
Il Dipartimento della difesa statunitense ha ufficialmente annunciato l’introduzione dei dispositivi e smartphone iOS e Android all’interno delle infrastrutture di comunicazione del Pentagono. Il “piano di implementazione dei dispositivi mobili commerciali” partirà tra circa un anno con un progetto pilota, ma presto si estenderà a tutte le diramazioni del dicastero.
Fino ad oggi, BlackBerry la faceva da padrone nelle istituzioni USA. Poi, da qualche tempo a questa parte, si è assistito ad una rapida inversione di tendenza che l’ha spodestato in favore di iOS. E ora, uno degli ultimi avamposti, il Pentagono, sta per cedere sotto la pressione dell’avanzata di Apple e Google. Per la precisione, la caduta è prevista il 14 febbraio 2014:
Il piano di implementazione prevede l’introduzione di soluzioni mobili di classe protetta e non protetta come equipaggiamento per i 600.000 utilizzatori di dispositivi mobili basate su prodotti commerciali comunemente reperibili sul mercato, la promozione dello sviluppo e l’uso delle app mobili per migliorare le funzionalità, ridurre i costi e consentire una maggiore produttività personale. Il piano gestisce una serie di progetti pilota tra i componenti del Dipartimenti della Difesa che incorporerà le lezioni apprese, assicurerà l’interoperabilità, raffinerà le richieste tecniche, influenzerà gli standard commerciali e creerà efficienza operazionale per i dipendenti del Dipartimento.
Continua a leggere: L'iPhone entra ufficialmente al Pentagono [Aggiornato]

In rete è tutto un gran parlare del fatto che WhatsApp sia diventato a pagamento. In effetti, il servizio di messaggistica multipiattaforma ha iniziato a chiedere un contributo anche ai suoi utenti Android, Windows Phone e Blackberry. Da oggi, chi utilizza WhatsApp su queste tre piattaforme dovrà versare un contributo annuo di 0,79€ dopo un periodo annuale di prova gratuita.
Su iPhone, invece, l’applicazione è sempre stata a pagamento. Il costo iniziale era di 0,79€ che si sono trasformati negli attuali 0,89€ con l’adeguamento dei prezzi dell’App Store. Per gli utenti iPhone, dunque, non ci sarà nessun cambiamento e, almeno per il momento, il contributo resterà una tantum all’acquisto dell’app.
Arriva anzi una buona notizia per chi utilizzava WhatsApp su iPhone 3G e da qualche tempo aveva sperimentato l’impossibilità di invio e ricezione dei messaggi. Pare che i problemi siano stati risolti sul lato server e che la vecchia versione di WhatsApp abbia ripreso a funzionare su iOS 5 4.
Chi ha attivato un account WhatsApp su iPhone non dovrà pagare nulla nemmeno in caso di passaggio ad Android o ad altri sistemi operativi. In questo caso, infatti, invece della data di scadenza apparirà la dicitura “lifetime” come da screenshot dopo il salto.
Continua a leggere: WhatsApp a pagamento su iPhone, il punto della situazione

Stando al consueto “Report sullo stato di Internet” relativo al Q3 2012 di Akamai, la nota piattaforma per la distribuzione di contenuti via Internet, a Safari su iOS si deve il 60% di tutta la navigazione WiFi e cellulare tra i network della società; Android, però, lo batte sul terreno della connessione in mobilità pura.
Durante il terzo trimestre del 2012, il browser incastonato in Android ha generato molto più traffico su reti mobili rispetto all’omologo Apple, anch’esso basato su Webkit. Tuttavia, basta snocciolare un po’ i dati per rendersi conto della loro complessità: nonostante una diffusione minore in termini assoluti, chi possiede un dispositivo iOS di solito lo utilizza molto di più. Se infatti aggreghiamo il web-surfing via rete cellulare e quello via WiFi, scopriamo che Safari batte tutti con circa il 60% di market share.
La classifica su rete mobile è quindi così composta: Android 37,6% delle richieste, seguito a breve distanza da Safari col 35,7%; poi, a debita distanza, troviamo Opera Mini col 20%, RIM BlackBerry col 4,2% e Mobile Explorer di Microsoft con un invisibile 1,5%. La classifica su rete mobile + WiFi, invece, è ben diversa: Safari col 60,1% di richieste, seguito da Android col 21,1%, Mobile Explorer col 9,3% e Opera mini lievemente al di sotto del 5%. In totale, il traffico aggregato prodotto da Safari, Android e Mobile Explorer sull’intera rete Akamai è stabilmente fisso al 5%.
Continua a leggere: Akamai: Safari è il browser mobile più usato nel Q3 2012

