Apple è pronta ad acquistare Hulu, la compagnia californiana che offre servizi video online. Almeno due persone vicine al tavolo delle trattative hanno comunicato a Bloomberg che un incontro preliminare fra Apple e Hulu è già avvenuto. Sembra che Hulu sia in vendita da almeno alcuni mesi e alcuni giganti come Google e Apple sono in lizza per l’acquisto.
Secondo Bloomberg e SNL Kagan il prezzo dell’operazione potrebbe ammontare a 1,4 miliardi di euro: una cifra totalmente alla portata del patrimonio cash di Apple. A giugno, Apple partecipò all’acquisto dei brevetti di Nortel per una cifra superiore ai 3 miliardi di euro; in quel caso il consorzio che comprò i brevetti della Nortel fu portato a termine assieme a Microsoft, EMC Corp, Sony, Ericsson e RIM. Inoltre, sembra che Apple stia anche meditando una proposta per aggiudicarsi InterDigital Inc. e i suoi brevetti, una compagnia che vale più di 2 miliardi di euro.
Hulu ha già un’app per iOS nell’App Store, Hulu Plus, che fornisce servizi web su iPhone, iPad e iPod touch. Hulu offre anche servizi per il mercato delle console, come la XBox di Microsoft o la PlayStation 3 di Sony, e per gli smartphone che montano Android.
[Via Bloomberg]
Apple è immischiata in diverse battaglie legali contro compagnie di un certo peso, in particolare nel mondo della telefonia (ma non solo) dove Cupertino difende a denti stretti le innovazioni che ha lanciato. L’ultima in data è la causa legale intentata da Apple contro Samsung, accusandola di aver copiato l’aspetto di alcuni prodotti. Ma per Apple rimangono aperti diversi fronti legali, illustrati nel grafico qui sopra che descrive l’intreccio di cause legali del mondo della telefonia mobile. A parte l’alleanza Nokia-Microsoft, appaiono anche le compagnie con cui Google collabora su Android. Per Apple invece, risaltano le dispute su brevetti con HTC, Motorola, Kodak, Nokia e Google.
Per dirla tutta, Apple attacca Google indirettamente, denunciando compagnie legate a Google e che violerebbero brevetti di proprietà di Apple. D’altra parte, le cause legali contro HTC, Kodak, Motorola e Nokia stanno andando avanti da qualche tempo e in tutte queste Apple è citata in giudizio dai suoi concorrenti.
Nel caso di HTC, Apple aveva denunciato la compagnia per la violazione di 20 suoi brevetti legati alla telefonia mobile nel 2010. Nel maggio dello stesso anno, HTC contro-denunciava Apple per la violazione di 5 suoi brevetti, di cui due riguardano la gestione del risparmio energetico, due la personalizzazione di quadranti telefonici e l’ultimo la composizione veloce di numeri.
Continua a leggere: Apple e il labirinto delle cause legali sugli smartphone
Il nuovo libro di Steven Levy, “In the Plex, How Google Thinks, Works, and Shapes Our Lives”, mette a nudo i meccanismi interni di Google e la storia della sua fondazione da parte di Sergey Brin e Larry Page. Il libro rivela anche che i fondatori di Google pensarono a Steve Jobs nel ruolo di Amministratore Delegato, ma quest’ultimo rifiutò, preferendo un ruolo più defilato:
Lui [Steve Jobs] rifiutò la loro offerta, ma siccome vedeva il potenziale di Google accettò di consigliare Mr. Page e Mr. Brin, persino condividendo consulenti.
Steven Levy rivela in “In the Plex” anche come Jobs riuscì a “mantenere nascosto lo sviluppo dell’iPad” a Eric Schmidt quando quest’ultimo era membro del Consiglio d’Amministrazione di Apple. Questa diffidenza deriverebbe dalla reazione di rabbia di Jobs nel vedere uno dei primi modelli con Android, il quale avrebbe secondo lui “rubato le migliori idee dall’iPhone”.
[Via AppleInsider]

