I nuovi MacBook sono ancora sotto i riflettori. Dopo la recensione di Walt Mossberg è la volta di quella di David Pogue, noto giornalista de The New York Times.
Pogue si dice soddisfatto del nuovo design e dei nuovi materiali rispettosi dell’ambiente. Il nuovo trackpad è da lui considerato come una delle novità di maggior rilievo: usare fino a quattro dita per ruotare o zoomare le foto, scorrere un documento o gestire Exposé è fantastico.
Secondo Pogue il nuovo MacBook ha così tanta potenza da poter essere il computer principale per un utente medio.
In realtà è questa l’idea che sta dietro al nuovo Cinema Display da 24″ pensato esclusivamente per i portatili Apple.
L’unico punto negativo della recensione è la rimozione della porta FireWire. A detta di Pogue, Apple ha sempre innovato in questo senso essendo stata la prima ad eliminare la porta SCSI per i dischi rigidi, l’unità floppy o il modem dial-up.

Sembrava che tra Apple e gli ambientalisti fosse pace fatta, e invece qualche nube si addensa nei cieli di Cupertino. Greenpeace ammonisce: non è vero che i nuovi MacBook sono verdi, bisogna fare di più.
Durante l’evento Apple dedicato ai nuovi portatili, moltissima enfasi è stata data alla rinnovata attenzione verso l’ambiente: meno sostanze tossiche, maggiore efficienza, imballi ridottissimi (e chi ha visto dal vivo il nuovo MacBook sa di cosa si parla: la scatola sembra più piccola del computer che contiene). Tuttavia, scorrendo la lista delle specifiche complete di MacBook, MacBook Pro, MacBook Air e persino il nuovo Cinema Display LED, si scopre che l’assenza di PVC è limitata semplicemente alla cavetteria interna. Con la campagna per un’elettronica eco-compatibile, invece, Greenpeace auspicava che Apple desse l’esempio producendo per prima un computer totalmente privo di PVC e BFR.
La buona notizia, però, è che Apple ha aggiornato la propria policy della mela più verde promettendo che entro la fine dell’anno i PVC spariranno da tutti i Mac. L’organizzazione di attivisti ambientali fa sapere che grazie a queste gradite novità, il punteggio di Apple nella lista delle società più verdi salirà certamente rispetto all’attuale 4,1/10. In testa a tutti, con 7 punti su 10, attualmente c’è Nokia. Come dire, di strada da fare ce n’è ancora parecchia.
Non siamo più ai tempi in cui Greenpeace criticava le scelte di Apple e l’azienda voltava le spalle. Lo stesso Steve Jobs si è “scomodato”, annunciando in un documento apparso sull’home page di Apple la volontà di esplicitare il rispetto per l’ambiente tra gli obiettivi che la sua azienda si pone. Per cambiare, tuttavia, occorre del tempo.
Così l’ennesima valutazione ambientale ricevuta dalla Mela in questi giorni può dirsi discreta, ma non brillante. Questa volta non parliamo della chart di Greenpeace, ma della valutazione dell’EPEAT, una ricerca governativa statunitense nata per suggerire alle istituzioni governative quali computer scegliere, in base a criteri ambientali.
Apple ha ricevuto solo quattro medaglie d’argento, in particolare per i MacBook Pro. Questo significa che sono stati raggiunti tutti i 23 criteri obbligatori e 14 dei 28 opzionali. Poco, se pensiamo che Toshiba ha ottenuto 5 ori, 15 argenti e 4 bronzi, mentre Dell ha ricavato 12 argenti. Inoltre i criteri ambientali applicati in Usa sono spesso più morbidi da quelli accettati qui in UE. Vedremo cosa cambierà in futuro.
[MacNN]