
Il team di Dropbox ha reso disponibile nelle scorse ore una variante di test del suo popolare software Desktop di storage online cloud-based. Questa speciale build, disponibile sin d’ora per tutte le principali piattaforme compresa la nostra, introduce un’inedita feature di importazione automatica delle foto e dei video provenienti dalle fotocamera, dal telefono o dalle memory card.
E’ tutto estremamente semplice. Basta aprire le Preferenze di Dropbox e spuntare la voce “Enable Dropbox camera support” nella sezione “General.” Si tratta di un automatismo che semplifica enormemente la vita agli utenti -aumentando al contempo la sicurezza, visto che le immagini non risiedono più esclusivamente su supporti fisici domestici- ma che rischia di creare qualche complicazione in più.
Il sistema infatti prevede l’upload automatico sul proprio spazio Dropbox non appena viene collegata al computer una memoria, una fotocamera o anche l’iPhone stesso; ma poiché non esiste -o non è stato ancora previsto- un sistema di scrematura delle immagini da caricare online, il rischio con le fotocamere di oggi è di saturare in tempi record tutto lo spazio a disposizione. E’, secondo qualcuno, uno strato di complessità aggiuntiva non del tutto giustificato, soprattutto se consideriamo che alla fin fine tutto ciò che si richiede all’utente è di spostare il manipolo di foto desiderato nella cartella di DropBox e il gioco è fatto.
Per il resto non sembrano essere stati riscontrati problemi di sorta, ma occhio: si tratta pur sempre di una beta. La trovate a questa pagina del forum Dropbox.

L’ultima build di OS X 10.7.3, la 11D33, è stata inviata nelle scorse ore ai beta tester interni ma non contiene bug noti. Ciò significa che molto presto potrebbe essere resa disponibile per tutti gli utenti.
Presto anche gli sviluppatori la riceveranno, questione di poco. Gli sforzi dovranno concentrarsi sulla Rubrica, iCal, Mail, Spotlight e Safari ma il software, disponibile in versione combo da 1,2 GB e Delta da 972 MB, sembra oramai sufficientemente affinato per debuttare nel mondo reale; una notizia attesa dai professionisti con l’acquolina alla bocca.
Già, perché l’ultima beta, resa disponibile solo una quindicina abbondante di giorni fa, portava con sé le tracce dei nuovi Mac Pro con una qualche variante delle GPU AMD Radeon 7000 ad alte prestazioni. In ogni caso, OS X 10.7.3 è un semplice update di routine, quindi ci si aspetta soprattutto bugfix, prestazioni migliorate e aggiustamenti minori.

Nelle scorse ore, e curiosamente durante il weekend, Apple ha distribuito agli sviluppatori la terza beta di iTunes 10.5.1; una fretta che si giustifica con la volontà di lanciare al più presto il servizio di iTunes Match promesso per lo scorso ottobre e mai arrivato a destinazione. A riguardo, manco a dirlo, vige il massimo riserbo ed è ancora mistero sulle tempistiche.
Questa versione include un numero importante di bug-fix, in grado di migliorare le prestazioni e la stabilità generale dell’app. Apple inoltre avvisa che potrebbe nuovamente ripristinare tutte le informazioni di iTunes Match durante i test, motivo per cui è consigliabile effettuare un backup:
iTunes 10.5.1 beta 3 include un numero di importanti miglioramenti alla stabilità e alle prestazioni di iTunes Match, ed è richiesto per tutti gli iscritti alla beta di iTunes Match. Effettuate un backup regolare e non cancellate la musica aggiunta dal computer su iCloud. Apple può periodicamente cancellare tutte le librerie iCloud durante il periodo di beta. Ciò renderà necessario effettuare una nuova scansione e l’upload di tutte le canzoni.
Il nuovo servizio da 25$ l’anno di Apple ribattezzato iTunes Match consentirà di sostituire automaticamente tutte le canzoni nella propria libreria musicale con gli equivalenti a 256 Kbps dell’Apple Store, laddove disponibili, come una sorta di “condono” che regolarizza tutti i brani degli utenti a prescindere dalla provenienza. In origine, il lancio era atteso per il mese scorso ma grossi problemi di stabilità e funzionalità devono essersi frapposti a questo obiettivo; la buona notizia è che, a quanto si legge, oramai dovremmo esserci. Solo un po’ di pazienza.

