
La richiesta della Samsung di bloccare la vendita dell’iPhone 4S in Europa si è vista bocciare ancora una volta dal tribunale di Milano: l’iPhone 4S sarà venduto regolarmente in Italia.
Il giudice giudice Marina Tavassi ha fissato una nuova udienza avrà luogo il 16 dicembre, dando tempo alle parti di presentare nuovo materiale; nel frattempo venerdì prossimo l’iPhone 4S sarà lanciato in Italia così come in 21 altri paesi. Apple è accusata da Samsung di infrangere due suoi brevetti riguardo alla tecnologia Wireless in particolare gli standard Wideband Code Division Multiple Access (WCDMA) per i telefoni 3G. Secondo Apple, i brevetti in questione sono troppo generici ed estesi, andando a colpire l’intero utilizzo della tecnologia 3G e quindi non considera che l’iPhone 4S violi in nessun modo la proprietà intellettuale di Samsung.
Samsung ha fino al 15 novembre per presentare una nuova memoria, in risposta a quanto presentato dalla Apple. Poi, il 6 dicembre sarà la data limite per il team di avvocati di Apple per replicare con un’altra memoria. La decisione finale dovrebbe arrivare, come detto in precedenza, il 16 dicembre 2011.

La International Trade Commission statunitense ha reso noto un giudizio preliminare che stabilisce che iOS non viola quattro dei brevetti di HTC per Android. Il giudizio riguarda la prima denuncia di HTC contro Apple, nel maggio del 2010, nella quale la casa di Taiwan accusava Apple di violare 5 brevetti in suo possesso.
La denuncia di HTC riguardava brevetti riguardo alla gestione dell’alimentazione e del risparmio energetico, i quadranti telefonici personalizzati e il rapido accesso alla memoria per la composizione veloce di numeri. Si trattava di una reazione alla pesante accusa della Apple di due mesi prima per numerose violazioni di brevetti da parte della HTC.
Dall’inizio di questa guerra di brevetti lo scorso anno, la HTC ha acquistato il controllo di altri brevetti relativi agli smartphone. Va detto che dei tre più grandi produttori di smartphone Android, la HTC detiene il portfolio di brevetti il meno fornito, ma ora sta recuperando terreno grazie all’acquisto di S3 Graphics e accordi con Google e Microsoft. Per questi nuovi brevetti in possesso di HTC è in atto un’altra causa contro Apple da settembre 2011.
[Via FOSS Patent | Foto the Mac Observer]

Un’ingiunzione preliminare del tribunale tedesco di Düsseldorf proibisce l’importazione nell’Unione Europa dei Galaxy Tab 10.1, il tablet Android della Samsung. Un prima vittoria per Apple che aveva denunciato Samsung per violazione di brevetti nella fabbricazione del suo nuovo tablet, spudoratamente copiato dall’iPad secondo Apple.
Quest’ingiunzione preliminare arriva poco dopo una decisione simile di un tribunale australiano, che ha indotto la Samsung a ritardare la distribuzione del Galaxy Tab 10.1 in Australia fino a che la disputa fra le due aziende non si risolva. In Europa, rimane ancora sospeso il giudizio per l’Olanda, dove una causa simile segue il suo corso.
In portavoce della Apple Kristin Huguet si è mostrato soddisfatto della decisione della giustizia europea:
Non è una coincidenza che l’ultimo prodotto della Samsung somigli tanto all’iPad, sia lato hardware che per l’interfaccia utente. Persino il packaging è simile. Questo tipo di copia spudorata è dannosa e dobbiamo proteggere la proprietà intellettuale di Apple quando un’azienda ruba le nostre idee. - (Kristin Huguet a Bloomberg)
Un punto a favore di Apple nella guerra della compagnia di Cupertino contro il sistema operativo Android. Però la concorrenza contrattacca e questo è solo un episodio di un braccio di ferra su larga scala. Dopo la sentenza a favore di Apple in un tribunale USA, la HTC ha denunciato Apple in Regno Unito, ancora per violazione di brevetti.
[Via the Mac Observer]
L’ex dirigente di Flextronics, Walter Shimoon, si è dichiarato colpevole di aver venduto ad altre imprese segreti industriali su iPad e iPhone nel processo che ha seguito il suo arresto nel dicembre 2010. Mentre Flextronics produceva componenti per Apple, Shimoon aveva degli incontri con operatori di borsa specializzati in fondi speculativi durante i quali rivelava quanto di sua conoscenza. Gli incontri erano pagati 200$ la ora (circa 139€).
Le notizie più succulenti erano quelle che riguardavano i dispositivi portatili di Apple. Allora si parlava dei piani di Cupertino per l’iPhone 4, della sua data d’uscita e delle sue caratteristiche tecniche. Altre rivelazioni di Shamoon riguardavano il segretissimo progetto K48, in altre parole l’iPad, di cui annunciò la prossima uscita. Shimoon ha anche ammesso di aver accettato 27 500$ (19 154€) da Broadband Research in cambio di informazioni. L’avvocato della Broadband Research, John Kinnucan, ha negato la totalità delle dichiarazioni specificando che l’impresa non ha commesso nessun delitto.
Al centro dell’inchiesta vi sono le cosiddette “Reti di Esperti”: gruppi di funzionari di varie compagnie tecnologiche che vengono reclutati per informare gli operatori dei fondi speculativi. Il ruolo degli esperti è di svelare i futuri passi di compagnie come Apple, attraverso il loro conoscimento di prima mano sui prodotti in fase di sviluppo. Compagnie come Kingdom Ridge hanno incassato cospicui profitti negli ultimi anni grazie, fra gli altri, alle indiscrezioni di Shimoon.
Un caso simile a quello di Walter Shimoon, nel quale l’imputato si era anch’egli dichiarato colpevole, è quello che vide implicato l’ex manager di Apple Paul Shin Devine. Devine fu accusato nell’estate del 2010 di aver accettato “tangenti e altri incentivi” in cambio di segreti commerciali e si dichiarò colpevole dei 23 capi d’accusa che includevano frode, cospirazione e riciclaggio di denaro. La sentenza per Shimoon è prevista per l’8 luglio 2013: rischia fino a 30 anni di carcere.
[Via the Mac Observer | Foto Bloomberg]

