Oggi è l’ultimo giorno di vita di Xserve: da domani, Apple non venderà più questo dispositivo riservato alla fascia “professional” dei clienti della Mela. L’abbandono degli Xserve non ha mancato di sconcertare gli utenti, tanto che era persino nata una petizione per tentare di spingere Apple a rivedere la sua decisione, dovuta essenzialmente alle basse vendite registrate. Buon numero di amministratori di sistemi si ritrovano ora con la difficile questione di dover sostituire l’hardware, dopo aver investito tempo e denaro in un’architettura che sarà difficile sostituire con batterie di Mac Pro o di Mac mini.
Una soluzione potrebbe arrivare da Active Storage, che ha oggi rilasciato ActiveSAN, un server con ottime prestazioni e un design molto simile agli Xserve di Apple.
Active Storage ha montato un processore Intel Quad-core Xeon su una piastra madre disegnata da Intel, in un rack 1U. ActiveSAN è pensato per il mercato professionale: ha 8 GB di RAM che sono ovviamente espandibili e fonti d’alimentazione ridondanti. Viene fornito con Red Hat Linux, un file system StorNext di Quantum e dei programmi per interfacciare la macchina con l’esterno. ActiveSAN è facile da configurare, come la maggior parte dei prodotti Active Storage, attraverso l’apposito software dedicato e sembra rappresentare una valida soluzione alternativa per server Apple Xsan e StorNext.
Alex Grossman, CEO di Active Storage ha inoltre rassicurato gli ex-clienti di Xserve:
Gli utenti Xsan dell’industria hanno bisogno di prodotti di qualità a livello di data center, ma chiedono anche la facilità d’uso e di configurazione che offre Xsan. Prima questo significava una sola cosa: Xsan su un Xserve. Però adesso tutto cambia con ActiveSAN, con il quale si può continuare ad usufruire delle prestazioni di un file system come Xsan.

“Quando si chiude una porta, si apre un portone“: un vecchio detto che ora sembra adattarsi al mondo dei server. La pagina di Active Storage esibisce un conto alla rovescia, che terminerà lunedì 31 gennaio 2011, al momento in cui gli Xserve saranno decretati da Apple definitivamente come parte del passato. Un indizio su una nuova gamma di server Mac OS-compatibili?
Dalla decisione di non produrre più Xserve, Apple ha consigliato di rivolgersi verso soluzioni alternative, come quelle offerte da Active Storage. Finora Active Storage proponeva strumenti di gestione nativi Mac OS X, come il Storage Remote Control che include persino una app per iPhone per monitorare lo stato dei server.
Prodotti come ActiveRAID ES rappresentano una buona soluzione RAID per gli utenti Apple, dato che fanno uso di Mac OS X Server. Ma qui stiamo parlando di prodotti server di un nuovo tipo, anch’essi pensati per utenti Apple. In pratica, i nuovi prodotti di Active Storage che usciranno in sostituzione degli Xserve monteranno una variante di Darwin come interfaccia per l’amministrazione del sistema. Il nuovo hardware sarà probabilmente lo standard per i Data center con Mac OS X, ossia detto in poche parole: un Xserve di terze parti.
[Via 9to5Mac]

Apple ha ritirato in tutta furia la versione server di Mac OS X 10.6.5 (build 10H575) a causa di una falla di sicurezza di particolare importanza. Sembra, in effetti, che sia possibile poter vedere le caselle mail degli altri utenti del servizio.
Sui forum di discussione di Apple vengono evidenziati altri problemi, come nei servizi che utilizzano DNS o con i certificati in Server Admin.
È la prima volta che un aggiornamento di Mac OS X viene ritirato così precipitosamente e senza spiegazioni da parte di Apple. Sia l’aggiornamento incrementale che quello combo sono assolutamente da sconsigliare fino a nuovo ordine.
Malgrado ciò, la versione client di Mac OS X 10.6.5 è tutt’ora liberamente scaricabile e non toccata dall’eventuale (eventuali?) bug della versione server.
Continua a leggere: Ritirato Mac OS X 10.6.5 Server a causa di una falla di sicurezza

La scorsa settimana, Apple annunciava la chiusura della gamma Xserve per il 31 gennaio 2011, sia dal punto di vista della produzione che della vendita. Una delusione per gli utenti del ramo “professionale” di Apple, che avevano investito in un prodotto dal design elegante e facile nell’uso, in combinazione con Mac OS X Server.
Jason Lockhart, uno dei manager del Virginia Tech supercomputer, ha riassunto il pensiero di molti professionisti: “L’Xserve era una solida piattaforma che maturò bene. Mi dispiacerà vederla andar via.”
Nella scelta di Apple si annidano numerose ragioni diverse e una sicura strategia di mercato. In poche parole, riassunte da Steve Jobs, Xserve non vendeva. Questa è senz’altro una ragione di peso, tanto più che una compagnia deve essere pronta a sacrificare la parte della sua produzione che non è più redditizia, per investire e focalizzare le proprie energie verso altri prodotti. Si tratta di far spazio ai settori con maggiore potenziale di sviluppo, a scapito degli altri.
Il successo dell’iPhone e dell’iPad hanno sicuramente aperto gli occhi ai Steve Jobs, che punta ora molto su prodotti più popolari. L’iPadificazione di Mac OS (parola coniata da Ross Rubin per indicare l’avvicinamento sempre maggiore di Mac OS X all’approccio orientato alle app presente in iOS) ha sicuramente partecipato attivamente alla fine di Xserve, cambiando le strategie di Cupertino. Difatti è evidente l’interesse di Apple per la fascia di utenza consumer (in contrasto a professional), interesse direttamente proporzionale ai guadagni provenienti dai dispositivi mobili.
Continua a leggere: La fine di Xserve non è la fine dei server Apple

Dal 31 gennaio 2011, i prodotti della linea Xserve non saranno più né prodotti, né venduti da Apple. Così facendo, la casa di Cupertino si lascia alle spalle un altro prodotto della sua linea “professionale”; non rimane più che il Mac Pro fra i computer ad alte prestazioni della mela.
Questo abbandono era da prevedere, dato che gli Xserve non sono mai state macchine molto competitive, in particolare rispetto alle loro controparti che montano Linux. Rimane comunque un duro colpo per tutti coloro che hanno investito in infrastrutture di server Mac OS X.
Come alternativa per avere un server con Mac OS X, non resta che installare batterie di Mac mini o dei Mac Pro; tutte attrezzature che occupano più spazio rispetto agli Xserve e quindi che costa più caro alloggiare nei data-center. Per aiutare alla transizione da Xserve ad altri sistemi, Apple ha messo online un documento nel quale apprendiamo che per sostituire un solo Xserve saranno necessari da 3 a 30 Mac mini.