
Google ha rilasciato una nuova versione stabile del proprio browser gratuito Chrome, v7.0.517.41 per la piattaforma Mac OS X, includendo il pieno supporto ad Applescript per l’automazione dell’interfaccia oltre che un nuovo algoritmo di parsing per HTML5. “Centinaia” di bug sono stati risolti, secondo il blog degli sviluppatori.
Tra tutte le piattaforma supportate, la nuova release risolve ben 826 bug. Il manager di prodotto, Jeff Chang, ha aggiunto che versioni stabili di Chrome saranno rilasciate ogni 6 mesi, al fine di fornire agli utenti miglioramenti e correzioni nel più breve tempo possibile.

Sembrano passate ere geologiche da quando un giovane ed impudente Firefox muoveva guerra al colosso dei browser, quell’Internet Explorer che da solo faceva più del 90% di utenza. Ora, a livello globale questi trend sono un semplice ricordo del passato e, mentre Chrome avanza e gli altri crescono meno, IE continua la sua discesa inarrestabile, e una parte non irrilevante del merito è proprio di Microsoft.
La situazione di aprile 2010 secondo le stime di NetApplications si compone di diversi tasselli. Laddove il browser di Microsoft scende per la prima volta sotto la storica soglia del 60% (siamo precisamente al 59,95%, -0,69 rispetto a marzo), Chrome fa il balzo in avanti con un bel 6,73% ed una curva di crescita piuttosto marcata (+0,6 in un mese). Meno brillanti Firefox e Safari che, rispetto al mese scorso, segnano appena un +0,07% con il primo a 24,59% e l’altro a 4,72% dello share mondiale.
Perde terreno Opera, che cala dello 0,07% rispetto al mese precedente, ed ora si fissa ad un piccolo 2,37%. E il merito dell’accentuamento di questi trend è probabilmente quel famoso Ballot Screen imposto dalla Autorità europea per l’antitrust su Windows e che richiede l’intervento dell’utente nella scelta del browser da installare nel Sistema Operativo.
Certo, le cose a breve potrebbero cambiare nuovamente. A Redmond giurano che IE9 è leggermente più veloce dell’attuale versione di Firefox e decantano il supporto ad HTML5, ma al rilascio ufficiale mancano ancora 9-12 mesi. Tempi più che sufficiente perché Mozilla o Apple si producano in qualche altra piccola rivoluzione, e si ricomincia.

Dopo 20 giorni, 8 ore e 31 minuti, Apple ha ufficialmente approvato Opera Mini per iPhone, rendendolo disponibile per il download gratuito sull’App Store.
La celebre softwarehouse norvegese, specializzata nella realizzazione di browser per dispositivi mobili, è sempre stata certa di poter ottenere l’approvazione di Opera Mini, probabilmente anche alla luce della recente pubblicazione nell’App Store di alcuni semplici browser, che essendo basati sulla WebUI di iPhone OS, replicavano in gran parte le funzionalità di Safari.
Opera Mini invece utilizza un sistema di compressione delle pagine lato server che permette di ridurre del 90% i dati da inviare al browser rendendo più veloce il caricamento e riducendo i costi di connessione soprattutto in roaming.
Da un primo rapido test, il caricamento risulta veramente molto veloce, sebbene lo scroll e lo zoom delle pagine non siano così fluidi come in Safari. Molto comoda la visualizzazione a schede che per certi versi ricorda il dock delle applicazioni in multitasking introdotto su iPhone OS 4.0, con le pagine in background che completano il caricamento mentre se ne sta visualizzando un’altra.
In attesa di una recensione più approfondita vi lasciamo al video di presentazione di Opera Mini dopo il salto.
Non senza suscitare l’interesse generale, Opera ha annunciato d’aver sottomesso ad App Store, il suo browser mobile: Opera Mini. Sulla sua pagina ufficiale è anche disponibile il timer che misura il tempo trascorso dalla sottomissione.
Il software è noto per le sue caratteristiche come la ricerca all’interno delle pagine web visualizzate e la navigazione più rapida basata su un pre-rendering lato server. La versione attualmente non supporta lo zoom attraverso la gesture pinch, ma sarà introdotta con un aggiornamento successivo, ha dichiarato Jon Stephenson von Tetzchner, CEO di Opera.
L’importanza di tale notizia, ed in particolar modo dei suoi sviluppi, non è tanto nel browser in se quanto nella sfida ad Apple, le cui regole per App Store hanno sempre impedito l’ingresso ad altri browser competitor di Safari.
In generale, tutte le applicazioni che duplicano funzionalità già esistenti sono bannate; Opera insiste con ritenere che il suo Mini è “un tipo diverso di browser” perciò non rientrerebbe nelle restrizioni dell’App Store. L’azienda potrebbe beneficiare delle indagini, tutt’ora in corso, da parte della FCC in merito al caso di banning di Google Voice.
[Via iPodNN | NYT Technology]
E’ stata rilasciata una nuova beta di Chrome per Mac, lo annuncia Google direttamente dal blog ufficiale del browser. Questa nuova versione, la numero 5.0.307, porta con sé due importanti novità.
La prima è il supporto alle estensioni di Chrome: potrete dunque installare qualsiasi delle oltre 2.000 estensioni presenti nella galleria, per poter personalizzare ancora di più il proprio browser.
La seconda novità consiste nella possibilità di sincronizzare i propri preferiti con quelli presenti nelle rispettive installazioni di Chrome in altri computer. Non ha importanza il sistema operativo utilizzato: la sincronizzazione funziona su Windows, Linux ed ora anche su Mac.
Infine, segnaliamo anche la presenza di un nuovo task manager per il browser, che consentirà di gestire al meglio i vari tab aperti. Dopo il salto, trovate un video che presenta brevemente la nuova versione.
Continua a leggere: Google Chrome per Mac si aggiorna: disponibile una nuova beta

