
Con l’ultima versione del sistema operativo di Cupertino sono giunte, del tutto in sordina, anche alcune piccole novità in Boot Camp: il software che consente l’installazione agevole di Windows su Mac. Quando si crea una partizione compatibile con Microsoft Windows, lo strumento automatico ora chiede di inserire soltanto un “Disco di installazione autentico di Windows 7 Home Premium, Professional o Ultimate”. Windows XP e Windows Vista, sebbene siano citati nell’avviso iniziale, non vengono più menzionati suggerendo che Apple possa aver interrotto il supporto ai sistemi operativi più vecchi.
Boot Camp ora richiede il download di “software addizionale specificatamente sviluppato per ogni Mac”, che consiste di tutti i driver necessari al corretto funzionamento di componenti quali tastiera, trackpad e webcam. Agli utenti viene sconsigliato di utilizzare il software presente direttamente sul DVD di installazione di Mac OS X. Probabilmente la modifica è pensata per garantire l’installazione di driver sempre aggiornati, con la conseguente riduzione di complicazioni e disservizi.
[Via MacNN]

Giornata di update per gli utenti Mac. Questa mattina, chi ha lanciato Aggiornamento Software ha scoperto che, oltre al rinnovato firmware per il proprio Mac, è stato anche aggiornato Safari, che giunge ora alla versione 5.0.3 e offre tra l’altro una migliore compatibilità con Adobe Flash. Infine, per chi usa Windows sul proprio computer, è disponibile Boot Camp Software Update 3.2, a 32 bit e 64 bit.
Le novità introdotte con Safari 5.0.3 sono piuttosto importanti:
Poiché viene aggiornato l’intero framework Webkit, e non soltanto l’applicazione, sarà necessario un riavvio. Inoltre, è stata contemporaneamente rilasciato Safari 4.1.3 per gli utenti di Mac OS X Tiger.
L’aggiornamento 2.0 del firmware EFI per i più recenti MacBook e MacBook Pro da 13″ sono invece consigliati perché risolvono un problema relativo al display esterno collegato, che in qualche caso può assumere erroneamente un colore violaceo. Infine, Boot Camp Software Update 3.2 nella versione per Windows 32 bit e Windows 64 bit aggiunge il supporto alle ATI-Radeon HD 5870, all’adattatore USB Ethernet di Apple, nonché al SuperDrive dei MacBook Air, oltre ovviamente alla solita valanga di non meglio specificati bug-fix.
Ora che Windows 7 è ufficialmente disponibile (e, a proposito, qui sopra potete godervi uno degli spot Microsoft da 7 secondi dedicati all’argomento. Déjà vu?), Apple ha fatto sapere con una nota tecnica che entro la fine dell’anno BootCamp farà sfoggio del supporto a Windows 7 nelle versioni Home Premium, Professional e Business.
Il sistema previsto da Apple per semplificare l’installazione degli OS Microsoft sui Mac con processore Intel sarà presto aggiornato, e comprenderà un nuovo set di driver specifici. Tuttavia, la procedura non è supportata allo stesso modo su tutti i Mac Intel. Restano esclusi:
Ovviamente, l’assenza di ufficialità non implica l’effettiva impossibilità di procedere con l’installazione. Tant’è che già adesso, infatti, un certo numero di utenti ha già installato Windows 7 su Mac senza grossi problemi. Se qualcuno volesse anticipare i tempi e cimentarsi nell’impresa, sul Web esistono già diverse guide, come questa, altrimenti, c’è sempre la cara, vecchia virtualizzazione.
[Via Engadget]

Molti utenti di MacBook Pro 13″ e 15″ lamentano audio basso o completa assenza di audio dalle casse quando avviano Windows attraverso Boot Camp, e qualcuno vede pure luci rossastre. Dito puntato contro i driver Cirrus Logic.
Tutto è iniziato con Boot Camp 2.1, lanciato lo scorso giugno, e la situazione non sembra mutata ora che è disponibile la versione 3.0. Output bassissimo anche col volume al massimo, impossibilità di far impostare un microfono come input e luci rosse provenienti dalle prese dei jack sono i sintomi più comuni, e si manifestano praticamente con tutte le varianti del Sistema Operativo Microsoft: Windows XP, Server 2008 x64, Vista x32 e x64, ed infine Windows 7 RC x32 e x64.
Il problema non è di poco conto, anche perché una buona fetta degli utenti che ricorrono a Boot Camp lo fa soprattutto per il gaming, ed è facilmente immaginabile la seccatura di giocare senza ritorno audio. Con ogni probabilità, la responsabilità dell’accaduto è riconducibile al driver della scheda Cirrus Logic CS4206A, tuttavia una risposta ufficiale da Cupertino non è ancora arrivata, nonostante tre mesi e quasi 300 post a riguardo sul forum del supporto Apple.
Tra le nuove funzionalità offerte da Boot Camp 3.0 fornito con Snow Leopard, c’è l’accesso in sola lettura, come anticipato, ai dischi HFS+ da sistemi Windows. Ci sono inoltre miglioramenti ai driver forniti, in particolare per quanto riguarda il supporto ai monitor Cinema Display e al trackpad.
Per la prima volta, inoltre, è possibile installare sistemi operativi a 64 bit diversi da Mac OS X, o almeno, dai test effettuati è certamente possibile farlo con Windows 7 (che verrà distribuito il 22 ottobre, ma di cui è disponibile da tempo una pre-release). È da verificare se sia possibile con Windows XP e Vista.
Per maggiori informazioni sulla versione di Boot Camp fornita con Mac OS X 10.6, è possibile accedere alla pagina di supporto Apple, dove è presente anche una FAQ.

