Negli ultimi mesi siamo stati sommersi da una serie di fughe di notizie e indiscrezioni riguardo all’iPhone 5. Isaac Royo ha raccolto tutto questo materiale, attendibile o meno che sia, e ha preparato un mockup del prossimo iPhone 5. Il video è montato nello stile degli annunci Apple e ripercorre le caratteristiche principali che si prevedono per il prossimo iPhone.
Tra i punti salienti dell’iPhone 5, c’è lo schermo Retina Display, che dovrebbe essere di 4 pollici in diagonale (anche se nel video questo non è chiaro), più grande rispetto ai 3,5 pollici dell’iPhone 4S, l’ultimo telefono di Apple. Il design non cambierebbe molto rispetto all’iPhone 4, però monterebbe una porta thunderbolt e il pulsante Home sarebbe retro-illuminato e “a sfioramento”, una caratteristica della quale si parla da tempo.
Ci si attende, naturalmente, che l’iPhone 5 venga venduto con iOS 6. Il sistema operativo potrebbe essere supportato da un chip A5X Dual-core disegnato da Apple e 1 GB di RAM. La camera passerebbe da 8 a 12 megapixel e la connessione sarebbe compatibile con le reti 4G LTE (anche se il termine “cellular” potrebbe essere usato, come nel caso degli iPad).
[Via CNet]

Le promesse di Intel si sono rivelate veritiere. Dal Giappone arrivano infatti i primi cavi Thunderbolt in fibra ottica che consentiranno di raggiungere i 100 Gb/sec dello standard originale, anche sui Mac odierni.
La produzione di cavi Thunderbolt di nuova generazione è già iniziata negli impianti della nipponica Sumitomo Electric Industries, e la macchina della distribuzione è già in moto, per esempio su Amazon.co.jp [qui il PDF del comunicato stampa]. Si tratta della medesima componentistica utilizzata anche nelle dimostrazioni di Intel al NAB 2012 che si conclude oggi.
Come noto, i cavi attuali con l’anima in rame -compresi quelli della mela- non possono spingersi oltre 10 Gbps; ed è già una velocità sufficiente per trasferire un Blu Ray in appena 30 secondi. Ma con la fibra, i dispositivi potranno operare con ben altri limiti: almeno fino a 100 Gbit/s. Inoltre, sembra che siano anche parecchio robusti: le specifiche parlano di piegature fino a 180′ e della possibilità di praticarvi nodi.
La brutta notizia, ma anche questa era cosa risaputa, è che costano parecchio. I prezzi partono da 4.000 ¥ (37,5€) per la il cavo da 50 cm, 4.200 ¥ (39,40 €) per quello da 1 metro, 4.500 ¥ (42,20 €) per quello da 2 e per quello da 3 metri non è stato neppure ancora comunicato. In linea teorica, si potrebbe tranquillamente arrivare a 20 metri senza soluzione di continuità, ma è chiaro che a quel punto si sfonderebbe il muro delle centinaia di Euro.

Intel ha cominciato a distribuire i nuovi chip denominati Cactus Ridge che pilotano la seconda generazione della porta ad alta velocità Thunderbolt. Due le versioni disponibili, la DSL3510 a quattro canali e la DSL3310 a due canali, che potrebbero approdare sui nuovi MacBook Pro.
La cosa interessante è che la DSL3510 supporta ingressi multipli per la DisplayPort, ciò significa che in teoria sarebbe possibile interfacciare una scheda grafica esterna con un singolo connettore Thunderbolt per sopperire eventualmente alla GPU integrata nel processore. Sullo stesso cavo verrebbero infatti veicolati sia i dati che passano dal processore alla GPU, sia il segnale video che dalla scheda grafica rientra nel Mac per visualizzare le immagini sul display.
L’annuncio ufficiale di Intel dei nuovi chip Cactus Ridge dovrebbe avvenire il 23 aprile, mentre in precedenza si era parlato del 29 aprile come possibile data di lancio dei nuovi processori Ivy Bridge. Intel potrebbe decidere di unificare i due eventi e presentare quindi il 23 aprile i primi computer equipaggiati con i processori Ivy Bridge e la porta Thunderbolt di seconda generazione, tra questi potrebbero figurare anche i nuovi MacBook Pro.
[via macrumors]

