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Tutti gli articoli con tag Intel

Intel potrebbe produrre il 10% dei processori Apple A7

pubblicato da xtom

Secondo alcuni investitori internazionali Intel potrebbe aggiudicarsi la produzione del 10% dei processori Apple A7 che equipaggeranno il prossimo iPhone 5S.

A quanto pare infatti la produzione dei processori Apple A7 non sarebbe stata affidata in esclusiva a TSMC, che sarebbe pronta a fornire i processori per l’iPhone 5S solo a partire dal 2014, ma anche ad altri produttori di chip.

Nonostante le controversie legali, la produzione del 50% dei processori A7 sarebbe stata ancora una volta affidata a Samsung, che fino ad oggi ha prodotto tutti i processori ARM presenti in tutte le generazioni di iPhone.

Il resto della produzione dei processori A7 sarebbe stato affidato per il 40% a TSMC, mentre Intel potrebbe coprire la produzione del restante 10%.

Non è la prima volta che si parla di un possibile accordo tra Apple ed Intel per la produzione di processori ARM, destinati sia ad iPhone ed iPad, sia al fantomatico iWatch.

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Patto segreto di non assunzione: Tim Cook sarà testimone al processo

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

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L’implacabile giudice Lucy Koh della Corte Superiore di Santa Clara ha ordinato a Tim Cook di presentarsi alla sbarra in qualità di testimone nell’inchiesta sugli accordi segreti di non assunzione siglati tra Apple, Google, Intel e altri blasoni dell’high-tech. Assieme a lui, sono stati convocati anche il presidente di Google Eric Schmidt e Paul Otellini, CEO di Intel.

Come noto, l’impianto accusatorio costruito dal Dipartimento di Giustizia USA ipotizza un patto non scritto tra i big della Silicon Valley che permetteva loro di non pestarsi a vicenda i piedi sulle assunzioni; un escamotage, tecnicamente definito “no-poaching,” che tuttavia solleva molti dubbi di legittimità e che è in odor di violazione di parecchie leggi antitrust, tra cui lo Sherman Act e il Cartwright Act. Non proprio bruscolini, soprattutto negli USA.

E visto che le prove indiziarie configurano con una certa attendibilità una serie di gravi reati, il giudice ha deciso di ascoltare in udienza qualche pezzo grosso. La notizia l’ha data Bloomberg poche ore fa:

La Koh ha evidenziato come il fondatore di Apple Steve Jobs fosse stato messo in copia nelle mail oggetto del dibattimento, e ha detto agli avvocati che trovava “difficile da credere” che Cook, in qualità di di COO al tempo dei fatti, non sia stato consultato su accordi simili.
Il giudice ha affermato di essere delusa dal fatto che i dirigenti senior delle società coinvolte non abbiano rilasciato disposizioni prima dell’udienza di ieri sulla possibilità di trasformare la cosa in una class action. Nel gruppo infatti finirebbero una serie variegata di categorie di impiegati i cui stipendi, controbattono i loro legali, sono stato artificialmente ridotti a causa della collusioni.

Parallelamente allo svolgimento delle indagini governative, infatti, una serie di dipendenti ed ex dipendenti si è costituito parte lesa; dopotutto, se da una parte la multinazionali coinvolte, prese nel loro insieme, beneficiavano dal no-poaching, per gli impiegati significava meno mobilità e soprattutto stipendi più bassi. E onestamente, pur senza essere esperti di diritto americano, l’impressione è che seguiranno grossissime conseguenze.

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Thunderbolt non prende piede? Colpa delle licenze Intel

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

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La tecnologia Thunderbolt, sviluppata da Intel in collaborazione con Apple, è stata introdotta la bellezza di 18 mesi fa, eppure da allora non è ancora veramente decollata, neppure all’interno del nostro ecosistema. In realtà, spiega Ars Technica, la ragione principale della lentezza nella sua adozione è da attribuirsi per lo più agli schemi di licenza e al processo di certificazione voluto da Intel; la buona notizia, però, è che nel 2013 la situazione è destinata a sbloccarsi.

Una delle critiche più frequenti alla connettività Thunderbolt è il costo dei cavi, soprattutto nelle varianti Apple, e la scarsa diffusione da parte degli OEM, ma negli ultimi mesi ci sono stati diversi miglioramenti su entrambi i fronti. Cupertino ha praticato qualche taglio sullo Store, rendendo un po’ meno esosi i cavi Thunderbolt da 0,5 e 2 metri; e presto, a breve distanza dall’omologo di Matrox, debutterà anche l’Express Dock di Belkin. Inoltre, i cavi in fibra -intercambiabili con quelli in rame di prima generazione- stanno finalmente per invadere il mercato, e in generale sull’argomento si registra un crescente fermento.

Eppure, non erano questi i veri problemi di Thunderbolt; Intel è stata nettamente più determinante, e in negativo:

Diversi fornitori con cui abbiamo parlato nell’ultimo anno hanno accusato Intel di essere eccessivamente selettiva nelle scelta dei partner, e quindi di rallentare l’intero processo.
Sebbene Intel abbia effettivamente negato questa versione in passato, la settimana scorsa al CES la società ha dato una spiegazione molto diversa. Jason Ziller, direttore del Thunderbolt Marketing & Planning per Intel, ha raccontato di aver “lavorato da vicino” coi fornitori che a suo parere “offrivano i prodotti migliori” e che potevano raggiungere i suoi severi “criteri di certificazione.” Nel sottotesto sembrava asserire di poter disporre esclusivamente di risorse limitate per supportare e certificare i nuovi prodotti, e quindi finiva col dare priorità ai dispositivi più brillanti a scapito di tutti gli altri.

