
L’indagine antitrust su Apple del Dipartimento di Giustizia americano si sta estendendo al dominio dei media, in particolare sembra interessarsi alla gestione di musica e video sui dispositivi Apple. Il NY Post riporta alcune fonti che confermano che il Dipartimento di Giustizia (l’equivalente del nostro Ministero di Grazia e Giustizia) stia contattando numerose compagnie nel campo dei media e della tecnologia, per sondare il malcontento verso Apple.
Dal mondo dei media proviene la seguente dichiarazione anonima: “Se Apple pensa che sta per incrementare il suo monopolio con l’iPad, dovrebbe allore guardare indietro alla storia di altri giardini fortificati”. La fonte si riferisce ai “giardini fortificati” come a tutti quei servizi e quelle tecnologie che restringono l’accesso da parte di terzi. Non appare neanche troppo velata l’allusione a iTunes.
La polemica con Adobe non fa altro che aggiungere carne sul fuoco, dato che le critiche ad Apple vengono anche da quel fronte. Un’altra fonte anonima, vicina agli studios di Hollywood e ascoltata dagli investigatori, ha affermato che “non si possono dettare termini all’industria. Il problema con Adobe sta alimentando la rabbia di tutti”.

Puntuale come un orologio svizzero Apple ha rilasciato agli sviluppatori la quarta beta di iPhone OS 4.0 ed il relativo SDK.
Rispetto alla precedente beta 3 che aveva introdotto i widget nella dashboard delle applicazioni in multitasking, questa nuova release non sembra svelare particolari funzionalità, almeno per il momento.
Per gli utenti americani arriva finalmente la possibilità di attivare dalle impostazioni dell’iPhone il thetering sulla rete 3G di AT&T, con l’indicazione di chiamare l’operatore telefonico o visitare il relativo sito per ottenere l’abilitazione al servizio, che però al momento non è ancora disponibile.
Altra piccola novità riguarda l’aggiunta di nuovi simpatici wallpaper, una delle nuove feature offerte da iPhone OS 4.0.


[via 9to5mac]

La polemica fra Apple e Adobe sull’uso corretto del libero mercato oramai si è spostata sul Web. Non stiamo parlando di concorrenza fra servizi online, ma di botta e risposta a colpi di lettere aperte e di post nei blog personali dei dirigenti. John Nack, project manager di Photoshop, sferra un colpo (dialettico) ad Apple nel suo blog.
Nack suggerisce che la diatriba su Flash sia solo un piccolo elemento di una battaglia che spazia su campi ben più ampi. Fin qui, facile da credere, visto il gioco di alleanze, brevetti e catene di distribuzione in gioco. La tesi del product manager di Photoshop è che, al contrario dell’abituale lotta concorrenziale fra prodotti, le controversie fra Apple e Adobe siano del tutto sterili. John Nack riprende la tesi del direttore di Adobe Shantanu Narayen, il quale aveva già affermato che a pagarne le spese sono i consumatori e tutta la responsabilità ricade su Apple e il suo sistema chiuso.
Nel blog, vengono portati come esempio i due prodotti principe di ritocco e gestione delle fotografie: Adobe Lightroom e Apple Aperture. Nack si lamenta:
Apple si rifiuta di portare Lightroom nei suoi negozi. Va bene; Lightroom si sta comportando bene contro Aperture, grazie. Ma che succederebbe se gli store Apple fossero solo negozi? Come potrebbero gli utenti trarre beneficio dalla competizione?
Continua a leggere: John Nack, product manager di Photoshop, dubita della chiarezza di Apple
La relazione fra Apple e gli sviluppatori di app non è sempre idilliaca. Numerose e non sempre concilianti sono state le reazioni: ricordiamo, per esempio, le restrizioni sulla distribuzione delle app unicamente mediante App Store a inizio marzo oppure la limitazione sui linguaggi di programmazione imposte dalla clausola 3.3.1 dell’SDK dell’iPhone Developer Program License Agreement. Riguardo ai contenuti delle app, Apple sta portando una strategia dove non vengono ammessi materiali reputati offensivi, come pornografia e alcuni tipi di satira politica; recente il caso di Mark Fiore, vincitore del Pulitzer che si vede rifiutare la propria app di satira da App Store.
Per sondare un poco l’umore dei programmatori, Evans Data ha elaborato uno studio sull’accordo di suddivisione dei benefici fra Apple (30%) e gli sviluppatori (70%).
Come era da prevedere, la maggioranza dei 490 sviluppatori interrogati non è d’accordo con la politica della spartizione delle vendite al 30/70. D’altra parte, in un certo senso, la possanza della rete di distribuzione di App Store giustifica in parte il 30% prelevato sulle vendite. Ecco i risultati del sondaggio riguardo all’accordo economico con Apple:

