
I 37 milioni di iPhone venduti nell’ultimo trimestre del 2011 hanno permesso ad Apple di conquistare il gradino più alto del podio tra i produttori di smartphone, lasciandosi alle spalle Samsung con 35 milioni di smartphone e tutti gli altri produttori che hanno visto calare le loro quote di mercato.
Secondo una ricerca condotta da Kantar Worldpanel ComTech negli Stati Uniti, la quota di mercato degli iPhone sarebbe salita nell’ultimo trimestre al 44.9%, mentre quella degli smartphone Android sarebbe scesa dal 50% al 44.8%, in considerazione anche del fatto che Samsung non produce solo smartphone con sistema operativo Android e Motorola, HTC e Sony Ericsson non hanno brillato nell’ultimo trimestre.
La quota di mercato di Windows Phone invece non ha raggiunto la soglia del 2% nell’ultimo trimestre ed il tanto atteso Nokia Lumia 800 non è riuscito ad entrare nella classifica dei 10 smartphone più venduti. Secondo gli analisti però il sistema operativo mobile di Microsoft potrebbe raggiungere in Europa una quota del 10% nel secondo semestre del 2012.
Come fa curiosamente notare Gizmodo, Apple è riuscita a vendere mediamente ogni giorno più iPhone di quanti bambini siano venuti al mondo.
[via reuters]
Secondo un ricerca effettuata da Nielsen negli Stati Uniti il lancio autunnale dell’iPhone 4S ha generato un incredibile successo di vendite, incrementando sensibilmente le quote di mercato dei dispositivi iOS nei confronti degli smartphone Android.
L’indagine è stata effettuata sui clienti che ad ottobre, novembre e dicembre hanno acquistato un nuovo smartphone e, come visibile dal grafico qui sopra, risulta evidente che le preferenze degli americani si sono progressivamente orientate verso l’acquisto di un iPhone a discapito soprattutto dei dispositivi Android.
Il 57% degli acquirenti di un nuovo iPhone ha dichiarato di aver acquistato un iPhone 4S, segno che la domanda di iPhone 4 ed iPhone 3Gs negli Stati Uniti è ancora piuttosto sostenuta, contribuendo così ad aumentare la quota di smartphone equipaggiati con iOS.
Interessante anche notare come la penetrazione degli smartphone tra i clienti statunitensi sia in continua crescita, infatti il 60% delle persone intervistate ha dichiarato di aver acquistato uno smartphone, mentre la diffusione attuale degli smartphone si ferma al 46%.



[via nielsen]

Un sondaggio condotto da ChangeWave rivela che chi ha intenzione di acquistare uno smartphone farà cadere la propria scelta su un iPhone.
Non si tratta di una percentuale trionfale (54%) e a dire il vero ha subito un calo in seguito al boom dell’iPhone 4S ma Apple resta il nome che ispira più fiducia a chi vuole spendere i propri soldi. Al secondo posto Samsung con un 14% e una tendenza a “catturare” sempre più utenti nel corso dei mesi, segno che Android difficilmente sarà un eterno secondo.
Fanalino di coda RIM che non convince con il BlackBerry. Risollevarsi sarà molto difficile. Per quanto riguarda la customer satisfaction, iPhone regna sovrano con un 75%. C’è da chiedersi il perché?
L’ultima ricerca comScore sul mercato mobile statunitense nell’anno che volte al termine non lascia adito a dubbi, anzi conferma il trend documentato da NPD. Apple e Google continuano la loro ascesa nel settore, seppur con accelerazioni nettamente differenti, alle spese di RIM e Microsoft.
Per quanto concerne i produttori hardware OEM, l’iPhone rappresenta l’11,2% degli smartphone in circolazione negli USA, passando dal 9,8% di abbonati dello scorso agosto al 10,2% di settembre per finire poi -per l’appunto- all’11,2% registrato a novembre, e con un picco proprio in prossimità del lancio di iPhone 4S che poi è l’iPhone più venduto di sempre. Va bene anche a Samsung, che ora possiede un quarto dell’intero settore, ma sul comparto software a fare veramente paura è Google e non poteva che essere così.
Con l’enorme disponibilità di terminali in circolazione e costi d’accesso alla piattaforma meno esosi, Android arriva a toccare il 46,9% di market share, praticamente metà dell’intera torta. Un fenomeno che subisce un’accelerazione sempre maggiore, proprio mentre BlackBerry continua la sua caduta libera scivolando al 16,6% rispetto al 19,7% di tre mesi fa (-3,1%), e i Windows Phone rasentano l’estinzione con il loro 5,2% di presenza sul mercato (-0,5%). Symbian perde lo 0,3, passando dall’1,8% all’a 1,5%: praticamente un fossile tecnologico.
Per contro, iOS guadagna 1,4 punti percentuali passando dal 27,3% di agosto al 28,7% di novembre. Un ottimo risultato, assolutamente in linea con le previsioni degli analisti e nonostante il periodo di forte cristi che sta condizionando la propensione europea agli acquisti e che soprattutto sta guastando le festività natalizie nostrane.

