Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag app store

Un'app porta il tethering illimitato su App Store

pubblicato da aWilito


Il tethering su iOS ha una storia lunga e travagliata, è di fatto deciso dal gestore in concerto con Apple ed è stato in qualche caso motivo di rimozione coatta per questa o quella app. Ora qualcuno ci riprova, sembra con la benedizione di Cupertino, e su App Store è comparso un nuovo titolo -iTether- che consente di condividere la connessione tra telefono e computer via USB.

E’ sufficiente acquistarla a nella variante per iOS e aprire l’app di supporto per PC, disponibile nella variante per Windows e OS X. Poi il gioco è fatto:

Tether è un’applicazione che consente al Mac o al PC di avvalersi del piano dati dello smartphone, fornendo così accesso ad Internet sul laptop in ogni luogo e momento, purché vi sia copertura da parte del gestore.
Tether è facile da installare, facile da usare, funziona praticamente ovunque ed è molto produttivo.
Per scaricare il software per PC, visita:
http://tether.com/i/Tether-iPhone.exe
Per scaricare la variante Mac, visita:
http://tether.com/i/Tether-iPhone.dmg

L’app funziona esclusivamente via USB -niente WiFi né Bluetooth- e consente di superare elegantemente i limiti imposti da alcuni gestori che per abilitare le feature di tethering chiedono, in certi casi, un sovrapprezzo sull’abbonamento dati del telefono. Occhio però perché se effettuate connessioni troppo frequenti o iniziate repentinamente a produrre una quantità anomala di traffico, qualcuno potrebbe notarlo e chiedervi il conto: molto meglio quindi tagliare la testa al toro e optare per gestore meno avidi.

Trovate iTether a questa pagina dell’App Store, al costo di 11,99 € dove dovrebbe rimanere a tempo indeterminato. Gli sviluppatori fanno infatti sapere di aver adeguatamente redarguito Apple sulla natura e i fini della loro utility durante il processo di approvazione, che tuttavia è filato liscio come l’olio. Sempre che qualcuno non cambi nuovamente idea, si intende.

Luminance, photo editing per iPhone e iPad, gratis per un periodo di tempo limitato

pubblicato da Androe

luminance iphone app fotografia

Luminance è una delle app più complete per il photo editing su iPhone e iPad, incredibilmente gratis per un periodo di tempo limitato su App Store.

Rispetto a Camera+, ad esempio, offre meno funzioni durante lo scatto sfruttando ciò che iOS già ci offre ma compensa in fase editing con la possibilità di regolare esposizione, luci, ombre, colori, saturazione, bilanciamento del bianco. I patiti dei filtri troveranno di che sfamarsi anche se non si raggiunge il numero disponibile in Instagram con un sol tocco.

Un piccolo regalo da Luminance, probabilmente in occasione delle festività in USA che non ci toccano minimamente tranne in questi casi, molto graditi. Cosa aspettate? Correte a scaricarlo dall’App Store!

....
condividi 3 Commenti

Contrordine: via Big Fish Games da App Store

pubblicato da aWilito


La prima app ad introdurre la formula dei giochi in abbonamento su App Store, si credeva con la benedizione di Apple, è stata rimossa nelle scorse e senza un’apparente motivazione. Qualcuno ha cantato vittoria troppo presto, evidentemente.

L’idea consisteva nell’offrire accesso illimitato all’intero catalogo di Big Fish Games a fronte d’un costo di 4,99$ al mese; una nuova modalità di fruizione che pare stesse registrando parecchio fermento tra gli utenti, e sulla quale la software house ed Apple avevano lavorato gomito a gomito. Poi, la doccia fredda:

Thelen (Il fondatore di Big Fish Games, n.d.T.) ha affermato di essere molto sorpreso della mossa poiché Big Fish aveva lavorato con Apple per molte settimane, proprio per assicurarsi di soddisfare i requisiti richiesti per ottenere gli addebiti su base mensile attraverso l’App Store, un metodo solitamente utilizzato dagli editori di riviste e giornali. “Era stata ufficialmente approvata”, ha detto Thelen. Apple aveva avuto perfino modo di studiare il comunicato stampa prima che fosse diramato stamattina, ha confermato.

