
Tempo di sconti anche per il Mac App Store, il bazaar del software dedicato ai computer con la mela. Qualche ora fa, da Cupertino è partita infatti una promozione che durerà una settimana e che riguarda le app GTD (Getting Things Done, cioè il software di information & task management) per dare una priorità ai propri impegni, organizzarli e ricordarli.
Gli sconti -radunati nella pagina dello store ribattezzata “Get Stuff Done”- riguardano molte popolari applicazioni GTD, raccolte in diverse categorie chiamate rispettivamente Prioritize (assegna una priorità), Organize (organizza), and Utilize (adopera); oggi si parte con la prima, ma le altre seguiranno nelle prossime due settimane. L’elenco delle app, complete di prezzo e collegamento diretto, soddisferà ogni esigenza:
Gli sconti su queste app saranno validi fino al 31 gennaio prossimo, poi verrà il turno invece della categoria Organize, e così via. Se vi serviva uno di questi titoli, insomma, questo è l’occasione ideale per risparmiare qualcosa.

Apple ha pubblicato una serie di aggiornamenti minori alla sua suite iLife per iOS. Si tratta per la maggior parte di risoluzione di bug e miglioramenti della stabilità del software.
iPhoto 1.0.1 aggiunge la possibilità di copiare l’indirizzo URL di un diario su iCloud utilizzando il pulsante “Copia link” e inoltre corregge un problema che potrebbe causare la visualizzazione di foto doppie nella vista “Foto”.
Garageband 1.2.1 risolve un problema che poteva causare il blocco di brani o brani mancanti durante la condivisione con iCloud e un errore che appariva nel connettersi con account SoundCloud e Facebook.
Infine, in iMovie 1.3.1 si trova risolto un problema che causava la visualizzazione del fotogramma sbagliato dopo la separazione di un clip e include la possibilità di accedere all’”Aiuto” durante la creazione di un progetto su iPad.

Apple ha rilasciato un aggiornamento supplementare per Lion, che
“risolve un problema che si verificava durante il ripristino del Mac da un backup di Time Machine.
L’aggiornamento è consigliato agli utenti che utilizzano la versione 10.7.3 con backup di Time Machine.”
Potete scaricare l’aggiornamento - 24,55 MB - anche da questa pagina.

Google ha acquisito Clever Sense, lo annuncia la società con un comunicato ufficiale sulla homepage del proprio sito. Clever Sense è stata “annusata” da sempre dai big della tecnologia grazie al proprio software intelligente Alfred (prima Seymour), un’app per iOS e Android specializzata in local recommendations, ovvero poter aiutare l’utente a trovare ciò che cerca nell’area geografica in cui si trova.
L’intelligenza artificiale di Clever Sense farà comodo a Google per sviluppare una probabile alternativa a Siri per i propri dispositivi Android, dato che il punto forte di questa tecnologia (ancora in fase embrionale) è memorizzare i gusti di chi la utilizza, un po’ come Pandora o Last.fm per la musica.
A tutto ciò si deve aggiungere la capacità di riconoscimento vocale e comprensione delle istruzioni impartite con la voce. Se Google ha realmente in mano l’alternativa a Siri di Apple non ci resta che aspettare gli sviluppi futuri, che magari la integreranno con la ricerca e i social network tramite Google Plus.
Via | Search Engine Land

