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Tutti gli articoli con tag OS X

HiDPI, la tecnologia Retina di OS X Lion

pubblicato da aWilito


Come noto, OS X Lion introduce un parziale supporto alla cosiddetta tecnologia HiDPI che raddoppia la risoluzione canonica degli elementi dell’interfaccia grafica, in attesa d’un futuro in cui il Retina Display approderà anche sui Mac. Allo stato attuale non serve a molto, ma si può abilitare con relativo poco sforzo.

Prendetelo come uno sfizio, o un esercizio di stile, ma questo è grossomodo ciò che è avvenuto in iOS quando gli iPhone hanno adottato i display ad altissima risoluzione. Ed è anche quanto sta lentamente accadendo ad OS X, che con Lion ha già guadagnato una notevole quantità di elementi grafici rivisti e corretti. Sono sepolti all’interno del Sistema Operativo, ma possono essere richiamati attraverso Quartz Debug, un’utility grafica disponibile all’interno di Xcode 4 (gratuito). Una volta avviata l’app, basta immettere una spunta su UI Resolution (mela+2, per i più indaffarati), effettuare un logout e cambiare la risoluzione in modo opportuno in Preferenze di Sistema. Il video qui sotto mostra come.

Cosa si ottiene? A parità di estensione degli elementi dell’interfaccia, un maggiore dettaglio; l’ideale per un Mac mini collegato all’HDTV, per esempio. Certo, le icone di terze parti -e qualcuna anche di Apple- non vengono visualizzate correttamente con le nuove impostazioni, e le pile del Dock sfigurano un po’. Resta nondimeno un interessante esperimento.

VMware Fusion virtualizza proprio tutti

pubblicato da aWilito


Sapevamo già che, con Lion, Apple aveva modificato il contratto di licenza affinché consentisse la virtualizzazione di OS X in applicazioni come VMware Fusion e Parallels, lasciando tuttavia in essere il veto sulle vecchie versioni non server. Con l’ultimo aggiornamento, tuttavia, Fusion consente la corretta installazione di Leopard o Snow Leopard senza troppi problemi.

Sarebbe più corretto dire che Fusion 4.1 non impedisce più d’installare a proprio piacimento vecchie versioni di Leopard e Snow Leopard; si limita semmai ad un generico avviso in cui invita ad essere certi di possedere la licenza per la virtualizzazione:

C’è un grosso cambiamento in questa versione che non è stato documentato: il software è stato modificato per consentirne il funzionamento con versioni non-server di Snow Leopard (Mac OS X 10.6) e Leopard (Mac OS X 10.5). In precedenza, VMware Fusion supportava Mac virtuali che facevano girare Lion, Lion Server, Snow Leopard Server e Leopard Server.

Si tratta tuttavia di un cambiamento subdolo e dal sapore quasi non ufficiale; interrogata sulla questione, infatti, Apple si è semplicemente trincerata dietro la solita clausola, ovvero che la virtualizzazione è consentita esclusivamente per OS X Lion, Snow Leopard Server e Leopard Server. Poco male. Fino a che dura (e c’è da scommettere che la cosa passerà oramai inosservata), agli utenti si apre un nuovo mondo di possibilità come ad esempio quella di avviare vecchie applicazioni PowerPC con Rosetta su Lion e senza dover ricorrere al doppio boot. Insomma, meglio tardi che mai.

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Scovato il codice di iChat in iOS

pubblicato da aWilito


Sapevamo già dell’eventualità che iMessage potesse venire incastonato in qualche maniera in iChat, ma forse è possibile anche il procedimento inverso, ovvero che iChat possa approdare su iOS. Lo scenario è aperto da una interessante scoperta fatta dallo sviluppatore John Heaton.

