
Dopo la notizia dell’adozione da parte di Sony della tecnologia Thunderbolt attraverso l’utilizzo di un comune connettore USB al posto della DisplayPort di Apple, in molti si sono chiesti come ciò sia potuto accadere, visto che l’USB forum aveva esplicitamente dichiarato che il loro connettore non è general purpose e non è progettato per supportare altre tecnologie, mentre il marchio Thunderbolt risulta registrato da Apple.
Sul primo aspetto regna ancora fitto il mistero, ma sulla proprietà del trademark Intel ha ufficialmente dichiarato:
Apple ha registrato il marchio originale e lo ha trasferito ad Intel. Allo stesso tempo Apple potrà fare un utilizzo illimitato della tecnologia. Le implementazioni di terze parti, come la volontà di Sony di utilizzare il connettore USB e l’eventuale modifica del marchio (Sony ad esempio ha rinominato come i.LINK la tecnologia IEEE1394 Firewire) dovranno essere chiariti più avanti.
Occorre anche ricordare che la tecnologia utilizzata da Thunderbolt su rame deriva dalla tecnologia Light Peak pensata da Intel per viaggiare su connessioni in fibra ottica. A tal proposito un portavoce di Intel ha dichiarato:
“Il cavo (per la versione ottica di Thunderbolt) potrà trasportare anche l’alimentazione (su un doppino di rame parallelo alla fibra ottica), ma i piani esatti per il rilascio dei primi prodotti devono ancora essere annunciati.
Insomma sembra che il neonato standard Thunderbolt per connessioni ad alta velocità, avrà presto tre tipi diversi di connettori con altrettanti nomi, tanto per facilitare la compatibilità e la vita degli utenti, senza contare la concorrenza di USB 3.0.
[via 9to5mac]
Ieri sera Intel ha presentato ufficialmente la tecnologia di trasferimento dati ad alta velocità Thunderbolt progettata con la collaborazione di Apple ed adottata per la prima volta sui nuovi MacBook Pro, ma anche su alcune periferiche di storage prodotte da Promise e da LaCie, come ad esempio il Little Big Disk dotato di due SSD da 250 GB in RAID.
Nel video di apertura è possibile vedere un MacBook Pro collegato ad un NAS Promise Pegasus attraverso un cavo Thuderbolt ed in cascata ad un monitor Apple Cinema Display. Un apposito misuratore di banda mostra il trasferimento di un file verso il NAS alla ragguardevole velocità di 800 MBps, ovvero 6.4 Gbps. Attraverso Final Cut Pro vengono invece aperti simultaneamente 4 video ad alta definizione, ognuno dei quali viene trasferito dal NAS al MacBook Pro alla velocità di 200 MBps e contemporaneamente dal Mac verso il monitor senza alcun problema.
La tecnologia Thunderbolt sfrutta i connettori mini DisplayPort e veicola in un unico flusso digitale i dati forniti dall’interfaccia DisplayPort e PCI Express x4 con una velocità massima di 10 Gbps. Tramite appositi adattatori è possibile collegare qualsiasi tipo di periferica video o di trasferimento dati, sfruttando anche l’alimentazione da 10 W fornita dalla connessione stessa.








[via engadget]

In attesa dell’evento di stasera in cui Intel svelerà i dettagli della nuova tecnologia Thunderbolt, Apple ha pubblicato un’apposita pagina sul proprio sito per illustrare le possibilità e le prestazioni di questo nuovo tipo di connessione dati che fa il suo debutto proprio sui nuovi MacBook Pro.
Thunderbolt è basata su due tecnologie fondamentali, PCI Express e DisplayPort, questo significa che è possibile connettere dispositivi esterni, come array RAID e soluzioni di acquisizione video, direttamente al MacBook Pro e avere prestazioni di livello PCI Express.
Integrando la tecnologia DisplayPort, lo standard creato da Apple per i monitor ad alta definizione, la connessione Thunderbolt permette di connettere tramite semplici adattatori qualsiasi tipo di monitor dotato di porte DisplayPort, DVI, HDMI o VGA.
Thunderbolt fornisce anche 10 watt di corrente alle periferiche, guarda caso la stessa potenza necessaria a ricaricare velocemente un iPad, e tramite semplici adattatori è possibile collegare dispositivi USB o FireWire e perfino connettersi a reti Gigabit Ethernet e Fibre Channel.
Apple non fa riferimento alla tecnologia Light Peak o alla fibra ottica, a conferma che Thunderbolt sfrutta connessioni in rame, ma la velocità dichiarata arriva fino a 10 Gbps in modo bidirezionale, 20 volte più veloce di una USB 2.0 e oltre 12 volte più veloce di una FireWire 800. Questo significa che è possibile connettere in cascata diverse periferiche come monitor e soluzioni di storage, senza l’utilizzo di hub e senza degrado delle prestazioni.