I noti problemi di autonomia che affliggono parecchi utenti iPhone 4S hanno per certo le proprie radici in una qualche anomalia nel software e non -come si iniziava a temere- nell’hardware. La notizia arriva dai test condotti ZDNet.
La faccenda iniziava seriamente a preoccupare gli utenti, soprattutto dopo il rilascio di iOS 5.0.1 che, lungi dal risolvere la questione come promesso, riusciva persino ad apportare nuovi bug. E il dubbio che si trattasse di una défiance hardware aveva preso ad insinuarsi in molti. I test effettuati, tuttavia, paiono piuttosto rassicuranti, almeno su questo versante. Tutti gli iPhone 4S appena usciti dalla scatola si comportano magnificamente, rispettando grossomodo i limiti d’autonomia pubblicizzati dal marketing Apple; quando tuttavia si effettua un ripristino da determinati backup, inizia l’agonia:
Per i test abbiamo usato due smartphone, entrambi a iOS 5.0.1. Uno aveva problemi di batteria, l’altro -usato come metro di paragone- no. Entrambe le unità sono state inizializzate alle impostazioni di fabbrica, e poi ripristinate l’una dal backup dell’altra. Come immaginavamo, il problema è slittato dal telefono “sano” a quello che problematico, mentre quello difettoso ha iniziato a comportarsi bene.
Purtroppo non è ancora chiaro se si tratti di un’impostazione inadeguata, di un problema dell’OS o di qualche app popolare e farlocca, tanto più che non tutti gli utenti lamentano il difetto. Ma è evidente che qualcuno a Cupertino dovrà prendere definitivamente di petto la questione, per non rischiare di essere travolti da un nuovo ciclopico tormentone come è accaduto col famoso Antenna Gate.

Col rilascio di iOS 5 avvenuto nei giorni scorsi, gli utenti più smaliziati iniziano a chiedersi lo stato delle cose sul versante jailbreak. Per chi è possibile lo sblocco e con quali software, e soprattutto cosa funziona su Cydia, cosa crea problemi e quali pacchetti rischiano di rendere inutilizzabile il dispositivo. Ecco una sintetica fotografia della situazione.
Per il momento, Redsn0w 0.9.9b5 per OS X funziona esclusivamente con iPod touch 3G e 4G, iPad di prima generazione, iPhone 3GS ed iPhone 4 nelle varianti GSM e CDMA. Restano quindi esclusi gli iPad di seconda generazione e gli iPhone 4S; in più c’è da considerare che si tratta di uno sblocco tethered, ovvero non permanente. Ad ogni riavvio, in altre parole, si rende necessario il collegamento del dispositivo al computer e l’uso di un utility che l’assista nella fase di boot.
Non proprio il massimo per un telefono, dal quale solitamente ci si aspetta ore di funzionamento ininterrotto e stabilità, anche se per qualche ragione si scarica la batteria o siamo costretti a spegnerlo. E a completare il quadro non proprio roseo ci si mette anche la questione della compatibilità; non tutti i software su Cydia, infatti, sono pronti per fare il grande salto. Alcune app non ufficiali come 3G Unrestrictor, AdBlocker, BBSettings, Firewall iP, iFile e MyWi 5.0 vanno alla grande, ma altre presentono piccoli bug o possono creare in generale grattacapi per l’utente. E’ il caso di biteSMS, FastCopy e l’utilissimo MultiIconMover.
Poi c’è la lista dei pacchetti software dai quali occorre tenersi accuratamente alla larga, pena la nascita di problemi di una gravità tale da costringere ad un ripristino. Titoli quali Icon Renamer, Home Page in Safari, FakeLocation o Celeste Bluetooth File Sharing per ora sono da dimenticare, almeno fin tanto che gli sviluppatori non metteranno mano al codice estendendo la compatibilità delle loro creazioni al nuovo OS mobile di Cupertino.
Continua a leggere: Il software di Cydia compatibile con iOS 5

Alcuni utenti di Mac OS X Lion stanno continuando a fare i conti con problemi di crash relativi al comparto grafico, secondo quanto riportato direttamente sul forum ufficiale di Apple. Le macchine colpite da questo problema, presentano il crash dell’intero sistema operativo e successivamente il display diventa completamente nero, o in altri casi mostra un messaggio di kernel panic. Il crash a volte si manifesta immediatamente dopo l’accensione della macchina.
Molti dei computer affetti sono dei MacBook Pro del 2010 equipaggiati con scheda grafica GeForce 330M e processore Intel Core i5 o i7, altri invece sono iMac. Il problema potrebbe dipendere da un difetto nel sistema di switching tra chipset grafici (quando si richiede maggiore potenza). Infatti il problema sembra non manifestarsi affatto quando gli utenti forzano i loro computer ad utilizzare un solo chipset grafico. Disabilitare il sistema di switching può aiutare a tirare avanti fino alla risoluzione.
Apple, infatti, è già al lavoro su un aggiornamento che risolva definitivamente il problema. Ogni bug fix in media ha bisogno di almeno una settimana (tra analisi, sviluppo e rilascio) ed attualmente non è pianificata nessuna data di rilascio della patch.
[Via MacNN]

