
Per la prima volta gli utenti Facebook da piattaforma Android sono in numero maggiore rispetto a quelli su iOS. Lo rivela l’analisi compiuta da Appdata, servizio indipendente di misurazione del traffico da applicazioni web fornito da Inside Network: se su iPhone e iPad gli utenti giornalieri sono 57.6 milioni, il numero di “androidiani” sul social network sfiora i 59 milioni.
Si tratta di cifre impressionanti in entrambi i casi ma il sorpasso fa notizia dopo le dichiarazioni di Eric Schmidt, deciso a contrastare l’egemonia di Apple sul fronte dei dispositivi mobile. Prima di stappare lo spumante i fan di Android dovrebbero tener conto di alcuni fattori.
Prima di tutto, Android è presente su un numero maggiore di dispositivi (sia smartphone che tablet) prodotti da diversi costruttori. iOS non ha mai digerito bene Facebook e sorprendentemente la versione 5 del sistema operativo mobile di Apple ha preferito integrare Twitter, scelta condivisibile a mio avviso ma davvero la creatura di Mark Zuckerberg era così minacciosa da offuscare la “luce” di cui risplendono iPhone e iPad? Neanche il nuovo aggiornamento dell’applicazione ufficiale su iOS (4.1), la nuova Timeline (qualcuno ha detto Path?) serviranno a rendere il servizio piacevole agli utenti e recuperare il numero di “fedeli”?

Brutte notizie per l’impiegato di un Apple Store inglese che aveva pubblicato commenti negativi su Facebook riguardo la mela. Secondo l’Employment Tribunal, infatti, il licenziamento che ne è conseguito sarebbe più che legittimo, dato che la policy aziendale specifica chiaramente che questo tipo di attività non è consentito.
Dopo essere stato licenziato per “atteggiamento di lavoro sconveniente”, l’impiegato di nome Crisp si è appellato all’agenzia inglese preposta ai contenziosi sul lavoro, ma ha ricevuto una spiacevole doccia fredda. Il ricorso è stato infatti bocciato nonostante i post sul portalone social fossero stati taggati come privati. Per metterla con le parole dell’avvocato Jamie Hamnett della Addleshaw Goddard LLP, Apple “ha sempre fatto assolutamente chiaro che la divulgazione di dettagli sui prodotti Apple, e le critiche rivolte al brand, erano strettamente proibite.” E d’altro canto commenti del genere:
“Sarebbero stati particolarmente dannosi per Apple, visto che l’immagine è centrale al suo successo. Apple è quindi riuscita a dimostrare che era giustificata ed equa nel limitare il diritto alla pubblicazione su Internet di post dannosi, nel tentativo di proteggere la propria reputazione commerciale.”
Da una parte viene un po’ d’amarezza, soprattutto di questi tempi, in cui essere giovani e lavoratori non è molto à la page. Ma d’altro canto quella di Crisp è stata una leggerezza imperdonabile: parlare male -e pubblicamente- del proprio datore di lavoro, considerato quanto è facile che le parole volino via sui social network, è un’azione ai limiti dell’idiozia. Ma più di tutto probabilmente sorprende il fatto che a scattare uno screenshot del post incriminato e a rigirarlo ai manager sia stato un suo collega; gente che, in tutta onestà, è meglio non trovarsi mai alla scrivania accanto.
Per il resto, sarebbe bastato un po’ di comune buon senso e un tantino di riservatezza per evitare l’intera vicenda. Dopotutto, agli impiegati Apple non è fatto divieto di parlare sul Web -e ci mancherebbe pure-; tutto ciò che chiedono a Cupertino è che sia evitata la menzione diretta del brand e dell’occupazione presso la società. Una richiesta più che legittima, tutto sommato.