Dopo essere stata sviluppata -e distribuita- come applicazione standalone, iCloud fa finalmente il suo debutto integrato all’interno dell’ultima beta di OS X 10.7 rilasciata agli sviluppatori nelle scorse ore. La nuova build, codice 11C48, è la decima in pochi mesi, il che significa che presto dovremmo poterci mettere le mani sopra, tanto più che anche in quest’ultimo caso non esistono problemi o bug noti ad Apple.
Fino a ieri, iCloud era disponibile separatamente come download opzionale in abbinamento alle beta dedicate agli sviluppatori di OS X Lion; ora invece è ravvisabile la forma finale che avrà il tutto, ovvero un unicum da scaricare e installare come update:
OS X Lion Software Update 10.7.2 è un aggiornamento che include il supporto ad iCloud beta. Fate pure riferimento alle note che accompagnano il seed per maggiori dettagli e per le istruzioni di installazione.
E ora che finalmente tutto è integrato, Apple ha chiesto esplicitamente agli sviluppatori di dedicare le proprie attenzioni ai componenti di iCloud, con particolare enfasi sulla Rubrica e su Mail, ma anche su Mac App Store, MobileMe, Safari, Spotlight, e Time Machine. Per il resto, anche stavolta non sono stati segnalati bug conosciuti, ma il lavoro è tutt’altro che concluso: all’appello, infatti, mancherebbe un pezzo consistente dei futuri nuovi servizi di iPhone, ovvero Photo Stream.
Continua a leggere: OS X 10.7 Lion beta (11C55) integra tutto iCloud

A poco più di un mese di distanza rispetto alla prima, la Developer Preview 2 di Mac OS X Lion -numero di build 11A419 e peso di 3,7GB- è già nelle mani degli sviluppatori ma, contrariamente ai rumors a riguardo, siamo ancora ben lontani dalla Golden Master.
Secondo qualcuno, Apple aveva internamente identificato la versione definitiva della prossima generazione del proprio Sistema Operativo, e invece pare che ci vorrà ancora qualche tempo. La nuova beta infatti presenterebbe almeno una dozzina di diversi problemi noti:
Contrariamente alle indiscrezioni, nessuna delle release è stata classificata come Golden Master. Piuttosto, secondo gli sviluppatori le build hanno ancora diversi difetti etichettati come notevoli o irrisolti.
E d’altro canto una Golden Master ora risulta altamente improbabile, anche soltanto per considerazioni di mera tempistica. Mancano ancora due mesi al WWDC 2011, e c’è da scommettere che quello sarà lo scenario per la release candidate agli sviluppatori, col lancio pubblico a distanza di qualche settimana. Dopotutto, all’interno dell’OS sono ancora in corso d’opera importanti modifiche come quelle registrate in iCal ed iChat. L’interfaccia grafica dell’app di agenda, infatti, è stata sensibilmente rivista rispetto alla precedente versione metallica e ora somiglia molto a quella per iPad, con rifiniture fotorealistiche in pelle ed eleganti animazioni d’apertura; per quanto concerne iChat, invece, le finestre dei contatti Bonjour, AIM, Yahoo e Jabber sono state finalmente consolidate all’interno dello stesso spazio, un po’ come fanno Adium e sostanzialmente tutti gli altri software di instant messaging dell’universo noto.

Ora che il Mac App Store ha aperto i battenti, alcuni sviluppatori hanno iniziato ad esprimere le proprie preoccupazione circa il bazar del software con la mela. Tra queste, l’impossibilità di farsi promozione attraverso la pubblicazione di demo, versioni trial e beta. Allo scopo, affermano ufficialmente da Cupertino, è molto meglio un normalissimo sito Web.
Lo sapevamo già che lo store delle app per Mac avrebbe accettato esclusivamente versioni retail di software maturi e perfettamente funzionanti. E a differenza di quanto avviene sull’equivalente dedicato ad iOS (dove l’installazione passa per forza di cose dal controllo di Cupertino), Apple incoraggia gli sviluppatori a proporre sul proprio sito tutto ciò che esula dalla condizione ottimale:
Consiglio per l’invio del software al Mac App Store: non inviare demo, trial o beta per la recensione e approvazione. Il tuo sito Web è il miglior posto dove fornire demo, versioni trial o beta del tuo software da far provare agli utenti. Le app sottoposte al nostro vaglio dovrebbero essere versioni retail pienamente funzionanti.
Scelte legittime in libero mercato, si intende, tuttavia a pensar male un dubbio verrebbe. Se nelle intenzioni della mela il Mac App Store fosse davvero quel luogo unificato e universale in cui gli utenti Mac possono trovare tutto ciò che serve loro (né più e né meno come avviene sulla controparte per iPhone) senza dover saltare di sito in sito, la scelta di epurare demo e trial apparirebbe quanto mai curiosa. Sembra quasi che a Cupertino stiano semplicemente sfruttando la potenza di fuoco e la presenza di mercato dell’App Store per insediarsi come intermediari privilegiati e fare proprio un po’ di quel business. Ma magari siamo noi che vediamo sempre del marcio in Danimarca.