Intervistato dalla CNBC, Eric Schmidt si è esteso sulle relazioni fra Google e Apple, un tema particolarmente spinoso in un momento in cui Steve Jobs è assente per motivi di salute, sostituito da Tim Cook, e lo stesso Schmidt ha annunciato le sue dimissioni da Amministratore Generale ad aprile. A sostituirlo sarà il co-fondatore di Google Larry Page.
Al contrario di Patrick Lo, CEO di Netgear, che non ha saputo misurare le sue parole, lasciandosi scappare commenti che sono stati interpretati come un augurarsi il ritiro di Steve Jobs dalle scene, Eric Schmidt ha augurato all’ex collega una pronta guarigione. Infatti, quando interrogato sulle relazioni fra le due compagnie, ora che Tim Cook è alla guida di Apple, il CEO di Google ha tagliato corto: “Credo che non sia un tema appropriato. Steve [Jobs] è ancora il CEO e spero che continui ad esserlo per sempre.”
Finora tutto bene; un tema scottante addirittura trattato con eleganza. Ma le orecchie dei giornalisti si sono rizzate quando Schmidt ha risposto a una domanda in apparenza banale, ossia se gli era stato proposto di sostituire alla testa di Apple Steve Jobs, durante questo periodo di malattia. La replica dell’amministratore generale di Google è stata ancora una volta breve e tagliente:
Non parlerò di conversazioni personali.
Una risposta che non svela niente, ma invece sembra dire tutto: apparentemente un contatto fra Eric Schmidt e la dirigenza di Apple è avvenuto ed è rimasto sul piano personale. Nel linguaggio di Schmidt, questo vuol significare che nessuna proposta ufficiale gli è giunta, anche se in via ufficiosa la situazione è ben disversa.
Eric Schmidt era stato membro del consiglio di amministrazione di Apple, fino a quando l’entrata sul mercato di Android non lo aveva spinto ad uscirne. Ora che i rapporti fra le due compagnie sono stabili, sembra essere arrivato il momento di un riavvicinamento.
[Via 9to5mac]

Eric Schmidt, Amministratore Delegato di Google, ha annunciato da una settimana che si ritirerà dalla testa dell’azienda in aprile. Il nuovo CEO sarà il co-fondatore di Google Larry Page. Schmidt resterà attivo, ma come vice-direttore esecutivo, concentrando la sua attenzione sugli accordi a lungo termine e sulla cura delle relazioni con altre aziende e i governi.
Da quando Google è entrato nel mercato della telefonia mobile nel 2009, i rapporti con Apple si sono tesi, fino ad arrivare ai forti attriti fra i due CEO che hanno portato alle dimissioni di Eric Schmidt dal board della compagnia di Cupertino. Steve Jobs prese il lancio di Android come un tradimento verso la politica economica di Apple e da allora i rapporti sono andati logorandosi.
Ma, secondo gli analisti, le dimissioni di Eric Schmidt da CEO di Google non cambieranno molto i rapporti fra le due compagnie. Brian Marshall, analista presso Gleacher & Co. che segue gli sviluppi di Apple, lo dice esplicitamente: “Non credo affatto che la situazione cambierà. Le due compagnie continueranno sugli stessi binari che ora stanno seguendo. Google lancerà nuovi prodotti, aspettando di vedere quali di essi avranno successo e quali no, mentre Apple si concentrerà su realizzazioni ad ampio respiro.”
Continua a leggere: Il ritiro di Eric Schmidt non dovrebbe cambiare i rapporti fra Apple e Google
Adobe non è più sola contro tutti! Chrome ha annunciato che fra 2 mesi smetterà di dare supporto tecnico al codec H.264 per la compressione video. Il formato H.264 è invece portato avanti con forza da Apple e Microsoft, assieme a HTML5, le cui specifiche descrivono il supporto video senza dettagliare nessun particolare formato video. Apple e Microsoft in testa ritengono che H.264 sia il formato da adottare, difatti IE9 supporterà soltanto la riproduzione di flussi H.264.
Google ha annunciato nel suo blog che supporta i codec open source WebM (VP8) e Theora. Un punto chiave per Google, che insiste: “Anche se H.264 gioca un ruolo importante nel panorama dei video, il nostro scopo è permettere l’innovazione open source e quindi ritireremo il supporto al codec e focalizzeremo le nostre risorse verso tecnologie completamente aperte.”
La guerra dei codec non termina qui: il consorzio MPEG-LA, che controlla H.264, ha annunciato battaglie legali sui brevetti visto che il codice dei codec VP8 è in molti punti molto simile a quello di H.264. Nel frattempo, MPEG offre licenza gratuita per H.264 agli utenti finali, un cambiamento di rotta mirato ad accattivare gli utenti.
Sull’altro lato del campo da battaglia, la contromossa di Google fu di annunciare la sua intenzione di restringere l’uso di VP8 per chi decidesse di combattere il formato nei tribunali, pretendendo una possibile violazione di diritti tecnologici. Un ricatto che lasciò freddo Steve Jobs, il quale fece notare, attraverso il blog di Jason Garrett-Glaser, uno sviluppatore x264, che “VP8 è semplicemente troppo simile a H.264: una concisa descrizione, anche se leggermene imprecisa, descrizione di VP8 sarebbe ‘la baseline di H.264 con un miglior algoritmo di codifica dell’entropia’.