Frugando nel codice di iOS, l’uomo avrebbe infatti scovato riferimenti ad un servizio simile ad iChat, solo più completo; ci sono FaceTime, iMessage, ma anche Jabber e AIM, tutti apparentemente riuniti sotto il medesimo tetto. Una soluzione che appare quanto mai necessaria, vista la frammentazione dei sistemi di messaggistica del mondo mobile con la mela, sopratutto quando si cerca un trait d’union tra il mondo dei telefoni e quello dei computer.

L’idea -piuttosto entusiasmante, in verità- è che Apple possa decidere di integrare all’interno dell’app “Messaggi” i tradizionali SMS ed MMS, le comunicazioni iMessage e le chat di AIM e Jabber, piuttosto che creare confusione con un’ulteriore app dedicata allo scopo. Ma è un rumor da prendere con le dovute cautele; qualcuno ha infatti mostrato le stringhe di codice ad altri sviluppatori, e il responso che ne ha ricavato è stato assai meno visionario:

Abbiamo mostrato questa [scoperta] ad altri sviluppatori. La loro supposizione è che si tratti di codice copiato dalla versione Desktop di OS X, e che non possa essere indicativa di nuove funzionalità. Questo framework copre chat testuale e conferenza video. Le app FaceTime, iChat, iMessage sono tutte basate su tale framework, senza contare che talvolta riferimenti al codice passano da un’app all’altra. L’immagine qui sopra mostra semplicemente una lista di software Apple costruito in cima a questo framework.

Come dire, niente di sicuro: forse si tratta solo di un abbaglio. La speranza, tuttavia, è che Apple stia seriamente pensando ad una razionalizzazione dei suoi servizi tra le varie piattaforme. iMessage che funzionano solo da dispositivi iOS 5, icone di FaceTime su Mac, iPad ed iPod touch ma non su iPhone, e compatibilità con iChat ma solo con app di terze parti etc.: è decisamente ora che qualcuno faccia un po’ di ordine.

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Le password di Lion sono (troppo) facili da cambiare

pubblicato da aWilito


Nelle scorse ore è emerso un serio problema di sicurezza a cui Apple, scommettiamo, metterà mano quanto prima. In buona sostanza, a causa della corruzione nella struttura della sicurezza in Lion, qualunque utente comune -anche non amministratore, purché con accesso fisico al Mac- può cambiare a proprio piacimento le password utente. Esatto, può modificarle senza neppure doverle “crackare”.

Il problema, scoperto da quelli Defence in Depth, è relativamente semplice da spiegare ma molto insidioso. In pratica, in OS X Lion i Servizi Directory non richiedono più l’autenticazione durante un cambio di password per l’utente corrente:

Sembra che un re-design dello schema di autenticazione in OS X Lion abbia accidentalmente rimosso uno step cruciale. Se da una parte per gli utenti non-root risulta impossibile accedere direttamente agli shadow file, dall’altra Lion consente loro di prendere visione dell’hash della password. Ciò è possibile con una semplice estrazione di dati dai Servizi Directory.

In altre parole, ciò implica che un utente con le conoscenze giuste, qualche riga di comando da Terminale e 5 minuti liberi col Mac è in grado di modificare tutte le password di sistema e senza neppure la necessità di conoscere prima quella di amministratore.

In attesa che Apple risolva la questione, il consiglio -almeno negli ambienti meno sicuri- è di disabilitare il login automatico e magari impostare per il Portachiavi una password diversa da quella di login. Infine, potrebbe rivelarsi efficace l’abilitazione dell’impostazione “Richiedi password immediatamente dopo lo stop o l’avvio del salvaschermo” in “Preferenze di Sistema”, “Sicurezza e Privacy.” Ciò vi costringerà a immettere le vostre credenziali un po’ più spesso, ma almeno limiterà i danni fintanto che Cupertino non rilasci un aggiornamento ad hoc. Fino ad allora, l’unico Mac sicuro è un Mac perennemente tenuto d’occhio.

