
Quante volte vi è capitato di scorrere la cartella applicazioni e di notare il simpatico robottino bianco raffigurato nell’icona di Automator? Sicuramente più di una. E quante volte, invece, avete cliccato su quell’icona con l’intenzione di usare l’applicazione? Poche, scommetto.
Questo post non ha la pretesa di essere una guida completa sull’uso di Automator ma vuole essere un invito a sfruttare almeno un po’ una delle applicazioni potenzialmente più utili del nostro Mac ma che rimane a fare ragnatele nel solaio della cartella Applicazioni.
Dopo il salto seguiranno due semplici esempi d’uso di Automator che hanno lo scopo di mostrare il funzionamento e la logica dell’applicazione. Dopo la lettura basterà armarsi di un pizzico di inventiva per lasciare al robottino bianco il fardello delle azioni banali e ripetitive che ciascun utente di computer compie giornalmente.
Continua a leggere: Melablog how-to: iniziare ad usare Automator

Il rilascio di Mac OS X 10.5.5 ha portato una notevole quantità di novità: finalmente Time Machine esegue il salvataggio dei backup iPhone, Spotlight diventa ancora più veloce e moltissimi bug hanno trovato una risoluzione. Ci sono tuttavia altre piccole feature non documentate che Macworld ha scovato e riportato in un interessante articolo.
Frugando all’interno del file bom dell’update (nella cartella /Library/Receipts nella root), si è scoperto che ad esempio il Dizionario ha beneficiato di una iniezione di nuovi termini e che i flussi di lavoro di Automator (soprattutto quelli che riguardano i PDF) sono stati aggiornati.
C’è una brutta notizia, però. In seguito all’aggiornamento, l’utilissimo trucco che consentiva di estendere le funzionalità dello Screen Sharing sembra aver cessato di funzionare. E’ ancora possibile invocare il browser dei computer Bonjour nella rete, ma dimenticate pure i comodi pulsanti con le funzioni avanzate. Per quelli, occorrerà comprare una licenza da 10 Mac di Apple Remote Desktop 3; costo dell’operazione 299€.
E’ stato aggiornato X11, che passa così dalla versione 2.11 alla 2.15, e molte delle utility a corredo. Molte altre componenti Unix hanno ricevuto degli aggiornamenti sotto al cofano; è il caso di alcune applicazioni dedicate alla stampa (lp, lpstat, etc.) e al network (dig, nslookup e così via). Ssh - lo stesso OpenSSH installato durante il jailbreak sugli iPhone - passa dalla 4.7p1 all’ultima stable release disponibile, la 5.1p1.
Nel complesso, dunque, e sebbene qualcuno lamenti continui crash in seguito all’aggiornamento, OS X 10.5.5 si è dimostrato un buon compromesso tra stabilità e sicurezza, e rappresenta certamente la scelta migliore per la stragrande maggioranza degli utenti Mac.
Non tutti posseggono un fax a casa, ma prima o poi tutti dobbiamo anticipare un contratto o inviare una comunicazione tramite di esso.
Una comoda soluzione potrebbe essere Faxator, iniziativa tutta italiana che permette l’invio di fax tramite mail. Le modalità d’uso del servizio sono veramente semplici: è sufficiente procedere alla registrazione per ricevere un certificato di sicurezza che dovrà essere allegato ad ogni fax spedito per provare l’identità del mittente.
Oltre ad esso, si dovrà allegare anche il testo vero e proprio del fax, in formato Word, Excel, RTF o PDF, anche multipagina.