[Courtesy of National Geographic]
Molti di voi avranno letto il mio post nel quale facevo il punto della situazione del mio ancora attuale MacBook Pro. Ci eravamo lasciati con l’indispensabile molletta che applicata sulla parte destra della cornice mi consentiva di tirare avanti.
Studiare con un monitor la cui metà inferiore decide di diventare nera all’improvviso mentre quella superiore sfarfalla fino a degradare completamente ad un grigio chiaro è davvero difficile. Tutto questo con una frequenza sempre maggiore. Dopo vari tentativi andati a male il display si crepa in seguito ad una mia svista mentre cercavo l’ennesima posizione che mi consentisse 5 minuti di lavoro in santa pace.
Contatto telefonicamente il più vicino centro assistenza autorizzato Apple e chiedo subito un preventivo di spesa. Il consulente mi spiega che Apple non sostituisce solo il display frantumato ma tutta la parte superiore (scocca in alluminio, display, webcam, cavi interni e cerniere) il tutto per la modica cifra di € 700,00 manodopera esclusa. Quindi mi consiglia di acquistare un nuovo portatile: più resistente, con processore più potente e questa volta meglio se con Apple Care. Spendere tutti quei soldi e tenersi un computer vecchio non conviene affatto: è una mera questione di convenienza. Mi viene consigliato di utilizzare il mio portatile perennemente collegato alla televisione come fosse un Media Center. Certamente.
Continua a leggere: Apple e l'ecologia: meglio ricomprare che riparare
Apple si aggiudica l’ultimo posto nella lista di compagnie tecnologiche censite da Greenpeace nel suo report intitolato How Dirty is Your Data? (link al PDF). Sebbene Apple si sia sforzata negli ultimi anni di migliorare la propria sensibilità rispetto ai problemi dell’ambiente, a Cupertino si sono piazzati in ultima posizione per colpa della loro forte dipendenza dal carbone come fonte di sostentamento energetica per il suo data center.
Il report confronta i consumi di energia e risorse di Apple, Facebook, Google, Twitter, IBM, Microsoft, HP, Akamai, Amazon e Yahoo. Nel documento l’associazione sottolinea che il nuovo data center in North Carolina triplicherà il consumo di energia arrivando a consumare quanto 80.000 abitazioni americane. Di tutta quell’energia, il 62% sarà ottenuta dal carbone (una delle fonti più inquinanti) mentre il 32% da energia nucleare.
[Via GigaOM]

La foto che vedete qui in alto ritrae l’imballaggio che Apple ha utilizzato per spedire una piccola AirPort Card per notebook ad un Apple Store inglese. La confezione è enorme per la piccola antenna che vedete ritratta vicino all’imballo: magari una confezione più piccola avrebbe contribuito anche ad attutire maggiormente gli urti.
A dispetto delle politiche verdi per la minimizzazione degli imballaggi e conseguente riduzione delle immissioni inquinanti da parte dei mezzi di trasporto, pare che i processi interni di Apple, quelli non visibili direttamente alla clientela, non siano altrettanto “green” come invece lasciano intendere.
La speranza è che l’azienda possa adeguare presto i propri processi affinché anche quelli di comunicazione con i rivenditori rispettino sempre più l’ambiente.
[Via CrAppleStore]

Sul sito web di Apple, il nuovo Mac mini viene presentato al pubblico come “Il Mac più conveniente e a maggiore efficienza energetica di sempre”.
Proviamo a analizzare la seconda parte della frase. A differenza della prima è basata su elementi concreti ed è frutto di un percorso che Apple ha seguito con costanza negli ultimi anni, derivandone benefici d’immagine e economici, sia per sé che per gli utenti.
Il percorso è stato stimolato se non proprio accelerato dalle ripetute critiche fatte a partire dal 2006 da Greenpeace tant’è che Steve Jobs nel 2008 pubblicò un aggiornamento su quanto già raggiunto e quanto l’azienda si prefissava. I risultati sono evidenti e riconosciuti a più riprese anche da Greenpeace stessa.
In questi anni Apple si è mossa su numerosi fronti.
Continua a leggere: Il Mac mini, Apple e la riduzione del consumo energetico

