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Tutti gli articoli con tag Os X

Apple rilascia OS X Mountain Lion Developer Preview 3 agli sviluppatori

pubblicato da Ruthven

Mountain Lion Developer Preview 3

È stata rilasciata per i soli sviluppatori la terza versione preview di OS X 10.8 Mountain Lion. Si tratta -lo ricordiamo- di una versione preliminare del nuovo sistema operativo di Apple, che include un certo numero di problemi non risolti e che saranno sistemati nella versioni successive.

Ad esempio, iTunes ha smesso di sincronizzare le Note e dall’applicazione Apple Mail non si può più accedere alla libreria di iPhoto. In questa terza build di Mountain Lion inoltre, vi è un errore per il quale Back to My Mac non funziona 5 minuti dopo il reboot. Dai primi test, sembra che il DVD Player si blocchi dopo l’inserimento di un disco. Infine, numerosi bug popolano il nuovo Game Center per OS X. Fra questi va notato che il gioco in multiplayer fra utenti OS X e iOS non è ancora disponibile.

Come per le versioni precedenti, OS X Mountain Lion Developer Preview subisce alcune restrizioni hardware; il sistema operativo è supportato unicamente da un ristretto numero di computer Mac con kernel a 64 bit:

  • iMac (Mid 2007 o successivo)
  • MacBook (13-inch Aluminum, Late 2008), (13-inch, Early 2009 o successivo)
  • MacBook Pro (13-inch, Mid-2009 or later), (15-inch, Mid/Late 2007 o successivo), (17-inch, Late 2007 o successivo)
  • MacBook Air (Late 2008 o successivo)
  • Mac Mini (Early 2009 o successivo)
  • Mac Pro (Early 2008 o successivo)

Ricordiamo che OS X Mountain Lion sarà rilasciato sul Mac App Store quest’estate.

[Via AppleInsider]

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MacControl, il trojan che punta a OS X

pubblicato da aWilito


Un nuovo trojan rischia di far parlare di sé anche sulla nostra piattaforma. È stato ribattezzato dai suoi scopritori MacControl perché è in grado -agendo su due fronti contemporaneamente- di attaccare i Mac con tattiche simili a quelle viste nel mondo Windows e di prenderne il controllo.

L’allarme l’ha lanciato per prima Alien Vault, una società votata alla sicurezza dei sistemi informatici, secondo cui il rischio di contagio resta alto, soprattutto per le modalità con cui si propaga. Il ThreatPost lo spiega così:

Benvenuti nell’era degli attacchi mirati, utenti Mac. Stanchi forse di controllare macchine Windows di tutto il mondo negli ultimi anni, gli hacker si sono ora intestarditi con la volontà di inseguire i Mac con gli stessi tipi di attacchi mirati che hanno funzionato tanto bene per loro nel mondo Windows. I ricercatori hanno scoperto un nuovo attacco che impiega due diversi malware, un documento Word malevolo e alcune tecniche per mantenere la persistenza dell’infezione sulle macchine compromesse; e la campagna è specificatamente indirizzata agli utenti Mac. Il dominio di comando e controllo coinvolto negli attacchi è localizzato in Cina, sfruttando una vulnerabilità vecchia di tre anni nella maniera in cui Office per Mac gestisce certi file Word.

Se riuscisse nel misfatto, un malintenzionato potrebbe installare applicazioni; visualizzare, modificare o cancellare dei dati; o perfino creare nuovi account coi privilegi d’amministratore. È sufficiente che la vittima apra un file di Word opportunamente modificato con Office per Mac perché il codice malevolo venga copiato su disco ed avviato; poi, per far sì che l’utente non si accorda di nulla, apre in automatico un file di Office vuoto.

Il documento originale in questione conterrebbe una “sconclusionata lettera indirizzata alla Commissioni dei Diritti Umani delle Nazioni Unite” e discuterebbe l’anniversario della rivolta tibetana contro la Cina [qui il testo originale]. Occhio quindi a quel che aprite; nel dubbio, usate piuttosto TextEdit.

Apple presenterà iOS 6 al WWDC di giugno ?

pubblicato da xtom


Il WWDC, la tradizionale conferenza Apple dedicata agli sviluppatori, si tiene ormai da diversi anni nel mese di giugno ed anche quest’anno l’evento dovrebbe essere tenuto nel Moscone Center di San Francisco che risulta prenotato per un non meglio precisato meeting aziendale dall’11 al 15 giungo.