In un’intervista a BusinessWeek, Eric Schmidt, direttore generale di Google, conferma il raggiunto accordo con Apple sull’uso del motore di ricerca di Google: il motore di ricerca di Mountain View rimarrà su Safari nei prossimi anni come l’opzione di default. In Safari 5 vi è comunque la possibilità di scegliere il motore di ricerca che più piace fra Google, Bing e Yahoo!
Eric Schmidt parla del rapporto fra Google e Apple e sottolinea gli accordi stretti fra le due società, anche se difende il successo di Android sul mercato; un episodio che scatenò a suo tempo la rabbia di Steve Jobs.
Siamo allo stesso tempo partner e competitori di Apple. Abbiamo con loro un accordo per il motore di ricerca, prolungato di recente, e stiamo facendo un sacco di cose diverse con le mappe e altra roba del genere. Riassumendo, queste due grandi corporazioni, entrambe importanti e alle quali tengo molto, rimarranno abbastanza vicine. Ma Android era in circolazione prima dell’iPhone. - Eric Schmidt a BusinessWeek (traduzione libera).
Continua a leggere: Apple e Google prolungano il loro accordo sul motore di ricerca

La rivista Ad Age, fra le più autorevoli nel mondo della pubblicità, è riuscita a mettere le mani su un documento interno di Google, che rivela la spesa in pubblicità nel mese di giugno di un buon numero di multinazionali. Il documento mostra infatti una lista di 47 imprese che hanno speso in giugno più di 1 milione di dollari in pubblicità, 71 che hanno speso fra 500 000$ e un milione e infine 357 che hanno speso fra 100 000$ e 500 000$.
Apple non si situa tra i primi posti, dato che ha speso “solo” 1 milione di dollari in pubblicità presso Google nel mese di giugno, una cifra molto simile a quella spesa da Intel. Il numero risulta però elevato se si considera che la maggior parte degli inserzionisti ha investito una cifra tra 10 000$ e 100 000$.
Ma la casa di Cupertino non è fra le prime nella classifica di spese pubblicitarie presso Google. Per esempio la compagnia petrolifera BP, nel bel mezzo della crisi dovuta alla fuga di grezzo nel Golfo del Messico, spendeva 3,59 milioni di dollari per rifarsi un’immagine (circa 2,78 milioni di euro). La prima in classifica rimane comunque AT&T, con più di 8 milioni di dollari, di cui una buona parte è sicuramente stata investita per promuovere l’iPhone 4.
Continua a leggere: Apple spende 1 milione di dollari al mese in pubblicità su Google, rivela Ad Age
Apple ha abbandonato i servizi di Google e Skyhook Wireless per la gestione dei suoi database di localizzazione per iOS e ha iniziato ad usare i propri database per i servizi dipendenti dalla posizione geografica. Lo ha confermato oggi Bruce Sewell, vice presidente di Apple. Sembra che il cambio sia attivo da aprile scorso, con l’uscita delle versioni più recenti di iOS.
Per i dispositivi che fanno uso delle versioni di iPhone OS dalla 1.1.3 alla 3.1, Apple fa ancora uso dei database gestiti dai suoi vecchi partner Google e Skyhook. Mentre a partire da iPhone OS 3.2, rilasciata nell’aprile 2010, Apple ha iniziato ad usare i suoi propri database per i servizi location-based.
Si tratta di un passo importante per Apple, che ora gestirà da sola l’aggiornamento e la raccolta dei dati per i servizi basati sulla geolocalizzazione. “Apple ha sempre fatto molta attenzione nel proteggere la privacy dei propri utenti”, ha tenuto a precisare Bruce Sewell, ben conscio dell’attenzione del pubblico su quest’argomento, in particolare dopo i recenti dubbi sollevati riguardo alla raccolta di dati sensibili per iAd.

