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Tutti gli articoli con tag cloud computing

Apple ingaggia l'esperto di datacenter di Microsoft

pubblicato da Michele Filannino


Ai tanti rumor circa l’ambizione di Apple per il cloud computing ora si aggiunge una notizia inconfutabile: pare che ieri l’azienda di Cupertino abbia ingaggiato il Datacenter Service General Manager di Microsoft, Kevin Timmons. Laureatosi nel 1986 in ingegneria presso l’Università dell’Illinois (laurea triennale) ha iniziato a fare esperienza in Marconi Dynamics, GeoCities e dopo Yahoo. Dopo 10 anni di successi in Yahoo è passato a Microsoft (2 anni).

Le rispettive aziende non hanno ancora ufficializzato alcun accordo, sebbene una fonte di AllThingsD confermi senza alcuna riserva il trasferimento. Chiaramente il suo ruolo sarà quello di occuparsi, non si sa a quale livello, del datacenter. La costosissima e potentissima infrastruttura per il cloud computing, messa su in North Carolina, sarà operativa sul finire della primavera.

Per Microsoft, la perdita di Timmons è importante nell’ottica dei propri progetti cloud computing già avviati. L’azienda continua ad investire tempo e risorse in progetti quali Azure e Bing nella speranza di vincere quote di mercato significative soprattutto su Google. Bing USA pare ci stia riuscendo, Azure meno.

[Via MacNN]

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Cyberduck 4 estende il supporto al cloud computing

pubblicato da Michele Filannino


L’ultima versione di Cyberduck, la 4.0, è stata appena rilasciata pubblicamente dopo un periodo di beta. Per chi non lo conoscesse, il software è prima di tutto un client FTP/SFTP, ma ora definirlo in questi termini è quasi riduttivo.

Da questa ultima versione debutta il supporto a varie piattaforme di cloud computing come Dropbox, Google, WebDAV, Amazon S3, Windows Azure e Rackspace. Se il supporto a Windows Azure era noto fin dai tempi della beta, quello a tutti gli altri servizi di cloud è una novità assoluta. Ora è possibile gestire l’upload di file grandi fino a 5Gb oltre che utilizzare le funzionalità di Copia e Incolla direttamente tramite il menu Duplica.

E’ altresì possibile creare link simbolici direttamente dall’interfaccia grafica e trascinare una connessione remota direttamente in Finder ed utilizzarla come fosse un’applicazione qualsiasi. Anche sul fronte dei bug, il team di sviluppo ha agito correggendone quelli già noti: problemi di ordinamento negli upload, usi impropri della CPU nonché un problema di normalizzazione dei nomi di file in fase di caricamento remoto.

Il software per Mac OS X è in formato Universal Binary e richiede Mac OS X 10.5. Per la prima volta in assoluto, viene resa disponibile una versione anche per piattaforma Windows che supporta Windows XP, Vista e 7. Cyberduck è completamente gratuito, la software-house non disdegna donazioni spontanee, ed ora è scaricabile direttamente da Mac App Store.

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Apple mette il freno al cloud computing su iTunes?

pubblicato da Simone Gambirasio


Da tempo parliamo del fantomatico iTunes.com, un servizio di cloud computing per iTunes Store. Si tratta solo di ipotesi, ma ben giustificate dalle recente acquisizione di Lala. Per iTunes.com si intende un servizio on-line che dia la possibilità di ascoltare in streaming tutta la musica che abbiamo acquistato, direttamente dai server Apple senza occupare spazio sui nostri dispositivi.

Secondo un articolo di CNet, però, gli ambiziosi progetti di Apple avrebbero subito un rallentamento. In questi giorni l’azienda starebbe avvertendo le major in merito a questi rallentamenti, anticipando che se saranno lanciati servizi di cloud computing nei prossimi mesi, questi saranno comunque limitati rispetto ai piani iniziali. In passato la Mela avrebbe discusso con le etichette piani più ambiziosi di quelli descritti negli incontri di questi giorni.

