
Sembra che ci siamo: i due operatori di telefonia mobile statunitensi, AT&T e Verizon, si stanno preparando al lancio imminente dell’iPhone 4 bianco. I retail store dei due gestori hanno iniziato a ricevere del materiale promozionale riguardante l’iPhone 4 bianco. I clienti di Verizon e AT&T potranno acquistare il nuovo modello di iPhone “nel corso della settimana prossima”, secondo informazioni confidenziali riportate da Apple Insider.
Numerose rivendite hanno inoltre ricevuto istruzione di mantenere in magazzino gli iPhone 4 bianchi finora ricevuti, fino alla data ufficiale di rilascio. Tutte le notizie giunte finora, parlano della data di mercoledì 27 aprile 2011.
Oltre agli Stati Uniti, gli iPhone 4 bianchi saranno distribuiti presto anche nel Regno Unito. Dei modelli numerati MC604B/A sono apparsi nel catalogo di Verizon in Gran Bretagna: apparentemente si tratta di modelli bianchi da 16GB. Nel catalogo del Verizon statunitense invece, sono modelli bianchi da 32GB che sono stati svelati la scorsa settimana. Adesso non ci resta che chiederci quando gli iPhone 4 bianchi verranno messi in vendita in Italia.

O2, carrier telefonico inglese, emula la mossa del carrier canadese e da martedì anche in Regno Unito saranno completamente tagliati i costi per il tethering su tutti i suoi piani tariffari mensili. Tutti i piani Bolt On, incluso quello base da £3 (€3,42) al mese con 100MB di traffico, includerà anche la possibilità di utilizzare il servizio di tethering senza nessun ulteriore costo aggiuntivo: gratis. Prima di questa modifica era necessario pagare £7,65 (€8,66) a prescindere dal tipo di profilo scelto.
La strategia è simile a quella adottata da molti altri carrier europei, laddove il traffico dati ha un costo che non dipende dal tipo di dispositivo scelto da contratto. I carrier statunitensi come AT&T, Sprint e Verizon spesso richiedono un contributo extra per il servizio di tethering e recentemente hanno anche imposte alcuni limiti.

Il nuovo Appstore di Amazon verrà reso operativo negli Stati Uniti d’America il 22 marzo 2011: tra 2 giorni. Il lancio servirà ad avviare due progetti paralleli, quello del sito web e quello dell’applicazione. I dettagli trapelati finora parlano di restrizioni imposte agli sviluppatori in quanto ai collegamenti con altre ipotetiche applicazioni tramite qualsiasi portale, eccezion fatta per quello ufficiale Amazon.
Ieri si vociferava di una possibile adozione della tecnologia DRM e di prezzi fino al 30% più bassi rispetto a quelli di Apple, Google e Microsoft. Come già accaduto nel passato, Amazon è esperta nel ritagliare la propria quota di mercato con prezzi molto competitivi. C’è chi pensa che il prezzo minimo delle applicazioni possa addirittura essere di $0,10. Del supporto agli sviluppatori non si sa ancora nulla, ma è certo che debutterà subito una versione esclusiva di Angry Birds: Rio.
Lo store sarà la prima vera grande spina nel fianco di Android e c’è da scommetterci che i clienti saranno disposti ad abbandonare Android Market per tariffe migliori o per titoli esclusivi. Allo stesso tempo ci potrebbero essere difficoltà tecniche che ostacolino la dispersioni dei clienti Google: operatori come AT&T sono autorizzati a bloccare applicazioni non provenienti da Android Market. Dal momento che Google non consente store terzi all’interno di Market, molti clienti AT&T non avranno la possibilità di utilizzare Amazon Appstore, sia tramite il portale web che tramite l’apposita applicazione.

È già successo prima che gli iPhone bianchi apparissero nel catalogo dei rivenditori Apple, come nel giugno 2010 presso BestBuy. Finora però, a parte qualche sporadico avvistamento, nessun candido telefono della Mela è apparso sugli scaffali degli Apple Store.
Questa volta però la presenza degli iPhone bianchi nel catalogo di AT&T sembrano confermare un rumor che si sta facendo sempre più insistente e che vuole il loro lancio nel corso della primavera 2011. Recentemente, cartelli posti sui tavoli che espongono gli iPhone 4 in alcuni negozi Apple riportano una nota a piè di pagina che recita né più né meno: “L’iPhone 4 bianco sarà disponibile nella primavera del 2011“.
Il catalogo di AT&T riporta prodotti come iPhone 4 – 16GB Bianco e iPhone 4 – 32GB Bianco. Si tratta di un’indiscrezione su un dato non ufficiale, visto che il catalogo online dell’operatore telefonico non riporta questi dati. Considerando però i tempi di commercializzazione di AT&T, potremmo pensare di vedere questi fantomatici iPhone 4 bianchi nel corso del mese di marzo se non fosse che una fuga di notizie di AT&T non avesse parlato della data del 27 febbraio 2011.
[Via Boy Genius Report]

