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Tutti gli articoli con tag applicazioni

La App Economy introdotta da Apple ha creato più di 400 mila posti di lavoro

pubblicato da Androe

ufficio mac

Quattro anni fa Apple introduceva l’App Store per il proprio iPhone, un sistema che si è rivelato un’interessante fonte di guadagno per migliaia di sviluppatori e una risorsa da 466 mila posti di lavoro, solo in USA.

Cult of Mac ne parla riportando la frase di Barack Obama a Steve Jobs, citata anche nel libro di Walter Isaacson, che in qualche modo rimproverò il CEO di Apple di impoverire gli USA portando oltreoceano la produzione industriale: «these jobs aren’t coming back», questi posti di lavoro non torneranno. E se anche Donald Trump si scomoda chiedendo a Tim Cook di costruire iPad e iPhone sul territorio statunitense, uno studio di TechNet dimostra come l’App Economy sia riuscita a creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro.

Grazie allo sviluppo di applicazioni e un sistema ben congegnato che facilita le operazioni di acquisto da parte dell’utente finale come l’App Store di iOS le piccole società, le startup hanno potuto guadagnare ingenti somme che hanno subito reinvestito per crescere e migliorare. L’esempio che viene in mentre per primo è Rovio che grazie al videogame Angry Birds cresce ogni anno rafforzando il proprio brand ma anche i giganti come Electronic Arts e Zynga hanno trovato nuova vita vendendo i propri prodotti per dispositivi mobile.

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Gli Spot del Superbowl 2012: Apple c'è ma non si vede

pubblicato da Androe

spot puperbowl

Come ogni anno gli spot pubblicitari nelle pause del Superbowl attirano l’attenzione più dello stesso evento sportivo. Apple quest’anno non c’è stata ma le citazioni non sono mancate. Più o meno simpatiche.

Samsung non ha mancato di prendere in giro gli utenti Apple, raffigurati sempre in coda sul marciapiede fuori dallo Store ed estasiati alla vista di un Galaxy Note che vanta tra le altre caratteristiche un pennino, strumento di puntamento ritenuto di poca importanza da Apple al punto da non fornirne uno come accessorio ufficiale. Finalmente grazie al Galaxy Note gli hipster in coda sono «liberi» e abbandonano la coda per abbracciare The Next Big Thing di Samsung.

L’altro spot pubblicitario che strizza l’occhio all’iPhone (e non solo) è Best Buy, la nota catena di rivenditori specializzati in elettronica. In questo caso non si prende in giro nessuno (per fortuna) focalizzando l’attenzione sulle app, il vero punto di forza di uno smartphone che può estendere in modo pressoché sconfinato il proprio utilizzo. La breve panoramica inizia dall’inventore della mini-camera per scattare le foto per finire agli inventori di Shazam e Instagram, giusto per citarne un paio.

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American Airlines utilizzerà iPad a bordo dei suoi aerei

pubblicato da Androe

american airlines

La American Airlines sarà la prima compagnia aerea del mondo ad utilizzare iPad a bordo per scopi tecnici: l’equipaggio utilizzerà il tablet per avere a disposizione una carta aeronautica digitale aggiornata in tempo reale da un’apposita applicazione.

A soli sei mesi dall’approvazione da parte della FAA (Federal Aviation Administration, l’ente USA del Dipartimento dei Trasporti che controlla il traffico aereo nazionale) di poter utilizzare gli iPad al posto del supporto cartaceo, la American Airlines ha testato il nuovo metodo su centinaia di ore di volo tra Los Angeles, Tokyo e Shanghai.

La decisione risparmierà all’equipaggio di avere in cabina circa venti chili di carta tra mappe e manuali e il minor consumo di carburante farà risparmiare alla compagnia circa 1,2 milioni di dollari all’anno.

Via | AppleInsider
Photo | Flickr

App Store Rewind 2011: le applicazioni fotografiche sono le più apprezzate dell'anno

pubblicato da Androe

app store rewind 2011 instagram

Con una sezione dedicata su iTunes Store Apple presenta il meglio del 2011 con App Store Rewind 2011, il meglio tra applicazioni e giochi per iOS per l’anno che sta per terminare.

