Una piccola utility comparsa su Cydia e sviluppata dall’hacker Nick Frey consente ora di estendere le funzionalità di riconoscimento vocale di Siri in tutti gli iPhone 4S col jailbreak. E finalmente sarà possibile sbloccare il telefono e lanciare applicazioni direttamente con la propria voce.
Ora che Absinthe è in circolazione sul Web nella variante per Mac e anche per Windows, il jailbreak è decisamente alla portata di chiunque anche su quei dispositivi dotati di processore A5 che fino a poco tempo fa ne erano rimasti tagliati fuori, ovvero iPhone 4S e iPad 2. Il che apre le porte alla personalizzazione spinta e, tra le altre cose, all’hack messo a punto da Frey:
Nuovi comandi per Siri. Riavvio, spegnimento, riavvio della Springboard e Safe Mode. Richiede un dispositivo con Siri installato. Ora puoi lanciare qualunque app con la tua voce. L’app “Borsa”, tutte le app di terze parti e perfino le webclip. E’ sufficiente pronunciare la parola “Open” o “Launch” seguita dal nome dell’app. Nota: questo è un tweak del Mobile Substrate. Non esistono opzioni da impostare e nessuna nuova icona viene aggiunta. Semplicemente, installalo, effettua un respring e usalo.
E a giudicare da quanto si vede nel video qui sopra, l’hack funziona pure molto bene. Lo trovate gratuitamente disponibile su Cydia.

Col rilascio di iOS 5 avvenuto nei giorni scorsi, gli utenti più smaliziati iniziano a chiedersi lo stato delle cose sul versante jailbreak. Per chi è possibile lo sblocco e con quali software, e soprattutto cosa funziona su Cydia, cosa crea problemi e quali pacchetti rischiano di rendere inutilizzabile il dispositivo. Ecco una sintetica fotografia della situazione.
Per il momento, Redsn0w 0.9.9b5 per OS X funziona esclusivamente con iPod touch 3G e 4G, iPad di prima generazione, iPhone 3GS ed iPhone 4 nelle varianti GSM e CDMA. Restano quindi esclusi gli iPad di seconda generazione e gli iPhone 4S; in più c’è da considerare che si tratta di uno sblocco tethered, ovvero non permanente. Ad ogni riavvio, in altre parole, si rende necessario il collegamento del dispositivo al computer e l’uso di un utility che l’assista nella fase di boot.
Non proprio il massimo per un telefono, dal quale solitamente ci si aspetta ore di funzionamento ininterrotto e stabilità, anche se per qualche ragione si scarica la batteria o siamo costretti a spegnerlo. E a completare il quadro non proprio roseo ci si mette anche la questione della compatibilità; non tutti i software su Cydia, infatti, sono pronti per fare il grande salto. Alcune app non ufficiali come 3G Unrestrictor, AdBlocker, BBSettings, Firewall iP, iFile e MyWi 5.0 vanno alla grande, ma altre presentono piccoli bug o possono creare in generale grattacapi per l’utente. E’ il caso di biteSMS, FastCopy e l’utilissimo MultiIconMover.
Poi c’è la lista dei pacchetti software dai quali occorre tenersi accuratamente alla larga, pena la nascita di problemi di una gravità tale da costringere ad un ripristino. Titoli quali Icon Renamer, Home Page in Safari, FakeLocation o Celeste Bluetooth File Sharing per ora sono da dimenticare, almeno fin tanto che gli sviluppatori non metteranno mano al codice estendendo la compatibilità delle loro creazioni al nuovo OS mobile di Cupertino.
Continua a leggere: Il software di Cydia compatibile con iOS 5
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Ha fatto molto discutere ieri la notizia della memorizzazione della posizione da parte di iOS, con la quale Apple all’insaputa dei propri clienti raccoglierebbe tutti i loro spostamenti nel file consolidated.db presente all’interno del sistema.