Samsung ha rinunciato a una delle cause che la vede implicata contro Apple, ritirando la denuncia. Un gesto di pace? Nient’affatto! Nam Ki Yung, uno dei portaparola di Samsung si è sbrigato nello specificare che si trattava unicamente di una manovra per permettere ai propri legali di concentrarsi sulle cause importanti contro Apple, in particolare in quelle che riguardano le accuse di violazione dei brevetti.
I giudici avevano concesso ai periti di Apple di visionare i prototipi delle future generazioni di tablet e smartphone della Samsung, per prevedere un eventuale violazione dei brevetti in possesso di Cupertino. La contro richiesta di Samsung era stata bocciata dalla Corte visto che i prototipi di Apple sono ancora coperti da segreto industriale, mentre i prodotti Samsung contestati sono già in circolazione.
Ma Samsung non ci sta e ribadisce che la sua politica non è quella di copiare, come ha dichiarato più volte Apple, ma semplicemente di competere in un campo dove la tecnologia spinge spesso le aziende a immaginare e produrre prodotti simili:
I Difensori Samsung ammettono che non hanno mai smesso di competere con Apple, malgrado gli sforzi di Apple nell’evitare tale competizione.

La Kodak non è responsabile per violare i diritti di Apple sui due brevetti contestati, ha dichiarato il giudice Robert Rogers della U.S. International Trade Commission. La decisione del giudice sarà rivista da 6 membri del ITC, ma questa sentenza sembra mettere un punto conclusivo alla vicenda che vedeva contrapposte Apple e la Eastman Kodak Co. su alcuni brevetti relativi alle fotocamere digitali.
Nel gennaio 2010, Eastman Kodak aveva denunciato Apple e RIM presso la Corte Distrettuale di New York per la violazione di alcuni brevetti di sua proprietà. Kodak aveva venduto l’uso della sua tecnologia a 30 altre società, tra cui le maggiori produttrici telefoniche, ma la trattativa con Apple e RIM non era approdata a nulla. La reazione di Kodak è stata quindi di denunciare le due società che facevano un uso - secondo lei - della sua tecnologia senza pagarne i diritti. Nel marzo 2011, la ITC ha dichiarato di revisionare il caso, inizialmente a favore di Apple e RIM.
Apple aveva quindi contro-denunciato Kodak per la presunta violazione di due suoi brevetti, una denuncia che si è ora conclusa positivamente per Kodak. Il portavoce di Kodak, David Lanzillo, ha dichiarato: “Siamo compiaciuti… e stiamo attendendo il verdetto completo della commissione della ITC sul nostro caso pendente contro Apple e RIM.” Il verdetto definitivo della ITC è atteso per fine giugno.
[Via Democrat and Chronicle]
Amazon ha risposto in tribunale all’accusa di Apple di infrangere il trademark sul nome “App Store”. Amazon è dell’opinione che l’appellativo sia abbastanza generico da poter essere usato liberamente, come attesta il documento presentato presso la Corte della California del Nord:
… nessuna licenza o autorizzazione è richiesta perché ‘app store’ è un termine generico e l’uso da parte di Amazon di questo termine non crea confusione, svalutazione o concorrenza sleale.
