
L’incertezza economica e la speculazione stanno causando ingenti perdite in borsa, con i titoli delle società quotate che registrano notevoli flessioni in tutto il mondo. Alcune aziende però stanno reagendo meglio di altre con perdite più contenute, come Apple che nella giornata nera di ieri ha perso solamente il 2.76%.
Le azioni Apple hanno chiuso la giornata di contrattazioni a 363.69 $, con una perdita di quasi 40 $ rispetto al massimo storico di oltre 400 $ per azione raggiunti il mese scorso. Tuttavia la capitalizzazione in borsa di Apple ha raggiunto la ragguardevole cifra di 337.17 miliardi di dollari, superando così il colosso petrolifero Exxon Mobil che si è fermato 330.77 miliardi di dollari.
Apple è quindi diventata la prima società al mondo per capitalizzazione, sebbene Exxon abbia fatto registrare nello scorso trimestre 10.7 miliardi di dollari di profitti a fronte di un fatturato di 121.4 milioni miliardi di dollari con 83.600 dipendenti, contro i 7.3 miliardi di dollari di profitti fatti registrare da Apple con un fatturato di 28.6 miliardi di dollari e 46.600 dipendenti.
Qualcuno già scommette sul fatto che Apple possa essere la prima azienda al mondo a raggiungere il trilione di dollari di capitalizzazione.
[via ycharts]
Lungi da noi l’idea di improvvisarci advisor finanziari, ma una notizia così occorre comunque segnalarla, anche perché di indiscrezioni à la “domani esce Lion” onestamente ne abbiamo piene le tasche un po’ tutti. Preso atto del fatto che i rumor non li inventiamo noi di melablog, vi segnaliamo che, nelle scorse ore, le azioni Apple hanno raggiunto il loro nuovo massimo storico.
Mentre il Dow Jones in generale risentiva degli effetti della crisi, le AAPL salivano di ben 6$, raggiungendo nella giornata di venerdì la vetta di 371,06$. Una crescita enorme che segna un nuovo livello d’eccellenza per Cupertino. Gli analisti concordano sui fattori che hanno determinato questo exploit: la questione dei brevetti con HTC, per esempio, che recentemente ha visto Apple prevalere; ma ci sono anche iOS 5, in arrivo per l’autunno, le innovazioni di iCloud, OS X Lion, oltre che i nuovi MacBook Air che si vendono come il pane.
Il succo dell’articolo di Foxbusiness è presto detto: Apple è florida, ha idee, cresce e ha margini per crescere molto di più nei prossimi anni. Altro che computer: beato chi comprò le azioni a suo tempo.

La velocità di boot e le elevate prestazioni dei nuovi MacBook Air sono in gran parte dovute all’adozione delle nuove SDD Card, note anche come SDDs blade, una soluzione tecnologica che ha anche contribuito a ridurre peso e dimensioni complessive dell’ultraportatile della Mela, decretandone il successo.
Apple tuttavia ha recentemente cambiato il fornitore delle memorie flash passando dalle SSD card TS128C prodotte da Toshiba ai moduli SM128C prodotti da Samsung, che risultano più veloci del 25% in lettura e del 20% in scrittura, inoltre queste ultime sono dotate anche della tecnologia Native Command Queuing (NCQ) .
Al momento non sono ancora stati effettuati benchmark esaustivi sui più recenti esemplari di MacBook Air equipaggiati con le nuove SSDs prodotte da Samsung, ma c’è da scommettere che le prestazioni complessive risulteranno ulteriormente incrementate.

[via 9to5mac]
Partendo dalla constatazione che un’azione Apple oggi vale 40 volte più che 7 anni fa, qualcuno s’è chiesto cosa sarebbe successo se, invece di comprare un computer con la mela, avesse piuttosto acquistato l’equivalente in azioni. Chi, ad esempio, avesse desistito vedendo un Apple PowerBook G3 250 e avesse investito quei 5.700$ in borsa, ora si troverebbe tra le mani un bel gruzzoletto di ben 330.563$.
Le tabelle comparative sono state redatte da Kyle Conroy attingendo ai dati conservati scrupolosamente da alcuni amanuensi del Web e calcolando i valori delle azioni in base ai parametri più aggiornati possibile. Ma se in quegli anni - nel 1997 chi scrive non era neppure maggiorenne- non disponevate di una cifra del genere, saltiamo a tempi più recenti. Se nel 2003 aveste glissato sul Power Macintosh G4 1.42 DP con FW 800 e coi suoi 2.699$ aveste invece preso azioni di Cupertino, ora vi trovereste tra le mani un piccolo patrimonio di 100.270$. E senza esagerare coi computer più costosi, sarebbe bastato rinunciare alla busta A, un iPod di terza generazione da 10GB a 299$, per trovarsi tra le mani la busta B: più di 11.600$ in valsente.
Una discreta sommetta, soprattutto di questi tempi, che però implica la rinuncia a migliaia di ore di musica sul treno, in palestra o nel letto di casa. Un baratto cui, sospettiamo, non tutti avrebbero acconsentito tanto a cuor leggero.

