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Tutti gli articoli con tag cloni

Apple dichiara guerra ai clonatori cinesi

pubblicato da aWilito


Per porre un freno al dilagante fenomeno dei cloni, Cupertino ha deciso di innescare e prendere attivamente parte alle misure messe in atto dal governo cinese. Il team Apple cinese si è infatti coordinato con la polizia di Shenzhen per portare a termine un raid contro un laboratorio clandestino nel distretto industriale. Sequestrati ben 1.000 iPhone tarocchi e 6.000 batterie compatibili.

Apple sta inviando staff a Shenzhen per acquisire informazioni sul caso ed eventualmente incontrare la stampa giovedì, avrebbe rivelato un membro dello staff soprannominato Xiao e interno al dipartimento di sorveglianza del mercato Apple per il sud della Cina.

La maggior parte dei cloni iPhone in circolazione sembrerebbero provenire proprio da Shenzhen, una regione al sud della Cina e prossima a Hong Kong. Il lotto che ha causato l’intervento diretto di Cupertino pare avesse caratteristiche tali da mettere in allarme Apple: si vocifera di un costo di commercializzazione pari ad un decimo dell’originale ($74) e persino la possibilità di far girare iPhone OS, ma quest’ultimo dettaglio è tutto da verificare.

Oppure ancora, c’è la possibilità che questi modelli somigliassero troppo al venturo iPhone 4G, motivo per cui è stato deciso un tempestivo e personale intervento per impedire la divulgazione di informazioni importanti. Una cosa è certa, comunque: mai come ora il mercato nero ha avuto il fiato di Apple sul collo.

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Il primo clone dell'Apple Keyboard

pubblicato da aWilito


Quando parliamo di cloni, il pensiero corre probabilmente agli iPod nano 3G, agli iPhone con apertura a flip e alla storica (a suo modo) Psystar. E che dire dei mitologici HiPhone? Ora, però, nel novero dei cloni più cloni si aggiunge un’altra perla: la copia dell’Apple Keyboard.

Si chiama Design Touch USB, e viene venduta in alcuni negozi fisici o direttamente online, ad esempio sul sito del produttore. Si tratta, come ci si aspetterebbe, di una tastiera di alluminio pesantemente ispirata al design Apple cui mancano però i tasti F13, F14 ed F15. Si collega al Mac tramite cavo USB e dispone di un tastierino numerico.

E il costo appare anche abbastanza ragionevole: 34,90€, cioè una quindicina di euro in meno rispetto alla controparte con la mela. Una differenza di prezzo per cui, probabilmente, molti utenti potrebbero decidere di rinunciare all’originale.

Rettifica: Psystar non chiuderà

pubblicato da aWilito


Contrariamente a quanto inizialmente riportato dal Dow Jones Newswire e nonostante la sonora sconfitta con Cupertino, Psystar non intende affatto chiudere i battenti e rinunciare a tutta la pubblicità gratuita ricevuta in questi mesi. Oscurato per un paio di giorni, il sito torna online, ma sullo shop si vendono solo magliette ricordo.

La affermazioni raccolte in principio dal Dow Jones Newswire pare appartenessero in realtà al legale di Psystar Eugene Action, coinvolto nelle prime scaramucce con Cupertino nel 2008. Le sue parole sono state subito smentite però dall’attuale rappresentate legale Camara & Sibley LLP di Houston, Texas, che ha prontamente rettificato la notizia:


Sfortunatamente, l’Avv. Action è stato frainteso e ciò ha generato una falsa notizia ripresa da molti. Psystar non intende affatto chiudere definitivamente.

Resta tuttavia da comprendere in quale forma la società di Rudy Pedraza ha intenzione di tornare, considerando che le è stato fatto divieto di continuare a vendere cloni Mac. Ci sarebbe Rebel EFI, il software in grado di avviare Mac OS X su qualunque PC che, tra l’altro, non è stato esplicitamente menzionato nelle disposizioni del giudice. Le intenzione di Psystar a riguardo, sostiene Camara, sono piuttosto precise:

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E Psystar perse la battaglia con Apple

pubblicato da aWilito


Sembra che l’appassionante storia della clona-Mac per eccellenza riservi ben pochi sbocchi per i colpi di scena, in futuro. Con un’ingiunzione permanente (qui il documento PDF), la Corte ravvisa i reati di violazione del diritto d’autore e del DMCA, e vieta a Psystar di perseguire il proprio business.

