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Tutti gli articoli con tag apple contro adobe

Kevin Lynch ribatte alla "campagna negativa di Apple" contro Adobe Flash

pubblicato da Ruthven

Kevin Lynch ad Adobe Engage '08

“Gli attacchi attuali di Apple contro Flash sono gratuiti”, ha dichiarato Kevin Lynch in una recente intervista a Fast Company. Il CTO di Adobe ha reagito così alle recenti critiche riguardo alla riduzione dell’autonomia dei nuovi MacBook Air con l’uso di Flash.

“Quello del consumo della batteria è un finto argomento”, dice Lynch. “Ogni tipo di tecnologia consuma più risorse se viene usata per riprodurre contenuti rispetto a quando non è usata per nulla”. Lapalissiano.

Se poi si giudicano le prestazioni di Adobe Flash rispetto ad HTML5, Lynch afferma che Flash è in un certo modo più efficiente:

Se usate HTML5 per visualizzare pubblicità, sarà necessaria al meno della stessa quantità di potere computazionale che con Flash.

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MeFeedia: in HTML5 più della metà dei video di Internet

pubblicato da Ruthven

Crescita video HTML5 nel 2010

In un rapporto sulla distribuzione dei video in Rete, MeFeedia ha riportato quanto sia importante il tasso di crescita dell’HTML5. Negli ultimi 5 mesi, il numero di video HTML5-compatibili disponibili in Internet è raddoppiato e sempre più sviluppatori stanno adottando il nuovo standard.

La presenza sul Web dei video in HTML5 è in piena crescita, partendo da appena 10% a gennaio 2010, per raggiungere il 54% della totalità dei video a ottobre 2010. MeFeedia sottolinea come appena 5 mesi fa, a maggio, questa percentuale viaggiava attorno al 26%. Un successo in quest’anno che sembra segnare il declino definitivo di Adobe Flash, almeno per quanto riguarda i video.

Anche se Flash è ancora il riproduttore più usato sui PC desktop, i servizi web per dispositivi mobili come iPad, iPhone e Android spingono la crescita dell’HTML5 in Internet. L’impegno dimostrato da Apple in questi servizi ha in particolare lo scopo di dimostrare a tutti le potenzialità di HTML5, in contrapposizione agli strumenti Flash di Adobe. Strumenti che, come è noto, Steve Jobs e Apple non apprezzano.

[Via MeFeedia]

Flash più veloce e con migliori prestazioni di HTML5 su piattaforme mobili?

pubblicato da Ruthven

Lo sviluppatore Adobe Flex e AIR Chris Black ha creato e testato alcuni benchmark per mettere al confronto le prestazioni di Adobe Flash e HTML 5 su varie piattaforme mobili. Chris Black mostra in un video che una semplice animazione in HTML 5 si esegue con prestazioni ben peggiori su iOS in un iPod touch 4G che su Android in un Nexus One.

Sotto iOS , l’animazione HTML 5 gira a 24 frames al secondo, mentre va a 40 fps sul Nexus One. Sempre sul Nexus One, la versione in Flash della stessa animazione corre alla bellezza di 57 fps. Si tratta di più del doppio del framerate ottenuto nel browser dell’iPod. Nella sua analisi, Chris Black aggiunge che la versione dell’animazione in Flash consuma la metà della batteria rispetto a HTML 5 sotto Android.

Dobbiamo concludere che Adobe Flash ha vinto la guerra contro HTML5 e che iOS ha perso di fronte ad Android? Assolutamente no. Quest’analisi è interessante proprio per gli aspetti delle piattaforme che ci rivela.

Appare evidente dal video che l’animazione non supera i 24 fps sotto iOS. È possibile interpretare questo risultato come una limitazione del framerate da parte di Apple, proprio per salvaguardare la durata della batteria.

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Richard Stallman: Apple crea manette digitali per limitare la libertà informatica

pubblicato da Ruthven

Richard Stallman

Richard Stallman è un personaggio scomodo. Fondatore della Free Software Foundation, fra gli sviluppatori e promotori di Gnu/Linux, è da sempre impegnato sul fronte della libertà digitale e della difesa della privacy. Naturalmente le posizioni di Stallman a favore del software libero si scontrano spesso e volentieri contro gli interessi delle multinazionali… tra cui Apple.