Secondo una fonte ritenuta affidabile, in contatto con i fornitori cinesi di componenti, Apple dovrebbe rinnovare l’intera gamma iMac nel periodo compreso tra giugno e luglio.
Oltre allo schermo antiriflesso i nuovi iMac saranno equipaggiati con i nuovi processori Intel Ivy Bridge Core i5 e Core i7, realizzati con il processo produttivo a 22 nm.
Per quanto riguarda il design esterno si presume che rimarrà invariato, in quanto al momento non sono circolate indiscrezioni sulla produzione di case diversi da quelli attuali.
L’ultimo aggiornamento degli iMac risale al maggio dello scorso anno con l’adozione dei processori Intel Sandy Bridge e l’introduzione della porta ad alta velocità Thunderbolt.
[via appleinsider]

Ce la farà la prossima generazione di MacBook Air a battere gli ultrabook? Secondo Dan Ackerman di CNet.com sì, se riuscirà ad implementare le seguenti feature:
HDMI:
“Quasi tutti gli ultrabook includono questo connettore, mentre Apple è ferma al Mini DisplayPort. Certo, potete dotarvi di un adattatore, ma non è neanche lontanamente simile al collegamento, ad una TV o ad un monitor esterno, che potete effettuare con un cavo che trovereste praticamente ovunque.”
Prezzo più basso, dolenti note per quanto riguarda i prodotti con la Mela:
“Alcuni degli ultimi ultrabook costano tra i 1.099 e i 1.199 dollari, ma molti hanno un prezzo compreso tra gli 899 e i 999 dollari. La versione base del MacBook Air da 13”, con gli stessi 128 GB di memoria SSD e lo stesso processore Intel Core i5 dell’HP Folio - costo 899 dollari -, ha un prezzo di 1.299 dollari. […] Non voglio dire che il MacBook Air è pari a questi computer, ma con questa differenza di prezzo è difficile continuare a sostenere la superiorità dei device Apple.”
Porta Ethernet:
“Un’altra feature che gli utenti del MacBook Air possono sfruttare tramite un adattatore, ma la porta Ethernet è così importante che dovrebbe essere inclusa nel prossimo MacBook Air (come del resto avviene oggi per molti ultrabook). Tutti gli utenti che conosco che usano o il MacBook Air o un altro laptop che è sprovvisto di Ethernet vivono delle situazioni non facili quando la rete WiFi disponibile è troppo lenta o addirittura non funziona. […] Se in questi casi non avete una porta Ethernet o un adattatore, siete fregati.”
Seguiteci dopo il salto, non abbiamo mica finito…
Continua a leggere: MacBook Air: ecco le feature che dovrà possedere per battere gli ultrabook

Nel 2012 Intel metterà in commercio cavi Thunderbolt in fibra ottica, abbandonando il “tradizionale” rame e garantendo velocità siderali di trasferimento dati tra le periferiche.
Se ne parlava già a fine settembre 2011 quando Intel tramite un portavoce annunciava la novità assicurando i possessori di Mac recenti che avrebbero potuto godere appieno delle prestazioni dei cavi in fibra ottica.
I Pro: il rame funziona perfettamente nel trasferimento dati su cavi lunghi fino a sei metri. Nel caso di esigenze differenti la fibra ottica garantirebbe sia velocità, sia una larghezza di banda adeguata per reti aziendali. I Contro: alcune periferiche (come SSD esterni) dovrebbero richiedere un’ulteriore fonte di alimentazione e last but not least, il prezzo. La fibra ottica è costosa e Intel ancora non si è sbilanciata sui prezzi dei cavi che verranno messi in commercio con certezza nel 2012.

Apple non sarà l’unico costruttore di computer ad adottare Thunderbolt come tipo di connessione tra periferiche: fra qualche mese anche i notebook di fascia alta di Acer, Asustek e Lenovo avranno la nuova porta superveloce.
Sembra incredibile, Apple anche questa volta riesce a dettare gli standard: la USB 3.0 è già diffusa nei pc più recenti ma questo cambio di rotta la scelta di adottare Thunderbolt negli ultrabook dei tre produttori lancia un chiaro messaggio di “fiducia” nei confronti della Thunderbolt che, ricordiamo, sfrutta i due principali protocolli di connessione per la trasmissione dati e la visualizzazione di immagini.
Ciò comporterà un leggero rincaro sul prezzo complessivo ma trattandosi di modelli high-end non dovrebbe essere preoccupante. La novità dovrebbe arrivare nel secondo trimestre di quest’anno.