Fra le applicazioni per iPhone svetta (sullo Store italiano e quello USA) Instagram con i suoi 14 milioni di felici utenti, due in più grazie al recente lancio dell’iPhone 4S come ci dice TechCrunch, mentre per iPad l’app dell’anno è il viaggio 3D nella Firenze rinascimentale creato da di Applix e Mondadori con Firenze - Virtual History.

Per iPhone Menzione d’onore a Fubies e Matematica Pro, per iPad è stata molto apprezzata Snapseed per gli effetti di fotoritocco sulle immagini (si tratta di un’app molto simile ad Instagram) e ilMeteo HD Plus, altro prodotto tutto italiano.

Nelle classifiche di vendita per iPhone svetta WhatsApp dimostrando come gli utenti non abbiano apprezzato il sistema chiuso di iMessage preferendo un prodotto multipiattaforma e, se me lo concedete, più completo data la possibilità di incorporare un po’ di tutto nei messaggi instantanei, anche le coordinate della propria posizione. Più in basso troviamo altre app fotografiche: Hipstamatic, Panoramatic 360 e Camera+ che in USA è al primo posto delle vendite con 5 milioni di download.

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Eric Schmidt: «tra sei mesi Android Market batterà App Store»

pubblicato da Androe

eric schmidt google leweb

Non le manda a dire Eric Schmidt, Executive Chairman di Google nel suo intervento a Le Web 2011 a Parigi. Le sue parole hanno dimostrato la grande fiducia nutrita verso Android che è destinato a superare iOS soprattutto riguardo l’attenzione rivolta da parte degli sviluppatori.

Schmidt afferma, causando il gelo nella sala, che «Android è davanti ad iPhone» e non si tratta di un’imitazione del sistema operativo mobile di Apple, anche perché «Android è stato fondato prima dell’iPhone» e forte dei 200 milioni di telefoni Android in uso e dei 550 mila in corso di attivazione nei prossimi sei mesi il mercato supererà quello delle applicazioni di iOS.

Android sarà più evoluto di iOS, più “aperto”, più performante anche se con interfaccia poco fluida. Ma come mai l’avvento di Flipboard per iPhone è accolto da ovazione mentre lo sviluppo della stessa applicazione per la piattaforma mobile di Google forse non avverrà mai? Apple ha saputo attirare l’attenzione degli sviluppatori sul proprio sistema di distribuzione centralizzato che garantisce un facile e comodo acquisto da parte dell’utente che si traduce in un cospicuo guadagno per chi produce l’app.

Schmidt continua il suo intervento (disponibile integralmente nel video dopo il salto) elogiando l’integrazione con i servizi Google: Gmail, Apps, Plus, Music, Maps. Fondere social e local sarà la chiave del successo e del sorpasso su iOS.

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Il Mac App Store apre anche alle app per Lion

pubblicato da aWilito


Ora che Mac OS X Lion è in dirittura d’arrivo, sono ufficialmente iniziate le manovre di sbarco. E così, nelle scorse ore, Apple ha iniziato a sollecitare gli sviluppatori perché sottopongano all’approvazione del Mac App Store una copia aggiornata delle proprie app, compatibile col nuovo OS con la mela.

Sulla pagina dedicata all’iniziativa si legge:

OS X Lion, l’ottava major release del Sistema Operativo più avanzato al mondo, sarà presto disponibile per milioni di utenti sparsi per il mondo. Invia le tue app Lion per la recensione, così che possano già essere sul Mac App Store quando Lion verrà pubblicato, questo mese.

Il che significa probabilmente che Lion arriverà un po più tardi del preventivato, e cioè non entro la prima metà del mese, anche perché a questo termine mancano appena tre giorni. Nel caso dell’App Store, l’anno scorso Apple aveva iniziato a ricevere le app aggiornate per iOS 4 con 11 giorni di anticipo, ma questa volta -se non altro- le cose dovrebbero andare un po’ più speditamente.