In un recente seminario presso La Casa Invisible a Malaga, Richard Stallman ha sottolineato l’attacco di Cupertino alla libertà individuale. “L’impero del Male“, così definisce Apple il fondatore del progetto GNU. Secondo lui Apple è più malevola e restrittiva di Microsoft nel limitare il diritto ad eseguire applicazioni sui suoi dispositivi:

Apple crea manette digitali, convince la gente che è “cool” solo per possedere i suoi prodotti ed applica giochi di marketing affinché quello che fa non sembri nefasto.

Come sappiamo, Apple marca dei margini di manovra per il software ammesso sui suoi prodotti. La politica della compagnia mira a controllare sia i contenuti che gli strumenti di sviluppo delle app vendute su App Store.

Se da una parte le clausole del SDK sono state ampiamente criticate dalla comunità degli sviluppatori, il filtro applicato sui contenuti delle applicazioni a volte ha rasentato la censura, come nel caso dell’app di satira politica del premio Pulitzer Mark Fiore, rifiutata perché considerata offensiva. Davanti all’alzata di scudi generale, rapidamente App Store aveva riammesso l’app, però ciò non ha calmato la polemica, la quale continua sul fronte delle “applicazioni a luci rosse”.

Le ragioni di Apple a favore di un controllo dei contenuti non sono di poco conto. Steve Jobs si è reiteratamente schierato contro la presenza di applicazioni pornografiche sui dispositivi Apple per la difesa dei soggetti più sensibili. Quello che Stallman chiama “controllo”, per Apple è “sicurezza”: misure necessarie per proteggere i dati in un mondo dove elementi malevoli purtroppo esistono.

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Adobe rende disponibile Flash 10.1

pubblicato da Ruthven

Piattaforma Adobe Flash 10.1

Alla sorpresa generale, Adobe ha appena rilasciato Flash 10.1 per numerose piattaforme (tra cui Mac OS X) e tutti gli smartphone che montano Android 2.2 “Froyo”. La piattaforma Flash è stata “completamente ridisegnata e ottimizzata” secondo il comunicato di Adobe. Il porting su altri sistemi mobili è stato anche annunciato dalla compagnia, il che include Flash Mobile per BlackBerry, Palm webOS, Windows Phone 7, LiMo, MeeGo e Symbian.

I maldicenti suggerivano che la gestazione di Flash Mobile si stesse protraendo esageratamente, lasciando dubitare sull’effettivo lavoro da parte degli sviluppatori di Adobe. Pochi giorni fa, un portavoce di Palm aveva persino esternato la sua frustrazione nel vedere gli eterni ritardi nello sviluppo di Flash per webOS.

Ci si aspetta Flash per piattaforme mobili da fine 2009. Nel frattempo Steve Jobs e Apple hanno puntato su HTML5, in parte scoraggiati dai ritardi di Adobe nella consegna del loro software.

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Flash su webOS: ancora ritardi di Adobe

pubblicato da Ruthven

Ritardi Adobe Flash per Palm webOSLa frustrazione di Steve Jobs nel vedere gli eterni ritardi di Adobe nella consegna di Flash per iPhone OS è adesso condivisa con Palm. “Mal comune, mezzo gaudio”, si dice, anche se credo che in questo caso nessuno abbia voglia di ridere.

In un incontro recente presso AT&T, Josh Marinacci, del dipartimento di relazioni con gli sviluppatori Palm, ha dichiarato che non c’è nessun segno che Adobe sia vicino nel rilasciare il porting di Flash per webOS. I numerosi ritardi nella consegna del software non sono stati commentati da Adobe, ma secondo gli ultimi comunicati ufficiali, Flash 10.1 sarebbe in fase di test, in particolare dell’integrazione di Flash Player con webOS.

La roadmap di Adobe prevede che tutti i dispositivi, indipendentemente dal sistema operativo, dovrebbero poter disporre di mobile Flash 10.1 entro la seconda metà dell’anno. Purtroppo, finora gli unici segnali che qualcosa si stesse muovendo da parte di Adobe, è stata una beta per Android 2.2.

