
Nelle scorse ore, Google ha reso disponibile un importante aggiornamento per la sua app Google+ dedicata ai dispositivi iOS. La nuova versione, build 1.0.7.2940, introduce una serie di importanti feature quali gli upload delle immagini a piena risoluzione, la ricerca e il +1 dedicato alle foto.
Si riduce il divario tra iPhone, iPod touch, iPad e i loro omologhi Android anche se all’appello mancano ancora diverse cosette (in particolare upload foto e video in background). A partire da oggi, grazie a questo update, sarà possibile caricare online le foto a piena risoluzione, mentre gli amici e i conoscenti nelle nostre cerchie potranno effettuare ricerche sul social network e votare con un +1 foto e post. Il tutto condito ovviamente da una certa quantità di bug fix e dai miglioramenti prestazionali di rito.
C’è pure un piccolo cambiamento estetico; l’icona dell’app si rifà il look e passa ad uno sgargiante rosso vivo per riflettere le modifiche apportate la settimana scorsa alla barra di navigazione di Google che ora -almeno per alcuni utenti- è integrata in un menu a scomparsa. Peccato soltanto che manchi ancora una variante dell’app ottimizzata per iPad, ma in effetti lo sviluppo procede a gonfie vele, e novità in questo senso potrebbero arrivare molto presto.

Il tethering su iOS ha una storia lunga e travagliata, è di fatto deciso dal gestore in concerto con Apple ed è stato in qualche caso motivo di rimozione coatta per questa o quella app. Ora qualcuno ci riprova, sembra con la benedizione di Cupertino, e su App Store è comparso un nuovo titolo -iTether- che consente di condividere la connessione tra telefono e computer via USB.
E’ sufficiente acquistarla a nella variante per iOS e aprire l’app di supporto per PC, disponibile nella variante per Windows e OS X. Poi il gioco è fatto:
Tether è un’applicazione che consente al Mac o al PC di avvalersi del piano dati dello smartphone, fornendo così accesso ad Internet sul laptop in ogni luogo e momento, purché vi sia copertura da parte del gestore.
Tether è facile da installare, facile da usare, funziona praticamente ovunque ed è molto produttivo.
Per scaricare il software per PC, visita:
http://tether.com/i/Tether-iPhone.exe
Per scaricare la variante Mac, visita:
http://tether.com/i/Tether-iPhone.dmg
L’app funziona esclusivamente via USB -niente WiFi né Bluetooth- e consente di superare elegantemente i limiti imposti da alcuni gestori che per abilitare le feature di tethering chiedono, in certi casi, un sovrapprezzo sull’abbonamento dati del telefono. Occhio però perché se effettuate connessioni troppo frequenti o iniziate repentinamente a produrre una quantità anomala di traffico, qualcuno potrebbe notarlo e chiedervi il conto: molto meglio quindi tagliare la testa al toro e optare per gestore meno avidi.
Trovate iTether a questa pagina dell’App Store, al costo di 11,99 € dove dovrebbe rimanere a tempo indeterminato. Gli sviluppatori fanno infatti sapere di aver adeguatamente redarguito Apple sulla natura e i fini della loro utility durante il processo di approvazione, che tuttavia è filato liscio come l’olio. Sempre che qualcuno non cambi nuovamente idea, si intende.

Quali le applicazioni più redditizie sull’App Store statunitense? Neven Mrgan ci elenca le prime quattro:
Si tratta di quattro applicazioni gratuite che portano guadagno ai propri sviluppatori tramite l’in-app purchase. In tutti e quattro i titoli, i soldi non permettono di comprare livelli, funzionalità e caratteristiche di gioco, ma semplicemente denaro virtuale da utilizzare nel gioco stesso. Si tratta di una tecnica di guadagno considerata meschina da molti altri sviluppatori, ma comunque legale e che non richiede censura da parte di Apple.
