Think Different. Quante volte avete visto e sentito parlare di quello che nel corso del tempo è diventato un vero e proprio marchio di fabbrica per Apple? Sappiate che inizialmente proprio il Think Different non piaceva a Steve Jobs, al punto da portare l’ex CEO della società di Cupertino a definirla spazzatura.
Lo riporta su Forbes Rob Siltanen, presidente e chief creative officer di Siltanen and Partners, evidenziando così quelle che sarebbero state alcune incongruenze con la biografia ufficiale di Jobs, scritta da Walter Isaacson e stravenduta in tutto il mondo:
“Steve era coinvolto altamente nella pubblicità e ogni parte del business Apple. Ma la sua non fu la mente dietro il rinomato spot di lancio. Infatti fu spudoratamente duro con la pubblicità che diventò poi di primo piano per aiutare Apple a diventare una delle società più grandi nella storia del commercio.”
Al tempo, Siltanen era creative director TBWA/Chiat/Day, il quale ufficio di Los Angeles fu nel 1997 proprio il creatore dello slogan Think Different: lo stesso Jobs chiese alla società di creare una nuova campagna pubblicitaria, chiedendo una bozza preventiva per garantire loro il contratto. Erano tempi particolarmente difficili per Apple, ben lontani da quelli di ora, per cui l’idea di dare a essa una “nuova direzione” con la pubblicità Think Different sembrò particolarmente indovinata all’art director Craig Tanimoto.
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Vendere e saper vendere. Un binomio inscindibile che è fondamento del commercio: anche il prodotto perfetto non può fare a meno della pubblicità e basarsi soltanto sulla propria qualità, ma ha bisogno che “il mondo là fuori” sappia della sua esistenza. Così anche i prodotti Apple non sono esclusi da queste tanto semplici, quanto fondamentali, regole di marketing.
Apple cominciò a presentare le prime pubblicità dei propri prodotti a fine degli anni ‘70 e, per tutto il decennio successivo, quest’ultime sono caratterizzate da immagini con colori forti e una ricca parte dedicata al testo che distoglie un po’ dell’attenzione dal prodotto. Verso la fine degli anni ‘90, Apple fece un grosso salto in avanti lanciando la campagna “Think Different”, caratterizzata dalla presenza di personaggi famosi, come Muhammad Ali, Ghandi, Einstein, e in cui si nota una ricerca più approfondita del soggetto, del claim e della qualità stessa delle immagini presentate.