In una chiacchierata informale con BusinessInsider, il responsabile della sezione mobile di Kayak, Bill O’Donnell, ha divulgato qualche dato piuttosto interessante. Scopriamo così che il traffico generato dagli utenti iOS supera di almeno tre volte l’equivalente Android; ed è un fenomeno che ha ragioni molto più profonde di quanto non diremmo.
Quando la gente acquista un iPhone, spiega O’Donnell, acquista proprio un iPhone e nessun altro prodotto; quando invece opta per un Android, sta comprando invece un semplice smartphone. Sembra una distinzione banale, e invece a suo modo di vedere fa tutta la differenza del mondo:
Racconta di passare molto tempo nei negozi dei carrier per acquistare telefoni da provare. E gli capita spesso di ascoltare le persone dire “vorrei uno smartphone.” A quel punto ricevono dal commesso un Android, ma non lo pensano come un piccolo computer.
Gli utenti iPhone, invece, entrano ed esordiscono con “vorrei un iPhone” perché lo considerano un minicomputer da strizzare per ottenere il massimo. Il che significa che scaricano un sacco di applicazioni.
E a sostegno di questa tesi, riporta un dato che parla da sé: “iOS genera tre volte il traffico di Android in termini di download e di uso giornaliero. Anche se sta iniziando a recuperare un po’.” D’altro canto, è noto da tempo che gli utenti iOS siano tanto ghiotti di dati in mobilità da costringere i carrier a rivedere le proprie certezze e soprattutto ad andarci cauti. E voi lettori vi riconoscete in questa dicotomia? Ditecelo nei commenti, su Twitter e ovviamente su Facebook.
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Sarà pur vero che Android domina il panorama mondiale degli OS mobili, ma di recente a Cupertino si sono portati a casa una soddisfazione niente male. Secondo gli ultimi dati pubblicati da Kantar Worldpanel ComTech risulta infatti che iOS è stata la piattaforma di maggior successo durante le vendite natalizie statunitensi.
Il successo di iOS, per ComTech, è sostanziale e ben delineato dai trend emersi nel sondaggio:
iOS resta la piattaforma smartphone più venduto negli USA, col 53,3% di market share nel periodo di riferimento di 12 settimane che termina il 25 novembre 2012; è la prima volta che la piattaforma sorpassa il 50% di share nelle vendite, stando ai dati rilasciati oggi da Kantar Worldpanel ComTech.
Le vendite di Android, di contro, sono calate del 10,9% toccando quota 41,9% del mercato nel medesimo periodo; Windows si è guadagnato un terzo posto con appena il 2,7%.
Continua a leggere: iPhone VS Android, Apple vince nelle vendite USA a Natale

Nielsen ha recentemente reso disponibile la sua ultima relazione su Android e iOS, ribattezzata “Tops of 2012.” Grazie ad essa, apprendiamo gli equilibri attuali tra i due principali OS mobili, nonché la lista delle app più utilizzate in assoluto durante l’anno che volge al termine.
Lo studio, focalizzato su tutti e quattro i trimestri fiscali del 2012, svela che per la prima volta nella storia i possessori di smartphone hanno superato per numero quelli coi cosiddetti featurephone, vale a dire i comuni telefonini non “smart.” Il rapporto è ora di 56 a 44 in favore dei primi, nel periodo di riferimento che va da luglio a settembre.
Qui di seguito, invece, la lista delle app più usate dell’anno in base al numero di utenti unici, con un paio di premesse. Per quanto concerne YouTube e Mappe, probabilmente ci si riferisce alle varianti disponibili in iOS 5, visto che per quelle di Apple non c’è stato materialmente il tempo di raggiungere cifre significative; da sottolineare invece che Facebook Messenger è stata l’app per iPhone col tasso di crescita più rapido:
Continua a leggere: Nielsen: ecco le 10 app iOS più usate del 2012

I dati divulgati da ABI Research sul terzo trimestre fiscale dell’anno in corso parlano chiaro. Se da una parte l’iPad domina ancora il segmento dei tablet, dall’altra ha subìto un capitombolo del 14% in pochissimo tempo. Android è l’OS che si avvantaggia di più.
Per il momento, l’iPad detiene lo scettro di primatista indiscusso col 55% delle unità consegnate nel Q3 2012, ma rispetto solo al trimestre precedente ha perso qualcosa come il 14% di market share, e ha toccato un nuovo record negativo dal giorno del suo debutto.
Samsung, Amazon e ASUS si posizionano a debita distanza da Cupertino, ma il punto d’incontro si avvicina inesorabilmente; Google Android è oramai pre-installato sul 44% delle consegne totali, lasciando poche briciole al desaparecido BlackBerry PlayBook e ai tablet Windows. Jeff Orr, di ABI Research, spiega:
Per quanto riguarda l’OS di scelta per la maggior parte dei produttori OEM, ci aspettiamo che l’ecosistema Android continui a crescere in numeri. Nuovi produttori, più scelta di dispositivi e quindi maggiore penetrazione nel mercato, e più sviluppatori che troveranno maggior valore nelle app e nei contenuti.
Continua a leggere: Q3, iPad domina il segmento tablet ma perde terreno