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"Android phone is for porn": Steve Jobs importunato durante la presentazione di iPhone 4

pubblicato da Ruthven

In un video satirico apparso questa mattina, un improbabile keynote di Steve Jobs su iPhone 4 viene interrotto da vari ometti-android che gli cantano una canzone. La musica, seppur orecchiabile, ripete senza tregua al direttore generale di Apple il suo celebre punto di vista su Android, da egli stesso sostenuto più e più volte: “Android phone is for porn” (Android serve solo per il porno).

Il nuovo smartphone di Cupertino presentato in questa parodia del WWDC 2010 ha caratteristiche strabilianti: riduce la gravità, allontana gli squali e piange se lasciato solo in un bar. Ma più di tutto, è libero dalla pornografia e da qualsiasi app di questo tipo.

Gli androini che invadono il palco non ci stanno e gliela cantano a Jobs, perseguitandolo persino nominando Flash; al ché lui reagisce come reagirebbe il puffo Quattrocchi: lui odia Flash!

Questa simpatica parodia è stata creata da Dog Sniffing Bomb in occasione dell’apertura del WWDC 2010 di oggi. Per i più geek, il progetto After Effects (CS3+) del video è a disposizione di chi voglia remixarlo.

L'indagine antitrust del Dipartamento di Giustizia americano si estende alla musica e ad altri media

pubblicato da Ruthven

Dipartimento di Giustizia indaga Apple

L’indagine antitrust su Apple del Dipartimento di Giustizia americano si sta estendendo al dominio dei media, in particolare sembra interessarsi alla gestione di musica e video sui dispositivi Apple. Il NY Post riporta alcune fonti che confermano che il Dipartimento di Giustizia (l’equivalente del nostro Ministero di Grazia e Giustizia) stia contattando numerose compagnie nel campo dei media e della tecnologia, per sondare il malcontento verso Apple.

Dal mondo dei media proviene la seguente dichiarazione anonima: “Se Apple pensa che sta per incrementare il suo monopolio con l’iPad, dovrebbe allore guardare indietro alla storia di altri giardini fortificati”. La fonte si riferisce ai “giardini fortificati” come a tutti quei servizi e quelle tecnologie che restringono l’accesso da parte di terzi. Non appare neanche troppo velata l’allusione a iTunes.

La polemica con Adobe non fa altro che aggiungere carne sul fuoco, dato che le critiche ad Apple vengono anche da quel fronte. Un’altra fonte anonima, vicina agli studios di Hollywood e ascoltata dagli investigatori, ha affermato che “non si possono dettare termini all’industria. Il problema con Adobe sta alimentando la rabbia di tutti”.

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John Nack, product manager di Photoshop, dubita della chiarezza di Apple

pubblicato da Ruthven

Apple Aperture, Adobe Lightroom

La polemica fra Apple e Adobe sull’uso corretto del libero mercato oramai si è spostata sul Web. Non stiamo parlando di concorrenza fra servizi online, ma di botta e risposta a colpi di lettere aperte e di post nei blog personali dei dirigenti. John Nack, project manager di Photoshop, sferra un colpo (dialettico) ad Apple nel suo blog.

Nack suggerisce che la diatriba su Flash sia solo un piccolo elemento di una battaglia che spazia su campi ben più ampi. Fin qui, facile da credere, visto il gioco di alleanze, brevetti e catene di distribuzione in gioco. La tesi del product manager di Photoshop è che, al contrario dell’abituale lotta concorrenziale fra prodotti, le controversie fra Apple e Adobe siano del tutto sterili. John Nack riprende la tesi del direttore di Adobe Shantanu Narayen, il quale aveva già affermato che a pagarne le spese sono i consumatori e tutta la responsabilità ricade su Apple e il suo sistema chiuso.

Nel blog, vengono portati come esempio i due prodotti principe di ritocco e gestione delle fotografie: Adobe Lightroom e Apple Aperture. Nack si lamenta:

Apple si rifiuta di portare Lightroom nei suoi negozi. Va bene; Lightroom si sta comportando bene contro Aperture, grazie. Ma che succederebbe se gli store Apple fossero solo negozi? Come potrebbero gli utenti trarre beneficio dalla competizione?