Puntuale come sempre, a distanza di due settimane dalla precedente release, Apple rilascia agli sviluppatori iPhone OS 4.0 beta 3 ed il relativo SDK.
Come al solito questi rilasci intermedi risolvono alcuni bug emersi durante i test della precedente beta, ma servono anche a svelare con il contagocce alcune delle 100 novità promesse da Jobs per l’iPhone OS 4.0.
La versione definitiva di iPhone OS 4.0 sarà rilasciata nel mese di giugno quando verrà lanciato l’iPhone 4G, ma sarà possibile installarla anche sugli iPhone ed iPod Touch di seconda e terza generazione.
Per quanto riguarda l’iPad, invece, occorrerà aspettare l’apposita versione di iPhone OS 4.0, prevista per questo autunno, per poter beneficiare del multitasking.

Apple potrebbe schivare l’indagine della Federal Trade Commission modificando i termini del contratto con gli sviluppatori iPhone 4.0 SDK. La voce, non confermata da vie ufficiali, proviene da “una persona familiare con la situazione”, ci dice il Wall Street Journal.
Curioso pensare in un voltafaccia della casa di Cupertino, dato l’atteggiamento di Steve Jobs degli ultimi tempi, in cui rifiuta qualsiasi compromesso, in particolare con Adobe. L’informatore, mantenuto anonimo dal WSJ, potrebbe benissimo essere un addetto ai lavori lato indagine e parlare di un compromesso cercato da entrambe le parti per far rientrare l’inchiesta.
La polemica sulla SDK 4 dell’iPhone nasce relativamente alla clausola 3.3.1, che restringe i linguaggi di programmazione consentiti per sviluppare app per iPhone ai soli Javascript, C, C++ e Objective C. Tra i grandi esclusi, naturalmente Flash di Adobe.
Si chiama LLVM ed è un’infrastruttura di nuova generazione per la compilazione dei programmi. Insieme al compilatore Clang sta facendo sensibili passi in avanti e avrà un ruolo sempre più importante nel futuro di Apple.
Qualcuno ha definito LLVM e Clang la “punta di diamante” di Snow Leopard perché è con Mac OS X 10.6 che questi due progetti sono diventati un po’ più noti anche presso gli addetti.
Entrambi i software sono rilasciati con licenze open source di tipo BSD, e ambiscono a sostituire il compilatore gcc offrendo al contempo svariati vantaggi. Quali? Ad esempio un debugging migliore del codice, eseguibili più ottimizzati ma anche la generazione di codice intermedio (bytecode).

Non è una novità che Apple sia interessata a ottimizzare il suo software e sfruttare al meglio le caratteristiche del suo hardware.
Continua a leggere: LLVM, Clang e l'investimento sul futuro di Apple

Oltre alle foto scattate al famigerato prototipo smarrito, che mostrano chiaramente una videocamera frontale nell’iPhone 4G, sono stati trovati ulteriori indizi sulle funzionalità di videochiamata nell’iPhone SDK 4.0 beta 2.
Nella prima beta dell’SDK erano già stati scoperti alcuni parametri di configurazione che facevano esplicitamente riferimento alle funzionalità di video chat e video conferenza.
Nella beta 2 sono stati scovati ulteriori messaggi di errore relativi alla videochiamata, ma curiosamente fanno tutti riferimento a problemi di connessione tramite rete WiFi, mentre non compare alcun riferimento a problemi di connessione su rete 3G.
Altri parametri di configurazione rivelerebbero addirittura l’integrazione della videochiamata con il Game Center, offrendo probabilmente ai giocatori la possibilità di effettuare video chat attraverso la nuova piattaforma di gioco creata da Apple.
[via macrumors]