Vanno avanti gli sforzi di Adobe nel più completo disinteresse di Cupertino, e nelle scorse ore è stato rilasciato Flash Player 10.2 beta. Tra le novità, il miglioramento dell’accelerazione video e alcune chicche.
Si tratta ovviamente di software non maturo e prono ai crash, probabilmente più di quanto non desideri Jobs. Al di là di questo, tuttavia, non si può far a meno di notare come Adobe abbia iniziato a spingere seriamente sullo sviluppo anche per il resto di noi. La lista delle novità non è particolarmente lunga, ma se non altro è molto densa.
La caratteristica più importante dell’update è senza dubbio la cosiddetta Stage Video, una tecnologia di riproduzione che promette di alleggerire ulteriormente il peso dei contenuti Flash delegando quasi tutti gli aspetti della visualizzazione e del rendering al processore video, migliorando al contempo framerate e pixel fidelity. Ciò significa che coi 1080p, giurano ad Adobe, il carico computazionale sul processore non dovrebbe superare lo zero virgola qualcosa. Praticamente un sogno, rispetto al passato.
E per contrastare sul nascere l’inevitabile incredulità dell’utenza, i creatori di Flash hanno persino approntato una pagina ad hoc con delle demo video, così da dimostrare la veridicità delle proprie dichiarazioni. Quanto al resto, viene ora implementato il supporto al full screen su sistemi a monitor multiplo, e la possibilità di visualizzare il flusso video su di uno schermo mentre il lavoro continua sull’altro.
Flash Player 10.2 è disponibile per il download a questa pagina nella versione per Mac, Linux e Windows.

Al Summit Web 2.0 tenutosi a San Francisco, il CEO di Adobe Shantanu Narayen ha affermato che i suoi sono al lavoro per rilasciare quanto prima una versione ottimizzata di Flash per il nuovo MacBook Air. Proprio il primo Mac a uscire sguarnito di Flash dalla fabbrica.
Quando, tra le polemiche, Apple ha deciso di rimuovere il plugin Adobe dall’OS preinstallato su ogni MacBook Air, in molti credettero ad un escamotage per dare un aiutino alle prestazioni del supersottile con la mela. D’altro canto, test empirici hanno dimostrato come la sola presenza del plugin e qualche pubblicità in Flash qua e là siano sufficienti a decurtare di due ore l’autonomia complessiva del dispositivo. In seguito, un portavoce di Cupertino ha spiegato che la scelta era dovuta esclusivamente alla volontà di garantire all’utente la versione del plugin più aggiornata possibile, quella cioè scaricata dal Web, ma ormai il danno era fatto.
E così, sull’argomento tornano all’attacco da Adobe, lasciando intuire che i risultati dei test sarebbero causati dalla scarsa ottimizzazione:
Quando abbiamo accesso all’accelerazione hardware, abbiamo provato che le prestazioni di Flash sono uguali o persino migliori su ogni piattaforma.
Buone notizie, dunque, visto che a dire di Narayen in cantiere c’è una versione beta del plugin specificatamente pensata per il MacBook Air e testata proprio in queste ore. Niente date di rilascio, per ora, ma non dovrebbe mancare moltissimo a una nuova puntata della faccenda.
Forse è poco noto ai più, ma aTV Flash è un’applicazione non ufficiale di terze parti per Apple TV che rimpiazza il software ufficiale e ne espande le funzionalità, compreso il supporto ai dischi esterni USB e alle memorie di massa, un browser con tutti fronzoli, il supporto ai servizi in streaming come Last.fm ed ovviamente una più estesa compatibilità coi formati audio video. In arrivo a brevissimo anche per la seconda generazione del set-top box con la mela sopra.
La notizia la danno gli sviluppatori stessi sul blog di Fire Core. Per esempio al momento l’installer, che non ha bisogno né di cavi né di drive USB, è già pronto al 95% e ogni futuro aggiornamento verrà gestito automaticamente dal software installato. Couch Surfer, il Web browser integrato, è pronto al 65% e dovrebbe presto poter essere in grado di gestire i flussi video HTML5. E chissà che non implementino una soluzione à la Skyfire per visualizzare pure i contenuti Flash.
Il supporto a Last.fm è già all’85% e contempla un nuovo, elegantissimo stile per gli slideshow; la compatibilità coi contenuti non ottimizzati per iTunes (compresi DVD,DivX/XviD, AVI/MKV etc.), invece, è ferma al 15%, così come quella con lo streaming NAS. Pare infatti che lo sviluppo di questa parte si sia dimostrato più arduo di quanto inizialmente ipotizzato: ecco perché non sarà presente nella beta iniziale, il cui rilascio è previsto tra una, massimo due settimane. Chi volesse restare tempestivamente informato sulle release, non ha che da iscriversi alla mailing list dedicata. Attenzione, però, perché parliamo di jailbreak e in questi casi la garanzia decade sempre.