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Adobe garantisce che può fornire i migliori tool per HTML5

pubblicato da Ruthven

CTO di Adobe Kevin Lynch

Ecco che Adobe sembra cambiare tono. Ipnotizzato dalle parole di Steve Jobs, il CTO di Adobe Kevin Lynch, assicura: “Faremo grandi tool per HTML5. Faremo i migliori tool per HTML5″. Siamo a San Francisco, alla Web 2.0 Expo e Jason Kincaid di TechCrunch intervista Kevin Lynch su alcuni temi scottanti: HTML5, Flash e le difficili relazioni di Adobe con Apple.

Lynch tende a smorzare i toni riguardo alle critiche su Flash: “Non si tratta di HTML 5 contro Flash. Sono mutuamente vantaggiosi. Il punto centrale è la libertà di scelta sul web.” La discussione si sposta dall’ambito tecnologico a temi più generali. Lynch aggiunge:

“Siamo di fronte a tempi in cui certi vogliono dividere con muri il web e per questo necessitano l’approvazione degli utenti. Non credo che questo sia il ruolo di una compagnia. Apple sta seguendo questa strategia per creare un giardino circondato da mura“.

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Steve Jobs: presto pieno supporto HTML5 su Safari

pubblicato da Ruthven

Steven Jobs monkey by Cecilia Puglesi, per Melablog

illustrazione di Cecilia Pugliesi per Melablog

Data la folta attività del direttore generale degli ultimi tempi, si potrebbe immaginare l’anticamera dell’ufficio di Steve Jobs occupata da un’armata di animali ammaestrati a rispondere alle sue mail. L’armata di Jobs oggi ha confermato che Safari presto supporterà pienamente HTML5.

La diatriba su HTML5 è violenta in questi ultimi tempi. La scorsa settimana, Jobs aveva sferrato un duro attacco contro Adobe, consigliando alla compagnia abbandonare Flash per iniziare ad implementare tool con CS5, in modo da poter generare direttamente contenuti HTML5. Da notare che Apple dispone già di una pagina per i siti iPad già pronti al HTML5.

Lo sviluppatore Eugenij Sukharenko ha mandato un’email chiedendo a Jobs sullo stato del pieno supporto a HTML5 su Safari:

Quando Apple prevede di includere il pieno supporto a HTML5 nella versione desktop di Safari, incluso il supporto HTML5 all’API Geolocation ?

PS: Il Canada aspetta l’iPad!

La risposta del direttore generale di Apple è arrivata, spedita dal suo iPad, laconica come sempre (ma non si può chiedere molto a un’armata di animali ammaestrati):

Presto.

[Via MacStories.net]

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Il direttore di Adobe Shantanu Narayen risponde a Steve Jobs in un'intervista al Wall Street Journal

pubblicato da Ruthven

Non si è fatta attendere la reazione di Adobe alla lettera aperta di Steve Jobs sulla tecnologia Flash. In un’intervista esclusiva al Wall Streeet Journal, trasmessa in live blogging, Shantanu Narayen risponde a quello che definisce uno “straordinario attacco” contro Adobe.

L’esternazione del direttore generale di Apple non è piaciuta affatto a Narayen, che difende la posizione della sua compagnia. Adobe, dice Narayen, ha come missione aiutare la gente a dialogare con molteplici sistemi operativi. Più che credere agli slogan, in questo scontro fra Apple e Adobe è interessante vedere confrontarsi due visioni diverse del mercato: lo sviluppo di flessibili sistemi multipiattaforma da un lato e la difesa delle peculiarità che fanno la qualità e l’unicità dei propri prodotti, dall’altro.

Vantando i prodotti della propria casa, Narayen vuole evidenziare la “cortina di fumo” sparsa da Steve Jobs quando parla di problemi tecnologici legati a Flash. Difatti, prima che Apple restringesse l’uso dei linguaggi d’implementazione per sbarcare su App Store, più di 100 applicazioni disponibili per iPhone facevano uso di software Adobe. Le restrizioni di Apple su App Store, “non hanno nulla a che vedere con la tecnologia”, accusa Narayen.

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