La rivista Ad Age, fra le più autorevoli nel mondo della pubblicità, è riuscita a mettere le mani su un documento interno di Google, che rivela la spesa in pubblicità nel mese di giugno di un buon numero di multinazionali. Il documento mostra infatti una lista di 47 imprese che hanno speso in giugno più di 1 milione di dollari in pubblicità, 71 che hanno speso fra 500 000$ e un milione e infine 357 che hanno speso fra 100 000$ e 500 000$.
Apple non si situa tra i primi posti, dato che ha speso “solo” 1 milione di dollari in pubblicità presso Google nel mese di giugno, una cifra molto simile a quella spesa da Intel. Il numero risulta però elevato se si considera che la maggior parte degli inserzionisti ha investito una cifra tra 10 000$ e 100 000$.
Ma la casa di Cupertino non è fra le prime nella classifica di spese pubblicitarie presso Google. Per esempio la compagnia petrolifera BP, nel bel mezzo della crisi dovuta alla fuga di grezzo nel Golfo del Messico, spendeva 3,59 milioni di dollari per rifarsi un’immagine (circa 2,78 milioni di euro). La prima in classifica rimane comunque AT&T, con più di 8 milioni di dollari, di cui una buona parte è sicuramente stata investita per promuovere l’iPhone 4.
Continua a leggere: Apple spende 1 milione di dollari al mese in pubblicità su Google, rivela Ad Age
Il giudice federale James Ware della corte distrettuale del Nord California ha dato ufficialmente lo statuto di class action alla causa per monopolio contro Apple e AT&T, carrier esclusivista per iPhone e iPad negli USA.
La causa si basa sull’ipotesi che Apple abbia fatto in modo che i suoi clienti, firmando un contratto di 2 anni per la connessione telefonica, si trovino di fatto vincolati per 5 anni con AT&T. Inoltre Apple è accusata di alzare i prezzi dei suoi dispositivi e, forte di una posizione dominante sul mercato, limitare lo sviluppo della concorrenza controllando la distribuzione delle app per iPhone.
La class action è il meccanismo privilegiato con cui i cittadini possono essere tutelati e risarciti da aziende e multinazionali, in quanto una sentenza favorevole potrà essere fatta valere da tutti i soggetti che si trovino nell’identica situazione dell’attore. In questo caso vengono chiesti ad Apple e AT&T danni e interessi. I denuncianti chiedono inoltre un’ingiunzione del tribunale che proibisca di vendere iPhone bloccati negli USA e la liberalizzazione dell’installazione delle app su iPhone.
[Via Mashable | Foto Darla Mack]

Solo ieri sono partiti i pre-ordini di iPhone 4 negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei, ed oggi Apple dichiara di aver ricevuto oltre 600.000 prenotazioni in un giorno solo.
Proprio per questa richiesta superiore alle aspettative, l’azienda si scusa per alcuni malfunzionamenti riscontrati nel sistema di prenotazione on-line: “Molti clienti hanno dovuto abbandonare il processo con frustrazione: ci scusiamo con chiunque abbia incontrato difficoltà, sperando ci riprovino o che visitino un Apple Store o un negozio del suo operatore non appena iPhone 4 sarà disponibile”.
Anche al lancio di iPhone 3GS ci furono problemi simili, forse ancor più gravi e prolungati.
Il caso degli indirizzi email “persi” da AT&T a causa di un grave baco di sicurezza viene arricchito da nuove rivelazioni. In un comunicato stampa, AT&T aveva negato che gli hacker si fossero messi in contatto con chiunque.
Ebbene, il gruppo Goatse security, che ha scoperto la breccia negli script di AT&T, aveva avvertito diversi giornali e agenzie stampa, rivela Weev a Forbes. Weev è un noto attivista web, noto in particolare per essersi preso gioco della sicurezza di Amazon lo scorso anni, segnalando come “inappropriati” diversi libri.
Siccome il gruppo Goatse era entrato in possesso delle email di molti giornalisti, facile quindi recapitare direttamente ai diretti interessati le prove del loro exploit, avvertendo della falla si sicurezza di AT&T. Reuters, News Corp, The Washington Post e The San Francisco Chronicle non hanno riportato la notizia, ignorando quanto riportato dalle mail di Goatse. Forse esisteva un tacito accordo per coprire lo scandalo?
Continua a leggere: Gli hacker degli iPad AT&T contattano le agenzie di stampa, rimanendo ignorati.