Ma qualcuno, ai piani alti di Cupertino, deve aver cambiato idea all’ultimo momento, il che è un peccato visto il clamore e il lavoro fatti. E chissà se quelli di Big Fish Games riceveranno mai uno straccio di spiegazione sull’accaduto. A questo punto saremmo curiosi di saperlo anche noi.

....
condividi 6 Commenti

Windows 8 sarà distribuito online in modo simile a Mac OS X Lion

pubblicato da Androe

windows 8

Microsoft in un post sul blog ufficiale ha annunciato, nella persona del presidente della divisione Windows Steven Sinofsky, che il nuovo sistema operativo sarà distribuito online tramite download di un applicazione che si occuperà di installarlo sulla macchina prescelta. Un procedimento semplice e senza intoppi analogo all’installazione di OS X Lion tramite il Mac App Store tuttavia è un lontano miraggio, dopotutto si parla di Windows che non ha mai abituato i propri utenti a procedure semplificate.

L’utente sarà libero di scegliere il livello di installazione da eseguire sul computer a seconda della destinazione domestica o professionale. Ciò significa che ognuno potrà “comodamente” andare nel dettaglio utilizzando l’apposito Windows Assessment and Deployment Kit reso disponibile a tutti gli iscritti al MSDN. Ma niente paura, Microsoft assicura che una clean install di Windows 8 durerà circa 21 minuti.

Microsoft tenta di percorrere la strada affrontata con successo da OS X Lion pur essendo sprovvista di un sistema centralizzato presente su tutti i computer come ha fatto Apple, che negli ultimi update di Snow Leopard aveva già introdotto lo Store. L’installazione di Windows 8 sarà una delusione che costringerà gli utenti ad acquistare il tradizionale DVD?

Apple approva i giochi in abbonamento su App Store

pubblicato da aWilito


La popolare software house Big Fish Games, con sede a Seattle, ha confessato di essere riuscita a strappare ad Apple un invidiabile primato: quello del primo publisher su App Store a vendere giochi in abbonamento mensile. Un po’ come le riviste digitali o le app di streaming video, per intenderci.

L’idea è semplice: si scarica l’app gratuita da App Store (non ancora disponibile sullo store nostrano), si sceglie la forma d’abbonamento desiderata con Acquisto In-App e infine si accede senza limiti al vastissimo catalogo Big Fish Games. Un approccio che da principio non vedeva affatto favorevoli i manager della mela, cosa che ha costretto quelli di Big Fish Games a sfoderare -e con successo- la carta della lusinga sfacciata:

Apple era apparentemente esitante ad approvare l’idea, convinta che gli abbonamenti per i giochi non potessero funzionare, ha affermato il fondatore Paul Thelen. Poi però è riuscito a vincere la ritrosia dei dirigenti Apple dicendo che, sebbene i servizi di abbonamento ludico non avessero sempre riportato risultati di successo, nessuno di essi era mai approdato su una piattaforma popolare come iPad, caratterizzata dalla facilitata dai metodi di pagamenti dell’App Store.

Una motivazione evidentemente giudicata sufficiente per tentare il grande cimento. Inizialmente gli utenti avranno a disposizione un pacchetto totalmente gratuito con 30 minuti al giorno di partite e pubblicità a schermo, oppure a 5$ al mese per l’accesso incondizionato a dozzine di titoli. Entro il 2012, tuttavia, il costo mensile salirà a 7$ per riflettere l’allargamento del catalogo. Ad Apple, il solito 30% di commissioni. Difficile dire se sarà o meno un successo; di sicuro, vista la tipologia di giochi offerti e il target medio, è probabile che una formula simile finirà col solleticare il portafoglio d’una porzione non irrilevante di utenti iOS.