Senza entrare troppo nel dettaglio, l’ingiunzione della Corte è piuttosto lapidaria. A Psystar è fatti divieto di:

  • Copiare, vendere, offrire in vendita, distribuire o creare opere derivate da Mac OS X senza l’autorizzazione di Apple.
  • Indurre intenzionalmente, promuovere, assistere, concorrere o incoraggiare qualunque persona o entità a infrangere il software di Apple Mac OS X.
  • Eludere qualunque misura tecnologica intrapresa per controllare l’accesso di Mac OS X, incluso, ma non limitato a, le misure adottate da Apple per prevenire le copie non autorizzate di Mac OS X su computer non Apple.
  • Prendere parte a qualunque intervento che tenti di scardinare i metodi di controllo creati da Apple in Mac OS X, come per esempio le metodologie usate per impedire l’esecuzione di Mac OS X su computer non Apple.
  • Intraprendere qualunque azione su Mac OS X lesiva dei diritti di Apple, sanciti dal Copyright Act.

Il termine entro cui Psystar è tenuta ad applicare tali richieste in tutte le sue forme scade il 31 Dicembre 2009, e contempla anche Rebel EFI, il software su chiavetta USB che consente di installare e avviare Snow Leopard su di un comune PC attraverso i dischi originali di installazione. Tuttavia, al momento della stesura del post, quest’ultimo prodotto è ancora acquistabile sul sito Psystar.

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Cloni: Psystar ne avrebbe venduti appena 768

pubblicato da aWilito


Il clona-Mac per eccellenza, quella Psystar che a breve dovrà corrispondere a Cupertino un cospicuo risarcimento, l’anno scorso avrebbe presentato ai potenziali investitori un business plan piuttosto aggressivo, per non dire fantascientifico: target fissato tra 1,45 milioni a 12 milioni di cloni venduti entro il 2011. E invece, i cloni venduti sono appena 768.

Stando alle slide del business plan, Psystar contava di raccogliere fondi pari a 24 milioni di dollari, per espandere gli affari e poter creare una linea di hardware a proprio marchio in grado - testuali parole - di “competere direttamente con Apple”:


Stando alle proiezioni più conservative, Psystar disse agli sviluppatori che avrebbe venduto 70.000 computer nel 2009, 470.000 sistemi nel 2010 e 1,45 milioni di macchine nel 2011. Un modello di crescita più aggressivo della società, tuttavia, avrebbe trasformato questi numei in 130.000, 1,87 milioni e 12 milioni rispettivamente durante il 2009, 2010 e 2011.

Giusto per avere un metro di paragone, nell’anno fiscale 2009 Apple ha piazzato 10,4 milioni di Mac. E a conferma della totale improbabilità delle cifre ventilate ce ne sono altre, quelle delle vendite reali. Secondo Cornerstone Research, la società di consulenza che sta revisionando i conti di Psystar, quest’ultima avrebbe commercializzato appena 768 unità con Mac OS X preinstallato. In attesa di nuovi particolari sulla vicenda, itanto l’appuntamento è per l’udienza del prossimo 14 dicembre.

Forse anche un'azienda italiana clonerà Mac

pubblicato da Michele Filannino

EVO: un clone Mac?

Alla lista delle aziende che si accingerebbero a clonare computer Apple potrebbe aggiungersi anche un’azienda italiana. La startup Engineering Project ha recentemente presentato attraverso il proprio sito la sua nuova linea di computer desktop, EVO, indicando chiaramente la compatibilità della macchina con OS X.

Sebbene l’azienda pubblicizzi solo la compatibilità con il sistema operativo di Cupertino, rimane poco chiaro se sia possibile acquistare PC con Snow Leopard pre-installato. Diverse altre compagnie, come EFi-X, hanno sviluppato una componente hardware che si pensa sia in grado di far installare OS X sui propri computer (emulando il chip EFi).

Stando alla descrizione delle macchine, pare che sia possibile solo richiedere Ubuntu e Windows 7 pre-installati. Il sito non è ancora completo, per cui non è possibile chiarire il dubbio. Attualmente Apple è coinvolta in un’aspra battaglia legale con Psystar (la prima azienda ad aver clonato un Mac). La causa, che sembrava vinta in partenza da Apple, si sta potraendo nel tempo più del previsto. In tal senso non è chiaro come Apple intenda agire nei confronti di tutte le altre aziende simil-Psystar.

Psystar fa i cloni col bollino

pubblicato da aWilito


Ricapitoliamo un secondo. Dopo le schermaglie e i botta e risposta, e dopo aver lanciato pesanti accuse per pratiche anticompetitive, la società produttrice di cloni più chiacchierata del globo ne ha in serbo un’altra delle sue. Con un comunicato stampa, Psystar ha ufficialmente lanciato il programma di affiliazione per offrire in licenza la tecnologia di virtualizzazione che consente ad un comune PC di avviare Mac OS X.