Con un veloce e costante processo di cambiamento, Apple ha dimostrato di aver preso in seria considerazione l’ambiente e, dopo un’alternanza di lodi e critiche, arriva il momento del riscatto. Se soltanto fino allo scorso Ottobre Apple sostava in nona posizione, a Gennaio 2010 è saltata direttamente alla quinta, un po’ per meriti suoi e un po’ per demeriti altrui. Con una sorpresa.
Rispetto al 4,9 di Ottobre, Cupertino ha raggiunto ora il punteggio di 5,1 nella scala delle 18 più importanti società d’elettronica mondiali. In pratica, ci troviamo di fronte ad un pur apprezzabile, ma modesto, +0,2. Il grosso del merito, in effetti, va cercato nel calo registrato soprattutto da competitor quali Samsung, Sharp e perfino Sony. Inoltre, ad Apple va l’onore di essere prima della lista nel grafico delle società che hanno epurato dalle linee di produzione gli agenti tossici più pericolosi, con ben 4 stelle grandi, cioè il massimo dei voti:
Le stelle d’oro rappresentano i prodotti privi delle peggiori sostanze chimiche. Le stelle più piccole indicano che soltanto una frazione dei prodotti sono prive di sostanze tossiche. Una stella grigia significa che nessuno dei prodotti fatti da questa società nelle categorie prese in esame è privo di sostanze tossiche. Infine, un trattino indica che la società non produce quel tipo di prodotto.
Cupertino si può fregiare quindi di un invidiabile primato:
Continua a leggere: GreenPeace: Apple sale la classifica verde e guadagna 4 stelle

Il piccolo Apple Mac mini ha preso il comando della classifica dei computer con la più alta efficienza energetica, secondo i dati forniti da Sust-it. Lo studio ha coinvolto oltre 100 sistemi differenti, ed ha visto il piccolo computer Apple con processore Intel Core 2 Duo 2,0Ghz occupare le prime due posizioni con entrambi i modelli: con disco da 120Gb e 320Gb. Come avrete già capito, non si tratta degli ultimi modelli (non sono stati ancora testati), bensì dei precedenti.
E’ stato calcolato, per il Mac mini, un consumo di 49,4kWh per anno. Le versioni con processore da 2,26GHz registrano consumi leggermente più elevati mantenendo salda la terza e la quarta posizione. A seguire vi sono Asus Eee Box e Fujitsu Futro S550 che integrano tuttavia processori meno potenti: rispettivamente da 1,6Ghz ed 1,0Ghz.
E’ doveroso sottolineare che i Mac Pro dominano la coda della classifica desktop. La configurazione con due processori da 2,66GHz Intel Quad Core Xeon ha un consumo stimato in 770,8kWh di energia elettrica all’anno. Sul fronte notebook, invece, a dominare è HP Pavilion DM3 seguito immediatamente dal MacBook Air 1,86Ghz, MacBook Air 2,13Ghz e MacBook in policarbonato da 2,26Ghz.
Il possessore di Sust-it, Ross Lammas, ci tiene a puntualizzare:
“C’è una differenza sbalorditiva nel consumo d’energia tra i computer disponibili sul mercato; si riesce a risparmiare fino a £150 (circa € 165) all’anno di elettricità scegliendo modelli più efficienti.”
[Via MacNN | MacDailyNews]
Il giornale The Consumerist ha diffuso la notizia secondo la quale a due clienti, proprietari di computer Mac, è stata negata la garanzia Apple Care poiché i computer erano stati utilizzati in una stanza con fumatori.
A quanto pare, entrambi i clienti si sono rivolti direttamente a Steve Jobs ma non hanno ottenuto nulla. In effetti, i tecnici Apple avrebbero trovato all’interno dei computer, residui di resine formatesi in seguito all’esposizione continuata dell’hardware al fumo di sigaretta.
A tal proposito, il contratto di garanzia recita:
The Plan does not cover: Damage to the Covered Equipment caused by accident, abuse, neglect, misuse (including faulty installation, repair, or maintenance by anyone other than Apple or an Apple Authorized Service Provider), unauthorized modification, extreme environment (including extreme temperature or humidity), extreme physical or electrical stress or interference, fluctuation or surges of electrical power, lightning, static electricity, fire, acts of God or other external causes.
Non è chiaro se fumare, oltre che fare malissimo alla propria salute (e a quella degli altri), possa essere considerata una “causa esterna”. Di certo taluni converranno, dopo tutto, nel non ritenere “un ambiente estremo” la stanza di un fumatore.
[Via TUAW]