....
condividi 1 Commenti

Acoustic Ruler Pro: l'iPhone prende le misure col suono

pubblicato da aWilito

E’ una di quelle cose che, bene che vada, utilizzeremo una volta nella vita, ma di inenarrabile soddisfazione. Grazie all’uso ingegnoso della fisica del suono, uno sviluppatore è riuscito a creare un sistema di misurazione basato su dispositivi iOS: si chiama Acoustic Ruler Pro e opera fino a 25 metri di distanza.

L’app funziona registrando il ritardo nelle onde sonore emesse, un po’ come in un sonar o nella testa dei delfini, ed è in grado di operare sia da sola che accoppiata ad un altro dispositivo iOS. In modalità singola (con iPhone 3GS e superiori, iPod touch di terza generazione o superiori e tutti gli iPad) il sistema garantisce una granulosità di 1 mm oppure di 1/10 pollice, in relazione al sistema di misurazione scelto.

In modalità “dual device” sono necessari due dispositivi iOS compatibili, ovvero iPhone 3GS o superiori, iPod touch di 4 generazione o superiore e tutti gli iPad. In questo caso, un dispositivo deve essere inizializzato come master, mentre all’altro viene assegnato il compito di riflettore: è sufficiente una pressione sul pulsante “Measure” e al resto penserà l’app. La risoluzione ottenibile mediante questo sistema è di 1 cm o mezzo pollice.

Per carità, si tratta di un metodo di misurazione piuttosto costoso (due iPad invece di un metro avvolgibile?) e sostanzialmente inaffidabile, soprattutto in ambienti rumorosi; semmai, è più un giocattolo da sfoderare per sorprendere gli amici o per situazioni di emergenza. Ma volete mettere la soddisfazione? Trovate Acoustic Ruler Pro a questa pagina di App Store, al costo di 79 centesimi.

Growl 1.3 salta sul Mac App Store e diventa a pagamento

pubblicato da aWilito


Piccola rivoluzione per Growl, il noto e diffusissimo sistema di notifiche per OS X. L’ultima versione -la 1.3- fa il grande salto verso il Mac App Store con una gran quantità di nuove funzionalità e una migliore integrazione con iOS. Ma c’è anche un’altra novità, inaspettata dopo tanti anni di gratuità: ora l’app è commercializzata al costo di 1,59€.

Rispetto alle versioni precedenti, quest’ultimo update introduce il riepilogo delle notifiche che consente di controllare la cronologia degli eventi e di impostare ricerche al suo interno, non troppo dissimilmente da quanto avverrà con iOS 5. Sono stati inoltre aggiunti nuovi, stilosissimi temi con cui personalizzare il comportamento dell’app e grande enfasi è stata data alla condivisione delle notifiche tra due o più Mac collegati alla Rete o perfino tra Mac, iPhone ed iPad grazie all’uso congiunto di Prowl per iOS.

Ma ci sono anche altri cambiamenti più formali. Per passare il vaglio del Mac App Store, infatti, gli sviluppatori hanno dovuto adottare il modello delle app di menu, in contrasto con il pannello dedicato nelle Preferenze di Sistema; una scelta che va incontro alle esigenze degli utenti meno esperti, mostrando visivamente che tutto è attivo e perfettamente funzionante. Sparisce anche il supporto forzoso per le app come Apple Mail (GrowlMail) che non prevedono nativamente la compatibilità con Growl, e d’ora in avanti i requisiti minimi impongono la presenza di Lion (OS X 10.7) o superiori.

Data la mole dei cambiamenti in atto, gli sviluppatori consigliano di procedere alla rimozione della vecchia versione prima di cimentarsi nell’aggiornamento, cosa che è resa possibile dall’utility dedicata. In ogni caso, le preferenze e le personalizzazioni lato utente non verranno minimamente sfiorate dalla procedura. Come già detto, Growl costa ora 1,59€ ed è disponibile a questo indirizzo.

