
Apple ha cominciato a respingere le applicazioni per la lettura di e-book adducendo la seguente motivazione:
“Questa categoria di applicazioni è spesso usata con lo scopo di infrangere i diritti di terzi. Abbiamo scelto di non pubblicare questo tipo di applicazioni in App Store.”
A prima vista sembrerebbe tutto conforme ai termini di licenza di App Store, tuttavia le ultime indiscrezioni circa un possibile interesse dell’azienda ad entrare nel mercato degli ebook potrebbero indurre i più maliziosi a pensare ad una lenta e preventiva soppressione delle applicazioni concorrenti.
Proprio in queste ore, Apple risponde ufficialmente alla redazione di TUAW, la prima ad aver sollevato la questione, con il seguente comunicato:
“Noi non abbiamo bloccato le approvazioni di lettori di ebook ed ebook infatti abbiamo approvato ben 221 nuovi ebook nell’App Store dal 30/07/09. La categoria libri nell’App Store conta 6000 applicazioni e questa non copre l’intero ambito dal momento che altri ebook sono inclusi in altre categorie come medical, reference ed istruzione.”
[Via TUAW]

John Gruber attraverso il proprio blog ha duramente criticato l’atteggiamento di Apple circa la censura operata al dizionario Ninjawords per iPhone ed iPod Touch. A distanza di 2 giorni, Phil Schiller (vice presidente dell’area marketing di Apple) ha personalmente risposto inviando una e-mail direttamente all’autore del blog.
Phil Schiller ha chiarito le varie fasi a cui è stata sottoposta l’applicazione affermando che Apple non ha nessuna responsabilità per l’accaduto: la colpa è dello sviluppatore che non ha accettato il consiglio del team di revisione e che si è limitato ad un’auto-filtraggio. I termini impropri, anche dopo il filtraggio, sarebbero comunque rimasti, costringendo Apple a taggare l’applicazione come 17+.
In effetti la spiegazione, questa volta, regge; soprattutto dopo che lo stesso creatore di Ninjawords ha confermato le parole di Phil Schiller. John Gruber ha comunque criticato gli standard comunicativi che governano il rapporto di Apple con gli sviluppatori, ritenendo in ogni caso eccessiva la classificazione dell’applicazione come adatta ad utenti più grandi di 17 anni.
Dopo il salto la traduzione della porzione di e-mail che John Gruber, con il consenso di Phil Schiller, ha pubblicato sul proprio blog.
Continua a leggere: Phill Schiller risponde alle accuse di censura su Ninjawords