Secondo la fonte di CNet lo stesso Eddy Cue, che tempo fa era al capo della divisione iTunes, avrebbe speso molto tempo con Lala per definire quale ruolo l’azienda debba rappresentare all’interno di Apple. Lala, lo ricordiamo, era specializzata nell’ascolto di musica in streaming. Sembra però che i rapporti dei dipendenti di Lala con i vertici di Apple non siano fra i più rosei: già uno dei quattro membri fondatori avrebbe abbandonato l’azienda.

Il rallentamento di Cupertino potrebbe essere anche legato all’annuncio di Google di voler entrare nel settore musicale: forse, data la sua posizione dominante, Apple preferirà prima farsi un’idea più precisa delle intenzioni della concorrenza.

Mentre Apple sembra frenare sullo streaming musicale, pare invece che proceda a passo spedito sullo streaming video. Sempre secondo le fonti di CNet, avrebbe già descritto la sua idea ai protagonisti del settore cinematografico e televisivo. Nel frattempo proseguono i lavori ai server della Mela in North Carolina che, secondo molti, serviranno allo streaming: dovrebbero essere pronti entro la fine dell’anno.

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Nuove indiscrezioni su iTunes.com

pubblicato da Simone Gambirasio


In molti si aspettavano di vederlo al WWDC ma Steve Jobs non ha annunciato nulla di simile. Eppure le indiscrezioni su iTunes.com, nome supposto di un servizio di cloud computing per iTunes, non si sono spente. Insomma, se Apple ha comprato Lala in fondo un motivo ci sarà.

Oggi il blog Boy Genius Report sembra avere notizie fresche su questo servizio di cloud computing. Parla genericamente di fonti Apple, ma è un blog che in passato ci ha dato qualche soddisfazione in fatto di anticipazioni. Ecco quali saranno, secondo Boy Genius Report, le funzionalità di questo nuovo servizio Apple:

  • Potremo caricare la nostra libreria sui server Apple, per avere la possibilità di ascoltare la nostra musica e vedere i nostri film in streaming, senza dover occupare il disco rigido del nostro computer o del nostro iPod/iPhone/iPad.
  • Sarà possibile fare streaming diretto dei file contenuti nei nostri dispositivi direttamente da un altro dei dispositivi a nostra disposizione. Ad esempio potremo vedere un film su iPhone “pescandolo” direttamente dal nostro Mac, senza passare dai server Apple.
  • Potremo sincronizzare le librerie iTunes in modalità wireless, senza usare il cavo USB-Dock.
  • Continua a leggere: Nuove indiscrezioni su iTunes.com

    Musica in streaming: Spotify potrebbe battere sui tempi iTunes

    pubblicato da Ruthven

    Spotify su Mac, preso negli USA

    Spotify potrebbe sbarcare presto sul mercato USA, ci dice David Goldman di CNNMoney.com; questo potrebbe avvenire addirittura entro l’estate, secondo alcune indiscrezioni. Questa notizia farà rizzare i capelli agli sviluppatori Apple che stanno lavorando su iTunes, nel progetto di renderlo a tutti gli effetti un’applicazione basata sul Cloud Computing.

    Con l’acquisizione di Lala, Apple mirerebbe a sviluppare servizi essa stessa musicali online. La chiusura di Lala sarebbe un’anticipazione dell’integrazione della piattaforma musicale su un iTunes rinnovato.

    Nel frattempo, la piattaforma europea Spotify offre musica in streaming. Somiglia a Last.fm con la distinzione che Spotify permette di scegliere fra 8 milioni di brani, gratuitamente e liberamente, per ascoltarli da qualunque computer/smartphone. Si possono creare playlist da condividere e così condividere la propria musica favorita. Inoltre, un account Premium vale 9,99€ al mese e offre una qualità superiore dell’encoding, oltre che a un ascolto senza pubblicità.

    Da poche settimane, l’applicazione di Spotify è stata modificata per permettere di gestire anche la libreria di mp3 presente sul computer. In pratica, si è trasformato in un iTunes con tutte quelle caratteristiche che Cupertino ha annunciato di voler aggiungere… per fine 2010.