Amazon ha lanciato il suo AppStore per Android il 22 marzo scorso. Un giorno prima del lancio, la compagnia fu denunciata da Apple per uso improprio di “Appstore”. Apple chiede che sia proibito ad Amazon di usare questo termine nel nome del proprio negozio online di applicazioni per Android. Apple registrò nel luglio 2008 il nome “App Store”, poco dopo la messa online dell’iPhone App Store originale.
La battaglia sul nome “App Store” non è nuova: Microsoft è anch’essa in lotta contro Apple per l’uso del termine nel suo futuro Microsoft App Store, di cui abbiamo visto un’anteprima il 12 aprile. Gli argomenti di Microsoft ricalcano quelli di Amazon: il termine “app store” risulta essere eccessivamente generico e con questa motivazione Microsoft ha richiesto l’annullamento del trademark.
[Via Apple Insider]
Apple è immischiata in diverse battaglie legali contro compagnie di un certo peso, in particolare nel mondo della telefonia (ma non solo) dove Cupertino difende a denti stretti le innovazioni che ha lanciato. L’ultima in data è la causa legale intentata da Apple contro Samsung, accusandola di aver copiato l’aspetto di alcuni prodotti. Ma per Apple rimangono aperti diversi fronti legali, illustrati nel grafico qui sopra che descrive l’intreccio di cause legali del mondo della telefonia mobile. A parte l’alleanza Nokia-Microsoft, appaiono anche le compagnie con cui Google collabora su Android. Per Apple invece, risaltano le dispute su brevetti con HTC, Motorola, Kodak, Nokia e Google.
Per dirla tutta, Apple attacca Google indirettamente, denunciando compagnie legate a Google e che violerebbero brevetti di proprietà di Apple. D’altra parte, le cause legali contro HTC, Kodak, Motorola e Nokia stanno andando avanti da qualche tempo e in tutte queste Apple è citata in giudizio dai suoi concorrenti.
Nel caso di HTC, Apple aveva denunciato la compagnia per la violazione di 20 suoi brevetti legati alla telefonia mobile nel 2010. Nel maggio dello stesso anno, HTC contro-denunciava Apple per la violazione di 5 suoi brevetti, di cui due riguardano la gestione del risparmio energetico, due la personalizzazione di quadranti telefonici e l’ultimo la composizione veloce di numeri.
Continua a leggere: Apple e il labirinto delle cause legali sugli smartphone

Il Wall Street Journal ha dichiarato che Apple avrebbe avviato l’iter burocratico per denunciare Samsung relativamente all’aspetto di alcuni suoi prodotti. I documenti originali sono stati inviati alla corte lo scorso 15 aprile al Northern District of California, dichiarando che molti prodotti violerebbero i diritti di proprietà intellettuale di Apple. I prodotti incriminati sono: Nexus S, Epic 4G, Galaxy S e Galaxy Tab (il primo tablet universalmente ritenuto il diretto rivale di iPad).
“Anzichè innovare e sviluppare le proprie tecnologie nella direzione di uno stile unico Samsung per i propri smartphone e tablet, l’azienda ha scelto di copiare la tecnologia Apple: l’interfaccia utente e lo stile innovativo dei prodotti oggetto dell’infrazione” dichiara l’accusa. Né Apple né Samsung hanno commentato la notizia pubblicamente. Questa causa potrebbe complicare il rapporto tra le due aziende che vede Samsung fornitore di memorie e chipset per conto di Apple.
Tutti i prodotti oggetto della denuncia utilizzano il sistema operativo di Google: Android OS.