Apple ha reso disponibile iMac EFI Firmware Update 1.4, un aggiornamento firmware per gli iMac dotati di scheda grafica ATI Radeon HD 4850 che risolve un bug che poteva comportare il “freeze” del computer.
Stando alle note di rilascio, l’update risolve anche un problema con BootCamp, l’applicazione Apple che permette di far girare nativamente Windows XP o Vista sui Mac Intel.
Come per tutti gli update firmware, durante l’installazione bisogna evitare qualsiasi interruzione per non danneggiare il computer. Al termine dell’aggiornamento il numero di Boot ROM sarà IM91.008D.B08.

Image courtesy of HardMac
Il passaggio da parte di Apple ad un’architettura vicina a quella dei PC, con l’annuncio dell’adozione dei processori Intel al posto dei PowerPC, ha portato nel mondo della mela una serie di pratiche poco utilizzate in precedenza.
Una di queste è l’overclock, e nei giorni scorsi HardMac ha segnalato il test di un utente che ha overclockato non solo il processore, ma anche il chipset 9400M presente sull’ultimo modello di MacBook.
Per farlo, ha utilizzato un tool messo a disposizione da NVIDIA, System Tools, funzionante sotto Windows via BootCamp.
Questo gli ha permesso di portare la CPU a una frequenza di 2.3 GHz e il chip grafico a 58o Mhz (invece dei 470 MHz standard).
È superfluo dire che simili pratiche, soprattutto quando non si sa bene cosa si stia facendo, possono portare a problemi più o meno seri, anche se in questo caso è abbastanza semplice sia alterare i valori di funzionamento standard, sia tornare a quelli originali.

Apple ha reso disponibile un aggiornamento che migliora la compatibilità del trackpad muti-touch dei nuovi MacBook e MacBook Pro con Windows installato grazie a BootCamp.
Multi-Touch Trackpad Update for Windows XP & Vista, che pesa 3,7MB, si deve scaricare dalla pagina Web del Supporto Apple avviando il Mac da Windows (è un eseguibile Win).
BootCamp è il programma rilasciato da Apple che permette di installare Windows Xp o Vista sui Mac Intel.
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Non diciamoci bugie, questa è pura e semplice vanità. Tuttavia, in molti saranno contenti di sapere che è possibile far sparire l’icona della partizione Boot Camp montata sulla Scrivania. Senza disinstallare Windows, si intende.
E non solo è possibile, ma è anche semplicissimo: si tratta di pochi secondi di lavoro e un paio di riavvii. In sostanza, bisogna partire in Windows e rinominare l’hard disk C: in qualunque modo, purché abbia davanti il punto. Se, per esempio, il nostro disco si chiamava “Secondo”, lo ribattezzeremo “.Secondo”. Tutto qua.
Poiché nei sistemi operativi Unix e derivati il punto in principio di nome indica un file nascosto (ecco perché il Finder ne vieta l’uso all’utente comune), al prossimo riavvio di Mac OS X, l’icona sarà pressoché invisibile sulla Scrivania. Tuttavia resterà accessibile nella barra laterale del Finder, elencata tra i dispositivi disponibili.
Questo suggerimento è stato testato sull’ultima versione di Bootcamp in Leopard, e non è detto che funzioni sulle precedenti, tuttavia è assolutamente indolore, di facile applicazione e soprattutto reversibile.
[Via MacOsXHints]

Camptune è un’utility proposta da Paragon Software che consente il ridimensionamento al volo e non distruttivo della partizione Bootcamp contenente Windows o altri Sistemi Operativi.
Se, dopo aver installato Windows sul Mac, si rendiamo conto di avergli dedicato troppo o troppo poco spazio, l’unica soluzione prevista ufficialmente da Apple è il ridimensionamento distruttivo della partizione. Ciò vuol dire che, se desideriamo ingrandirla dai cauti 5 GB decisi all’inizio e portarla ai 50 Gb necessari, bisogna prima rassegnarsi a perderne tutto il contenuto. Con questa utility, invece, non è più necessario fare tabula rasa.
Il programma è, in verità, un CD bootabile contenente una immagine Linux predisposta per supportare Bootcamp e le operazione su di esso. Al momento, il software è in uno stato di pre-release ed è gratuito. Per ricevere il link per il download è sufficiente compilare il modulo presente su questa pagina, mentre per la masterizzazione della ISO è consigliabile l’uso di Utility Disco.
Infine, data l’estrema delicatezza delle operazioni coinvolte, prima di fare alcunché è importante eseguire un backup, magari servendosi di Winclone.

In attesa che, con l’uscita di Leopard, arrivi la versione definitiva, Apple continua lo sviluppo di BootCamp, il tool per partizionare il disco dei Mac con processore Intel e per installare tutti i driver necessari per il funzionamento di Windows.
La nuova versione 1.4 introduce miglioramenti alle localizzazioni e ai layout di tastiera internazionali, nuovi driver grafici, supporto per le tastiere retroilluminate e altri piccoli aggiustamenti.
BootCamp Beta 1.4 pesa 347Mb e si scarica dalla pagina dedicata del sito Apple.
Va sottolineato che, trattandosi di un software ancora non definitivo, bisogna agire con cautela essendo possibili malfunzionamenti e perdite di dati.
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