Come Neven Mrgan ricorda, l’App Store è stato lanciato originariamente con la lista Top 25 divisa in due categorie: Top Acquistate e Top Gratuite. Per invogliare all’acquisto, i prezzi di molte applicazioni sono crollate a 99centesimi scatenando le perplessità di una parte della comunità di sviluppo: svalutazione del lavoro, corsa al prezzo più basso e shovelware (ovvero applicazioni che si fanno notare più per il prezzo che per il reale valore/utilità). Apple ha introdotto la categoria Top Grossing (da noi Top Redditizie) probabilmente per combattere questa percezione: un’applicazione eccellente che costa 6.99€ può apparire in lista anche se ha venduto un quinto rispetto ad un’applicazione da 99centesimi.
Successivamente Apple ha aggiunto l’in-app purchase e ha deciso di includerne i guadagni derivanti da questa opzione per calcolare le app della Top Redditizie, finendo con l’elencare una mare di “fake-money compulsion engines”, ovvero applicazioni che richiedono soldi veri in cambio di soldi virtuali. Consultando la classifica, salta all’occhio il successo di queste applicazioni e il potenziale di cui sono dotate: pensiamo solo Texas Poker in grado di ottenere $99.99 in cambio della stessa cifra in dollari virtuali (ricordiamo che non si vincono soldi veri).
Apple non promuoverà mai apertamente questo tipo di applicazioni, ma probabilmente dovrebbe cambiare il metodo di calcolo per la classifica delle Top Redditizie.
[Via Neven Mrgan]

E’ ufficiale, e i timori a riguardo erano fondati. Per motivi di licenza, la versione per iPhone e per iPad di VLC è stata definitivamente rimossa dall’App Store. E per una volta, il dito non è puntato contro Cupertino.
Scaricatelo finché potete, era il monito di molti siti Web fino a qualche giorno fa. Chi infatti ne ha effettuato il download per tempo, potrà continuare a reinstallarlo a piacimento sui propri dispositivi (ma niente aggiornamenti); i nuovi utenti, invece, dovranno semplicemente rinunciarvi. Il motivo della cacciata sta tutto nelle divergenze tra uno degli sviluppatori impegnati nel progettone Open, Rémi Denis-Courmont, e Applidium, la società incaricata del porting vero e proprio su iOS. Scaramucce da Open Source, verrebbe da dire, se non fosse che Courmont è anche coincidentalmente un impiega Nokia, vale a dire uno dei competitor di Apple nel comparto mobile.
Al di là delle illazioni tutte da verificare, il problema sollevato da Courmont è quello della incompatibilità tra la GPLv2 e l’EULA dell’App Store: sebbene infatti VLC sia distribuito gratuitamente sul bazar del software con la mela, d’altro canto i DRM non ne permettono la condivisione, la modifica o la libera redistribuzione. Una ipotesi di inconciliabilità senza dubbio pertinente, ma che tuttavia non trova l’appoggio ufficiale del team di VideoLAN, lasciando l’impressione che l’intera questione sia partita da un capriccio personale dello zelantissimo impiegato.
Dal canto suo, con la precauzione che la contraddistingue, Apple non si è fatta pregare e, nel dubbio, ha subito epurato l’app del contendere. Cosa che è stata così commentata da Courmont:
Finalmente Apple ha rimosso VLC Media Player dal suo store di applicazioni. In questo modo l’incompatibilità tra la GNU General Public License ed i termini dell’App Store sono risolti, anche se nel modo più duro. Questo finale non dovrebbe sorprendere nessuno, visti i prodromi.
Parole dure che mal si conciliano con lo scontento di milioni di utenti che ora, per una questione di principio, non potranno più usufruire dei preziosi servizi offerti dal software. Per fortuna che la cara, vecchia Cydia corre sempre ai ripari.

Una delle più complete app per iPhone dedicate alla fotografia, Camera+, torna su App Store dopo un’assenza durata ben 4 mesi. L’easter egg che ne aveva causato l’epurazione coatta è stato rimosso, ma in compenso sono state aggiunte parecchie interessanti novità.