Proprio quando ci eravamo convinti che la Golden Master fosse congelata e l’update imminente, Apple ha iniziato a distribuire di nuovo agli sviluppatori build di Mac OS X 10.6.5. La beta rilasciata nelle scorse ore è nota col codice 10H574, segno che a Cupertino qualcuno ha fatto gli straordinari al weekend per garantire la prossima public release.
Non sono passati neppure tre giorni dalla beta precedente, e nessun dettaglio è stato reso noto circa i cambiamenti o i bug-fix introdotti. La raccomandazione di Apple, sempre generica da un po’ di tempo a questa parte, è di concentrarsi su 3D, stampa, QuickTime, Time Machine e la gestione delle periferiche USB, ma niente più di questo. E’ segreto sulla possibile data di rilascio, ma pare assodato che sia davvero questione di poche ore.
Contemporaneamente a Mac OS X 10.6.5, e contrariamente al solito, Apple ha già inviato agli sviluppatori la prima beta di Mac OS X 10.6.6, un piccolo aggiornamento che per ora si limita a introdurre un migliorato supporto al Mac App Store, in arrivo tra un paio di mesi. Per questa ragione, sostiene qualcuno, potrebbe raggiungere i Mac degli utenti a strettissimo giro, per l’appunto subito dopo la 10.6.5.

Contrariamente al solito, Apple ha già iniziato ad inviare agli sviluppatori la prima beta di Mac OS X 10.6.6, nonostante non abbia ancora distribuito all’utenza Mac OS X 10.6.5, un atteso update pronto da giorni che alligna tuttavia da qualche parte a Cupertino assieme ad iOS 4.2.
La beta non contiene alcun riferimento a problemi specifici, ma si limita a fornire “supporto agli sviluppatori per le ricevute su App Store ed il loro rinnovo (”developer support for and renewing App Store receipts”); un evidente accenno al Mac App Store presentato con Mac OS X 10.7 Lion ma che presto si propagherà anche su Snow Leopard.
La build in questione è nota internamente col codice 10J521 ed ha un peso eccezionalmente piccolo, appena 3,7 MB. Ciò comunque implica che il rilascio della 10.6.5 definitiva è questione di ore, probabilmente in contemporanea alla release di iTunes 10.1 ed iOS 4.2, anch’esso in stato di Golden Master.

Nel settembre del 2000 alcune decine di migliaia di utenti Apple sparsi per il mondo investirono* una piccola somma per un assaggio limitato nel tempo del futuro sistema operativo dei loro Mac.
Per una trentina di dollari più imposte (o l’equivalente nel proprio paese) dieci anni fa era possibile acquistare la Public Beta di Mac OS X e avere il privilegio di usare per circa sette mesi un OS acerbo e incompleto.
Possono sembrare parole eccessivamente dure ma era un dato di fatto che ci si trovasse dinanzi a un sistema operativo con molte lacune.
Continua a leggere: Mac OS X Public Beta: un investimento per il futuro