Apple ha depositato in questi giorni una serie di brevetti tutti relativi alla porta ad alta velocità Thunderbolt ed al relativo marchio, nonostante questa tecnologia sia una collaborazione aperta tra Intel ed Apple.
Il più interessante di tutti questi brevetti è certamente quello che parla di:
una connessione che può essere stabilita tra un mediaplayer portatile ed un display, un computer, un mediaplayer o altri dispositivi.
Il riferimento al mediaplayer fa ovviamente pensare ai vari dispositivi iOS, ma non è chiaro se questi potranno fungere da host, come avviene nei MacBook, o solo come periferica. Nel primo caso un iPad od un iPhone potrebbero ad esempio essere collegati attraverso la porta Thunderbolt ad un Cinema Display, mentre nel secondo caso potrebbero essere utilizzati come periferica di un Mac, ad esempio per utilizzarli come monitor secondario o per sfruttarne la fotocamera integrata.
In passato Apple aveva già depositato dei brevetti nei quali il classico connettore da 30 pin dell’iPod poteva essere utilizzati anche per trasmettere il segnale video della Display Port, che guarda caso Apple ha incluso nella tecnologia Thunderbolt adottando persino lo stesso tipo di connettore.
[via patentlyapple]

Sin dal primo giorno del loro rilascio, i computer Apple con porta Thunderbolt hanno causato parecchie noie ai loro possessori, soprattutto in abbinamento coi LED Cinema Display di penultima generazione da 24″ ufficialmente commercializzati fino a luglio 2010. E così, per tentare di arginare il fenomeno dello sfarfallio e degli artefatti video, nelle scorse ore Apple ha rilasciato un aggiornamento firmware dedicato al suo problematico display, evitando tuttavia di pubblicizzarne troppo l’esistenza.
Che qualcosa non funzionasse a dovere tra la porta Thunderbolt dei Mac più recenti e i vecchi -si fa per dire- LED Cinema Display da 24″ lo lamentavano in molti, e d’altro canto nel tempo Apple stessa ha pubblicato diversi aggiornamenti firmware dedicati alla risoluzione della questione. Evidentemente, però, qualcosa non è andato nel verso voluto e in troppi devono essere rimasti insoddisfatti se alla fine a Cupertino hanno deciso di fornire un update semi-ufficiale sulle pagine del supporto tecnico.
La descrizione acclusa nel file di aggiornamento, non disponibile attualmente sui canali ufficiali, recita:
L’Aggiornamento LED Cinema Display da 24 pollici risolve un problema che può causare lo sfarfallio intermittente dello schermo. Questo firmware sarà installato soltanto su Apple LED Cinema Display da 24 pollici quando è connesso a un Mac abilitato a Thunderbolt.
Importante
Questo aggiornamento firmware può non risolvere il problema dello sfarfallio se viene utilizzato un cavo di estensione Mini DisplayPort.Nota
Alcuni dispositivi USB e FireWire possono impedire la corretta installazione di aggiornamenti firmware, pertanto, per apportare l’aggiornamento, disconnettere i dispositivi non indispensabili e utilizzare soltanto una tastiera e un mouse Apple.
Le istruzioni per procedere all’aggiornamento sono laboriose ma anch’esse incluse nel pacchetto che è possibile scaricare facendo clic su questo link diretto (file .dmg). Molti, in seguito all’installazione e dopo un reboot, affermano di aver finalmente sconfitto il fenomeno del flickering ma occorre andarci coi piedi di piombo. Se infatti a Cupertino hanno deciso di evitare la pubblicazione ufficiale di questo firmware, un motivo ci sarà; il che significa che occorrerà valutare attentamente caso per caso prima di avvalersene a casa e in ufficio.