Chi ha effettuato il jailbreak sul proprio dispositivo e ha quindi accesso a Cydia, può adesso risolvere il problema grazie a Untrackerd, applicazione realizzata dal già noto sviluppatore Ryan Petrich. In realtà, Untrackerd non blocca completamente il processo ma semplicemente si occupa di pulire periodicamente il file incriminato, cancellando così i dati di latitudine e longitudine relativi alle posizioni raccolte.
Non sarà la soluzione definitiva, così come ci si aspetta ancora una risposta importante da parte di Apple sull’argomento, ma nel frattempo se avete un iDispositivo con jailbreak forse potreste considerare l’installazione di Untrackerd.
Via | 9to5mac.com
Diciamoci la verità: immediatamente dopo aver letto la notizia della pubblicità Toyota su Cydia molti di noi avevano già iniziato a scommettere sul tempo che sarebbe stato necessario ad Apple per accorgersi della cosa e prendere provvedimenti. Come riportato su ModMyI, non è passato neanche troppo tempo prima che Apple chiedesse ufficialmente a Toyota di rimuovere il tema dedicato alla propria vettura Scion tC.
Nonostante l’intenzione iniziale di Toyota di fare in modo che su Cydia restasse dunque la propria presenza, nell’annuncio fatto alla community direttamente da Kyle Matthews si legge che l’azienda automobilistica ha alla fine deciso di cedere alle richieste di Apple, per “preservare i buoni rapporti in corso tra le due aziende”.
Ricordiamo che la presenza di pubblicità “legalizzata” su Cydia era stata vista principalmente come una minaccia nei confronti di iAd, il servizio premium di pubblicità mobile creato da Cupertino.
Via | Macrumors.com
Dopo i recenti dubbi sul gradimento di iAd, arriva un’altra notizia che possiamo immaginare non farà per niente piacere ad Apple: la strada della pubblicità su iOS sembra passare anche per Cydia, l’App Store non ufficiale usato dal “popolo del jailbreak”, abbastanza numeroso al punto da destare serie preoccupazioni in quel di Cupertino.
Parlando di strade, neanche a farlo apposta (un po’ si, a dire il vero) la prima azienda che sembra aver affidato la propria promozione a Cydia è Toyota, che avrebbe iniziato a pubblicizzare il proprio veicolo Scion tC su iPhone, iPod e iPad con jailbreak, spingendo a quanto pare gli utenti a installare il tema a esso dedicato, naturalmente distribuito attraverso Cydia stesso.
La scelta di Cydia per fare pubblicità desta quindi notevoli preoccupazioni in quel di Apple, ancora forte delle cifre appartenenti allo store ufficiale, ma comunque minacciata dai numeri di Cydia: 1,5 milioni di utenti unici giornalieri, su 15 milioni di iDispositivi con jailbreak pari al 9% di tutti gli iPhone, iPod e iPad attualmente in circolazione.
Via | 9to5mac.com
Diciamolo subito, è qualcosa che non sorprende affatto, ma resta pur sempre un aneddoto divertente. Se si tenta di accedere a Cydia scroccando la connessione degli Apple Store, si viene reindirizzati senza pietà sul sito Apple.
La legge starà pure dalla parte dei jailbreaker, ma giustamente Apple difende come può i propri interessi. Provate ad aprire jailbreakme.com oppure a visitare il sito di Amazon da un Apple Store, magari per controllare al volo quanto si risparmierebbe su questo o quell’acquisto: si viene rimandati al sito Apple, e lo stesso avviene se abbiamo un iPhone col jailbreak. E l’aspetto più curioso della faccenda è che il sito Apple compare proprio all’interno di Cydia, là dove ci si aspetterebbe di trovare notizie su software non ufficiale e magari i certificati ECID salvati.
A proposito, visto che stiamo in argomento, nelle scorse ore è stato rilasciato Cydia 1.1, un aggiornamento che corregge molti bug e garantisce migliori prestazioni e stabilità, oltre ad un uso meno disinvolto della RAM. Insomma, si tratta di un’ottima ragione per avviare Cydia -per chi ce l’ha-, ma non in un Apple Store, mi raccomando.