Apple e i 531 certiicati SSL DigiNotar rubati

pubblicato da aWilito


[Image courtesy of Mactrast]

Nelle scorse ore un ricercatore ha accusato Apple di negligenza nei confronti delle centinaia di certificati SSL rubati a DigiNotar sul finire del mese scorso. Si tratta di una grave violazione della sicurezza che ora, a causa del lassismo di Cupertino, rischia di produrre temibili effetti collaterali tra i suoi utenti.

Lo scorso 30 agosto la DigiNotar -una delle migliaia di società autorizzate ad emettere certificati digitali che attestino l’autenticità dei siti Web- ha affermato di aver subìto una violazione nei propri server: risultato, 531 importanti certificati (alcuni utilizzati dalle stesse autorità olandesi) sono stati sottratti da ignoti. E per di più, sarebbero rimasti in circolazione per settimane prima che quelli di DigiNotar se ne rendessero conto.

Così, mentre Microsoft, Google e gli altri blasoni dell’IT si sono prontamente attivati per aggiornare i propri Sistemi Operativi e browser, Apple dal canto suo nicchia pericolosamente. Tanto da spingere Paul Henry, un analista forense di Lumension, a denunciare pubblicamente la cosa:

Siamo di fronte a problemi molto importanti [di sicurezza sul Web] e Apple col suo ciondolare sulla vicenda non aiuta di certo.

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Disponibile Firefox 6

pubblicato da aWilito


L’ultima build del browser di Mozilla, Firefox6 è stata resa disponibile per il download poche ore fa qualche giorno fa, a brevissima distanza dalla precedente Major Release e in accordo con la nuova politica voluta dagli sviluppatori, nata dalla volontà di rilasciare aggiornamenti ogni qual volta ce n’è la possibilità, in luogo del canonico andamento a tappe preconfezionate . Tra le novità, maggiore velocità e nuove funzionalità ma ancora nulla di fatto per la modalità Full Screen di OS X Lion.

Le note di rilascio, disponibili a questa pagina, annotano 1.300 importanti novità tra cui:

  • Maggiore velocità di caricamento con numerosi tab aperti
  • Migliorata la stabilità generale dell’app
  • Aggiunte le funzionalità di Scratchpad per lo sviluppo Web
  • Migliorata l’affidabilità di Firefox Sync
  • Risoluzione di diversi problemi di stabilità e sicurezza

Sono inoltre stati apportati profondi cambiamenti alla gestione della privacy (ora controllabile fin nei minimi dettagli scrivendo “about:permission” nella barra degli indirizzi e dando invio), e grande enfasi è stata data alla sicurezza. Niente tuttavia che abbia a una qualche correlazione con le API specifiche di Lion, come il ripristino automatico dei tab, il Full Screen o il sandboxing; per quello, avvisa il Team di Mozilla, occorrerà attendere Firefox 8, che però potrebbe arrivare già entro l’inverno.

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Apple denunciata per violazione di brevetto da Operation System Solutions LLC

pubblicato da Michele Filannino


Un’azienda con sede in Florida, Operating Systems Solutions LLC, ha depositato una causa legale per violazione di brevetto contro Apple. La tecnologia incriminata è il boot rapido di Mac OS X. La cosa interessante è che tale brevetto era in principio di proprietà di LG Electronics.

Nei documenti d’accusa di legge che “Apple vende computer all’interno del distretto, tra i quali anche il MacBook Pro, che utilizzano il sistema operativo Mac OSX il quale infrange almeno il titolo 1 del brevetto intitolato “Soluzioni per sistemi operativi”.

L’abstract del brevetto originariamente registrato da LG Electronics recita:

“Un metodo per avviare velocemente un personal computer utilizzando le informazioni sulla configurazione di boot nella memoria e le informazioni sui dispositivi connessi su una porzione di hard disk salvata all’atto del precedente boot. Il metodo include i passi per: eseguire test di accensione quando il computer è acceso o riavviato in seguito alla pressione dell’apposito tasto; eseguire un normale processo di boot; salvare il contenuto della memoria e lo stato dei dispositivi connessi nell’hard disk; controllare se è richiesto il riavvio; ripristinare le informazioni sulla configurazione di boot salvate in memoria e nel disco; controllare se o la configurazione dei dispositivi connessi iniziale è cambiata o meno; eseguire comandi nei due file e salvare le configurazioni per il futuro boot. Il sistema per personal computer può ri/avviarsi velocemente a causa dell’omissione dell’attività di controllo dei dispositivi connessi e della relativa esecuzione dei processi messi in atto per memorizzarli.”