Come al solito, giunge puntuale la classifica di Greenpeace per le aziende di elettronica impegnate nella lotta all’inquinamento. La classifica, la numero 13, vede saldamente al primo posto Nokia.
La situazione di Apple migliora. Oltre che essere descritta come l’azienda più efficace nella lotta contro le sostanze tossiche, viene premiata con un salto di due posizioni: dalla numero 11 alla numero 9.
La classifica, è doveroso dirlo, non tiene conto degli ultimi sforzi di Cupertino. Greenpeace ha dichiarato di essere andata in stampa prima che le ultime novità di Apple sul fronte ecologico fossero rese pubbliche.
Apple avrebbe pubblicizzato i propri progressi troppo tardi. Per Settembre 2009 dovrà accontentarsi della posizione numero 9. Il prossimo mese si prevede già una nuova promozione.
[Via Greenpeace]

Alcuni attivisti di Greenpeace hanno irrotto nel quartier generale di HP dipingendo il tetto con la scritta “hazardous products” e diffondendo un messaggio pre-registrato indirizzato a William Shatner nel quale si chiedono spiegazioni in merito al ritardo circa le promesse fatte in materia di politiche ambientali.
Nel documento non è mancato un riferimento all’azienda di Cupertino:
“If Apple can go BFR & PVC-Free, why can’t HP? No more excuses”.
A quanto pare HP, pur essendo una delle aziende più importanti (in particolar modo negli Stati Uniti), non è riuscita nemmeno ad avviare un piano di sensibilizzazione ambientale alla propria linea di prodotti. Al momento non è ancora giunta nessuna risposta ufficiale da parte dell’azienda.
[Via Electronista]
Gli Apple Premium Reseller in collaborazione con l’azienda Proambi, un’azienda attiva nel settore del riciclaggio di prodotti nocivi per l’ambiente, hanno avviato una campagna di riciclaggio chiamata Green Days che è durata quattro giorni: dal 2 Luglio al 5 Luglio.
L’iniziativa, la prima di questo tipo avviata in Messico, ha incentivato il deposito di prodotti elettronici all’interno di speciali contenitori. Si è trattato prevalentemente di laptop, vecchi monitor, CPU obsolete, telefoni cellulari, ed iPod. Dopo la raccolta, ProAmbi si preoccuperà dello smaltimento, separando i materiali riciclabili (vetro, plastica) da quelli dannosi.
Jan René Aguirre, direttore di ProAmbi, ha spiegato che l’accordo ha l’obiettivo di promuovere il riciclo di vecchi accessori tecnologici e l’acquisto di nuovi a fronte di uno sconto di ben 3000 pesos (circa € 162) per chi avesse acquistato un MacBook Pro oppure 1500 (circa € 82) pesos nel caso di MacBook in policarbonato. Per quanto riguarda gli iPod, lo sconto è stato di 700 pesos (circa € 38) per gli iPod Touch è di 300 (circa € 17) pesos per gli iPod nano.
ProAmbi ha già comunicato l’intenzione di ripetere ed estendere l’iniziativa alla luce degli incredibili risultati raggiunti.
[Via ElBlogDelSwitcher]

Greenpeace ha pubblicato l’ultima classifica relativamente all’impatto ambientale delle aziende di elettronica. Al primo posto, come per la scorsa volta, si conferma Nokia: per la bassa tossicità delle componenti impiegate ed un ottimo servizio di ritiro e smaltimento dei prodotti venduti.
Samsung, Sony Ericsson, LG Electronics, Toshiba e Motorola migliorano il loro piazzamento grazie ad interventi mirati, sebbene alcune tra queste abbiano ancora un mucchio di strada da percorrere. La situazione si mette malissimo per Sony, la quale perde ben 7 posizioni a causa per via di alcune promesse non mantenute e la mancata espansione del sistema di ritiro e smaltimento.
Apple, pur rimanendo ferma a 4,7 punti, perde una posizione attestandosi al 11° posto. L’azienda di Cupertino, tuttavia, viene presa a modello da Greenpeace per aver mantenuto le promesse circa l’eliminazione di PVC e ritardanti di fiamma bromurati da tutta la linea di prodotti. Bene anche sul fronte del ritiro dei dispositivi usati (con l’obiettivo di raggiungere il 50% nel 2010) e dei consumi energetici globali: ridotti del 3%.
L’analisi dettagliata della classifica è liberamente consultabile attraverso il sito web dell’associazione.
Le critiche rivolte ad Apple in passato dagli ambientalisti hanno indotto una competizione positiva e Cupertino si è via via impegnata pubblicamente a costruire prodotti sempre più rispettosi dell’ambiente.
Evidentemente ora si sentono pronti per raccogliere i frutti di questo lavoro ed hanno messo online una pagina ed uno spot per celebrare la “famiglia di notebook più verde al mondo“.
[via]