Da Google l'app Blogger per iOS

pubblicato da aWilito


Tempo c’è voluto, ma ce l’abbiamo fatta. Non servirà più ricorrere a titoli di terze parti, visto che Google ha finalmente rilasciato l’app ufficiale Blogger dedicata agli utenti iPhone ed iPod touch che si avvalgono dei servizi di Mountain View per le proprie esigenze di diaristica online. Disponibile già adesso anche sull’App Store nostrano.

L’app, reperibile gratuitamente a questo indirizzo, consente tutto ciò che vi aspettereste da un software simile, ovvero l’editing, il salvataggio e la pubblicazione dei post, oltre ovviamente all’upload delle foto e dei geotag. Interessante l’opzione che consente di passare rapidamente da un account/blog all’altro nel caso se ne possedesse più d’uno.

Non è possibile -né si capisce per qual motivo dovrebbe esserlo su un telefono- modificare i template HTML, anche se in effetti sarebbe stata gradita la possibilità di accedere ai commenti e moderarli. Quella di Google, in effetti, vuole essere una scorciatoia per pubblicare su Blogger comodamente e in mobilità, tanto più che non è universale, né ne esiste una variante progettata esplicitamente per iPad.

....
condividi 4 Commenti

La straordinaria eredità di Steve Jobs: persuadere il mondo a pagare per i contenuti

pubblicato da Claudia

Steve Jobs

Steve Jobs ha rivoluzionato la fruizione dei contenuti su Internet, convincendo gli utenti a pagare: questa la conclusione di un’analisi condotta da Charles Arthur. L’autore prende in considerazione dieci anni di attività di Apple e paragona il prima al dopo Jobs.

Partiamo dal panorama musicale: per ottenere i brani musicali preferiti, non esistevano poi molte alternative. Illegalmente, le soluzioni più utilizzate erano Napster, LimeWire o KaZaA; i servizi legali erano PressPlay e MusicNet, ad esempio, che richiedevano una sottoscrizione da 15 dollari al mese per lo streaming in bassa qualità di un catalogo limitato. Ricordiamoci che 10 anni fa le connessioni veloci non c’erano ancora e le restrizioni dello streaming impedivano di portare la musica su CD.

Poi è arrivato Steve Jobs: l’avvento dell’iPod (inizialmente pensato per vendere più computer Macintosh) è stato seguito dalla creazione dell‘iTunes Music Store, un modo per legare i numerosissimi possessori del lettore MP3 ad un servizio di vendita legale della musica. Nel 2003 Jobs ha convinto le grosse etichette discografiche ad abbracciare la sua causa, ricavandone a loro volta. Nella prima settimana di vita dell’iTunes Music Store sono state vendute un milione di canzoni. Tre milioni in un mese. Da allora le statistiche sono cresciute esponenzialmente.

Si è ampliato anche il concetto di fruizione dei contenuti: oggi Apple vende show televisivi, libri, applicazioni e film oltre alla musica. Jobs ha dovuto lavorare alacremente per negoziare con l’industria dei media, riluttante a fornire i propri contenuti in nuovi formati non proprietari. Il merito dell’ex CEO è stato quello di ampliare la visuale ad un’intera industria, a centinaia di società, per creare alternative interessanti per i consumatori.

Jobs ha sempre ritenuto che gli utenti dovessero pagare in cambio dei contenuti, offrendo servizi che stimolassero l’acquisto: l’App Store e iTunes rimangono tra i più grandi generatori digitali di guadagno presenti online. L’industria è quindi passata dalla parte di Jobs, in grado di trascinare l’utenza di Internet all’acquisto legale. Molte società sono addirittura spaventate dalle sue dimissioni da CEO: riuscirà Cook a fare altrettanto?