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Nell'App Store compare il misterioso dispositivo ix.Mac.MarketingName

pubblicato da xtom


In diverse applicazioni presenti nell’App Store è comparsa per alcuni minuti una dicitura che indicava la compatibilità dell’app con un misterioso dispositivo chiamato ix.Mac.MarketingName.

La scritta è comparsa in modo casuale su alcune applicazioni universali, ovvero compatibili sia con iPhone, sia con iPad, come ad esempio il client SSH Prompt, mentre tale fenomeno non è stato riscontrato sulle applicazioni dedicate espressamente ad uno dei due dispositivi.

Su cosa possa essere questo misterioso dispositivo circolano fontamentalmente tre ipotesi :

  1. un nuovo dispositivo dotato di sistema operativo iOS con touchscreen da 5 o 6 pollici
  2. la nuova Apple TV che finalmente sarebbe in grado di scaricare le applicazioni dall’App Store
  3. un’applicazione per OS X che permetta di utilizzare le applicazioni sviluppate per iOS anche sul Mac

Probabilmente Apple ha in serbo qualche sorpresa da presentare il 6 giugno al WWDC.

[via appleinsider]

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Perian 1.2.2 si appresta al commiato coi PowerPC

pubblicato da aWilito


Nuova versione del coltellino svizzero dei codec audio/video su Mac. Perian 1.2.2 introduce il supporto a nuovi formati, migliora la compatibilità con quelli esistenti e corregge molti bug, ma con questo update si appresta anche a dare l’addio all’architettura PowerPC.

Rispetto alla precedente versione che risale a più di un anno fa, la lista delle novità è corposa e contempla alcuni interessanti cambiamenti:

  • Aggiunto il supporto per WebM/VP8 e per FFv1
  • Aggiunto il supporto per le tracce MKV
  • Aggiunto un decoder interno per Theora
  • Risolti molti bug e crash coi file Matroska
  • Migliorata la compatibilità coi video FLV
  • Risolto un problema nell’implementazione di Apple del supporto ai file .mp4

Data la mole dei formati supportati, l’installazione del plugin è consigliata a tutti gli utenti, non soltanto a quanti ne possiedono già una versione più datata. Infine, segnaliamo che Perian 1.2.2, scaricabile a questa pagina, è l’ultima versione compatibile coi PowerPC e versioni di Mac OS X precedenti alla 10.6. Dalla prossima, insomma, si cambia.

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Apple: secondo gli analisti le entrate potrebbero aumentare del 50% in 2 anni

pubblicato da Claudia

app store

Il CEO della Forrester Research ha dichiarato che le entrate di Apple potrebbero crescere più del 50% nei prossimi due anni; il boom delle applicazioni ha comportato una crescita di domanda di terminali come iPad.

George Colony, il fondatore della Forrester, ha raccontato le proprie previsioni a Bloomberg, spiegando che Apple ha venduto circa 15 milioni di iPad nell’anno di debutto e più di 90 milioni di iPhone nel corso di quattro anni. La domanda di dispositivi ha generato a sua volta un mercato di applicazioni scaricabili che permettono agli utenti di acquistare, lavorare, giocare e svolgere altre funzioni in mobilità. Ciò a sua volta genera altre vendite di terminali Apple, permettendo alla compagnia di generare maggiori entrate, pià della International Business Machines Corp. e della Hewlett-Packard. Colony aggiunge:

Saranno più grandi di IBM il prossimo anno e saranno più grandi anche di HP l’anno successivo. Le vendite di Apple sono aumentate del 52% lo scorso anno. All’attuale ritmo di crescita, saranno una compagnia dal fatturato di 200 miliardi di dollari.

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Uno sguardo da vicino alle restrizioni del Mac App Store

pubblicato da aWilito


Un interessante articolo di Ted Landau spiega alcuni dei problemi in cui potrebbero incappare presto gli utenti che dovessero decidere di trattare le applicazioni acquistate sul Mac App Store come normalissimo software. Freeware o no, ci troveremo presto a scontrarci con alcune fastidiose restrizioni cui non eravamo semplicemente abituati.