Alla Campus Party di Valencia abbiamo avuto il piacere di incontrare Steve Wozniak, il grande Woz, che fondò Apple nel lontano 1976 assieme all’amico Steve Jobs. Steve Wozniak creò l’Apple I e diede la vita, pochi anni più tardi all’Apple II, prima di lasciare la compagnia da lui fondata per dedicarsi agli studi ed ottenere il titolo di ingegnere e poi infine lanciarsi in altri progetti.
Domanda: Ti chiedo subito dell’argomento caldo del momento. Ultimamente si parla molto dell’Antennagate dell’iPhone 4. Pensi che sia un problema serio?
Woz: Il problema con l’antenna dell’iPhone 4 è molto piccolo. Non è un reale problema. Infatti io stesso non sono capace di riprodurre il problema. (NdA: a questo punto Woz impugna un iPhone 4 sia con il death grip che senza) Non influisce sull’uso quotidiano.
Credo che il problema dell’iPhone 4 sia stato gonfiato da tutti coloro che vogliono vedere Apple commettere un errore, perché ne commette pochi e i suoi prodotti sono ottimi. L’iPhone 4 è un prodotto eccellente, molto bello.
Non sto dicendo che il problema non esiste, ma solo che tocca un piccolissimo numero di utenti e in zone dove la copertura è già bassa.
D: Credi che si sia trattato di una negligenza in fase di progettazione?
Woz: Non credo che il problema dell’iPhone 4 sia significante. L’accoglienza entusiasta che ha ricevuto lo conferma e anche le vendite, altissime. In quanto ingegnere ammiro i grandi architetti: la forma e la funzione sono la stessa cosa. Per l’iPhone il discorso è simile. Le antenne esterne fanno parte della bellezza del design dell’iPhone e Apple ha reso questo connubio funzionante. Però, come tutti gli smartphone, non è perfetto.
D: Che telefonino stai usando ultimamente?

La pubblicità mirata potrebbe arrivare anche attraverso Apple. La casa di Cupertino ha iniziato ad esaminare i dati degli utenti iTunes per raffinare l’offerta pubblicitaria di iAd, scrive Bloomberg.
L’immensa offerta di musica, cinema e app di iTunes Store è un ottimo terreno per studiare le tendenze di un pubblico che raggiunge i 150 milioni di utenti. I dati dell’attività di ogni utente saranno presi in conto per un sistema di raccomandazione al servizio degli annunci pubblicitari. Rachel Pasqua, direttrice della sezione mobile presso ICrossing, analizza il potenziale della base di dati di iTunes: “Apple sa cosa avete scaricato, quanto tempo avete speso interagendo con le applicazioni e sa persino cosa avete prima scaricato e poi non apprezzato e finalmente cancellato“.
Finora l’abilità di Google nel presentare annunci tagliati su misura era indiscussa, ma adesso sembra che Apple si stia mettendo al passo. Oltre la recente attenzione dell’antitrust americana sulle relative posizioni sul mercato pubblicitario di Google e della piattaforma iAd, sorgono rimostranze sul diritto alla privacy degli utenti di iTunes. Apple stempera però tali dubbi con una dichiarazione rilasciata ad Adam Satariano di Bloomberg:
Con iOS 4, Apple ha fatto più progressi sulla privacy dell’utente di tutti gli altri competitori alla data di oggi, in particolare per quanto riguarda la posizione geografica.
[Via 9to5mac | Foto opensource.com]

Settimana difficile per Apple e i suoi rapporti con le commissioni di controllo. Appena ufficializzata l’indagine della Federal Trade Commission circa la restrizione imposta da Apple sui software cross-compilati per le applicazioni di iOS, una seconda investigazione prende il via sugli operati della casa di Cupertino. La International Trade Commission ha detto in un breve comunicato che aprirà formalmente un’indagine su “certi dispositivi portatili e relativo software”: in poche parole, investigherà sulla denuncia di HTC contro Apple.
A metà maggio, HTC aveva contro-denunciato Apple per la violazione di 5 suoi brevetti, di cui due riguardano la gestione del risparmio energetico, due la personalizzazione di quadranti telefonici e l’ultimo la composizione veloce di numeri.
Le due case produttrici di smartphone sono impegnate da tempo in una lunga battaglia legale, che prese il via nel marzo scorso, quando Apple denunciò la violazione di ben 20 suoi brevetti patenti da parte della casa taiwanese. Da allora, HTC si è vista appoggiare da Microsoft e, ovviamente, anche da Google nei suoi scontri con Cupertino. La strategia di Apple mira ad indebolire indirettamente Google, il cui impero telefonico si estende da Samsung a Motorola, fino a HTC, compagnia considerata più debole proprio dal punto di vista del portfolio di brevetti in suo possesso.
[Via Reuters]