Garen Meguerian, un genitore della Pennsylvania, ha fatto causa alla Apple sostenendo che la compagnia non presta abbastanza attenzione alla prevenzione di acquisti da parte di bambini. In particolare, lo sdegno dei genitori riguarda la possibilità di comprare estensioni o contenuti addizionali dall’interno delle app.
Il problema sono cominciati per la famiglia Meguerian quando la loro figlia di 9 anni ha scaricato dall’App Store i giochi gratuiti Zombie Cafe, Treasure Story e City Story. Poco dopo, la ragazzina ha iniziato a comprare denaro virtuale per i giochi, usando un’opzione dall’interno delle applicazioni. I genitori non si sono accorti subito che la figlia stesse spendendo soldi giocando e la spesa finale è ammontata a 200$ (circa 140€).
“Questi giochi creano una forte dipendenza e sono progettati per quello”, ha dichiarato la madre, “spingono i ragazzi a giocare e a comprare grandi quantità di denaro virtuale per andare avanti nel gioco”. In discussione è il filtro famiglia di iOS che permette un tale meccanismo. In particolare, la denuncia sottolinea che le password richieste per acquistare un’app su App Store e per comprare un’estensione dall’interno della app sono le stesse. Questo meccanismo è debole, secondo la famiglia Meguerian che chiede che la causa sia considerata una class-action e che le vengano rimborsati i danni e le spese legali.
Non è il primo caso di un bambino che effettua acquisti sconsiderati online. Un bambino di 8 anni ha recentemente speso 1400$ (970€) comprando puffragole per il gioco Smurf’s Village. Apple ha reagito rivedendo le condizioni di sicurezza del nuovo filtro famiglia di iOS 4.3.

Steve Jobs, CEO di Apple, dovrà apparire davanti ai giudici per un interrogatorio limitato di 2 ore in una causa nella quale iTunes è accusato di violare le regole dell’Antitrust americana. Jobs sarà interrogato dagli avvocati della parte avversa su temi riguardanti la causa ed in particolare sui cambi effettuati da Apple sul software dell’iPod per inibire l’azione del programma Harmony.
Harmony è un software della RealNetworks che permette di trasferire sull’iPod pezzi musicali acquistati presso i negozi online di case discografiche. Nell’ottobre del 2004 Apple minacciò di denunciare RealNetworks e fece i passi necessari per bloccare il programma sugli iPod. A conferma di tutto ciò, l’anno successivo il board di RealNetworks ammise ai propri azionisti che la tecnologia di Harmony aveva messo a rischio la compagnia in quanto Apple era disposta ad affrontare la questione in tribunale.
Se la RealNetworks non fece problemi per accettare la sconfitta, gli utenti montarono una class action contro Apple nel 2005, chiedendo di liberalizzare la gestione della musica sugli iPod. Il denunciante Thomas Slattery sostiene che Apple violi le leggi dell’antitrust e le regolazioni sulla concorrenza dello stato della California, imponendo agli utenti di comprare la musica unicamente dall’iTunes Music Store.
Continua a leggere: Steve Jobs difenderà iTunes dall'accusa dell'Antitrust in tribunale
Paul Shin Devine, l’ex manager di Apple accusato di aver accettato “tangenti e altri incentivi” in cambio di segreti commerciali, si è dichiarato colpevole dei 23 capi d’accusa che includono frode, cospirazione e riciclaggio di denaro. Non vi sono notizie relative a sua moglie, che aveva anche avuto un ruolo di prima importanza negli affari di Paul Devine.
Paul Devine era stato arrestato nell’estate 2010. Le tangenti da lui ricevute ammontano a più di 2 milioni di dollari in beni, fra i quali una Porsche Cayenne SUV. Dall’inchiesta spuntano dettagli che ricordano la nostra tangentopoli, con mazzette di denaro nascoste in scatole di scarpe. Come parte dell’accordo raggiunto con la Procura, Devine verserà 2,28 milioni di dollari, inclusa la Porsche Cayenne menzionata prima.
Ad inchiodare Devine, oltre al sospetto di FBI e IRS, le due agenzie federali che seguono il caso, sono stati i fogli Excel nei quali Devine dettagliava la sua attività criminosa, tenendo accuratamente traccia di ogni regalo o tangente versata. Grazie a questi fogli Excel, è stato possibile risalire al tipo di informazione de lui venduta a fornitori di accessori per iPod e iPhone in Cina, Corea, Taiwan e Singapore. Ironia della sorte: Devine ha continuato ad usare la sua e-mail apple.com per gestire i contatti legati ai suoi traffici.
[Via Mac.Blorge | Foto sushi♥ina]