Il motivo è sempre lo stesso: l’app in questione si avvaleva di funzionalità che violavano la policy Apple, e per questo ha subito la censura della mela. Nella precedente versione, infatti, e grazie ad un piccolo escamotage, gli utenti potevano abilitare una feature latente chiamata “Volume Snap” che consentiva di scattare foto attraverso il pulsante fisico del volume presente sulla scocca del telefono. Approvata con la condizionale -cioè, col “Volume Snap” disabilitato per default- l’app è stata definitivamente rimossa quando la società ha cinguettato le istruzioni per abilitarlo nuovamente, e questo nonostante al tempo occupasse stabilmente il terzo posto nella classifica delle app a pagamento (qualcosa come 10.000 download al giorno).
Da allora sono passati 4 mesi, sono state aggiunte 50 nuove funzionalità e di easter egg non c’è più traccia. Con la sapiente gestione del fuoco e dell’esposizione, tutto in punta di dita, col flash digitale, le slavine di effetti, il supporto all’HDR e tutto il nécessaire per ritoccare, ritagliare e manipolare le immagini, Camera+ rappresenta indubbiamente un buon investimento per chi pretende maggior controllo sui suoi scatti in mobilità. E poi, eccezionalmente per l’occasione, viene commercializzata ad un prezzo davvero allettante: appena 79 centesimi. Acquistabile seguendo questo collegamento ad App Store.
La realtà aumentata è una delle tecnologie più innovative ed affascinanti, perchè permette di ottenere informazioni che vengono direttamente sovraimpresse alle immagini riprese dalla fotocamera di uno smartphone.
Le prime applicazioni di realtà aumentata utilizzavano tipicamente le coordinate GPS e la bussola per dare indicazioni aggiuntive su un determinato luogo, come Peak.ar che mostra il nome e l’altezza delle montagne inquadrate.
Grazie alla crescente capacità di calcolo degli smartphone è possibile creare applicazioni di realtà aumentata ancora più sofisticate, come Word Lens, che riesce a leggere in tempo reale le parole scritte su un cartello rimpiazzando il testo originale con la versione tradotta in un’altra lingua.
Al momento Word Lens è in grado di tradurre solo parola per parola, non il senso compiuto della frase, e le lingue supportate sono solo inglese e spagnolo, ma l’applicazione, scarcabile gratuitamente, ha un sistema di in app purchase che permetterà in futuro di acquistare vocabolari in altre lingue.
Chissà quando sarà disponibile un’applicazione di realtà aumentata che svelerà i messaggi subliminali dei cartelloni pubblicitari, come accadeva indossando speciali occhiali nell’imperdibile film They Live di John Carpenter.
[via engadget]
Siamo in periodo di feste e la segnalazione di accessori ed applicazioni per iPhone, iPod e iPad potrebbero essere utili sia per suggerire qualche regalo per gli amici muniti di gadget Apple, sia per ingannare il tempo nei lenti giorni invernali che precedono le meritate vacanze.
Partiamo da alcuni accessori segnalati su GadgetBlog nei giorni scorsi:
Per quanto riguarda le recensioni di giochi ed applicazioni, queste sono le proposte di AppBlog:
Raramente affrontiamo la recensione di una applicazione per iPhone qui su Mela|Blog, ma WinCheck (link iTunes) ci offre la possibilità di avvicinarci ad uno sviluppatore italiano, Andrea Filippo Mastalli, per intervistarlo e capire qualche dettaglio in più sul fronte dello sviluppo in Italia.
WinCheck è una nuova applicazione per iPhone (3GS e 4) e iPod touch che consente di verificare le giocate a SuperEnalotto e WinForLife in modo estremamente semplice: inquadrando la ricevuta della giocata.
Spesso, sopratutto quando parliamo di giocatori assidui, le schedine si accumulano dimenticandoci di controllare le possibili vincite. Nonostante esista già la possibilità di verificarle online sui siti ufficiali, WinCheck si propone come prima alternativa veloce alla scrittura dei 27 caratteri che compongono il codice della giocata: inquadriamo con la fotocamera il codice a barre stampato in fondo alla schedina e l’applicazione sarà in grado di leggerlo automaticamente in pochi secondi, fornendoci il responso.