Mentre fervono i preparativi per allestire lo Yerba Buena Center for the Arts di San Francisco per l’evento Apple di mercoledì 2 marzo, nel corso del quale verrà svelato il nuovo iPad 2, Intel si appresta ad annunciare ufficialmente Thunderbolt.
Stasera alle 19, ora italiana, Intel presenterà in un apposito evento la nuova tecnologia di connessione ad alta velocità bidirezionale denominata Thunderbolt, già utilizzata da Apple nei nuovi MacBook Pro.
A quanto pare Thunderbolt è proprio un marchio registrato da Intel, ma sfrutta il connettore mini DisplayPort perché Apple ha reso questo standard aperto, mentre il consorzio che promuove la tecnologia USB non ha permesso ad Intel di utilizzare il proprio connettore per questo nuovo standard, che in effetti si pone in diretta concorrenza con USB 3.0 e le eventuali future evoluzioni.
L’inizio della commercializzazione dei nuovi MacBook Pro in concomitanza con l’evento Intel di stasera non sarebbe quindi una coincidenza, ma una mossa strategica per mostrare al pubblico tutte le funzionalità offerte da Thunderbolt utilizzando proprio dei MacBook Pro regolarmente in commercio.
[via macrumors]

Un produttore cinese di custodie ha mostrato alcuni nuovi modelli destinati al prossimo iPad 2 che, rispetto a quelli precedentemente visti, dispongono di una nuova fessura laterale sul lato opposto a quello dei bottoni del volume.
Questa fessura potrebbe permettere l’accesso allo slot per schede di memoria SD, tornato in auge dopo le indiscrezioni di Topolsky, la cui posizione però era sempre stata associata all’apertura inferiore, che molto probabilmente alloggerà invece la griglia degli altoparlanti, come avviene sull’attuale iPad.
Queste nuove custodie mostrano anche un’apertura sul bordo superiore, abbastanza ampia da poter ospitare un connettore mini DisplayPort, con la duplice funzionalità di poter inviare il segnale in uscita ad un monitor esterno, oppure accettare in ingresso un segnale video e trasformare l’iPad 2 in un monitor da 10 pollici con una spettacolare risoluzione.
In altre custodie questa apertura è apparsa di dimensioni più contenute ed è stata attribuita al sensore per la regolazione della luminosità dello schermo, rimosso dalla cornice per lasciare posto alla fotocamera frontale e ricollocato sul bordo superiore nell’iPad 2.
[via appleinsider]
Al Macworld 2010, che si sta svolgendo in questi giorni a San Francisco, Kanex ha presentato il nuovo adattatore HDMI Mini DisplayPort appositamente studiato per poter collegare una sorgente esterna HD con uscita HDMI, come un lettore Blu-Ray, una Xbox o una Play Station 3, all’ingresso Mini DisplayPort dei nuovi iMac da 27 pollici o ai Cinema Display da 24 pollici.
Il dispositivo converte il segnale PC DVI direttamente nel formato DisplayPort senza necessità di upscaling e viene venduto direttamente sul sito del produttore a 149.99$.
Da segnalare, tra i prodotti presenti nel catalogo Kanex, anche il convertitore inverso, ovvero quello da Mini DisplayPort a HDMI, molto utile per collegare un Mac mini o un MacBook ad un televisore Full HD.
Anche questo adattatore è in vendita sul sito di Kanex a 19.99 $.




[via tuaw]

Come ampiamente annunciato, il consorzio VESA ha introdotto ufficialmente la versione 1.2 delle specifiche DisplayPort, le stesse adottate per prima da Apple sui suoi computer. Con caratteristiche tecniche di tutto rispetto, in un futuro prossimo tutti i portatili potrebbero veicolare audio, video ed USB attraverso il medesimo connettore.
Nello specifico, le caratteristiche approvate in modo definitivo per DisplayPort 1.2 sono:
Infine, ed in generale, le nuove specifiche contemplano ulteriori caratteristiche tecniche che privilegiano decisamente il 3D full HD, che può arrivare così a 120 fotogrammi/secondo per singolo occhio, pari a ben 240 fotogrammi/secondo complessivi.