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    Il cloud computing di Apple offrirà anche film e serie Tv?

    pubblicato da the_dandy

    apple e cloud compuntig: streaming musicale e video

    L’interesse di Apple per futuri servizi basati sul cloud computing non sembra arrestarsi. Nei giorni scorsi, alcuni rappresentanti di Cupertino hanno discusso con alcune delle principali major cinematografiche sull’idea di permettere agli utenti iTunes di archiviare i contenuti acquistati sui server della società, stando a quanto CNET riporta.

    Oltre alla possibilità di offrire un servizio di streaming musicale, Apple punterebbe dunque anche ad allargare l’offerta sulla “nuvola” permettendo l’archiviazione di film e programmi televisivi acquistati tramite iTunes Store e la loro completa fruizione da qualsiasi dispositivo connesso ad Internet.

    Anche se non giungono commenti ufficiali su tali indiscrezioni da parte di Apple, analisti ed esperti non fanno mancare le proprie speculazioni.

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    Apple rende disponibile l'anteprima delle applicazioni iPhone tramite browser

    pubblicato da the_dandy

    preview delle applicazioni iphone tramite browser

    Lo scorso novembre Apple aveva introdotto l’anteprima del proprio iTunes Store che permette di visualizzare i link generati da iTunes senza dover lanciare il software.
    Quest’oggi Apple ha reso attiva la funzione di anteprima anche per le applicazioni iPhone e iPod touch.

    D’ora in poi sarà possibile aprire il link relativo una qualsiasi applicazione di nostro interesse direttamente sul browser attraverso una pagina che mostra prezzo, descrizione, rating e commenti degli utenti (esempio). In questo modo il contenuto, sino ad ora prerogativa della navigazione tramite il software iTunes, diventa raggiungibile da qualsiasi dispositivo connesso ad Internet.

    Questo grosso cambiamento può essere visto in almeno due modi. Ad una prima lettura, le preview delle applicazioni iPhone rendono il processo di condivisione e acquisto decisamente più user-friendly e svincolato dalla presenza di un determinato software (iTunes). Ad un livello più generico, inoltre, questa mossa risulta in linea con i rumor che vedono il futuro di iTunes sul Web, iniziati con l’acquisizione di Lala lo scorso Dicembre.

    [via TechCrunch]

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    iTunes e Musica: Apple sposterà la musica su una "nuvola"?

    pubblicato da the_dandy

    itunes cloud: streaming musicale nel futuro di Apple?Nei giorni scorsi sembra che alcuni responsabili Apple si siano seduti ad un tavolo con le quattro principali case discografiche al mondo per discutere sulla possibilità di offrire un nuovo servizio (gratuito) di streaming musicale ai consumatori, secondo quanto CNet riporta.

    L’idea che Apple fosse interessata ad offrire un nuovo servizio cloud-based di streaming musicale, ovvero un servizio dove la musica è presente su qualche server ed è accessibile da qualsiasi dispositivo connesso ad Internet, la si aveva già avuta con l’acquisizione di Lala lo scorso dicembre.

    Sfruttando la tecnologia già a disposizione dell’azienda di Palo Alto, Apple offrirebbe la possibilità di caricare l’intera libreria musicale sui propri server, rendendola perfettamente fruibile da qualsiasi browser connesso alla Rete, il tutto probabilmente senza alcun costo aggiuntivo per l’utente finale. L’essere gratuito di questo servizio sarebbe giustificato dal fatto che lo streaming musicale viene visto come un valore aggiunto che dovrebbe fungere da “traino” per il download e acquisto di musica.

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    Apple vorrebbe portare iWork nella cloud

    pubblicato da Michele Filannino

    iWork online

    Circa un anno fa Apple lanciò iWork.com in versione beta, consentendo agli utenti di pubblicare e condividere documenti online. Si trattò, tutto sommato, di una piccola e timida mossa verso il cloud, se la si paragona a strumenti quali Google Docs o Office 10. Tuttavia una richiesta di lavoro pubblicata dal colosso di Cupertino lascerebbe intendere per iWork un futuro ancora più orientato al cloud computing.

    La richiesta di lavoro è datata 22 dicembre 2009. Apple è alla ricerca di un ingegnere che faccia parte del team di sviluppo del core con competenze che vadano dalla progettazione allo sviluppo di nuove RIA scritte in javascript per il team di iWork.

