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iOS 4.3: processore A5 dual core anche su iPhone 5

pubblicato da aWilito


A poche ore dal rilascio anticipato di iOS 4.3, frugando tra file e cartelle, alcuni sviluppatori iOS hanno scovato le prove inconfutabili che il nuovo processore dual core A5 a 1 GHz incastonato negli ultimi modelli di iPad sarà il cuore anche della prossima generazione di telefoni con la mela.

All’interno dei 3 firmware di iOS 4.3, dedicati rispettivamente all’iPad 2 WiFi, a quello GSM e infine a quello CDMA, è stata scoperta la sigla che Apple usa internamente per definire il processore A5 che accomuna tutti e 3 i tablet, vale a dire S5L8940:

  • iPad2,1 (K93AP) = WiFi.
  • iPad2,2 (K94AP) = GSM.
  • iPad2,3 (K95AP) = CDMA.

Un festante cinguettio di Filippo Bigarella, invece, ci dimostra che il file kernelcache.release dedicato all’iPhone 5 (nome in codice, “N94AP”) contiene riferimenti al processore S5L8940:

Ecco la prova che anche iPhone 5 girerà su S5L8940 (processore A5 dual core)!

In realtà, non si tratta di una novità epocale, anche perché una mossa del genere era ampiamente prevedibile da parte di Cupertino, così come era prevedibile che l’A4 sarebbe stato ereditato dall’iPhone 4 dopo il debutto del primo iPad. Ora se non altro ne abbiamo la certezza matematica, il che è una buona notizia soprattutto se inquadrata nell’ottica del recente accordo con TSMC che scalza Samsung in qualità di principale fornitore di chip A5 a 40 nm. Un’intesa che, come abbiamo visto, permetterà ad Apple di mantenere un discreto primato tecnologico allontanando al contempo gli spettri di una dipendenza troppo marcata.

Apple e TSMC, accordo per l'A5 da 40nm

pubblicato da aWilito


Alcune indiscrezioni raccolte da EETimes rivelano che Apple ha stretto precisi accordi col contractor taiwanese TSMC per quanto concerne la produzione dei chip A5 a 40 nanometri, destinati alle nuove generazioni di iPad ed AppleTV.

La notizia ha un certo rilievo poiché le tecniche produttive a 40 nm utilizzate da TSMC risultano migliori dei 45 nm di Samsung, e permettono la costruzione di chip più efficienti, potenti e piccoli rispetto alla concorrenza. Un primato che consente ad Apple di mantenere un discreto vantaggio tecnologico (chip quad core in arrivo?) e di mettersi al riparo da eventuali politiche protezionistiche. Coi suoi Galaxy S e Galaxy Tab, infatti, Samsung non è solo un fornitore ma anche e soprattutto un competitor, e in momenti di difficoltà potrebbe finire col privilegiare i propri approvvigionamenti di componentistica a scapito di Cupertino.

E sebbene non si possano lanciare accuse di intenzionalità, si tratta pur sempre di un’ipotesi tutt’altro che remota. HTC è dovuta passare di punto in bianco agli LCD rinunciando agli schermi AMOLED proprio a causa dei ritmi produttivi di Samsung, appena sufficienti -guarda caso- al proprio fabbisogno interno. Siglando importanti partnership strategiche con altri attori nel comparto, la mela si mette al riparo dai danni inferti dalla dipendenza, garantendosi al contempo un discreto margine di competitività.

Apple comunque continua ad avere bisogno di Samsung per le memorie flash destinate ad iPhone, iPad ed iPod touch, motivo per cui si tratta solo di una diversione momentanea e contingente, come spesso avviene a Cupertino in frangenti simili. E’ proprio in quest’ottica che va visto l’abbandono dei chip grafici Nvidia in favore di AMD negli ultimi MacBook Pro, in seguito alla disputa legale con Intel e ai noti difetti di fabbricazione di alcune schede integrate Nividia, che hanno hanno causato tra l’altro diversi grattacapi tra i produttori e assemblatori di computer.