Subito dopo la presentazione dell’iPhone OS 4.0, avvenuto lo scorso 8 aprile, Apple aveva rilasciato il firmware e l’SDK in versione beta.
A meno di due settimane dall’evento Apple rilascia agli sviluppatori la seconda beta di iPhone OS 4.0 ed il relativo SDK, che dovrebbero correggere alcuni bug riscontrati nella prima release.
Ricordiamo che la versione definitiva di iPhone OS 4.0 sarà rilasciata in concomitanza con il lancio del nuovo iPhone 4G o iPhone HD previsto per il 22 giugno e sarà disponibile per iPhone ed iPod Touch di seconda e terza generazione.
La versione di iPhone OS 4.0 per iPad sarà invece rilasciata in autunno.
Le nuove regole di Apple per lo sviluppo delle applicazioni hanno riaperto il dibattito su pregi o difetti delle piattaforme tecnologiche aperte. Alle numerose critiche, Steve Jobs ha risposto sostenendo che le scelte di Cupertino vanno a favore dell’utente, che così usufruirà di applicazioni di buon livello.
Ricordiamo che la clausola 3.3.1 dell’iPhone Developer Program License Agreement impone agli sviluppatori l’uso di linguaggi di programmazione approvati da Apple (C, C++, Objective C e Javascript). Si tratta di una scelta molto restrittiva, ma anche con ottime ragioni d’essere; tra queste, la sicurezza.
Il redattore capo della sezione tecnologia del Guardian, Charles Arthur, ha recentemente scritto che lo stato pietoso della sicurezza di Windows giustifica l’esistenza di iPad. Giustifica anche la severità delle restrizioni imposte da Apple.
Continua a leggere: Apple e la sicurezza informatica: un compromesso tra libertà e controllo.

Dopo le aspre e dure critiche di Lee Brimelow e John Gruber non si è fatta attendere la risposta di Steve Jobs:
Ci siamo già passati, l’adozione di strati intermedi tra la piattaforma ed il codice dello sviluppatore alla fine produce applicazioni al di sotto degli standard ed ostacola il progresso della piattaforma.
In motivo del contendere è la modifica della clausola 3.3.1 dell’iPhone Developer Program License Agreement, che nella versione precedente imponeva agli sviluppatori l’esclusivo utilizzo delle API ufficiali, mentre nella nuova versione viene anche richiesto che lo sviluppo sia effettuato con i linguaggi ufficialmente riconosciuti da Apple per la piattaforma (C, C++, Objective-C o JavaScript).
Immediatamente dopo la presentazione al pubblico di iPhone OS 4, è stata resa disponibile agli sviluppatori la beta di iPhone SDK 4. È scaricabile dalla pagina di Apple Developer. Ricordiamo che iPhone OS 4 funzionerà con iPhone 3G, iPhone 3GS e la seconda e terza generazione di iPod (quest’estate) e con iPad in autunno.
Oltre alle novità annunciate durante il keynote, dall’analisi dell’iPhone SDK 4 sono emerse molte altre migliorie, come aveva preannunciato Steve Jobs.
Una particolare attenzione è stata portata al trattamento immagini. Adesso è possibile ruotare le immagini, così come inviarle potendo deciderne dimensioni e relativo peso. Tutti accorgimenti molto utili. Sempre rispetto alla fotografia, è presente una feature che era passata senza essere molto enfatizzata: lo zoom 5x.
La iPhone SDK 4 include una nuova piattaforma che dà accesso a nuove funzioni della fotocamera. Tra queste, la possibilità di controllare il bilanciamento del bianco.
Continua a leggere: La beta di iPhone SDK 4 preannuncia l'integrazione di una fotocamera con flash