Come avvenuto lo scorso anno l’evento tornerebbe alla sua funzione originale, ovvero presentare agli sviluppatori le novità delle future versioni di OS X ed iOS, senza lanciare nuovi prodotti, come invece è avvenuto dal 2008 al 2010 con il lancio di iPhone 3G, iPhone 3Gs ed iPhone 4.

Apple potrebbe quindi presentare l’11 giugno il nuovo iOS 6, di cui al momento non si conoscono bene le possibili evoluzioni rispetto alle precedenti generazioni. Tra le novità attese ci sono una speciale cartella che contiene le app utilizzate più di frequente, un’evoluzione del centro notifiche con la possibilità di inserire dei comandi per attivare o disattivare alcune funzionalità e l’inserimento di widget come le previsioni meteo nel lock screen.

Il WWDC del prossimo giugno potrebbe però essere anche l’occasione per il lancio ufficiale del nuovo OS X Mountain Lion, con il conseguente debutto della gamma Mac aggiornata con il nuovo sistema operativo.

[via mobileblog]

Creare un RAM Disk al volo su Mac

pubblicato da aWilito


Coi costi dell’hardware che scendono inesorabilmente, creare un disco RAM potrebbe avere sempre più senso. Che sia per velocizzare alcuni programmi o per lavorare coi dati sensibili, l’uso d’un disco virtuale creato direttamente nella memoria di sistema porta con sé innumerevoli vantaggi, tra cui la sicurezza e soprattutto la velocità d’esecuzione. Il tutto a costo zero.

Non molto tempo fa abbiamo sollevato la questione della privacy in Safari; nonostante l’abilitazione della modalità “Navigazione privata,” infatti, il browser di Cupertino continua allegramente a lasciarsi dietro delle tracce - al solito, è una feature, non un bug- ma il problema resta. Se la cache e il file di quarantena fossero scritti su un disco RAM, per dire, allo spegnimento del computer o all’espulsione dell’immagine disco i dati sparirebbero senza lasciar praticamente traccia. Ma questo approccio può assere applicato a tutte le app che si desidera, anche mail, aggregatori RSS e in generale titoli che creano moltissimi file piccoli e che vengono aperti e chiusi svariate volte nel corso della giornata.

I vantaggi sono presto detti: maggiore velocità rispetto ad hard disk e dischi SSD, e uso ridotto delle risorse di sistema, il che è una manna per risparmiare clicli di lettura/scrittura con la tecnologia allo stato solido. L’unico svantaggio -ma forse neppure più di tanto- è che ad ogni riavvio del computer o all’unmount del disco, tutti i suoi contenuti si volatilizzano per sempre.

La creazione d’un RAM disk è incredibilmente semplice. Avviate il Terminale e fate un copia/incolla di questo comando:

diskutil erasevolume HFS+ “ramdisk” `hdiutil attach -nomount ram://8000000`

Ciò monterà sulla Scrivania un RAM Disk da 4 GB; per crearne uno da 8 GB, modificate il numero 8000000 in 16000000, e così via. Occhio però a non caricarci sopra Photoshop o giochi pesanti, perché non avrebbe davvero molto senso. E soprattutto, assicuratevi di lasciare disponibile un quantitativo sufficiente di RAM al resto del Sistema Operativo.

Reflection porta su Mac il mirroring AirPlay

pubblicato da aWilito

Una nuova utility, chiamata Reflection, consente di replicare su Mac gli schermi di iPhone 4S ed iPad 2 grazie ad AirPlay (niente iPhone 4, dunque), in tempo reale e senza alcuna necessità di configurazione. Ma c’è anche l’app che fa il giochino alla rovescia.

E’ lo stesso sviluppatore dietro AirParrot solo che, mentre quest’ultima app consente di visualizzare su Apple TV lo schermo del proprio Mac, Reflection mostra su Mac le schermate dei dispositivi iOS col supporto alle funzionalità di mirroring AirPlay, ovvero i più recenti iPhone ed iPad. Un pacchetto di software ideale per presentazioni, dimostrazioni, vendite o anche solo per godersi l’ultimo videogioco per iPad sull’iMac da 27″ e chissà che altro. Di sicuro, agli utenti la fantasia non manca.