Se siete tra quelli che attendono da tempo immemorabile un’app per iPad ufficiale di Facebook, sappiate che esiste, che è pronta da parecchi mesi e che tuttavia non è stata ancora inviata all’App Store. Il motivo? Sta tutto nelle frizioni tra Apple e Facebook ma forse qualcosa sta per smuoversi.
Della faccenda parla nel suo blog un ex ingegnere di Facebook, Jeff Verkoeyen, ora passato a Google. L’app per iPad di cui abbiamo già visto qualche screenshot allignerebbe nelle segrete del portalone social almeno dallo scorso maggio e tuttavia non è ancora stata sottoposta al vaglio dei censori di Cupertino. Uno stato di cose che deriverebbe direttamente da quei colloqui iniziati male e finiti peggio tra le due società e che ha avuto come risultati la nascita di Ping, e il conseguente blocco dell’interfacciamento con Facebook Connect.
Per fortuna, il nemico comune di Mountain View (qualcuno ha detto Google+?) sta aiutando a rinsaldare i rapporti, e l’amicizia recentemente ritrovata tra le due dovrebbe dare i primi frutti tra qualche settimana:
Il fatto è che Facebook e Apple hanno semplicemente bisogno l’una dell’altra. La prima non possiede una piattaforma mobile mentre l’altra ha bisogno di una piattaforma social. Il culmine di questo rinnovato legame sarà il lancio di Facebook per iPad all’evento dedicato all’iPhone 5.
E sempre in tale contesto, pare che Facebook presenterà al mondo anche una nuova variante dell’app per iPhone, con miglioramenti nel design e nelle funzionalità mutuati direttamente da quella per iPad. Nel frattempo, non cessano i rumor che vogliono il social network blu alle prese con il perfezionamento della piattaforma basata su HTML5; a riguardo, tuttavia, non sono noti ulteriori dettagli.

Ieri pomeriggio l’Apple Online Store è stato per diverse ore misteriosamente irraggiungibile, senza nemmeno mostrare il classico post-it giallo che indica un aggiornamento in corso del sito.
Dopo altalenanti riattivazioni del servizio per pochi secondi sono comparsi anche strani prezzi per alcuni prodotti, ma nel tardo pomeriggio tutto è tornato alla normalità, senza nuovi prodotti o variazione di prezzo per quelli già presenti.
L’unica novità introdotta sull’Apple Online Store è la presenza a fianco del pulsante “Seleziona” di un elenco a scomparsa che permette di condividere su Facebook o Twitter il prodotto che si sta visualizzando.
La cosa strana è che questa opzione è stata inserita al momento solo per l’iPod Classic ed il Mac Pro, i due prodotti Apple che da più tempo non vengono aggiornati e che si presume siano anche i meno venduti, tanto che spesso si parla di un possibile pensionamento per entrambi.
Il disservizio avvenuto ieri sembra quindi spropositato rispetto a questa piccola modifica, probabilmente sotto sotto sono stati effettuati massicci aggiornamenti per preparare l’Apple Online Store al debutto di nuovi prodotti e nuove funzionalità.
Facebook ha acquisito Push Pop Press, l’azienda che sta dietro l’applicazione per iPad “Our Choice” basata su un libro di Al Gore.
Push Pop Press era stata fondata da un talentuoso ex designer Apple, Mike Matas, che aveva mostrato una DEMO dell’applicazione “Our Choise” alla conferenza TED 2011. Facebook si è anche affrettata a dichiarare che non hanno intenzione di realizzare libri digitali nell’imminente futuro. L’annuncio ufficiale recita:
Siamo entusiasti nel confermare che abbiamo acquisito Push Pop Press, una startup il cui software innovativo cambia il modo in cui la gente pubblica e consuma contenuti digitali. Non vediamo l’ora di iniziare a lavorare con i co-fondatori Mike Matas e Kimon Tsinteris acché la tecnologia, le idee e l’ispirazione dietro Push Pop Press diventi parte del mondo in cui milioni di persone si connetto e si scambiano informazioni tramite Facebook.
E’ tutto un po’ curioso perché Mike Mantas era salito sul palco del TED a presentare la sua applicazione e alla fine ad una domanda precisa aveva risposto che il suo obiettivo era quello di consentire a quante più persone nel mondo di pubblicare contenuti utilizzando la sua tecnologia. Vendere a Facebook, che quasi certamente integrerà la tecnologia nel suo social network, non mi suona il passo migliore per raggiungere l’obiettivo dichiarato. Voi che ne pensate?