Per la prima volta gli utenti Facebook da piattaforma Android sono in numero maggiore rispetto a quelli su iOS. Lo rivela l’analisi compiuta da Appdata, servizio indipendente di misurazione del traffico da applicazioni web fornito da Inside Network: se su iPhone e iPad gli utenti giornalieri sono 57.6 milioni, il numero di “androidiani” sul social network sfiora i 59 milioni.
Si tratta di cifre impressionanti in entrambi i casi ma il sorpasso fa notizia dopo le dichiarazioni di Eric Schmidt, deciso a contrastare l’egemonia di Apple sul fronte dei dispositivi mobile. Prima di stappare lo spumante i fan di Android dovrebbero tener conto di alcuni fattori.
Prima di tutto, Android è presente su un numero maggiore di dispositivi (sia smartphone che tablet) prodotti da diversi costruttori. iOS non ha mai digerito bene Facebook e sorprendentemente la versione 5 del sistema operativo mobile di Apple ha preferito integrare Twitter, scelta condivisibile a mio avviso ma davvero la creatura di Mark Zuckerberg era così minacciosa da offuscare la “luce” di cui risplendono iPhone e iPad? Neanche il nuovo aggiornamento dell’applicazione ufficiale su iOS (4.1), la nuova Timeline (qualcuno ha detto Path?) serviranno a rendere il servizio piacevole agli utenti e recuperare il numero di “fedeli”?

Google ha acquisito Clever Sense, lo annuncia la società con un comunicato ufficiale sulla homepage del proprio sito. Clever Sense è stata “annusata” da sempre dai big della tecnologia grazie al proprio software intelligente Alfred (prima Seymour), un’app per iOS e Android specializzata in local recommendations, ovvero poter aiutare l’utente a trovare ciò che cerca nell’area geografica in cui si trova.
L’intelligenza artificiale di Clever Sense farà comodo a Google per sviluppare una probabile alternativa a Siri per i propri dispositivi Android, dato che il punto forte di questa tecnologia (ancora in fase embrionale) è memorizzare i gusti di chi la utilizza, un po’ come Pandora o Last.fm per la musica.
A tutto ciò si deve aggiungere la capacità di riconoscimento vocale e comprensione delle istruzioni impartite con la voce. Se Google ha realmente in mano l’alternativa a Siri di Apple non ci resta che aspettare gli sviluppi futuri, che magari la integreranno con la ricerca e i social network tramite Google Plus.
Via | Search Engine Land

Non le manda a dire Eric Schmidt, Executive Chairman di Google nel suo intervento a Le Web 2011 a Parigi. Le sue parole hanno dimostrato la grande fiducia nutrita verso Android che è destinato a superare iOS soprattutto riguardo l’attenzione rivolta da parte degli sviluppatori.
Schmidt afferma, causando il gelo nella sala, che «Android è davanti ad iPhone» e non si tratta di un’imitazione del sistema operativo mobile di Apple, anche perché «Android è stato fondato prima dell’iPhone» e forte dei 200 milioni di telefoni Android in uso e dei 550 mila in corso di attivazione nei prossimi sei mesi il mercato supererà quello delle applicazioni di iOS.
Android sarà più evoluto di iOS, più “aperto”, più performante anche se con interfaccia poco fluida. Ma come mai l’avvento di Flipboard per iPhone è accolto da ovazione mentre lo sviluppo della stessa applicazione per la piattaforma mobile di Google forse non avverrà mai? Apple ha saputo attirare l’attenzione degli sviluppatori sul proprio sistema di distribuzione centralizzato che garantisce un facile e comodo acquisto da parte dell’utente che si traduce in un cospicuo guadagno per chi produce l’app.
Schmidt continua il suo intervento (disponibile integralmente nel video dopo il salto) elogiando l’integrazione con i servizi Google: Gmail, Apps, Plus, Music, Maps. Fondere social e local sarà la chiave del successo e del sorpasso su iOS.
Continua a leggere: Eric Schmidt: «tra sei mesi Android Market batterà App Store»