Si tratta della più grande falla di sicurezza riguardante Apple avvenuta finora. È stata sottratta a AT&T, l’operatore telefonico esclusivista per iPad negli USA, la lista delle mail dei numerosi utenti di iPad 3G.
La falla di sicurezza era apparentemente enorme. Il gruppo Goatse Security, responsabile dell’azione, ha usato uno script di AT&T disponibile liberamente in rete, per farsi rivelare gli indirizzi email collegati agli ICC-ID dei dispositivi. Gli ICC-ID corrispondono agli “integrated circuit card identifier”, un numero che identifica univocamente i circuiti integrati. Lo script rivela semplicemente l’email associata al ICC-ID, fornito sotto forma di una richiesta HTTP.
Si pensa che le email rubate siano 114.067, tutte corrispondenti all’apparente lunga lista di primi esclusivi utenti dell’iPad, dato che l’exploit sembra essere avvenuto a fine aprile. Per una curiosa coincidenza, questa falla nella sicurezza legata a un prodotto Apple è stata sfruttata circa una settimana dopo che il prototipo di un iPhone 4 fu rinvenuto da uno studente in un bar di Redwood. D’altra parte gli utenti italiani non sono toccati da questo evento, dato che si tratta unicamente degli abbonati al carrier americano AT&T.
Continua a leggere: AT&T si lascia scappare l'email dei suoi utenti iPad 3G

Brutte notizie per gli iPadder a stelle e strisce. Nonostante nell’ultima beta di iPhone OS 4.0 fosse presente la possibilità di abilitare il tethering con AT&T, il colosso delle telecomunicazioni statunitense ha annunciato l’epurazione della tariffa dati più cara, quella con consumi illimitati.
Al momento, chi acquista un iPad può scegliere tra piani tariffari non proprio accattivanti; se non altro, però, per l’immodica cifra di $29,99/mese ci si portava a casa un pacchetto dati senza vincoli studiato specificatamente per gli utenti iPad. A partire dal 7 giugno prossimo, tale opzione verrà sostituita con una da $25/mese e limite di traffico pari a 2 GB:
Per i nuovi utenti iPad, il piano da 25$ per 2GB mensili sostituirà i piani in essere da $29,99 con traffico illimitato. Gli acquirenti che continueranno a usare la formula prepagata, non avranno bisogno di contratti. Gli utenti iPad esistenti che hanno scelto il piano illimitato da $29,99, possono continuare a tenerlo o passare al nuovo piano da $25.
La brutta notizia è che a questo listino si aggiungono i $20/mese necessari per esercitare un’eventuale opzione di tethering, che oltretutto non garantisce neppure massimali più alti. Il motivo dell’operazione, evidentemente, è l’inaspettato successo di iPad e il timore d’un collasso delle reti, da cui è derivata la nuova policy del carrier. Certo, prezzi alti e limiti sui contratti per ora sortiranno il loro effetto, e comunque la stragrande maggioranza degli utenti consuma molto meno di 2 GB al mese (senza tethering), ma in ultima istanza il vero toccasana restano gli investimenti nel network.

Sembra che inizino i problemi con iPad 3G. I proprietari del nuovo tablet stanno riscontrando lentezze e nella riproduzione dei video, non così fluidi e “magici” come nella versione WiFi.
I primi rapporti sembravano indicare che il problema venisse dal dispositivo stesso. In seguito, le voci furono zittite da analisi più approfondite di iLounge e di Dan Frommer, redattore presso Silicon Valley Insider, il quale comunica che:
ABC è solo wifi per scelta. Suppongo che i diritti abbiano un ruolo. (sono diversi su wifi che su 3G) suona strano ma è vero. - Dan Frommer su Twitter
Si tratterebbero di problemi software, rallentati da restrizioni legali o da versioni delle app leggermente diverse. I problemi sono confermati da ulteriori analisi. Giusto per farci un’idea, dai test condotti da Gizmodo risulta che “YouTube è una schifezza su 3G, Netflix gira sul 3G, però è brutto da vedere quanto YouTube. Il player di ABC si rifiuta di riprodurre video.” Sembra che ABC invii in streaming video a risoluzione altissima, i quali vengono riscalati a una risoluzione sub-ottimale, secondo quanto riportato da iLounge.

In occasione del lancio di iPad Wi-Fi + 3G negli Stati Uniti, alcuni blog come TUAW hanno seguito l’evento in diretta, e ne sono usciti alcuni spunti interessanti. Ecco le anticipazioni su iPad Wi-Fi + 3G che potranno essere utili anche agli utenti italiani, con alcuni chiarimenti in merito a compatibilità internazionale, YouTube, piani dati e Skype.
Continua a leggere: iPad Wi-Fi + 3G: dettagli su Skype e SIM internazionali