[Via PaidContent]

Sviluppo iOS e ricerca scientifica - intervista a Diego Pizzocaro

pubblicato da Michele Filannino

Melablog intervista gli sviluppatori

Diego Pizzocaro è un ragazzo italiano che da più di 4 anni vive a Cardiff in Regno Unito. Lì sta ultimando il suo dottorato di ricerca in Informatica al quale è brillantemente riuscito a coniugare lo sviluppo di applicazioni iOS. La sua esperienza e la sua storia mi hanno subito colpito ed ho pensato di intervistarlo per voi lettori di melablog. Non mi dilungo ulteriormente e lascio spazio all’intervista. Godetevela!

Ciao Diego, spiegaci chi sei e cosa fa la tua applicazione.

Ciao a tutti, prima di tutto grazie mille per questa intervista e per l’interesse al nostro lavoro. è ormai dal 2005 che vi seguo ed è un onore essere vostro “ospite”! Mi chiamo Diego Pizzocaro e sono un dottorando in Computer Science alla Cardiff University nel Regno Unito. La mia ricerca si focalizza su sistemi intelligenti distribuiti in grado di dare supporto ad operazioni umanitarie e militari, come disastri naturali e attacchi terroristici. Il nostro progetto è finanziato dal dipartimento di difesa americano e dal ministero della difesa del Regno Unito.

Continua a leggere: Sviluppo iOS e ricerca scientifica - intervista a Diego Pizzocaro

....
condividi 3 Commenti

Arriva Skype per iPad! (Aggiornato)

pubblicato da Michele Filannino


Nella notte è stata rilasciata la versione di Skype per iPad. L’applicazione, come anticipato, fornisce la possibilità di avviare audio-chat e, solo con iPad 2, video-chat a due. Skype è riuscita a sfruttare sapientemente tutta la dimensione del display per implementare inedite soluzioni come il testo della chat in sovra-impressione durante le conversazioni video e un’interfaccia molto simile alla versione desktop.

Come per le altre versioni di Skype, il software funziona su 3G o Wi-Fi. Ogni testo, video e chat vocale con gli utenti Skype è completamente gratuita, mentre le chiamate SkypeOut (a numeri di telefono reali) e SkypeIn (numeri online) seguono la consueta tariffazione di Skype.

Skype per iPad richiede iOS 4 o successivi ed è completamente gratuito. I possessori della prima generazione di iPad potranno utilizzare l’applicazione ma potranno solo ricevere il video (non possedendo una fotocamera). Al momento il software non è ancora disponibile nello store italiano: è questione di minuti.

Aggiornamento: L’app è stata ritirata su richiesta di Skype. Pare che sia stata pubblicata prematuramente.

Aggiornamento 2: Finalmente l’app è stata rese pubblica. Adesso è disponibile su tutti gli App Store. Potete scaricarla di qui.

[Grazie ad andreatunes per la segnalazione]

....
condividi 6 Commenti

iTunes Connect in manutenzione: potrebbero esserci cambiamenti di prezzo

pubblicato da Claudia

itunes connect manutenzione

Apple avvisa tramite mail i clienti dell’App Store che oggi iTunes Connect è in stato di manutenzione dalle ore 9 della mattina fino alle 4 di questo pomeriggio ora del Pacifico, quindi dalle nostre 6 del pomeriggio all’una di notte. La manutenzione era stata precedentemente programmata da Apple e iTunes Connect rimarrà comunque disponibile.

L’unico particolare di cui Apple avvisa è che potrebbero verificarsi dei cambiamenti di prezzo durante i “lavori in corso”: nel caso in cui gli sviluppatori aggiornassero i prezzi delle app, le stesse non risulterebbero disponibili al momento, per poi riapparire con il nuovo prezzo aggiornato. Si richiede agli sviluppatori di non effettuare cambiamenti di prezzo se non gradiscono causare discontinuità nella disponibilità delle proprie app.

Secondo le previsioni di Apple, gli utenti in Messico, Australia, UK, Giappone, Svizzera e Norvegia potrebbero non essere in grado di acquistare applicazioni per tutto il tempo della manutenzione del servizio.

....
condividi 3 Commenti