L’analista Shaw Wu di Kaufman Bros. ha rivisto al rialzo il prezzo obiettivo delle azioni di Apple, dai precedenti $350 a $374, giustificando il rialzo con le vendite future di iPad. Alcune fonti giudicate attendibili sostengono che Apple abbia allargato la propria rete di fornitori di display, eliminando un significativo ostacolo alla vendita di massa. Le previsioni di Wu stimano in 5,7 milioni il numero di dispositivi venduti in questo ultimo trimestre fiscale, rialzando le stime iniziali di 3,6 milioni a parità di trimestre.
L’analista si sofferma su un aspetto interessante relativo alle vendite di iPad, dichiarando che queste potrebbero produrre un “piccolo effetto cannibalistico” su quelle dei MacBook, tant’è vero che le aspettative di vendita di questi ultimi si sono ridotte da 3,9 milioni a 3,8. iPhone ed iPod si stima siano venduti in quantità di 11,5 milioni e 9,5 milioni rispettivamente, sebbene lo stesso Wu ammette che il problema dell’approvvigionamento di display potrebbe limitare un tantino le vendite di iPhone.
Non posso che pensare a quando scrissi di questa notizia… son passati meno di due anni.
[Via Electronista]
Il gruppo di ricerca finanziaria Needham & Co. ha operato una maggiorazione al prezzo obiettivo delle azioni Apple: da $280 a $375. L’analista Charlie Wolf spiega che l’incremento trova spiegazione in diversi cambiamenti avvenuti a partire da febbraio 2010.
In particolare l’andamento delle vendite dei Mac e degli iPad, abbondantemente al di là delle aspettative; le vendite di iPad, per esempio, erano state fissate ad un massimo di 20 milioni di unità per il 2019, ma già quest’anno si viaggia per i 12 milioni. “E questo è solo l’inizio, poiché iPad solo da poco viene venduto negli altri paesi” dice Wolf.
Le vendite di Mac sono 14 milioni nel 2010, il 50% in più rispetto alle stime iniziali. Anche iPhone ha sorpreso gli analisti. La vendita del nuovo melafonino ha dimostrato che “la gente aggiorna il proprio dispositivo più in fretta di quanto pensassimo”. Malgrado il bacino di utenti rimanga grossomodo il medesimo, le vendite di iPhone sono destinate ancora a salire.
[Via MacNN]

Secondo Barron’s Magazine, una nota rivista statunitense dedicata alla finanza, “se un azionista Apple si fosse addormentato nell’estate 2008 per risvegliarsi soltanto a Natale 2009, non avrebbe notato niente di strano, almeno basandosi sul valore delle azioni”. E così, nella lista delle società più rispettabili al mondo (World’s Most Respected Companies), Apple godrebbe d’un posto privilegiato, al primo posto dal quarto dell’anno scorso.
Nel cuore - e soprattutto nel portafogli - degli investitori si celerebbe una mela. Ecco come appare la top ten stilata da Barron’s:
Continua a leggere: Barron's: Apple è la società più rispettabile

Apple ha annunciato i risultati finanziari per il primo trimestre fiscale del 2010, corrispondente, da calendario, al quarto trimestre del 2009. Apple ha totalizzato $15,68 miliardi di ricavi con un guadagno netto di $3,38 per azione, un netto balzo in avanti rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno ($11,88 miliardi di ricavi e $2,26 in guadagno sul titolo).
Il margine lordo è stato del 40,9%, rispetto al 37,9% dello scorso anno (stesso trimestre), con il 58% di vendite sul territorio estero (fuori dagli USA). Apple registra così due record storici: miglior trimestre della storia dell’azienda e maggior numero di Mac ed iPhone venduti da sempre.
Apple ha venduto più di 3,36 milioni di Mac, un incremento del 33% rispetto allo scorso anno. Sul fronte iPod le vendite sono state di 21 milioni di unità, registrando un abbassamento del 8%. Il melafonino, iPhone, ha registrato un incremento delle vendite del 100% con quota 8,7 milioni di unità vendute.
Steve Jobs, CEO di Apple, ha dichiarato:
“Se si guarda al nostro fatturato trimestrale in una prospettiva annuale, è sorprendente notare come Apple sia oggi un’azienda da oltre $50 miliardi. I nuovi prodotti che abbiamo in programma di lanciare quest’anno sono molto forti, a cominciare da questa settimana, con un importante novità di prodotto, per cui siamo davvero eccitati”.
Anche Peter Oppenheimer, CFO di Apple, ha rilasciato delle dichiarazioni:
“Siamo molto lieti di aver generato una liquidità di 5,8 miliardi di dollari durante il trimestre. Guardando avanti al secondo trimestre dell’anno 2010, ci attendiamo un fatturato compreso fra gli 11,0 e gli 14,4 miliardi di dollari circa e un utile per azione diluita compreso fra 2,06 e 2,18 dollari circa.”