[Image courtesy of CrunchGear]
I tecnici di iFixit hanno verificato la possibilità di utilizzare il nuovissimo iMac da 27″ come monitor esterno. Conducendo i test, hanno scoperto che tale funzionalità è utilizzabile solo con computer che utilizzano la connessione DisplayPort (anche mini). In tutti quei casi in cui il computer collegato non era nativamente dotato di tale porta, ma utilizzasse un adattatore, il monitor ausiliario (quello del nuovo iMac) non funzionava.
“L’iMac non si comporterà come display secondario (o primario) utilizzando un adattatore Mini DisplayPort-DVI che Apple vende”, ha dichiarato il gruppo di tecnici. “Lo abbiamo testato su una PS3 Slim, così come su un MacBook e MacBook Pro. Pare che dovremo attendere la commercializzazione di uno speciale adattatore da parte di Apple o terze parti”.
L’incapacità del nuovo iMac di ricevere il segnale video DVI è dovuto al fatto che le specifiche DisplayPort sono progettate unicamente per lavorare con segnale video interno (nel caso di display integrati) o esterno (dal computer al monitor).
I sistemi Non-DisplayPort utilizzano tipicamente il LVDS per il cablaggio interno e quello DVI per il cablaggio esterno. Nessun computer Apple infatti supporta l’ingresso DVI al proprio display LCD integrato.
[Via AppleInsider]

Lungamente attesi, i nuovi iMac non si presentano molto diversi dalla generazione precedente.
L’unica variazione è rappresentata dal pannello delle connessioni, dove si nota la mancanza della porta dedicata Firewire 400 (sostituita da una quarta USB) ed il nuovo connettore DisplayPort.
Quattro sono le versioni disponibili, in dettaglio:
20″, C2D 2,66GHz, RAM 2Gb, HDD 320Gb, NVIDIA GeForce 9400M: €1099
24″, C2D 2,66GHz, RAM 4Gb, HDD 320Gb, NVIDIA GeForce 9400M: €1399
24″, C2D 2,93GHz, RAM 4Gb, HDD 640Gb, NVIDIA GeForce GT 120 (256Mb): €1699
24″, C2D 3,06GHz, RAM 4Gb, HDD 1Tb, NVIDIA GeForce GT 130 (512Mb): €2099
I nuovi iMac sono tutti dotati di Superdrive e i tempi di consegna sono fissati in 24 ore.

Gli amici transalpini di MacBidouille, tradizionalmente molto “vicini” ai responsabili europei di Apple, riportano di aver avuto notizie da una fonte affidabile circa il lancio dei nuovi iMac e Mac mini.
L’all-in-one dovrebbe essere proposto in 4 versioni, una base da 20″ (codice MB417) e 3 da 24″ (MB418, MB419, MB420: rispettivamente definite da MacBidouille “mass-market”, “high-end” e “ultimate”). Non sono per ora note ulteriori specifiche, se si eccettua la presenza del connettore DisplayPort.
Il Mac mini dovrebbe, invece, sarebbe proprio quello di cui si è parlato nelle scorse settimane, con 5 porte USB: dovrebbe mantenere l’attuale divisione in due versioni, entry-level e high-end (codici MB463 e MB464): le specifiche, secondo quanto riporta il sito olandese OneMoreThing.nl dovrebbero essere le seguenti:

In queste ore sta facendo il giro della rete la foto che guardate in alto. La foto immortala una Mac Mini simile all’attuale modello in vendita ma con un set di porte differente: 5 USB, Mini DVI, Mini Display Port, FireWire 800.
La foto è apparsa la prima volta sul un forum insieme alle presunte caratteristiche tecniche: processore Intel Core 2 Duo 2 GHz, 3 MB di cache L2, 2 GB di RAM (1066 MHz) e masterizzatore SATA.
Le previsioni relative al lancio ufficiale del nuovo Mac Mini (forse insieme ai nuovi iMac) parlano di metà Marzo. Della foto in questione, a non convincere è il design: il piccolo di Cupertino non viene aggiornato da molto tempo e sembra impossibile che possa essere rimasto identico. Cosa ne pensate?
[Via MacRumors]

Apple ha eliminato da suo catalogo il modello entry level della gamma di Cinema Display, la versione 20″.
Il prodotto è stato rimosso da Apple Store ed è stato notificato ai rivenditori che sarà impossibile piazzare nuovi ordini.
Non è chiaro se, dopo l’introduzione della versione 24″ DisplayPort, il modello da 20″ verrà semplicemente abbandonato (come accaduto in passato con le versioni da 15″ e 17″) o sostituito da una nuova versione con retroilluminazione a LED e dotato del nuovo standard di connessione presente sui MacBook Pro.
Da notare che la versione HD da 30″ rimane in listino, rimanendo di fatto l’unico display in catalogo abbinabile ad un Mac Pro.
[via]