
Se avete nostalgia del ta-tlac dei vecchi telefoni a ghiera e talvolta ripensate con trasporto alla consistenza della bachelite nera, questo è il dock per iPhone che fa per voi. Fonde assieme 100 anni di telefonia, coniugando la modernità dei telefoni e del software Apple con design e materiali -quercia lucidata e ottone- molto, molto retrò.
Lo trovate su Etsy, ma l’unico modello esistente è già stato venduto. La buona notizia è che, a quanto pare, c’è molta richiesta per pseudo-anticaglie come questa, tanto da spingere il produttore ad aprire una lista prenotazioni che ha già qualche settimana d’attesa. Ovviamente, non c’è soltanto fumo ma anche molto arrosto.
Il dock retrò, infatti, prevede un alloggiamento che lo rende compatibile con iPhone ed iPod touch per sincronizzazione e ricarica, oltre che il supporto al protocollo Bluetooth per conversazioni senza fili. Poiché è fatto interamente a mano, può essere ordinato con qualunque variazione al tema, tipologia di legno o di supporto tecnologico; chi non ha bisogno del Bluetooth, per dire, può optare per la variante col cavo arrotolato. E volendo, c’è pure una versione con TV/Video out.
Il costo di un simile gingillo non è neppure proibitivo. Parliamo di 72$ più 15$ di spedizione, anche se probabilmente a questo occorrerà aggiungere i tempi biblici e i costi dell’integerrima dogana nostrana. Ma per un vintage del genere, sospettiamo, c’è chi è disposto a questo e altro. Dopo il salto, un’altra immagine.

Durante l’operazione di dissezione del Galaxy Tab, quelli di iFixit avrebbero scoperto curiose somiglianze tra i gingilli di Cupertino e alcune scelte operate da Samsung in fase di progettazione. Non soltanto il design starebbe “decisamente imitando Apple” ma persino il connettore Dock è virtualmente identico a quello proprietario di Cupertino.
Senza volerlo, Samsung deve essersi “ispirata” ai prodotti con la mela, e alcune componenti e idee utilizzate nel suo tablet sembrano prese direttamente dagli iPhone, iPod touch ed iPad di Apple. Sul connettore per ora è mistero, ma in linea teorica saremmo di fronte ad una violazione del copyright e di tonnellate di brevetti depositati, ecco perché sospettiamo che presto ci saranno novità a riguardo. Anche il design a incastro ricorda parecchio lo stile dell’iPad, e richiede parimenti due strumenti per l’apertura, anche se il Samsung non possiede clip a incastro che potrebbero rompersi.
All’interno le somiglianze sono meno marcate, ma la parentela del processore ARM Cortex A8 a 1GHz con quello installato di default nell’iPad è nota da tempo; c’è un po’ più di RAM e la batteria è più piccola, e alcuni chip -come gli ubiqui Broadcom e Infineon- sono praticamente identici, e infondo vengono utilizzati anche in molti altri smartphone e dispositivi elettronici. La filosofia di fondo, infatti, è quella di adattare la componentistica dei telefoni cellulari agli schermi più grandi, ma questo d’altro canto accomuna un po’ tutti i tablet sul mercato presenti e futuri.

Eton ha annunciato il prossimo rilascio di Soultra XL, la nuova versione del dock per iPod o iPhone Soulra che la stessa Eton aveva commercializzato lo scorso anno. Soulra XL è alimentato ad energia solare e monta un pannello fotovoltaico da 464 cm².
Il dock con casse Soulra XL è una versione più grande e migliorata rispetto al precedente modello Soulra. Il pannello solare ricarica una batteria al litio da 2,000mAh che ha una durata di 5 ore di uso continuato a volume moderato. L’iPod o l’iPhone si ricaricano in 4 ore sul dock. Eton specifica che ci vogliono anche 5 ore per ricaricare la batteria, a patto di avere un’intensa giornata di sole!
Le casse del Soulra XL sono otto: 2 tweeter, 2 woofer e 4 radiatori passivi per i bassi, per un’uscita di 22W, il che dovrebbe bastare per dare un fondo sonoro a un picnic in campagna.
Per ora, il Soulra XL è disponibile in pre-ordine presso Eton, al prezzo di 300$. Il Soulra XL viene spedito in una decina di giorni.
[Via Ubergizmo]