Stiano sereni gli utenti preoccupati del rapporto non più idilliaco tra Apple e Google. Eric Schmidt in persona, tra una lode ed un “piezz’e core”, ha affermato che è stabile e ben saldo.
Laddove un tempo c’erano intesa e mutua collaborazione oggi, tra Android, Nexus One e Chrome, di intesa e collaborazione sembra essercene parecchia di meno. L’inasprimento di rapporti altrimenti idilliaci sembra venir confermato dai vociferati accordi tra Cupertino e Microsoft: un’eventuale sostituzione di Google in favore di Bing nei browser della mela rappresenterebbe certamente un colpo non di poco conto per Mountain View e darebbe un po’ d’ossigeno alla concorrenza nel campo dell’online advertising.
Durante la conferenza trimestrale sui ricavi fiscali, Eric Schmidt ha affermato che Apple e Google mantengono una leale partnership in certe aree, laddove sono in competizione in altre; contrariamente a quanto si possa ritenere, Apple ha ancora “un posto speciale nel suo cuore”, nonostante non sieda più nel suo consiglio d’amministrazione. Inoltre, ha aggiunto che è una società “molto ben gestita”.
Nessuno mette in dubbio i buoni sentimenti di Schmidt, ma tra smartphone, servizi online (Gmail e Mobile me), Sistemi Operativi, suite per l’ufficio, browser, monopolio pubblicitario e Youtube (sì, Youtube è un concorrente di iTunes Store nel settore del movie rental), probabilmente qualche problema con Mountain View Apple ce l’ha.

Dopo mesi di test, Mozilla ha finalmente rilasciato Firefox 3.6, la nuova versione del suo popolare browser.
In questa nuova release, Firefox implementa una serie di caratteristiche decisamente interessanti, tra cui ritroviamo:
Per poter vedere l’elenco di tutte le novità introdotte e per poter scaricare Firefox 3.6 per Mac si rimanda alla pagina ufficiale.

A distanza di un anno dalla controparte Windows, Google Chrome per Mac è stato finalmente rilasciato in beta, versione 4.0.249.30. Progettato dalle fondamenta per competere con i popolari Firefox e Safari, questa release garantisce velocità e stabilità, con qualche lacuna dal punto di vista delle feature.
Allo stadio di sviluppo attuale, Chrome può agilmente importare i preferiti, la cronologia e le impostazioni da Safari o Firefox ma, una volta importati, non c’è possibilità di tenerli sincronizzati; d’altro canto, come c’era da aspettarsi, al momento non esiste ancora neppure un gestore dei Segnalibri.
Ma questo è il meno. Rispetto alla build dedicata alla piattaforma Windows, e sebbene entrambe inscatolino ogni tab in una SandBox, quella per Mac non dispone ancora del Task Manager, che torna piuttosto utile per controllare le risorse utilizzate da ogni singola pagina. All’appello mancano anche il supporto ai gesture Multi Touch, a Google Gears (il che non è un grosso danno, visto che il progetto è stato chiuso in favore di HTML5), alla modalità Full Screen e alle estensioni.
Google Chrome gira solo sui Mac Intel con Mac OS X 10.5 Leopard o superiori, e può essere scaricato dalla pagina dedicata.

