
Chi è passato almeno una volta per le maglie del pur eccellente servizio di assistenza con la mela, sa che molti prodotti difettosi spesso vengono sostituiti tout court con un equivalente ricondizionato. Una pratica non troppo simpatica (dopotutto, abbiamo comprato un gingillo nuovo a prezzo pieno, mica un refurbished scontato), ma che si scontra con le più recenti disposizioni di legge della Corea del Sud. Lì infatti, con la sola esclusione dell’iMac, Apple sarà costretta a procedere alle sostituzioni in garanzia esclusivamente con prodotti nuovi, se la richiesta è effettuata entro 30 giorni dall’acquisto.
La novità è una diretta emanazione dalle decisioni prese recentemente in seno alla Fair Trade Commission sudcoreana:
In virtù delle recenti disposizioni di legge, ogni prodotto che presenti difetti entro un mese dall’acquisto sarà sostituito con uno nuovo. Anche in seguito alla scadenza della garanzia, è possibile richiedere un nuovo gadget quando il malfunzionamento è manifestamente causato dal produttore e non dall’utente.
“Apple ha confermato che la rinnovata policy della Corea è la migliore al mondo rispetto a quella degli altri paesi” ha affermato Kim Chung-ki, un ufficiale della FTC, presso la conferenza stampa. Nella maggior parte dei paesi, Apple decide per conto suo su come compensare i gadget elettronici non funzionanti e in molti casi offre prodotti ricondizionati.
Dal canto suo, Apple ha declinato la volontà di commentare la notizia, limitandosi a dichiarare che “avrebbe rivisto la propria policy a seconda delle differenti leggi dei differenti paesi ovunque esse proteggano meglio i consumatori.”

Lo scorso 27 dicembre l’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha sanzionato con una multa da 900 mila euro il gruppo Apple, responsabile di pratiche commerciali scorrette a danno dei consumatori, per non aver esplicitamente comunicato che la garanzia sui prodotti è di due anni, come previsto dalla direttiva europea.
Secondo alcune indiscrezioni Apple avrebbe deciso di ricorrere in appello, ma nel frattempo non ha potuto fare a meno di adempiere agli obblighi dell’antitrust pubblicando sulla pagina in lingua italiana dell’Apple Store Online la cosiddetta “Comunicazione a tutela dei consumatori” ovvero un link che rimanda alla delibera dell’AGCM nella quale vengono descritte le pratiche commerciali scorrette e le sanzioni inflitte alle varie società del gruppo Apple.
Entro 90 giorni, cioè entro fine marzo, Apple dovrà adeguare le informazioni del servizio AppleCare Protection Plan, inserendo l’indicazione dell’esistenza di una garanzia biennale di conformità ed indicando la corretta durata del servizio nel rispetto della scadenza della garanzia di conformità.

Della multa da 900.000€ che l’Antitrust ha sanzionato nei confronti di Apple qui in Italia, sarete tutti quanti ormai al corrente: riassumendo, si tratta di un provvedimento adottato in quanto l’azienda americana è stata ritenuta responsabile di pratiche commerciali scorrette a danno dei consumatori, incentivandoli a sottoscrivere l’AppleCare anche se per legge la garanzia dei prodotti venduti in Europa è di due anni.
Ma Apple sarebbe pronta a ricorrere in appello contro la multa, come riporta la notizia di The Register che cita come fonte un rappresentante interno alla stessa società, per cui quella di non accettare il pagamento ricorrendo in appello dovrebbe a questo punto essere la linea ufficiale di condotta scelta da Apple per questo caso. Secondo la difesa, nonostante quanto reso noto dall’Antitrust Apple sarebbe già in piena condizione di rispetto delle leggi italiane, ed è per questo che tenterà la via dell’appello.
Una via che immaginiamo possa essere intrapresa non tanto per ammorbidire la sanzione, ma per ottenere un riscatto (soprattutto in caso di annullamento della multa) agli occhi dei tanti fan e non-fan di Apple presenti in giro per il globo, e ovviamente anche in Italia.

Come riportato nel comunicato stampa, l’Antitrust ha sanzionato per complessivi 900 mila euro il gruppo Apple responsabile di pratiche commerciali scorrette a danno dei consumatori.
Grazie alle numerose segnalazioni arrivate dai consumatori e da alcune associazioni, le tre società del gruppo, Apple Sales International, Apple Italia S.r.l. e Apple Retail Italia sono state multate poiché:
In sostanza Apple incentivava i clienti a sottoscrivere l’AppleCare anche se per legge la garanzia dei prodotti venduti in Europa è di 2 anni.
Apple nel corso del procedimento aveva già provveduto a rettificare in parte le informazioni fornite, come visibile nello screenshot qui sopra, infatti il limite di un anno e 90 giorni è riferito solo all’assistenza telefonica e non alla garanzia del prodotto.
[via repubblica]

AppleCare, il programma di protezione dell’iPhone Apple è ora proposto nella versione “AppleCare+”. Si tratta di un’estensione della garanzia dell’iPhone che, per 99$, copre i danni causati al dispositivo mobile per un totale di due anni. Al prezzo della garanzia vanno però aggiunti 49$ (circa 37€) per ogni incidente dovuto a cause accidentali, fino a un massimo di due.
Ogni iPhone viene venduto negli Stati Uniti con un contratto che prevede un anno di garanzia per malfunzionamenti dell’hardware (in Italia sono due anni). Nel contratto AppleCare non vengono però compresi i danni accidentali, ossia tutti quei danni che sono imputabili all’utente, come il lasciar cadere il dispositivo a terra o immergerlo in un liquido.
Con AppleCare+ per iPhone, gli esperti della Apple risponderanno agli utenti per telefono o in un Apple Retail Store, in particolare per risolvere problemi con iOS, le app come Mail, iMessage e Calendar. Inoltre verrà fornita assistenza per aiutare gli utenti a risolvere problemi di connessione fra l’iPhone e il Mac o il PC. Il piano AppleCare+ servirà anche per le eventuali riparazioni necessarie, imputabili a difetti di fabbricazione o meno.
[Foto luizfelipe]

Apple ha silenziosamente rilassato le restrizioni del suo piano di garanzia AppleCare. Retroattivamente dal 28 ottobre 2010, gli acquirenti che lo desiderano possono associare ad un piano AppleCare un nuovo prodotto. Finora, gli acquirenti semplicemente erano obbligati all’acquisto di un nuovo piano AppleCare a meno che entrambi i prodotti non fossero degli iPhone. I piani di garanzia di iPhone sono trasferibili a partire dal 23 giugno.
La modifica da un lato concede e dall’altro stringe. Il prodotto originale deve essere stato acquistato non più di 30 giorni prima della richiesta di trasferimento, ed il nuovo prodotto deve essere dello stesso tipo di quello coperto dal piano di assistenza. La copertura acquisita da un AppleCare per iPad, ad esempio, non può essere trasferita ad un CinemaDisplay.
[Via MacNN]