Apple e Facebook non sembrano più così inclini a lavorare insieme su iOS. Pochi giorni fa a San Francisco, Apple ha annunciato una nuova partnership con Twitter che consentirà di integrare le funzionalità di iscrizione, login e condivisione in tutti i dispositivi dotati di iOS 5. Si tratta di una mossa che non ha precedenti nella strategia storica dell’azienda, da sempre riluttante ad integrare nel proprio software quello di terze parti.
Se ci pensate, però, non sarebbe stato meglio Facebook che ha milioni di utenti in più di Twitter? Certamente! Ma Apple non ha più nulla da dire su Facebook. Il tempo in cui Steve Jobs invitava Mark Zuckerberg a cena da lui per parlare del più e del meno è ormai finito. Qualcosa si è rotto. Sebbene Apple abbia integrato Facebook in alcuni prodotti minori, pensate a iPhoto, l’azienda non è riuscita a siglare un accordo per una maggiore integrazione mobile.
Lo scorso settembre, per esempio, Apple ha dovuto rimuovere all’ultimo momento il supporto a Facebook dal suo per il momento fallimentare social network: Ping. Perché? La risposta arrivò direttamente per bocca del CEO di Apple, il quale dichiarò a Kara Swisher di All Things D che Facebook insisteva con “termini onerosi che non possiamo accettare”. Diverse settimane dopo, Bret Taylor, CTO di Facebook, si diceva molto fiducioso che Facebook ed Apple sarebbero riusciti a trovare un’intesa per lavorare assieme su Ping. Almeno pubblicamente, niente sembra essere cambiato da allora.
Continua a leggere: Apple & Facebook: fine di una love story?
Facebook ha pubblicato un annuncio nel quale cerca ingegneri o programmatori esperti nello sviluppo di programmi per Mac. Lo scopo del reclutamento è chiaramente quello di montare su un team per sviluppare applicazioni relazionate a Facebook sia per Mac che per Windows.
Se la natura precisa del nuovo software non è specificata, è evidente che il lavoro del nuovo team basato a Seattle si focalizzerà sullo sviluppo di interfacce web per piattaforme desktop. Dopo la pagina web di Facebook e le app per dispositivi mobili, presto vedremo sbarcare i programmi per Mac e PC.
Certo, le app per Mac per interfacciarsi con Facebook non mancano. Sul Mac App Store se ne trovano diverse, però la maggior parte propone sempre la stessa cosa, ossia mostrare tutto o parte del contenuto web nel menu o all’interno dell’applicazione dedicata. Un’integrazione maggiore Facebook non sarebbe quindi da buttar via, in particolare se gli sviluppatori proporranno contenuti nuovi per la rete sociale, come l’ambizioso annuncio sembra presagire.
[Via macgeneration]

Facebook ha rilasciato un aggiornamento software per il suo client iOS. Ora, la versione 3.4 dell’app di Facebook include diverse novità che la rendono più simile, nelle funzionalità, all’uso della rete sociale sul computer.
La versione 3.4 del client di Facebook include la visualizzazione di mappe e luoghi, una sezione Notizie aggiornata e un’interfaccia utente per le Notifiche più intuitiva ed usabile. Questa nuova versione include anche la possibilità di eliminare amici direttamente dall’iPhone o dall’iPod touch e di registrarsi agli eventi a cui si partecipa.
L’app di Facebook è disponibile gratuitamente sull’App Store (link diretto). La versione 3.4 del client di Facebook per iOS pesa 4,9 MB ed è compatibile con iPhone, iPod touch e iPad.
Visto che siamo in tema: non esitate a raggiungerci sulla pagina di Melablog su Facebook.