Senza risorse sufficienti, è difficile per la sezione brevetti di Apple dimostrare che LG Electronics sia implicata nel caso contro Apple o no. Si consideri che i nuovi tablet di LG utilizzano Google Android, il che farebbe pensare a connessioni indirette. Per il momento comunque, tutto è nelle mani di Operating Systems Solutions LCC, un’azienda che sembra non disporre di alcuna pagina web aziendale.

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Apple avrebbe già interrotto la produzione di Magic Mouse

pubblicato da Michele Filannino


Lo scorso 1 aprile ci avevamo scherzato sù, oggi potrebbe essere realtà. Apple sta interrompendo la produzione del Magic Mouse, concentrando le sue energie sul Magic Trackpad. La notizia giunge dal responsabile di un Apple Store non meglio precisato. Più in dettaglio, l’impiegato ha affermato che gli Apple Store non stanno più ricevendo nuovi mouse poiché Apple avrebbe già dismesso la loro produzione.

Sebbene le dichiarazioni non siano state confermate, è innegabile che Apple abbia lavorato sodo negli ultimi anni per rendere centrali le gesture in Mac OS X. In Lion, per esempio, gli utenti possono users possono anche cambiare applicazioni con la modalità a schermo pieno attiva. L’ultimo sistema operativo di Apple ha integrato massicciamente l’interazione con gesture direttamente dall’esperienza con dispositivi iOS.

Gli analisti hanno congetturato che Apple voglia fondere iOS con Mac OS X. Gli ostacoli da affrontare sono molti, come ad esempio il costo dei touchpad touchscreen e il bisogno di mantenere la flessibilità dei Mac e allo stesso tempo la semplicità di iOS. Il sistema operativo mobile di Cupertino è attualmente parecchio blindato in termini di sicurezza e consistenza dell’interfaccia.

[Via Electronista]

1 milione di download per Lion nel primo giorno

pubblicato da aWilito


Nel comunicato stampa giunto in redazione ieri in tarda serata, Apple ha annunciato il gran successo registrato col suo ultimo OS dedicato al mondo Mac: Lion avrebbe strappato più di un milione di download in appena 24 ore di commercializzazione. Un po’ è per la comodità e un po’ per via del prezzo troppo allettante, appena €23,99.

Philip Schiller, il Senior Vice President Worldwide Product Marketing di Apple, non ha lesinato con l’entusiasmo d’ufficio, dichiarando:

Lion è partito alla grande, i commenti degli utenti e la reazione dell’intero settore sono stati fantastici. Lion rappresenta un enorme passo avanti per le sue innovative funzioni, ma anche perché è incredibilmente facile per gli utenti aggiornare il proprio Mac con il miglior OS che abbiamo mai realizzato.

Il risultato è indubbiamente un segno dei tempi. OS X Lion è infatti il Sistema Operativo con la mela che sta registrando la più alta velocità di vendita mai esperita a Cupertino in tutta la sua storia. Merito della praticità della procedura di acquisto ed installazione, e merito soprattutto di un prezzo di commercializzazione estremamente concorrenziale. Sarebbe interessante conoscere il numero dei nuovi iscritti al Mac App Store -carta di credito alla mano- nelle ultime 48 ore; e chissà quanti di questi, visto che oramai ci sono, inizieranno ad acquistare le app online. Questo sì che è marketing.

