenziale bacino d’utenza del servizio.
Per utilizzare FaceTime è necessario un Mac con Mac OS X 10.6.4. Al primo avvio dell’applicazione è sufficiente impostare l’ID Apple con cui accedere al servizio. L’indirizzo email dell’ID Apple sarà quello con cui si riceveranno chiamate da altri Mac o dai dispositivi mobili.
Abbiamo testato la beta di FaceTime fin dai minuti successivi al keynote. Ecco com’è andata.
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