Buone notizie per chi ha appena acquistato un Mac di recente. A quanto pare, il sistema più veloce di interconnessione tra computer e periferiche attualmente disponibile -il pubblicizzatissimo Thunderbolt- diventerà ancora più performante una volta che saranno prodotti cavi ad hoc in fibra ottica. E i Mac attualmente in vendita li supportano già, parola di Intel.
La buona novella proviene dalle labbra di Dave Salvator, un portavoce Intel, in un’intervista su Macworld: quando, l’anno prossimo, qualche pioniere degli accessori PC darà finalmente il la alla produzione dei cavi Thunderbolt in fibra ottica il guadagno prestazionale sarà immediatamente alla portata di tutti.
Allo stato attuale, i cavi Thunderbolt sono costituiti da un’anima in rame e per questa ragione possono veicolare 10 Gigabit al secondo di dati sincroni (ovvero in ambedue le direzioni) o 40 Gb/sec di throughput totale. Tuttavia le specifiche originali di Light Peak -così Intel aveva ribattezzato lo standard prima del vaglio del marketing di Cupertino- consentono ufficialmente di raggiungere i 100 Gb/sec, il che significa un netto miglioramento per tutti. Peccato non esistano tempistiche ufficiali; l’eventuale adozione dei nuovi cavi infatti dipende spudoratamente dal loro prezzo al dettaglio, che si preannuncia salato:
Tutto dipenderà dalla velocità di cui la gente ha bisogno in relazione a “quanto siano disposti a pagare.” […] Potrebbero volerci anni prima che la tecnologia trovi un’adozione di massa, principalmente a causa dei costi.
Continua a leggere: I Mac in commercio supportano già i cavi Thunderbolt in fibra

Nelle scorse ore, Apple ha pubblicato un documento online per fugare ogni possibile dubbio sulla compatibilità -e le funzionalità disponibili- tra i computer con la mela e i nuovi Cinema Display con connettività Thunderbolt. Sebbene infatti, tecnicamente ogni Mac recente sia perfettamente in grado di supportare i nuovi schermi di Cupertino, non tutti funzionano alla stessa maniera o garantiscono i medesimi risultati.
Alla pagina di supporto dedicata, si legge sostanzialmente che non tutti i Mac con Thunderbolt sono equipollenti per capacità ed espandibilità. Per esempio, tutti possono controllare senza problemi due schermi contemporaneamente, escluso il MacBook Air, che invece è vincolato a uno soltanto. Tuttavia c’è da considerare che, se connesso a due Cinema Display, lo schermo del MacBook Pro da 13″ viene automaticamente oscurato, il che non deve allarmare l’utente visto che si tratta di un “comportamento previsto.” Viceversa, i modelli da 15″ e 17″ e tutti gli iMac possono fare tranquillamente uso di due Cinema Display in abbinamento con l’LCD principale.
Stessa storia per il Mac mini; il piccolo con la mela può infatti spingersi fino a due Cinema Display contemporanei più un LCD collegato attraverso la porta HDMI, purché possieda un chip grafico AMD. E c’è pure la gabola:
I (vecchi, n.d.T.) schermi Mini DisplayPort non si accenderanno se connessi alla porta Thunderbolt di un (nuovo) Apple Thunderbolt Display da 27 pollici.
Continua a leggere: Un po' di chiarezza su Mac e Cinema Display Thunderbolt

Un report di Anandtech fa notare che i computer Mac con fattore di forma più grande, MacBook Pro, iMac, e gli ultimi Mac mini utilizzano tutti dei controller Thunderbolt di dimensione normale detti Light Ridge, che consente di gestire 4 canali bidirezionali da 10 Gbps ciascuno e supportando più di 2 monitor DisplayPort. Il nuovo MacBook Air, invece, utilizza un controller Thunderbolt più piccolo chiamato Eagle Ridge, supportando solo 2 canali sufficienti ad un solo monitor DisplayPort esterno.
Il report illustra anche che la versione più piccola è quella che sicuramente sarà scelta per essere integrata nei PC su schede PCI Express. In questo caso il fine sarà più che altro quello di consentire il trasferimento di dati a grandi velocità oltre che fornire un’interfaccia per USB, Firewire e Gigabit Ethernet. Il nuovo Thunderbolt Display di Apple (ancora non disponibile) consente ai computer dotati della specifica porta di utilizzare il monitor come hub per la videocamera FaceTime HD, microfono e altoparlanti; porte USB, Firewire e Gigabit Ethernet e anche un’ulteriore porta Thunderbolt.
I Mac con porta Thunderbolt, eccetto il MacBook Air, saranno in grado di supportare due display esterni, mentre il portatile super-leggero, per via della sua architettura limitata, ne potrà supportare solo uno.
[Via AppleInsider]