[Via iPhoneDownloadBlog]
Si chiama VoiceActivator, ed è un promettente hack per iPhone in arrivo su Cydia a brevissimo che permetterà di controllare ogni funzionalità del telefono Apple semplicemente con comandi vocali personalizzati. Ma solo per chi ha fatto il jailbreak.
A molti sarà probabilmente capitato di pensare che funzionalità più estese di controllo vocale sull’iPhone non guasterebbero. Niente di ipertecnologico, si intende, ma qualcosa come “Apri Skype” o “Chiudi l’app corrente” potrebbe tornare utile senza appesantire troppo la curva d’apprendimento del dispositivo. Per fortuna, a colmare la lacuna lasciata aperta da Cupertino ci pensa Chpwn, lo sviluppatore dietro Infinidock, Infinifolders e ProSwitcher con un nuovo hack chiamato VoiceActivator. Si tratta di un’estensione altamente configurabile che permette di aggiungere un’infinità di nuovi comandi vocali:
VoiceActivator è l’unico modo di controllare la funzionalità di controllo vocale di iOS, e aggiungere nuovi comandi vocali che fanno di Voice Control esattamente ciò che vi serve. Digitate semplicemente un nuovo comando e configurate un’azione da eseguire: il comando sarà istantaneamente e nativamente disponibile nel pannello di Voice Control, senza bisogno di registrazioni o stanze silenziose.
Nel video qui sopra il funzionamento è pressoché lampante: aprire una pagina Web, lanciare un’app o eseguire una funzione avanzata è questione di una o due parole. In attesa che Apple corra ai ripari in una qualche futura versione del suo Sistema Operativo mobile, ecco decisamente un buon motivo per un jailbreak non preventivato.

Non sappiamo come funzionerà, né che vantaggi concreti apporterà alla nostra piattaforma, ma la faccenda è al contempo affascinante e preoccupante. Dal palco del 360|MacDev Jay Freeman, conosciuto anche col nome di Saurik, ha infatti reso noto che è all’opera su un Cydia App Store per Mac, che dovrebbe aprire i battenti entro qualche settimana. Giusto in tempo per guastare la festa al Mac App Store.
Al momento Cydia è presente su circa il 10% degli di tutti gli iPhone, vale a dire qualcosa attorno ai 10 milioni di dispositivi, e vanta un catalogo di più di 30.000 pacchetti, molti dei quali Open. Ma per quali ragioni dovremmo averne bisogno anche su Mac, di preciso non lo sa neppure Saurik in persona, anche perché il Mac App Store non è neppure ancora online. Di una cosa tuttavia è certo: non soltanto la documentazione tecnica rilasciata agli sviluppatori da Apple sarebbe spesso lacunosa, ma il pericolo più grande starebbe proprio nella tendenza di Cupertino di creare restrizioni artificiose. Restrizioni che prima o poi, afferma, ci ritroveremo anche sul bazar del software per Mac. Questione di tempo.
Le critiche al modello creato da Apple per il suo store sono già note da tempo, e contemplano tanto la contestata policy di approvazione quanto l’assenza di opzioni di upgrade gratuito o scontato, senza contare la mancanza di acquisti in-app, delle versione beta o trial nonché l’incomprensibile dimenticanza di Game Center. Tutte limitazioni che complicano inutilmente la vita agli sviluppatori, assenti nella controparte non ufficiale creata da Saurik.
Certo è che, almeno per i primi tempi, l’esigenza immediata di uno store alternativo è praticamente inesistente. Sarà quindi interessante studiare l’evoluzione del fenomeno, perché se dovesse avere un seguito significherebbe che i timori di Saurik sono fondati. Il che non è propriamente una bella prospettiva.

Vi segnalo le applicazioni più interessanti per iPhone, iPod touch e iPad presentate questa settimana su App Blog. Tra queste un paio di utility ed alcuni aggiornamenti che vale la pena non perdere:
Due ricercatori del Digital Vaccine Group, laboratorio di esperimenti dell’azienda di sicurezza informatica TippingPoint, sono riusciti letteralmente a riunire, a loro insaputa, all’incirca 8000 utilizzatori di iPhone e smartphone Android in una botnet mobile sperimentale per dimostrare la facilità della diffusione di malware attraverso questi dispositivi.