Un nuovo brevetto scovato sul Web e depositato allo US Patent and Trademark Office descrive un connettore Dock rivisto e corretto, e reso in grado di interfacciarsi con DisplayPort e USB 3.0. Niente di sconvolgente o particolarmente inatteso, per carità, ma resta pur sempre una mossa interessante.
Ora che a Cupertino premono l’acceleratore sulla nuova porta Thunderbolt, e con USB3 che potrebbe fare presto capolino sui Mac, un Dock di tipo ibrido semplifica enormemente la vita agli utenti, senza considerare che accorcerebbe pure i tempi di sincronizzazione dei dispositivi:
Ad Apple è stato concesso un potente brevetto che farà faville. In qualche modo sono riusciti a infilare nel sistema una domanda di brevetto segreta per un tipo tutto nuovo di connettore ad alta velocità che combinerà almeno USB 3.0 e DisplayPort. Sebbene il brevetto illustri un iPod come uno dei primi ad adottarlo, chiarisce anche che si applica al futuro hardware Mac.
Ovviamente, e come al solito, è impossibile stabilire se e quando questa tecnologia si affaccerà sul mercato, ma una cosa è certa: sarebbe una piccola e gradita novità.

Se l’indiscrezione pubblicata sul sito Taiwanese Apple.pro (qui la traduzione automatica) è veritiera, vorrebbe dire che quello ritratto nella foto è il connettore dock che verrà montato su iPhone 5. Nessuna grossa differenza con le precedenti generazioni e, soprattutto, niente micro-USB come richiesto dalla UE.
Il codice di identificazione del nuovo connettore è 821-1300-02, contro 821-1281-A dell’iPhone di Verizon e 821-1093-A dell’iPhone 4 nostrano. A livello macroscopico si notano lievissime variazioni alla pattina, ma niente di fondamentale, il che implica che anche la prossima generazione di iPhone potrebbe essere equipaggiata col solito vecchio dock, in barba alle più recenti disposizioni in materia della Comunità Europea che invece impongono l’uso della micro-USB. L’ipotesi più probabile, a questo punto, è che per non contravvenire alle nuove regole Apple possa semplicemente aggiungere un adattatore nella confezione dei telefoni destinati al Vecchio Continente.
L’affidabilità di Apple.pro non sembra in discussione, almeno per il momento, anche perché furono loro a fornirci in anteprima le immagini dello schermo touchscreen 3×3cm del nuovo iPod nano aka iWatch.

La scorsa settimana è circolata la notizia di un cavo USB per iPhone 4 che ha preso fuoco, danneggiando il dispositivo e chiaramente il cavo stesso. Questa volta è toccato ad un iPad; un lettore di TechReport ha dichiarato di essersi svegliato in piena notte a causa della puzza di plastica bruciata. Il connettore USB era in ebollizione e l’iPad era quasi bollente, tanto da aver impiegato del tempo prima di riuscire a staccarlo.
Per il momento i casi sono solo 2 su diversi milioni di dispositivi venduti. Tuttavia, trattandosi di batterie ad alta densità e caricatori ad alto voltaggio è sempre buona regola essere accorti, specialmente quando si ha intenzione di lasciare il dispositivo collegato per tutta la notte. I dispositivi Apple hanno una particolare tendenza a riscaldarsi a causa della loro sottigliezza e densità dei materiali.
L’iPad in questione è stato portato nel più vicino centro assistenza per la sostituzione, ma la procedura non è andata in porto poiché il dispositivo era stato jailbrackato.
[Via CrunchGear]

Pubblicato dall’ufficio brevetti statunitense soltanto ieri, un interessante documento depositato da Apple descrive un Dock universale in grado di adattarsi istantaneamente al dispositivo cui viene collegato grazie a componenti a memoria di forma. Forse in futuro potremo dire addio a mascherine e adattatori, e lo stesso Dock sarà adattabile sia all’iPhone che all’iPod nano.
Oltre a integrare il sensore a infrarossi per l’input dall’Apple Remote, il Dock possiede un pulsante di “Reset”, in grado di decomprimere la base elastica e riportarla allo stato originale o di accettare nuove forme. In questo modo, è possibile riadattarla ad un altro dispositivo, pur se con form factor drasticamente differente. E il bello del brevetto è che, una volta scelta la forma voluta, questa resta impressa fino ad una nuova pressione del Reset.
Infine, secondo le descrizioni allegate, nel Dock potrebbe essere prevista circuiteria addizionale in grado di riconoscere automaticamente il dispositivo in prossimità ed adattare lo strato superiore secondo schemi preimpostati, così da rendere l’operazione totalmente automatica e trasparente all’utente.