Anche se serbano denominazione e 99,9% del codice in comune, un’applicazione scaricata dal suo sito Web e l’omologa sul Mac App Store non sono identiche. Al suo interno, infatti, ogni versione MAS possiede una cartella chiamata ” _MASReceipt” con dentro il file “receipt” che ne determina il comportamento: parliamo in buona sostanza di un certificato anti-copia, proprio quel famoso certificato che -se non opportunamente controllato- consente di piratare il software. Cancellare la cartella “_MASReceipt”, ovviamente, impedirebbe l’avvio dell’applicazione, ma c’è di più.

Una volta eravamo abituati a spostare le applicazioni (parliamo principalmente dei freeware) da un Mac all’altro sfruttando la rete domestica. D’ora in poi ciò non sarà più possibile perché, al momento del lancio su un computer diverso da quello su cui è avvenuto il primo download, la versione MAS chiederà le credenziali iTunes necessarie ad autorizzare il caricamento. Senza di quelle, e soprattutto senza una connessione ad Internet, niente avvio. Il che non è propriamente uno scenario rassicurante, soprattutto quando ci troviamo in situazioni d’emergenza o col Mac in panne.

Altra limitazione, l’impossibilità (credenziali o meno) di avviare la medesima applicazione su Mac dotati di Sistemi Operativi precedenti a Mac OS X 10.6.6; va da sé che senza il Mac App Store ed i framework di controllo necessari, nessun software potrebbe avviarsi.

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Mac App Store: integrazione con Controlli Censura

pubblicato da Michele Filannino


Tra le funzionalità nascoste del nuovo Mac App Store c’è la possibilità, per l’amministratore del computer, di consentire o meno l’accesso alle applicazioni scaricate. In particolare nel menu Preferenze di Sistema > Controlli Censura è comparsa una nuova sezione nella finestra App.

Oltre che impostare i permessi di accesso a Widget, Utility e Software per lo sviluppo è possibile farlo anche con le App acquistate e installate tramite Mac App Store. Accanto al nome di ogni applicazione acquistata viene anche mostrato il giudizio globale.

Agendo sulle rispettive caselle di controllo è possibile inibire l’avvio delle applicazioni selezionate, a meno di inserire la password di amministratore. Un altro piccolo passo avanti.

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300.000 titoli su App Store? Non proprio

pubblicato da aWilito


Nelle scorse ore, e senza che suonassero le trombe di Cupertino (cosa già di per sé sospetta), alcuni siti noti ed altri meno noti hanno raccontato del superamento su App Store dello storico risultato di 300.000 app a catalogo. In realtà, come sottolinea l’acuto Fortune, i conti non tornano e le cifre sono sensibilmente meno roboanti.

In effetti, soltanto lo scorso primo settembre Steve Jobs in persona aveva annunciato la presenza di 250.000 titoli a catalogo sullo store del software con la mela. Ciò avrebbe implicato -fosse la cosa fondata- una inverosimile crescita di 50.000 app in meno di 6 settimane. Troppo, persino per le performance finanziarie da fantascienza di Cupertino.

In realtà, l’errore marchiano è consistito nell’affidarsi a Mobclix per stabilire il numero delle app esistenti. Se da una parte infatti questo exchange network conosce per forza di cose ogni applicazione in cui compaiono le sue inserzioni, d’altro canto non tiene conto dei titoli usciti dal catalogo per decisione dello sviluppatore o per le mille ragioni della censura di Cupertino. Metodi più affidabili consistono nel ricavare i dati da 148apps.biz o attraverso il notissimo AppShopper, secondo cui le app attive sullo store ammontano al momento rispettivamente a 278.691 per il primo e 279.975 per il secondo. Come dire, ci siamo quasi, ma anche no.

Infine ed in compenso, le app totali approvate fin’ora quel traguardo l’hanno già superato da un pezzo. Stando a 148apps, infatti, parliamo di 334.639 titoli totali di cui 55.916 rimossi dallo store, laddove AppShopper ne conta 335.257 e ne esclude 55.282.

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