Installare Front Row su OS X Lion

pubblicato da aWilito


Tra le novità di OS X Lion, pubblicato sul Mac App Store nella giornata di ieri, c’è l’assenza di importanti tasselli che hanno fatto la storia dell’informatica per il resto di noi: con l’aggiornamento diciamo addio a Rosetta, Samba, Adobe Flash e Java Runtime Environment (installabili a parte) e soprattutto a Front Row. La buona notizia è che è possibile ripristinarne le funzionalità in pochi secondi, pur se con qualche momentanea limitazione.

Tutto sta a copiare i seguenti file da una installazione funzionante di Snow Leopard:

/System/Library/CoreServices/Front Row.app
/System/Library/PrivateFrameworks/BackRow.framework
/System/Library/PrivateFrameworks/iPhotoAccess.framework
/System/Library/LaunchAgents/com.apple.RemoteUI.plist
/Applications/Front Row.app

In alternativa, esiste un installer con dentro tutto il necessario chiamato semplicemente Front Row Enabler for Lion e disponibile gratuitamente a questo indirizzo. Con iTunes 10.4, tuttavia, Apple ha modificato il modo in cui il sistema accede in lettura e scrittura alle cartelle delle foto e della musica, limitando così il funzionamento di ai Filmati e ai DVD, il che si verifica purtroppo anche sui computer con Snow Leopard. E’ comunque possibile -e auspicabile- che Apple metta mano alla questione in tempi record.

OS X Lion e i nuovi MacBook Air in arrivo domani ?

pubblicato da xtom


La settimana scorsa eravamo in trepidante attesa del rilascio di OS X Lion, ma la previsione più gettonata che fissava la data di lancio al 14 luglio è stata clamorosamente smentita dai fatti.

Appleinsider sostiene di aver ricevuto da una fonte che in passato si è rivelata attendibile l’informazione che il rilascio di OS X Lion sul Mac App Store è previsto per domani alle 8:30 a.m ora locale, le 14:30 in Italia.

Contemporaneamente dovrebbero debuttare anche i rinnovati MacBook Air, dotati dei nuovi processori Intel Sandy Bridge a basso consumo, 4 GB di RAM, SSD da 128 o 256 GB, porta ad alte velocità Thunderbolt e tastiera retroilluminata.

Altre fonti sostengono invece che i nuovi MacBook Air saranno disponibili a partire da giovedì 21 luglio, in ogni caso la fine del mese si avvicina e se neanche questa settimana è quella buona lo sarà per forza la prossima.

[via appleinsider]

Niente Lion questa settimana?

pubblicato da aWilito


Oggi è il 14 luglio, fa caldo e qualcosa sembra mancare all’appello. Forse, avremmo dovuto prendere per buoni i cinguettii di Jim Dalrymple di LoopInsight, quando ieri sera invitava a non perdere il sonno per il rilascio dei nuovi Mac e di OS X Lion, e forse avremmo dovuto intuirlo da un paio particolari. Fatto sta che oggi non è ancora l’alba del leone.

A confermare il buco nell’acqua ci si mette pure John Siracusa di Arstechnica, nel consueto podcast su 5by5.tv, sebbene nei primi due minuti specifichi che si tratta di una notizia di “terza, se non quarta mano” e poi c’è la questione dell’apertura dei cancelli dell’approvazione sul Mac App Store per il software di Lion, cosa accaduta ufficialmente appena due giorni fa, il che equivale a dire che è ancora semplicemente troppo presto.

E con la stessa logica, non ci vuole molto a capire che oggi non è neppure il giorno del nuovo hardware: i seriali apparsi sul Web a inizio settimana -che tra l’altro si riferivano ai nuovi Mac mini e non ai Mac Pro- descrivono tutti macchine con Lion preinstallato, e che quindi non approderanno sul mercato fintanto che Lion non sarà stato rilasciato al pubblico, questo è evidente.

Insomma, come al solito, su cento rumor forse se ne salvano otto. Nei commenti alzino le mani quanti -più per cieca speranza che per fatti incontestabili- ci avevano fatto la bocca, e annoverate pure nel computo chi scrive.