In tempi recenti, Google ha aggiornato la propria app Youtube per Android col supporto ad una tecnologia molto simile ad AirPlay che consente di inviare in streaming alle Google TV i flussi video senza configurazione. Ma i piani di Mountain View sono molto più ambiziosi: vuole creare un’alternativa aperta e diffusa rispetto all’omologa con la mela.
Lo racconta GigaOM in un articolo ricco di dettagli:
YouTube ha recentemente lanciato una funzione di trasferimento dei video verso Google TV in stile AirPlay sui suoi dispositivi Android, ma in realtà vuole spingere la tecnologia molto più in là. La società sta lavorando su un’alternativa ad AirPlay da implementare anche sui dispositivi e servizi di terze parti. È chiaramente una frecciata ad Apple.
E visto che tutti i dispositivi sono connessi tra loro attraverso il cuscinetto del Cloud, “si può anche fare cose come scovare il prossimo video da guardare sul tablet o navigare sul Web dal telefono mentre il video continua a fluire sulla TV.” Per Shiva Rajaraman, responsabile dello sviluppo di prodotto YouTube, lo scopo finale di Google è “un mondo in cui tutti i dispositivi comunicano come AirPlay,” e onestamente questo piace molto anche a noi utenti.
Il sistema di Google, illustrato nei dettagli su questo micro-sito interattivo, fornirà una “esperienza da secondo schermo” con un continuo scambio di informazioni da e verso il tablet o lo smartphone; e quando il supporto verrà esteso anche alle app di terze parti, una delle lacune più grosse dei tablet Android rispetto ad iPad verrà definitivamente colmata. E qualcosa ci suggerisce che se Apple non si darà una mossa con iTV, bouquet di canali o quel che è, il rischio concreto è che Big G le soffi l’”hobby” sotto il naso.

Nelle scorse ore, sul Google Play Store per Android hanno fatto capolino sei nuove applicazioni dai nomi noti ai lettori di Melablog; iPhoto, iMovie, Keynote, Numbers, Pages e perfino un “Garage Band” col refuso (sarebbe “GarageBand” ma lasciamo correre), tutte caricate online da una certa “Apple Inc.” Si trattava ovviamente di un Fake con la “f” maiuscola.
Fino a poco fa, era sufficiente impostare la query giusta su Google Play per leggere un inaspettato elenco di risultati simile quello nell’immagine qui sopra. L’improbabile lista, tuttavia, deve aver attivato qualche allarme tardivo a Mountain View, visto che ora le app sono state tutte rimosse in blocco; ulteriore conferma -se ce ne fosse bisogno- che si trattava d’una fregatura. Già, perché al di là della fanta-informatica, Apple vende principalmente hardware e il software le serve solo per completare e rendere più appetibile l’offerta.
Quei pochi che sono stati tanto sfortunati (o ingenui; ma d’altro canto non si può certo pretendere che un utente Android ne sappia quanto noialtri, su Apple) da acquistare l’app, raccontano che non funziona e che si limita a fornire un messaggio d’errore; e c’è pure l’indirizzo cui scrivere per segnalare la cosa: android@apple.com. Una mail inesistente e che mai esisterà, su questo non ci piove.
Insomma, nessuno a Cupertino è diventato improvvisamente matto: si è trattato semplicemente del solito malware sfuggito ai controlli un po’ light di Google. Niente di nuovo sotto al sole.

In una intervista-colloquio con Reid Hoffman, venture capitalist e cofondatore di LinkedIn, il CEO di Microsoft Steve Ballmer ha parlato delle debolezze intrinseche delle piattaforme Android ed iOS. Il primo sarebbe incontrollabile, mentre l’altro è troppo controllato; Windows, manco a dirlo, si pone esattamente a metà e per questa ragione è migliore. Peccato soltanto che per ora non lo voglia nessuno.
Dopo aver cantato le lodi di Sinofsky (che infatti è stato cacciato via, come Scott Forstall da Apple), Ballmer ha parlato di Android come di un ecosistema “un po’ selvaggio,” in cui esistono troppe varianti diverse e troppe piccole incompatibilità, soprattutto quando confrontiamo i dispositivi Amazon, Samsung e Google. con Apple, invece, si ha esattamente il problema opposto:
“Di contro, il sistema di Apple appare altamente sotto controllo e costa pure caro” ha affermato il CEO di Microsoft, citando i 1.000$ di prezzo dell’iPhone in Russia. “Come si fa ad ottenere la qualità pagandola il giusto e senza tutto questo controllo?”
Già, come si fa? Molto semplice: “il meglio dei due mondi lo trovate da noi” ha chiosato con grande serietà. Windows, in altre parole, costituirebbe l’alternativa mediana -aura mediocritas, diceva qualcuno- che mancava:
Continua a leggere: Ballmer: "Android è selvaggio e iOS troppo controllato"