La tecnologia elaborata da Psystar, la maggior parte della quale consiste nel loro cosiddetto Darwin Universal Boot Loader, ed è in grado di avviare sei differenti Sistemi Operativi compresi Windows 7, Vista, Linux e Mac OS X, compreso Snow Leopard. Inoltre, la tecnologia Safe Update (”aggiornamenti sicuri”) consente al clone di poter installare gli aggiornamenti standard che Apple invia agli utenti tramite Aggiornamento Software. Tutti i cloni prodotti da terze parti e affiliati alla società potranno beneficiare del bollino “Psystar Certified”:

Una volta che il prodotto è certificato, i consumatori possono acquistarlo sugli scaffali dei negozi o attraverso i canali standard. E quando è presente la certificazione, si può procedere all’installazione di Snow Leopard semplicemente inserendo un comune DVD retail di OS X.

Attualmente, i costi della licenza non sono noti, ma appare evidente che Psystar stia sparando le ultime, discutibili cartucce prima del gennaio 2010, periodo in cui è stata programmata l’udienza. Tuttavia è altamente improbabile che l’iniziativa abbia successo: dopotutto, quale società si impelagherebbe in una nuova attività quando la società da cui dipende per l’apporto tecnologico è in causa con Apple? E avanti verso una nuova, incredibile puntata.

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E Psystar dichiarò la bancarotta [Aggiornato]

pubblicato da aWilito


Sembra che la querelle legale tra Apple e Psystar stia per arrivare ad una fine prematura. La società che produceva cloni dei Mac, infatti, ha dichiarato la bancarotta.

L’annosa disputa tra le due società aveva infiammato più d’un cuore di Mac user poiché puntava dritta il dito contro l’EULA di Mac OS X, invocava la dottrina del first sale (secondo cui Apple non potrebbe più rivendicare diritti una volta che il bene, in questo caso il Sistema Operativo originale, sia stato venduto) e gettava significative ombre sulla attuale concezione di copyright.

Il primo effetto di questa novità sarà il momentaneo stop al contenzioso aperto con Cupertino, in attesa che le autorità verifichino la situazione finanziaria della società e le responsabilità. I dipendenti Psystar avrebbero già confermato lo stato di bancarotta che, almeno ufficiosamente, pare essere stato dichiarato giovedì scorso.

Con una cinquantina di creditori, beni per una cifra che spazia da 0 a 50.000$ e con un passivo stimato tra i 100.000 e 500.000$, in una serie di documenti Psystar addita la causa dei suoi problemi finanziari allo stato attuale dell’economia. La partita con Apple non è ancora ufficialmente chiusa, ma è difficile credere che, nello stato in cui versa attualmente, abbia le sostanze per difendersi dalle accuse di Cupertino.

Aggiornamento: In realtà, come è stato fatto notare nei commenti, Psystar non ha ancora dichiarato la bancarotta: ha piuttosto invocato la protezione del cosiddetto “capitolo 11” che, a differenza del 13, non sottintende la bancarotta ma qualcosa di assimilabile alla nostra amministrazione controllata. Questo speciale stato di cose rende ancora possibile ripagare tutti o parte dei debiti, e rappresenta una delle modalità previste per gestire le situazioni di insolvenza verso i creditori. Resta comunque invariato lo spirito del post, secondo cui i guai finanziari di Psystar avrebbero pesanti ripercussioni sulla vicenda che la lega ad Apple a cui, soprattutto se le cose dovessero andare male in sede di giudizio, pagherà probabilmente una porzione minima dei danni richiesti.

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Da RussianMac i cloni che non infrangono l'EULA

pubblicato da aWilito


Mentre Apple chiede ed ottiene di poter dare una sbirciata alle carte e i documenti di Psystar, in Russia la RussianMac ha già iniziato la commercializzazione di cloni Mac a basso costo e hardware pompato con OS X preinstallato. E non c’è niente di male, affermano serafici da RussianMac, i loro computer infatti non infrangerebbero l’EULA di Apple finché restano confinati in Russia.

Stando a quanto si legge sulla loro homepage, la mole di cloni offerta da RussianMac è parecchio ampia e variegata, ed include alcuni netbook, server domestici multimediali, e computer con specifiche ed intenti paragonabili ad iMac, Mac mini e Mac Pro. Insomma, non manca proprio niente.