Se siete tra quegli utenti che non riescono proprio a mandar giù il contorno blu delle finestre quando si attiva Exposè, questo how-to fa per voi. L’antipatico bordo è realizzato utilizzando due (finestra aperta e finestra ridotta nella Dock) file immagine in formato PNG. I file si trovano in Sistema » Libreria » CoreServices » Dock » (dal menù scegliere Mostra contenuto pacchetto) » Contents » Resources ed il loro nome è rispettivamente expose-window-selection-big.png e expose-window-selection-small.png.
Tecnicamente basterebbe editare con un qualsivoglia software di grafica il colore delle due immagini, badando bene di mantenere la trasparenza. Per quanti non vogliano cimentarsi nell’operazione, è possibile scaricare direttamente questo archivio (10,9Kb) che contiene differenti tipi di bordo: nero, blu, bianco, bianco rettangolare e bordo esterno bianco.
Una volta sovrascritti i due file è necessario ricaricare la Dock di OS X. Quindi aprite il Terminale e digitate il seguente comando:
killall Dock
Se l’operazione di sostituzione del file non dovesse andare in porto, procedete prima allo spostamento dei file originali nel Cestino e successivamente trasferite quelli nuovi. Da ora in poi il vostro Exposè utilizzerà il bordo che più vi piace.
[Via UsingMac]

Apple ha ottenuto la registrazione di nuovi brevetti dal US Patent and Trademark Office, collegati ad una varietà di prodotti. Tra questi c’è la Apple TV, per la quale Apple ha depositato un brevetto sul suo telecomando. Un telecomando che può identificare le fonti di luce nel mezzo di una stanza, come i riflessi.
Un altro brevetto riguarda i cardini del MacBook Air, progettati per superare l’ostacolo dell’estrema sottigliezza del computer. Dal momento che i materiali di base in alcuni sistemi non consentirebbero l’uso della cerniera, Apple ha escogitato una complessa serie di rotazioni che consentono di installare la cerniera più in alto. Circuiti e collegamenti supportano il movimento del display.
Apple ha anche registrato un numero di brevetti di disegno industriale, sia software che hardware. Sono state registrate le animazioni della schermata principale di iPhone, per esempio, così come due animazioni dell’interfaccia della Dock di Mac OS X. I brevetti hardware riguardano gli accessori: delle nuove cuffie per lettori musicali, una dock per iPod e la dock ufficiale di iPhone 3G.
[Via iPodNN]

Mac OS X 10.5 (Leopard) è un sistema operativo dotato di una delle migliori interfacce utenti oggi disponibili sul mercato. Non tutti sanno che l’OS di Cupertino vanta una base UNIX 3.0.
L’interfaccia grafica è soltanto un livello che facilita enormemente la comunicazione con gli utenti finali. In altre parole, tutte le azioni che noi compiamo utilizzando solo il mouse, potrebbero essere eseguite da linea di comando (con molto più sacrificio).
In questo How-to ci occuperemo di come personalizzare alcune caratteristiche dell’interfaccia grafica di Leopard che risultano nascoste all’utente finale (proprio perché assenti nel livello di interfaccia).
Si comincia dopo il salto.
Continua a leggere: Melablog how-to: personalizzare Leopard da Terminale

Apple è sempre molto attiva nella registrazione di brevetti, per tecnologie da implementare in un futuro più o meno prossimo, e non solo.
Un brevetto registrato il 5 marzo è relativo alla possibilità di effettuare uno streaming video da iPhone alla TV, utilizzando un apposito dock con uscita per la TV, controllabile direttamente da iPhone o mediante Apple Remote.
La riproduzione verrebbe automaticamente interrotta all’arrivo di una telefonata (con la possibilità, comunque di rifiutare una chiamata, oltre che di rispondere e terminarla).
[via unwired view]

La recente introduzione del nuovo iPod Shuffle, il primo lettore multimediale privo di tasti funzione, ha destato curiosità e qualche perplessità. L’usabilità, innanzi tutto, e la compatibilità con auricolari di terze parti.
Se per il primo punto non ci esprimiamo fino a che non avremo modo di provarlo personalmente, la questione compatibilità appare oggi ancora più complicata.
E’ stata fatta, infatti, una scoperta che non mancherà di scatenare un discreto numero di critiche e sicuramente farà discutere: BB Gadgets ha smontato il comando a filo del nuovo iPod mettendo alla luce un chip “nascosto” all’interno.
Questo circuito integrato, secondo quanto riporta iLounge (che tra l’altro ha recensito l’ultimo iPod bollandolo come “il peggiore di sempre”), si tratterebbe di un chip di autenticazione, ovvero deputato alla decrittazione di segnali criptati inviati dal dispositivo.
Potenzialmente, dunque, Apple potrebbe costringere l’utente all’uso di soli auricolari certificati “Made for iPod”.
Non si tratta di una novità assoluta, in quanto una tecnologia simile è già presente nei dock: questo il motivo di certe incompatiiblità tra gli ultimi iPhone e iPod e accessori di terze parti che sfruttano il dock-connector.
Secondo i primi report, per ora Apple non ha programmato iPod Shuffle per criptare i segnale e, teoricamente, sarebbe possibile utilizzare qualsiasi cuffie dotate di comandi (purchè rispettino gli schemi elettrici degli originali) ma basterebbe un aggiornamento software per cambiare completamente lo scenario…