Sul sito dedicato all’app si legge che una licenza singola di Reflection costa 14,99$, mentre il pacchetto da 5 viene 39,99$. In ogni caso sono disponibili versioni trial di entrambi i prodotti: buon divertimento.

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Siri, il grande assente di Mountain Lion

pubblicato da aWilito


Peccato che, tra le tante feature che Mountain Lion ha ereditato da iOS, manchi proprio il “modesto assistente virtuale” di Cupertino perché John Gruber a riguardo non ha dubbi: fosse anche solo per le funzioni di dettatura integrate, Siri su Mac farebbe la gioia di milioni di utenti. Ecco perché.

Ci sono gli iMessage, il Centro Notifiche, i Promemoria e anche le Note, ma di Siri non si parla proprio. Qualcuno sostiene che si sia trattato d’una scelta obbligata per via dell’inadeguatezza dei microfoni installati sui Mac recenti e meno recenti, ma a dire di Lex Friedman le motivazioni stanno altrove. Che sia per ragioni di marketing (per incentivare l’acquisto al prossimo Major Update) o di contingenza (il servizio versa ancora in stato di beta e di tanto in tanto subisce qualche downtime), l’integrazione con Siri è ancora lungi dal venire, ma il suo contributo alla piattaforma Mac potrebbe risultare davvero entusiasmante.

A differenza dell’antiquata tecnologia chiamata “Voce”, legnosa e limitata per gli standard di oggi, Siri potrebbe comparire esclusivamente su richiesta, magari in seguito ad una pressione lunga del tasto Esc. Potrebbe ereditare quanto meno tutte le funzionalità di iOS, se non integrarne di nuove, e magari visualizzare le eventuali risposte sul browser e sui widget di sistema. Dopotutto, dal punto di vista software, a Mountain Lion non manca nulla del fratello minore, ed estendere eventualmente il supporto di Siri anche a Safari o iTunes non dovrebbe rappresentare un impasse per gli ingegnosi ingegneri di Cupertino.

Anzi, potrebbe essere l’occasione per creare una sorta di collante vocale a livello di sistema: cose come l’apertura e la chiusura delle app, il passaggio dall’una all’altra, una ricerca Spotlight, la possibilità di scrivere e inviare tweet e -perché no- un set di API per l’integrazione con i software di terze parti. E poi ovviamente un servizio di trascrizione vocale direttamente integrato nel Sistema Operativo: un incubo per Nuance, visto che incidentalmente sono pure quelli dietro a Dragon Dictation per OS X.

Il sospetto tuttavia è che né Apple né la tecnologia dietro Siri siano ancora sufficientemente maturi per una diffusione di tale portata. Arriverà -oh, se arriverà- ma non oggi e non su questi Mac.

Mountain Lion: Apple abbandona definitivamente il prefisso Mac da OS X

pubblicato da xtom


Con il lancio di Lion avvenuto la scorsa estate Apple aveva manifestato chiaramente l’intenzione di voler rimuovere il prefisso Mac dal nome del sistema operativo OS X, utilizzato dai Macintosh degli ultimi 10 anni.

Sebbene il nome Mac OS X sia stato ancora utilizzato da Apple nel comunicato stampa di Lion, la dicitura OS X compare nella pagina ufficiale di Lion e nella relativa pagina del Mac App Store, ma non tra le proprietà del sistema dove si può ancora leggere nella versione 10.7.3 la classica dicitura Mac OS X.

Gli sviluppatori che hanno già potuto installare la preview di Mountain Lion, ovvero la nuova release 10.8, hanno notato che nella schermata delle proprietà di sistema compare adesso la sigla OS X ed anche nel comunicato stampa ufficiale è stato definitivamente abbandonato il prefisso Mac.

Apple porta quindi a compimento un processo di semplificazione che trae origine dai nomi dei due sistemi operativi ma si spinge molto più avanti. Nel 2007 Steve Jobs presentando l’iPhone disse che il sistema operativo del nuovo dispositivo era basato su Mac OS X e successivamente venne denominato iPhone OS. Nel 2010 in concomitanza con l’uscita della quarta release Apple rinominò il sistema operativo mobile semplicemente iOS, acquisendo i diritti del nome da Cisco. Il passaggio da Mac OS X al più semplice OS X rappresenta un ulteriore passo nella direzione di una sempre più stretta convergenza tra i due sistemi operativi della Mela.