Derek Brown e Daniel Tijerina, sono questi i nomi dei due ricercatori, hanno discusso del loro esperimento in occasione della RSA Conference tenutasi a San Francisco la scorsa settimana: l’obiettivo principale era quello di dimostrare come una applicazione meteo per dispositivi mobili si comportasse in maniera simile ai tradizionali malware che attaccano e si diffondono tramite Windows, con la possibilità di rubare informazioni e permettere il controllo remoto dei dispositivi.
WeatherFist, questo il nome dell’applicazione creata da Brown e Tijerina, non è stata però distribuita tramite i canali ufficiali bensì tramite realtà parallele come Cydia, SlideME e Modmyi, raggiungendo dunque soltanto i dispositivi con jailbreak attivo.
Sostanzialmente WeatherFist effettuava una richiesta per ottenere le coordinte GPS dell’utente e poi le mandava ad un server dove venivano convertite nello Zip Code corrispettivo (il nostro cap, n.d.r.). Questo dato era poi passato al sito WeatherUnderground.com dal quale si ottengono informazioni meteorologiche pertinenti alla zona di interesse.
Continua a leggere: Una botnet esperimento per iPhone e Android

E’ stato calcolato che, a partire dal luglio 2008, data dell’apertura al pubblico dell’App Store per iPhone, Apple e sviluppatori abbiano perso qualcosa come 450 milioni di dollari per colpa della pirateria.
Su 3 miliardi di applicazioni scaricate sugli iPhone, secondo l’analista Toni Sacconaghi della Bernstein, un numero pari a una percentuale fra il 13 e il 21% di esse sono applicazioni a pagamento, disponibili a un prezzo medio di 3 dollari. Ora, secondo i numeri forniti dall’inventore di Cydia, Jay Freeman, ad agosto 2009 quasi 4 milioni di visitatori unici avevano avuto accesso ai suoi servizi. Si parlerebbe dunque di un numero di dispositivi “sbloccati” vicino ai 7,5 milioni (fra iPhone e iPod Touch, a questo ultimo mese di agosto).
Ascoltando le voci degli sviluppatori, Sacconaghi è giunto alla conclusione che le applicazioni a pagamento disponibili su App Store siano soggette a un tasso di pirateria molto alto, del 75% circa (che arriva fino a un 95% per i giochi 3D più costosi). Ogni 3 applicazioni pagate, 1 viene “piratata”. Facendo due conti coi prezzi medi delle app, questo significherebbe 4,5 miliardi di dollari di perdite. Ma, in questi casi, va considerato almeno un 10% 90% di profitto che non sarebbe comunque avvenuto, perché non tutti i pirati, privi della possibilità di procurarsi app contraffatte, le comprerebbero comunque. Di qui i 450 milioni di dollari di perdite totali supposti dall’analista.
Ulteriori spunti e dettagli su come Sacconaghi è giunto a questa cifra sono in questo interessantissimo articolo su 24/7 Wall Street.

Lo store Cydia si avvicina rapidamente a quota $250.000 di guadagni partendo dalla sua apertura definitiva avvenuta circa quattro mesi fa. Il portale di applicazioni di terze parti per iPhone sbloccati ha registrato più di 50.000 vendite. Jay Freeman, il creatore di Cydia, dichiara che diversi sviluppatori avrebbero guadagnato più di $10.000 nella prima settimana di vendita, senza passare per l’ufficiale App Store di Apple.
Su ben altri binari viaggia l’App Store che agli inizi dello scorso mese ha superato i 1,5 miliardi di download e che ospita attualmente più di 65.000 titoli. Il popolare gioco Flick Fishing è stata la prima applicazione a raggiungere il milione di download.
Malgrado il regolamento per gli sviluppatori vieti implacabilmente la vendita di applicazioni sviluppate con iPhone SDK su portali diversi da App Store, esistono alcuni titoli disponibili contemporaneamente anche su Cydia: è il caso di Wolfenstein 3D.
Continua a leggere: App Store non ufficiale registra guadagni di $250.000