In questi giorni la borsa americana sta attraversando un periodo di incertezza che si ripercuote impetuosamente sui risultati finanziari delle più grandi aziende quotate. Le dichiarazioni del presidente USA, Barack Obama, all’intero sistema bancario statunitense non hanno tardato a farsi sentire.
Venerdì scorso anche Apple ha incassato il colpo; un colpo di quasi il 5% (in negativo) con la conseguente perdita di $10 ad azione. Il titolo è ricaduto sotto il tetto dei $200,00: non accadeva dal 1 dicembre 2009. A complicare la situazione si sono aggiunte delle false notizie circa la rimozione del titolo AAPL dalla lista di Deutsche Bank dei titoli acquistabili nel breve periodo. Le voci, del tutto infondate, hanno fatto il giro del mondo in pochi istanti scaturendo sfiducia negli investitori.
Non è un caso, a mio avviso, che a soli 2 giorni dal prossimo keynote, Steve Jobs in persona abbia rotto il silenzio per rinvigorire il desiderio e la curiosità dei consumatori, dichiarando: “This will be the most important thing I’ve ever done”: questa sarà la cosa più importante che avrò realizzato (riferendosi al prodotto che presenterà durante il prossimo keynote). In passato non era mai capitato che il CEO, a così poca distanza da un keynote importante (e soprattuto a ridosso della presentazione dei risultati finanziari), avesse lasciato trapelare dichiarazioni.
Non c’è nulla da fare, i riflessi della borsa americana fan paura a tutti, anche a Steve Jobs.
[Via Google Finance]

Gene Munster, il celebre analista di Piper Jaffray, ha rilasciato una delle sue missive, dichiarando che le sue analisi sulla vendita di Mac negli USA, basate sui dati di NPD Group, parlano di un incremento del 26% anno-dopo-anno per il trimestre di dicembre. Il dato è di gran lunga più grande rispetto al 19% stimato dal Wall Street Journal.
Cosa significa in termini di unità vendute? Munster crede che si traduca in circa 3,1 milioni di Mac venduti negli USA durante l’ultimo trimestre fiscale. Le ultime stime dell’analista prevedevano una vendita di circa 2,9 milioni di unità: anche le sue stime si sono dimostrate fin troppo prudenti.
Munster conclude la sua missiva con una previsione anche sulle vendite di iPhone: stima essere attorno ai 9,3 milioni di unità nel corso del trimestre fiscale da poco conclusosi. Questi dati saranno confermati il prossimo lunedì, quando Apple comunicherà ufficialmente i risultati agli azionisti.
[Via BusinessInsider]

William Alsup, giudice del tribunale della Florida California del Nord, ha deciso che Psystar ha violato le leggi sul copyright, incluse quelle del Digital Millenium Copyright Act (DMCA) creando e vendendo PC con installazioni non autorizzate del sistema operativo di Cupertino.
Secondo il giudice, la modifica di alcune estensioni del kernel e dello stesso bootloader di Mac OS X ha violato il “diritto esclusivo” di Apple relativamente alle modalità di impiego del proprio software. Il giudice ha anche nettamente respinto la manovra di Psystar circa il presunto abuso di copyright sulla licenza del sistema operativo.
In questo momento nessuna delle due aziende ha rilasciato dichiarazioni a mezzo stampa. Il tribunale ospiterà ancora le due compagnie il 23 novembre ed il 7 dicembre, questa volta solo per chiudere definitivamente la questione. Di fatto, Apple ha vinto la battaglia legale.
[Via Groklaw | grazie a MrMoleskine per la segnalazione]

Il grafico delle azioni Apple a partire da ottobre 2008 fino ad oggi somiglia moltissimo a delle montagne russe, mosso in alto o in basso dagli eventi, della presentazioni dei prodotti e dalle indiscrezioni trapelate nel corso del tempo. Ora però le cose vanno bene anzi benissimo, con valori che ricordano da vicino il periodo precedente alla crisi finanziaria e che si avvicinano sempre più al record storico assoluto del 2007.
Oggi le azioni di Apple valgono $181,87, in calo rispetto ai $182,75 di ieri, il che resta comunque un ottimo assestamento perché rasenta il valore raggiunto al giugno del 2008, parecchio prima che il mercato entrasse in questo lungo momento grigio e periodo in cui fu annunciata la distribuzione di iPhone 3G in moltissimi mercati del mondo, compreso il nostro.
Il punto più basso del grafico corrisponde a quest’inverno quando, in piena crisi mondiale, gli investitori hanno appreso delle condizioni di salute di Steve Jobs e della sua assenza da Cupertino. Da allora, però, il valore delle azioni si è raddoppiato e i nuovi iPod ed iPod touch, gli iPhone 3GS e le speculazioni sul Tablet hanno fatto il resto. E ora siamo incredibilmente prossimi al record di tutti i tempi per Cupertino: quei $202,96 del 27 dicembre 2007.
E il futuro di Apple è roseo, almeno secondo gli analisti, che concordano tutti nel vedere al rialzo le azioni. Per contrasto, quelle di Microsoft sono ad un terzo del loro massimo storico mai raggiunto.