Apple di sicuro non ha inventato lo smartphone con touchscreen e tantomeno ha innovato con l’uso del capacitivo rispetto al resistivo. Tuttavia il suo iPhone dal primo modello ha saputo catturare gli utenti, anche i più scettici, puntando su un aspetto fondamentale: la fluidità dell’interfaccia grafica ad ogni tocco.
Sembra una sciocchezza ma la frustrazione di un utente alle prese con un telefono privo di tasti che non risponde a dovere alle proprie ditate raggiunge i massimi livelli, più del crash ripetuto di un’applicazione o della scarsa durata della batteria. L’iPhone può avere mille problemi, più o meno importanti, ma ha mai risposto male allo scrolling, al pinch, al tapping ossessivo dell’utente? Potete dire la stessa cosa di uno smartphone con Android?
La discussione è nata da un post di Dianne Hackborn a cui è seguito l’approfondimento di Andrew Munn, entrambi ingegneri del software reclutati da Google, che chiariscono la differenza principale: se su un telefono Android il rendering dell’interfaccia utente si verifica sul thread principale di un app oppure il rendering dell’interfaccia utente ha la priorità normale, la risposta al tocco sarà poco fluida, inevitabilmente. Su iPhone il rendering e gestione dell’interfaccia grafica ha priorità massima, accentrando tutte le risorse di CPU E GPU, per la gioia di chi lo utilizza.
Continua a leggere: Perché l'iPhone è più fluido di Android?

La società di ricerche Kantar Worldpanel ComTech ha elaborato le statistiche di vendita degli smartphone nel Regno Unito relative al mese di ottobre. I dispositivi Apple si sono aggiudicati il 42.8 % delle vendite, contro il 35 % di tutti gli smartphone equipaggiati con il sistema operativo Android.
Lo straordinario risultato è da attribuire in gran parte al nuovo iPhone 4S, che però è stato lanciato nel Regno Unito solo il 14 ottobre, riuscendo quindi in due sole settimane a portare Apple sul gradino più alto del podio.
Un’altra indagine ha rivelato che il 75 % dei clienti che hanno acquistato un iPhone 4S aveva già acquistato in precedenza un iPhone, di questi il 14 % possedeva un iPhone 4, segno che i clienti della Mela rimangono fedeli al brand, ma anche che questi picchi di vendite sono difficilmente replicabili negli altri mesi dell’anno.
Se si guardano infatti i dati di vendita dell’intero trimestre, sempre nel Regno Unito, si scopre che sono gli smartphone Android a dominare la classifica con una quota di mercato del 46 %, in calo rispetto al 49,9 % registrato nell’analogo trimestre dell’anno scorso, mentre i dispositivi Apple salgono al 27,8 % con un incremento del 2,8 %, una quota di mercato che vale comunque la seconda posizione dato che RIM si ferma al 19,6 % in calo dell’1,3 %.
[via gigaom]