Oltretutto, a differenza di Psystar e della tedesca PearC, che hanno accuratamente e scientemente evitato di utilizzare marchi registrati, RussianMac è già passibile di guai legali solo per la ragione sociale scelta e per i nomi dati ai computer a catalogo. A fungere da filtro contro gli agguerriti avvocati di Cupertino dovrebbe essere la disomogeneità del diritto tra i vari paesi. E in effetti, mentre contro la statunitense Psystar la querelle è viva e scoppiettante, in Germania PearC non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione da parte di Apple: la legge tedesca infatti prevede che, per essere valida, l’EULA sia presentata all’utente prima dell’acquisto del computer, e non dopo com’è prassi.

Come dire, la partita è lungi dall’essere finita.

Mediazione non vincolante per Apple e Psystar

pubblicato da aWilito


Da World of Apple apprendiamo che il 18 febbraio Psystar, la società clona-Mac più famosa, si è chiusa in una stanza con Apple nel tentativo di trovare una mediazione non vincolante come richiesto dalla corte.

Nell’ultima “puntata”, il giudice stesso non soltanto aveva stabilito il diritto per Psystar di proseguire con il caso, ma aveva anche esplicitamente reso noto che la sentenza finale (a prescindere dall’esito) sarebbe stata decisiva per molti altri operatori nel settore. Se le accuse di abuso di copyright troveranno anche solo un qualche tipo di fondamento, infatti, il terremoto che scuoterebbe le fondamenta di Cupertino potrebbe tradursi in manna per i vari Psystar, PearC e così via.

Ora, per richiesta della corte, le due parti coinvolte si sono dovute incontrare nel tentativo di trovare una strada comune, anche se oggettivamente a questo punto i margini di riconciliazione sono pressoché sfumati. Tant’è che, stando alle indiscrezioni, non sarebbe stata trovato alcun accordo. Purtroppo, data la natura estremamente confidenziale di questo tipo di conferenze, per il momento non sono noti altri dettagli.

E intanto, la guerra per strappare OS X al Mac continua.

Psystar vince una battaglia nella guerra legale con Apple

pubblicato da aWilito


Novità sul fronte Psystar: secondo l’ultima decisione della Corte, pare che la società clona-Mac potrà andare avanti con la propria linea difensiva rivista e corretta. Caduta la teoria delle violazioni antitrust, si fa strada l’ipotesi di abuso del copyright.

Ricorderete l’ultima interessante interpretazione data da Psystar all’intera vicenda, secondo cui le copie di OS X usate sui propri Open Computer sono assolutamente originali e quindi, per la dottrina del first sale, Apple non può più rivendicare ulteriori diritti su di esse. Ora, secondo l’ultima decisione del giudice federale, se Psystar proverà le proprie dichiarazioni, sarà di fatto consentito di commercializzare computer non Apple con OS X preinstallato. A Psystar e a chiunque altro.

Il problema, insomma, si sta spostando rapidamente su tutt’altro versante, rispetto alle prime udienze di sette mesi fa. La questione non è più tanto se c’è o non c’è monopolio (il giudice ha scartato anche solo la formulazione di questa ipotesi) ma se Apple ha stiracchiato le leggi sul copyright per legare il proprio Sistema Operativo all’hardware. E nonostante i tentativi di Apple di far respingere questa possibilità, è opinione del giudice che Psystar stia esercitando il ragionevole diritto di perfezionare quanto e come sia possibile spingersi avanti:

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Psystar: OS X è stato regolarmente acquistato

pubblicato da aWilito


Si ingarbuglia ancora di più l’intricata questione che vede coinvolte Psystar con i suoi cloni-Mac ed Apple, che i Mac li ha inventati. Secondo la difesa, infatti, Apple non avrebbe alcun diritto di rivalsa sull’installazione di OS X su hardware generico Intel: le copie del Sistema Operativo, sostiene Psystar, sono state regolarmente acquistate.

Quest’ultima affermazione, ricorderete, viene in risposta alla richiesta di Apple di una nuova archiviazione del caso dopo che la stessa Corte aveva già rigettato le prime accuse di antitrust verso Apple lo scorso novembre. Il punto della questione, ora, è che Psystar avrebbe usato canali e modalità convenzionali per comprare le copie di Mac OS X che preinstalla sui suoi computer; avendo già Cupertino ricevuto giusto compenso, Psystar si ritiene libera di disporre del bene acquisito:


Quelle copie sono stato acquisite a norma di legge da distributori autorizzati[…]. Psystar ha corrisposto un compenso equo per quelle copie, e ha rigirato a terzi le copie acquisite a norma di legge. Una volta che il detentore dei diritti acconsente alla cessione di copie del proprio lavoro, non può più esercitare diritti di distribuzione su di esse.

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