
Circa due settimane fa Apple rilasciò Aperture 3, la nuova versione del software made in Cupertino dedicato ai professionisti della fotografia per modificare e catalogare le loro creazioni. Tra le nuove funzionalità del software ricordiamo Faces, Places e Brushes: le prime due derivano dalle omonime funzioni di iPhoto, mentre la terza introduce una serie di strumenti per ritoccare le fotografie.
Molti utenti l’hanno provato, ma le impressioni che si possono leggere nella Rete non sono molto entusiaste: diversi hanno dichiarato che, appena installato, Aperture 3 si sia rivelato tanto bravo a gestire foto quanto a succhiare le risorse del Mac: memoria RAM esaurita con conseguente aumento dello swap su disco fino all’esaurimento anche di quest’ultimo. Quando accade ciò, il sistema diventa instabile e mostruosamente lento: inutilizzabile.
Il forum di supporto Apple è stato preso d’assalto da diversi utenti che si sono ritrovati il medesimo problema. Tuttavia, non tutti coloro che hanno provato il software sembrano riscontrarlo: il risucchio della memoria sembra verificarsi più frequentemente quando s’importa una libreria in cui è stata utilizzata la funzione Faces (per esempio una libreria di iPhoto).
Continua a leggere: Aperture 3: a volte è fin troppo esoso di risorse.

Apple ha rilasciato oggi Aperture 3, la nuova versione del noto software per l’editing e la gestione delle foto con oltre 200 nuove funzionalità, fra cui Faces, Places e Brushes, le prime delle quali sono state introdotte con iPhoto ‘09.
Faces utilizza l’identificazione e il riconoscimento del volto per trovare e organizzare le foto secondo le persone che vi sono ritratte. Places, dal canto suo, permette di esplorare le foto a seconda di dove sono state scattate e, come già in iPhoto, traduce i dati di geocodifica GPS in luoghi più facilmente riconoscibili per l’utente. Brushes infine è in grado di rilevare automaticamente i bordi nelle immagini per permettere di applicare o togliere effetti esattamente dove si desidera.