[Via BGR]

Oggi Facebook ha lanciato anche in Italia la funzione Deals, che potrete usare da subito sui vostri iPhone. Grazie a Deals ora basterà fare check-in con l’applicazione di Facebook in uno dei luoghi convenzionati, e potrete ottenere immediatamente degli sconti su un acquisto.
Con questa iniziativa, già presente negli Stati Uniti da alcuni mesi, Facebook spera di spingere ulteriormente la funzione Luoghi, che ha debuttato su iPhone da poco tempo e che dovrebbe contrastare un altro social network emergente: Foursquare. Oltre che su iPhone, Facebook Deals è attivabile anche da telefoni Android o da telefoni di altre marche, attraverso la versione mobile del sito.
Ma quali sono le offerte già disponibili? In Italia Deals debutta con 5 aziende partner, tutti brand di altissimo livello, e cioè:
Oggi Facebook Deals ha debuttato anche in Regno Unito, Francia, Germania, e Spagna. Interessante, tra i partner francesi, Disneyland Paris: facendo check-in all’interno del parco entro il 4 febbraio 2011 si potrà ricevere un ingresso annuale. Per saperne di più sulle specifiche delle singole offerte, e su Facebook Places, visitate il sito ufficiale.
Dopo vari annunci la versione per iPad del browser Skyfire approda finalmente sull’App Store al prezzo di 3.99 €, portando con se, oltre alla riproduzione dei video in Flash, tante utili funzionalità visibili nel video qui sopra:
[via 9to5mac]
La causa legale che vede implicato Paul Allen, co-fondatore di Microsoft, contro diverse compagnie del calibro di Apple, Google e Facebook, è stata respinta dalla corte. Il giudice incaricato di esaminare la controversia ha ritenuto che gli argomenti forniti da Paul Allen mancano di precisione.
Ad agosto scorso, il miliardario Paul Allen aveva trascinato in giudizio questi colossi della tecnologia per presunto “patent trolling”. In particolare, l’azione legale era centrata su 4 brevetti in possesso di Allen riguardo a diverse forme di visualizzare informazione attraverso le finestre del browser. I brevetti erano stati depositati da Internal Research, una società di ricerca fondata da Allen stesso.
Adesso l’attore ha tempo fino al 28 dicembre per rivedere i termini della querela e ripresentarla all’attenzione della corte. Anche se Allen ha già annunciato la sua intenzione di seguire con l’azione legale, Apple e Google si trovano in una posizione di forza. Già ad ottobre scorso le compagnie implicate avevano tentato di annullare il giudizio in corso dichiarandosi incapaci di rispondere all’accusa, data la sua debolezza.
[Foto Gizmodo]
In un saggio pubblicato sulla rivista Scientific American, uno dei padri fondatori della rete ha espresso la sua paura circa il futuro che questo prezioso strumento pare stia imboccando. Lo scienziato ha puntato il dito contro Facebook, LinkedIn, Friendster, AOL, Verizon e anche iTunes.
Tim Berners-Lee è seriamente preoccupato dell’evoluzione dei servizi web:
“Ogni sito è un contenitore, ben isolato dagli altri. Si, le vostre pagine web sono sul Web ma i vostri dati no. Potete aver accesso ad una pagina web con una lista di persone, ma non potete spedire quella lista (o più in generale le informazioni) ad un altro sito/servizio. Più questo tipo di architettura si diffonderà, più il Web diventerà frammentato, e sempre meno godremo dei vantaggi di un singolo spazio universale per le informazioni.”
Relativamente ad iTunes, lo scienziato ha criticato la chiusura di Apple relativamente all’uso del protocollo “itunes://” anziché di quello “http://”. Si tratta solo di questo? Bhè a dire il vero non è roba da poco: un protocollo differente indica un insieme di regole di comunicazione differenti, in parole più spicciole un sistema totalmente differente. iTunes infatti è uno store fisicamente presente sui server di Apple e non condiviso in rete. Apple e solo Apple, infatti, produce l’interfaccia software, iTunes, che è capace di interpretare il proprio protocollo di comunicazione.
Continua a leggere: Tim Berners-Lee attacca, tra le altre, anche Apple