[via macrumors]

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Messages Beta disponibile per il download

pubblicato da aWilito


Risale a pochissimo fa il comunicato stampa con cui Apple ha notificato la disponibilità della Developer Preview di Mountain Lion, aka OS X 10.8, aka la prossima versione del Sistema Operativo per il resto di noi. La buona notizia è che possiamo provare sin d’ora un pezzetto delle novità che arriveranno questa estate; sulla pagina dedicata del sito Apple, infatti, è già disponibile la Beta di Messages, l’app per inviare e ricevere iMessage che rimpiazza iChat per sempre.

Al momento della stesura di questo post purtroppo il download non va, segno che è stato probabilmente preso d’assalto dagli utenti. In attesa di test più estesi, dunque, dovremo accontentarci delle informazioni che fornisce Apple:

  • Invia iMessage illimitati a qualunque Mac, iPad, iPhone o iPod touch
  • Inizia una conversazione iMessage sul tuo Mac e continuala sul tuo iPad, iPhone o iPod touch.
  • Invia foto, video, allegati, contatti, coordinate e molto di più.
  • Lancia una videoconferenza FaceTime e porta in primo piano la conversazione faccia a faccia.
  • Messages supporta account iMessage, AIM, Yahoo!, Google Talk e Jabber.

Si tratta certamente di una notizia gradita, soprattutto per quanto concerne la possibilità di gestire gli iMessage anche dai computer di casa. Dopotutto, dal debutto di iOS 5 sono stati già registrati oltre 100 milioni di dispositivi e inviati 26 miliardi di messaggi. E il bello è che le vecchie funzionalità, per una volta, sono tutte grossomodo ancora lì. C’è la solita vecchia videoconferenza AIM, separata da FaceTime (per la quale continua ad esistere la vecchia app), e c’è anche iChat Theater, ora ribattezzato semplicemente Theater.

La vera grande novità consiste nell’interfaccia grafica, ora più ampia e razionale, in cui spariscono tuttavia le suddivisioni in gruppi: sta tutto nello stesso calderone, il che -al di là del pur ammirevole sforzo di semplificazione- rischia di creare un po’ di caos. Niente comunque cui non si possa mettere mano più avanti. L’importante ora è che finalmente esista una piattaforma unica, universale e trasversale che coniuga e mette in comunicazione tutto l’hardware della mela. Con lo stile di sempre, ovviamente.

L'anteprima di OS X Mountain Lion con oltre 100 novità disponibile per gli sviluppatori

pubblicato da Claudia

Apple ha presentato oggi un’anteprima per sviluppatori di OS X Mountain Lion, la nona importante release del sistema operativo che porta sul Mac le migliori app e funzioni dell’iPad e accelera il passo dell’innovazione di OS X. Tra le novità introdotte da Mountain Lion troviamo: Messages, Notes, Reminders e Game Center sul Mac, oltre a Notification Center, Share Sheets, integrazione con Twitter e AirPlay Mirroring.

Mountain Lion è la prima release di OS X sviluppata pensando ad iCloud: l’intenzione è quella di offrire una configurazione più intuitiva e un’integrazione più semplice con le app. Tra le novità introdotte nell’anteprima per sviluppatori troviamo anche Gatekeeper: si tratta di una funzione rivoluzionaria dedicata alla sicurezza, avvertendo gli utenti dei software dannosi e offrendo il controllo completo su tutte le app installate sul proprio Mac. I primi a mettere mano sull’anteprima di Mountain Lion sono per i membri del Mac Developer Program, mentre i normali utenti Mac potranno effettuare il download di Mountain Lion tramite il Mac App Store a fine estate 2012.

Philip Schiller, Senior Vice President di Worldwide Product Marketing per Apple, ha commentato:

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Privacy a rischio su Mac per il "QuarantineEvents"

pubblicato da aWilito


Privacy potenzialmente a rischio sul Mac per colpa del file di quarantena, un documento che conserva sul disco fisso la cronologia di tutti i download fatti finora, anche quelli in modalità di Navigazione Privata e scaricati prima dell’aggiornamento a Lion.