Una nuova ricerca effettuata da GfK afferma che gli utenti iPhone restano i più fedeli al brand anche se incalzati dalla concorrenza.
Lo studio, condotto negli USA, in Cina, Giappone, Brasile e i principali 5 stati europei, conferma un trend già piuttosto consolidato: l‘84% degli acquirenti dei prodotti con la mela preferisce restare nell’ecosistema Apple anche in futuro, comprando nuove versioni dei dispositivi già in uso. Di contro, nel mondo Android solo il 60% ostenta fedeltà al marchio, cosa che suggerisce una propensione al cambiamento estremamente più marcata.
E sul versante RIM, le cose vanno pure peggio. Solo il 48% degli utenti intervistati afferma di voler restare su piattaforma BlackBerry, il che lascia intuire che probabilmente l’emorragia d’utenza non s’arresterà fino alla commercializzazione del BlackBerry London, atteso per l’anno prossimo. Ed è interessante sottolineare che la gran parte degli utenti migrati ad Android arriva dal BlackBerry e non dall’ecosistema iOS.
A dire di GfK, il vincitore è solitamente la società che riesce a restituire “l’esperienza utente più armoniosa”, ma ciò non vuol dire necessariamente che gli equilibri resteranno immutati per sempre. Il recente accordo di Nokia con Microsoft deve ancora offrire i suoi frutti più maturi sul mercato, ma d’altro canto anche iPhone 4S deve ancora mostrare tutti i suoi muscoli; soprattutto ora che è commercializzato da importanti carrier come Sprint, KDDI e altri nel mondo che, fino a non molto tempo fa, erano rimasti esclusi dalle delizie di Cupertino.
Stando agli ultimi dati forniti da NPD, iPhone 4 ed iPhone 3GS hanno battuto per quantità di vendita tutti i telefoni Android commercializzati negli USA nel terzo trimestre del 2011. Un andamento già piuttosto consolidato, visto che somiglia molto al trimestre precedente, e che rischia di acuirsi ulteriormente.
Il primo posto spetta all’iPhone 4, e ciò non sorprende; d’altro canto, iPhone 4S è ancora troppo giovane per poter scalfire il monopolio del precedessore. Degno di nota, semmai, che al secondo posto alligni un telefono che ha ben due anni di vita, il che equivale sostanzialmente a dire che un dispositivo Apple del 2009 attira più acquirenti dei telefoni Android più recenti, potenti e con display più ampi. Ma di sicuro, il price point di 49$ promosso da AT&T deve aver contribuito parecchio.
Ecco quindi la lista dei cinque smartphone più venduti negli USA fino al 30 settembre scorso:
Ma ora c’è una nuova ammiraglia nella flotta, iPhone 4 è ceduto a 99$ e iPhone 3GS a costo zero; il rischio, afferma qualcuno, è che presto Apple possa finire con l’occupare ben tre delle prime cinque posizioni. E per saperlo, basterà attendere i dati di gennaio 2011.

Da quando è disponibile, la biografia ufficiale di Steve Jobs scritta da Walter Isaacson ha dato inizio ad un processo di gemmazione degli aneddoti e dei retroscena più intriganti sui prodotti che conosciamo. Scopriamo così che, tempo addietro, l’iCEO stesso aveva ventilato la possibilità di portare iTunes -e il suo store- su Android. La cosa però non ebbe seguito: avrebbe fatto “troppo felici” gli utenti della concorrenza.
Nella visione di Steve Jobs, non c’era molta differenza tra Microsoft e Google. Entrambe erano competitor ed entrambe, a suo dire, hanno rubato a piene mani dal cilindro delle idee di Cupertino. Al lancio di Android, giudicato senza mezzi termini un “prodotto rubato”, Jobs come noto andò su tutte le furie, e da allora non ha perso mai un’occasione per criticare i prodotti di Big G, nati dal tradimento. Ergo, niente iTunes per chi non lo merita:
Pensavamo se non fosse il caso di creare un client musicale per Android. Dopotutto abbiamo iTunes per Windows con lo scopo di vendere più iPod. Ma non vedo vantaggi nel infilare la nostra app musicale su Android, a parte il fatto di rendere felici gli utenti Android. E io non voglio rendere felici gli utenti Android.
Un ragionamento che non fa una piega. Apple è maestra nella creazione di software user-friendly, e ogni sua fatica -da OS X a iLife, da iOS fino all’App Store- nasce col preciso intento di rendere più appetibile l’hardware per gli acquirenti. In quest’ottica, regalare iTunes alla piattaforma concorrente avrebbe finito col ridurre semplicemente il gap tra iOS ed Android, a tutto vantaggio di Google. Insomma, sarà per la prossima.