Mendeley, un’applicazione di social network per ricercatori dotata di una cloud-gestione di articoli scientifici, ha raggiunto il suo ultimo traguardo dopo più di 1 milione di utenti individuali, più di 100 milioni di articoli scientifici archiviati. L’azienda ha finalmente rilasciato Mendeley Desktop 1.0 per le tre principali piattaforme: Windows, Mac OS X e Linux. L’applicazione lavora come fosse un tool per l’archiviazione di documenti PDF offrendo la possibilità di scambio collaborativo in modalità pubblica e privata.
L’azienda offre sia la versione per desktop che quella mobile, che funzionano sia come biblioteca di articoli scientifici utili, sia come sistema per visionare, gestire, annotare e pubblicare i propri articoli scientifici. L’applicazione fornisce raccomandazioni di articoli consigliati basate sugli articoli inseriti nella propria libreria, oltre che uno strumento per creare gruppi privati di revisione.
Quando un paper viene inserito nella libreria viene automaticamente analizzato e da questo vengono estratte le informazioni più importanti: titolo, autori, lista delle keyword, abstract e metadati. E’ presente anche un sistema di tagging per agevolare il ritrovamento degli articoli.
Continua a leggere: Grandi numeri per Mendeley e nuova versione

Riprendo la segnalazione dei cugini di TravelBlog circa una serie di applicazioni per iOS (iPod Touch, iPhone e iPad) grazie alle quali è possibile avere a portata di click un intero frasario in diverse lingue.
Si tratta di uno strumento ideale da avere sul proprio dispositivo quando si viaggia in paesi nei quali si parla una lingua che non conosciamo abbastanza: è sempre meglio avere un ausilio come questo. WorldNomads mette a disposizione, gratuitamente, un frasario per ben 25 lingue diverse.
Per alcune delle lingue è disponibile, oltre all’applicazione completamente gratuita, anche una sua versione PLUS a pagamento (€ 1,59). Quest’ultima include ulteriori contenuti aggiuntivi. Ecco il link al frasario in italiano: World Nomads Italian Language Guide.

Apple ha annunciato oggi Final Cut Pro X, una rivoluzionaria nuova versione del software di video editing professionale più famoso al mondo, che reinventa completamente l’editing video grazie a funzioni come Magnetic Timeline, che permette di montare su canvas flessibili e senza tracce; Content Auto-Analysis, l’analisi automatica dei contenuti, che esamina e suddivide i contenuti durante l’importazione in base a tipo di inquadratura, materiale girato e numero di persone riprese; il rendering in background, che permette di lavorare più velocemente senza interruzioni.
“Final Cut Pro X è il più grande passo avanti nell’editing video professionale dal lancio del primo Final Cut Pro”, ha dichiarato Phil Schiller, Senior Vice President Worldwide Product Marketing di Apple. “Lo abbiamo mostrato a molti dei migliori montatori professionisti al mondo e sono rimasti sbalorditi”.
“Sono letteralmente senza parole per quello che Apple è riuscita a fare con Final Cut Pro”, ha affermato Angus Wall, montatore di film vincitori di Oscar. “Final Cut Pro X è incredibilmente moderno e veloce, ma la cosa più importante è che ti permette di concentrarti sulla storia che stai raccontando nel modo più creativo possibile, perché si occupa lui di tutti i dettagli tecnici”.