    Leggendo per intero l’annuncio sembra che l’azienda stia pian piano costruendo un intero team per un nuovo progetto, piuttosto che integrare le nuove figure professionali in team già esistenti. Di sicuro, la scelta di migrare verso applicazioni fortemente orientate al cloud computing è largamente adottata e rappresenta, con una buona misura di certezza, il futuro imminente dell’intera informatica.

    [Via TechCrunch]

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    Brevetti: la sincronizzazione diventa sempre più wireless

    pubblicato da aWilito


    Un nuovo brevetto depositato da Apple nei giorni scorsi ed intitolato Synchronization of Media State Across Multiple Devices (”sincronizzazione dello stato dei media su dispositivi multipli”) promette di elevare la sincronizzazione dei dispositivi Apple allo stato dell’arte fondendo maggiormente i dispositivi ed iTunes con MobileMe: tutto si sincronizza con tutto, e soprattutto senza fili.

    Immaginiamo di essere a casa e di guardare un film sulla nostra Apple TV. Grazie a questo brevetto, una volta usciti da casa sarà possibile continuarne la visione su iPhone o iPod touch senza dover manualmente cercare l’ultima scena vista. Tecnicamente, quindi, il sistema ha provveduto a sincronizzare lo stato dei media su differenti dispositivi in modo totalmente autonomo e trasparente per l’utente.

    Inoltre, il brevetto prevede l’impiego di ulteriore tecnologia (non è chiaro se WiFi o Bluetooth) per far in modo che i dispositivi si riconoscano una volta entrati in un certo range di vicinanza. Come dire, immaginiamo di non essere riusciti a terminare la visione del film su iPhone mentre eravamo a spasso e, rincasando, solo per il fatto di esserle vicini, la nostra Apple TV si sincronizzi col telefono. Risultato, senza alcun intervento manuale, il film riprenderà sulla TV esattamente dove l’avevo lasciato. E questo range di vicinanza potrebbe essere esteso all’intero quartiere dove viviamo o addirittura, grazie al GPS, ad una generica distanza di “15 minuti da casa”.

    Insomma, niente di veramente rivoluzionario, ma solo dei tanti modi con cui Apple coccola l’utente. Dopotutto, stracciare la concorrenza in termini di customer satisfaction è qualcosa che passa anche da queste piccolezze.

    [Via Patently Apple]

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    Apple si prepara al Cloud Computing

    pubblicato da aWilito


    In una interessante intervista condotta da CultofMac, il guru dei datacenter Rich Miller viene interrogato sul centro di calcolo che Apple si appresta ad aprire in North Carolina. Nessuno sa ancora a cosa serva esattamente, ma secondo l’esperto la risposta può essere una solta: cloud computing.

    La domanda che tutti si erano posti, tempo addietro, era se Apple ha bisogno di questa infrastruttura per dar man forte ai servizi esistenti, oppure per crearne di nuovi e se sì, di che tipo. Miller a riguardo è molto preciso:


    Il Cloud Computing va moltissimo e non mi sorprenderebbe sapere che Apple sta lavorando duramente - e ripensando in modo diverso - al Cloud Computing. […] Le società in procinto di costruire i data center più grandi sono quelle che hanno le ambizioni più grandi nel Cloud.

    E la server farm che Apple sta costruendo è imponente, enorme: si parla di 45.000 metri quadri a completamento dell’opera che la qualificano come una delle più grandi al mondo. Il metro di misura, tanto per capirci, sono le infrastrutture di Google.

    Come noto, la scelta è ricaduta sullo stato del North Carolina poiché offriva condizioni nettamente migliori, parecchi incentivi e soprattutto un costo dell’elettricità sensibilmente inferiore. Apple ha argutamente messo in competizione North Carolina e Virginia per riuscire a strappare le offerte migliori, il che rappresenta una strategia consolidata e piuttosto popolare nel posizionamento dei data center. Infine, il fatto che Cupertino abbia optato per una zona rurale lascia credere che siano più concentrati sul contenimento dei costi e sulla scalabilità più che sulla connettività. E ciò, conclude Miller, rafforza ulteriormente la teoria dei servizi Cloud.

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