Prima di generare un panico ingiustificato, occorre sottolineare che -come in molte delle allerte sulla nostra piattaforma- non si tratta di un bug ma di una feature. Ciononostante, tutti i download effettuati con Safari, Chrome, Mail, Transmission e chi più ne ha più ne metta vengono conservati in un database locale contenuto in questi due file, a seconda che vi troviate rispettivamente su Lion o Snow Leopard (nel caso di un update da Snow Leopard, potreste possederli entrambi):

  • ~/Library/Preferences/com.apple.LaunchServices.QuarantineEventsV2
  • ~/Library/Preferences/com.apple.LaunchServices.QuarantineEvents

Quasi un’inezia, se non fosse che le informazioni di download -archiviate sotto forma di database SQLite 3.x- restano lì per sempre, senza che un servizio di sistema si ricordi di sfoltirne un po’ di tanto in tanto. Certo, è evidente che per accedervi si rendono necessari quanto meno la conoscenza della questione tecnica, le credenziali del proprietario dell’account e un minimo di dimestichezza col terminale, ma ciò non toglie che dalla modalità Incognito di Chrome e dalla Navigazione Privata di Safari ci si sarebbe aspettato -come dire- un po’ più di anonimato e di privacy.

Chi volesse conoscere lo stato in cui versano i propri dati sensibili, può scaricare lo script creato da TJ Luoma e disponibile a questa pagina. Per avviarlo, aprite una finestra del Terminale, scriveteci dentro “sh” senza virgolette, trascinate lo script al suo interno e date Invio.

Ancora tracce di Retina Display su Lion

pubblicato da aWilito


L’ultimo, corposo aggiornamento ad a OS X Lion 10.7.3 ha portato con sé tonnellate di bug-fix e molte piccole migliorie, ma alcune incuriosiscono decisamente più di altre. Ad esempio, le nuove icone dedicate al puntatore del mouse risultano avere una risoluzione altissima, il che ci riporta al vecchio rumor dei Retina Display su Mac.

Ad accorgersene per primo è stato John Gruber in questo post sul suo blog. I cambiamenti non riguardano solo l’estetica dell’iconografia: i puntatori dei link in Safari, quelli per gli screenshot (ricordate la vecchia fotocamera stilizzata di Next-iana memoria?) e anche la “mano per afferrare” in Mail sono tutte state modificate nel design e soprattutto nella risoluzione massima.

Ora, va da sé che la novità potrebbe spiegarsi tranquillamente con la volontà di rendere più gradevole l’uso dell’Accesso Universale di OS X Lion, con elementi grafici che non sgranino nel caso di zoom molto spinti. Ma d’altro canto non passa inosservato che il numero di elementi grafici hi-res su Mac è in costante aumento da cinque anni a questa parte, e che ultimamente si è assistito ad una vera e propria proliferazione. Segno che qualcosa si sta muovendo in questo senso, e che potremmo essere di fronte ad un’imminente piccola rivoluzione per il resto di noi. Un recente rumor suggeriva l’introduzione d’un MacBook Pro con Retina Display entro il secondo trimestre 2012, e se a questo aggiungiamo che già adesso alcuni Mac mini si riavviano in HiDPI, se collegati ad un televisore HD, il sospetto è che forse il salto avverrà prima di quanto non si creda.

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Le icone di Susan Kare, la donna che inventò l'interfaccia grafica di Mac OS

pubblicato da Androe

happy mac icona

In tempo per le festività natalizie è stato pubblicato recentemente la raccolta di icone disegnate da una delle figure più apprezzate del settore, a cui Apple deve molto perché si tratta della persona che ha ideato le icone per il primo ambiente desktop del Macintosh: Susan Kare.

Icons è un libro di 160 pagine che percorre la carriera della famosa designer dalla pixel art essenziale dei computer Apple ai gifts che Facebook ci ha propinato negli anni passati ad ogni compleanno di un nostro amico/contatto. Proprio così, Kare è stata assunta da Jobs e soci per rendere gradevole l’aspetto grafico del proprio prodotto allontanandosi dalla misera interfaccia di un terminale a riga di comando. E dopo qualche decennio possiamo affermare di esserci riuscita in pieno.

Sono sue creature l’Happy Mac ha accompagnato generazioni (fino a OS X Puma) di utenti nel boot del proprio computer con la mela, il secchiello simbolo del comando Fill utilizzato tutt’ora e diventato uno standard de facto nei programmi di grafica e design, la bomba che compariva nei crash di sistema, il simbolo del tasto Command su tutte le tastiere di Apple e molte altre. Basta sfogliare il suo portfolio per accorgersi di quanti elementi grafici di uso comune abbia ideato questa giovane newyorchese laureata in arte trapiantata in California.

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