[Image Courtesy of EricTric]
Aveva ragione Eric Schmidt quando vaticinava il rilascio entro Natale di Google Chrome nella versione per Mac. Stando agli ultimi cinguettii di Mike Pinkerton, il responsabile del Mac Team presso Mountain View, sono soltanto 8 i bug che ci separano dalla prima beta ufficiale.
Gli 8 bug in questione sono stati classificati con importanza “M4″, dove la M sta per Milestone versione numero 4, cioè la build della beta di Chrome: come dire, meno 8 bug alla beta. Ma come sottolinea TechCrunch, se consideriamo che soltanto un mese fa c’erano ancora una ventina di bug di classe M4, ciò significa che probabilmente siamo a un paio di settimane, se non pochi giorni, di distanza dalla release.
Al momento, lo stadio di sviluppo del browser è moderatamente avanzato, con un motore di rendering piuttosto solido e veloce, ed un supporto alle estensioni molto migliorato. Restano tuttavia ancora da implementare il gestore dei Segnalibri e la modalità a tutto schermo. A breve, sugli schermi dei vostri Mac.

La nuova versione, rigorosamente pre-release, di Adobe Flash Player 10.1.51 Beta è disponibile per il download nella versione per Mac OS X, Linux e Windows. Tra le novità, il supporto a Multi-Touch e gesture, diversi bug-fix e le migliori prestazioni assicurate dall’accelerazione via GPU, che però è solo per Windows.
Sul suo sito, Adobe garantisce la “fruizione del Web e delle sue applicazioni espressive, dei contenuti e dei video ad alta definizione HD su tutti i desktop ed i dispositivi”, solo che di fatto il grosso delle novità riguarda ancora e soltanto la piattaforma Windows. Infatti è su quest’ultima, e sui più recenti modelli di GPU NVIDIA, che la decodifica dei flussi H.264 avverrà via hardware, garantendo ottime prestazioni (chi ha detto 1080P Youtube?) e risparmi notevoli in termini di durata della batteria. Chi volesse saperne di più dal punto di vista tecnico, può consultare AnandTech sull’argomento.
Al contempo, è stata rilasciato anche Adobe AIR 2.0 Beta, che aggiunge il supporto a funzionalità native del computer come l’accesso all’USB, maggiore compatibilità col networking, la possibilità di aprire un link o un file con l’applicazione nativa ed un browser WebKit più veloce.
La versione preliminare di Adobe Flash 10.1 per Mac è disponibile a questo indirizzo, mentre a quest’altra pagina è possibile scaricare Adobe Air 2.
Tutto sembra essere pronto per il debutto del nuovo browser di Google anche su piattaforma Mac: Google Chrome. In questi giorni, gli sviluppatori hanno ricevuto una versione ufficiale di anteprima.
La versione in esame, non è definitiva, ma le manca davvero poco e può essere scaricata attraverso la pagina dedicata di Google. Il nuovo browser rappresenterà una valida alternativa a Safari, per via di alcune importanti caratteristiche: prima tra tutte la gestione delle schede. Ogni singola scheda è un task autonomo; ciò consentirà, in caso di crash di una scheda, di chiudere solo quella e non tutta l’applicazione.
Anche da un punto di vista di performance, il browser introdurrà differenze significative (per la verità non così significative come per gli utenti Windows). Sarà, ovviamente, possibile importare bookmark, cronologia ed impostazioni dal browser di default. Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti.
[Via TUAW]
Il blog di Wolfire Games rivela che nei più recenti sorgenti di WebKit è stato integrato il supporto a WebGL, lo standard Web per la visualizzazione nativa dei contenuti 3D accelerati via hardware senza l’ausilio di alcun plugin. In arrivo presto su Google Chrome ed Apple Safari.
Promosso dal noto Khronos Group e già abbracciato da Opera, Mozilla e Google, WebGL costituisce uno standard per la visualizzazione di grafica tridimensionale accelerata via hardware all’interno dei browser:
Il gruppo WebGL sta definendo una connessione tra JavaScript ed OpenGL ES 2.0 per consentire ricca grafica 3D all’interno di browser su qualunque piattaforma che supporti OpenGL o OpenGL ES. Il gruppo di lavoro sta definendo le specifiche per apportare portabilità tra i diversi browser e piattaforme.
Ciò significa che presto tutti i browser basati su WebKit, cioè Safari per Mac ed iPhone ma anche Chrome, supporteranno queste nuove specifiche royalty free, e che in un futuro prossimo avremo probabilmente sempre meno bisogno di Flash o Silverlight.
Al momento, WebGL non è ancora disponibile nelle nightly builds di WebKit, ma solo su compilazione autonoma del codice. Nel mentre, si può ingannare l’attesa con il video qui sopra.