Continua a leggere: WinCheck: recensione dell'applicazione e intervista allo sviluppatore
La settimana scorsa abbiamo parlato del nuovo Yahoo! Messenger per iPhone , che prevede videochiamate su rete 3G fra utenti. Il punto forte di questa versione di Messenger è che le chiamate si possono effettuare fra tutti i client del programma, che siano installati su computer o su smartphone.
Il programma ha passato la fase di revisione ed è ora presente sull’App Store. Le novità di Yahoo! Messenger 2.0 puntano quasi tutte sulla comunicazione vocale, difatti includono:
Un’altra novità riguarda l’integrazione del multitasking per eseguire Messenger in background, dato che questa versione è compatibile con iOS 4.
Continua a leggere: Arriva Yahoo! Messenger 2.0, con videochiamate 3G da iPhone a computer
Sembra che anche Yahoo! si stia lanciando nella corsa per proporre la tecnologia di videoconferenza per videochiamate con iPhone. Dopo FaceTime di Apple e la recente applicazione Tango che fa da ponte fra iOS e Android, ecco annunciare il porting della video-chat del popolare Yahoo! Messenger su piattaforma iOS.
La videochiamata di Yahoo! sarà proposta come update gratuito dell’app Yahoo! Messenger per iPhone.
Questa nuova versione di Yahoo! Messenger nasconde non poche sorprese, fa notare Mark Gurman di 9to5Mac. L’app funzionerà non solo su reti Wi-Fi e 3G, come Fring o Tango, ma permetterà videochiamate fra iPhone e i computer che hanno installato il software Yahoo! Messenger.
La flessibilità di questa nuova versione di Yahoo! Messenger per iPhone, se venisse approvata da App Store, darà del filo da torcere alla concorrenza e in particolare a FaceTime di Apple che permette -lo ricordiamo- videochiamate gratis unicamente su rete Wi-Fi.
Come dicevamo, questa nuova versione della chat di Yahoo! è in fase di approvazione. L’unico dettaglio noto del processo in corso è il commento di Apple a riguardo: “App Store accetta unicamente app che supportano videochiamate su reti WiFi e 3G”. Nel frattempo, Yahoo! ha annunciato che lo stesso update è previsto anche per Android.

In attesa che Apple si decida a permettere l’uso della chiamata video anche su reti 3G e che gli sviluppatori delle altre piattaforme mobili inizino ad integrare il supporto a FaceTime nelle proprie app, una agguerrita start-up californiana chiamata Tango ha preso al balzo la palla della novità con un tecnologia di videoconferenza sviluppata internamente, ma che ha tra i suoi punti di forza l’interoperabilità tra iPhone 4, iPhone 3GS e molti telefoni Android.
Non troppo dissimilmente da Fring, Tango richiede l’installazione dell’app da ambo le parti, dopodiché tutto funziona più o meno come pubblicizzato. Non è richiesta l’iscrizione ad alcun servizio, poiché il software si avvale dei numeri di telefono presenti in rubrica, e in generale si nota subito comunque un’interfaccia più ripulita e ordinata, e soprattutto parecchia stabilità che manca a Fring. Da alcuni esperimenti condotti, quest’ultimo tende ad andare in crash decisamente troppo spesso.
Per quanto concerne la qualità audio e video, ci troviamo di fronte ad un buon prodotto soprattutto su rete 3G dove parecchio dipende soprattutto dalla copertura al momento. In condizioni ottimali, infatti, la qualità percepita è parecchio simile a quella di FaceTime sbloccato con app non ufficiali tipo 3G Unrestrictor. Sul WiFi invece non c’è paragone: la tecnologia sviluppata da Apple è sensibilmente migliore e produce meno artefatti dovuti alla compressione, ma è anche vero che è molto limitata (solo iPhone 4 e niente telefoni Android).
In definitiva, vale la pena di offrire un’opportunità a Tango, anche e soprattutto in virtù del fatto che è gratuita. Chi volesse provarla, non ha che da scaricarla seguendo questo collegamento ad App Store.

Quali sono le migliori applicazioni per iPhone, iPod touch e iPad della settimana di cui si è parlato su AppBlog? Torniamo a segnalare quelle che ci sembrano più interessanti, divertenti e curiose appena apparse o aggiornate su App Store di Apple.