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L'Ex CEO di Anobit racconta la cultura Apple

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

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Solo un anno fa, proprio di questi tempi, veniva formalizzato l’accordo di acquisizione di Anobit da parte di Apple. Oggi, invece, l’ex CEO della società Ariel Maislos racconta un po’ com’era lavorare gomito a gomito con i team di Cupertino, e quanto la loro cultura differisca da quella di Intel e delle altre società.

Nell’intervista, condotta condotta da ZDNet presso l’Israel Semiconductor Club, Maislos parla della reciproca convenienza nell’acquisizione di Anobit:

“Avevamo già una relazione di lavoro piuttosto stretta con Apple” ha rivelato Maislos. “Quando lavori nel campo delle memorie flash, è davvero difficile non incontrare Apple a un certo punto, tanto come partner che come cliente. Ed era pure un cliente parecchio importante. Abbiamo sviluppato una buona relazione con loro, al tempo, e si è creato un mutuo apprezzamento tra entrambe le società.”

Ed ecco perché ha imparato a conoscere da vicino le modalità con cui vengono gestiti i rapporti interpersonali ad Infinite Loop. Mentre Intel -che pure aveva investito 32 miliardi di dollari in Anobit- premia gli exploit quando e se si verificano, ad Apple non accettano nulla di meno che l’eccellenza:

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Intel ha presentato le CPU Haswell per i prossimi Mac

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna

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Intel ha presentato ufficialmente la quarta generazione di processori Core, nome in codice Haswell, ovvero i chip che troveremo presto nelle prossime versioni dei computer fissi e portatili con la mela. Il debutto delle varianti Desktop è previsto per la prossima primavera, mentre per quelle mobili occorrerà attendere parecchio di più, probabilmente la fine dell’anno o addirittura inizio 2014.

Uno dei vantaggi principali della nuova stirpe di CPU non sarà tanto la potenza bruta, quanto piuttosto il risparmio energetico. A dire di Intel, infatti, gli utenti potranno finalmente utilizzare il proprio computer tutto il giorno e senza necessità di collegarsi alla rete elettrica:

La quarta generazione della famiglia di processori Intel Core finalmente consente di avere batterie che durano una giornata intera, il che rappresenta il miglioramento più significativo nella durata della batteria nella storia di Intel. Skaugen ha rivelato che i nuovi sistemi dovrebbero permettere fino a 9 ore di uso continuativo, liberando così la gente dalla schiavitù dei cavi e dei voluminosi caricabatterie.

I processori di quarta generazione Core sono i primi chip Intel costruiti dalle fondamenta con l’Ultrabook in testa” ha affermato Skaugen. “Ci aspettiamo notevoli miglioramenti nei processori Core a basso consumo, e la diffusione dei dispositivi touch darà un contributo fondamentale ad una nuova ondata di Ultrabook ibridi e tablet più sottili, leggeri e, al tempo stesso, sufficientemente performanti per le interazioni umane come il tocco, la voce e i gesti.”

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MacBook più sottili con i processori Intel a basso consumo

pubblicato da xtom

Secondo una notizia riportata da Cnet, Intel sarebbe al lavoro per ridurre drasticamente il consumo dei processori Ivy Bridge, che come minimo assorbono una potenza di circa 17 watt negli attuali MacBook Air.

Le future versioni dei processori Ivy Bridge dovrebbero ridurre in modo significativo l’assorbimento di energia, sebbene la fonte non specifichi esattamente l’ammontare di questa riduzione, per aumentare l’autonomia dei dispositivi muniti di batterie non troppo capienti, come i tablet dotati di sistema operativo Windows 8.

Il tablet Surface Pro di Microsoft, date le maggiori dimensioni, probabilmente adotterà proprio un processore Ivy Bridge, mentre il tablet Envy x2 di HP utilizza un processore Intel Z2760 che consuma circa 10 watt, in ogni caso sempre troppo rispetto ai processori ARM che consumano circa 2 watt.

Questa minor assorbimento di energia da parte dei nuovi processori Intel potrebbe essere sfruttato da Apple per ridurre le dimensioni del pacco batterie, lasciando invariata l’autonomia, e di conseguenza ridurre ulteriormente il già sottile spessore dei MacBook Air e dei MacBook Pro.

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Bob Mansfield e il suo neonato team studiano come abbandonare Intel

pubblicato da Rosario

Bob Mansfield e il suo neonato team studiano come abbandonare Intel

Come saprete, il recente allontanamento di Scott Forstall ha portato diverse persone in Apple a ottenere maggiori responsabilità, compreso un Bob Mansfield che rinuncerà alla pensione per restare altri due anni alla guida del neonato team battezzato “Technologies”.

A cosa lavorerà Mansfield sarà una domanda che forse molti si sono posti, ed è una voce di corridoio a rispondere almeno per il momento: la possibilità di abbandonare Intel per la creazione dei chip inseriti all’interno dei Mac, che Apple vorrebbe quindi creare in casa propria. Ne parla Bloomberg, citando quelle che sarebbero alcune fonti vicine al reparto ricerca di Apple, dalla quale erano arrivate indicazioni su “progetti ambiziosi” da parte del nuovo team.

Dopo aver iniziato a usare processori Intel nel 2005, Apple potrebbe così decidere di dire basta, ma non in tempi brevi. L’operazione richiederebbe infatti alcuni anni, per cui al momento possiamo solo immaginare i suoi effetti: un’architettura magari simile a quella dei dispositivi iOS, in grado di permettere un’integrazione sia a livello hardware che software ancora più profonda. Al momento, visti i tempi di cui si parla, si tratta ovviamente solo di una voce e nulla più, ma la sensazione è che Apple voglia davvero compiere la mossa.

Via | 9to5mac.com

Meno overclock per le CPU Intel Ivy Bridge: colpa della pasta termoconduttiva

pubblicato da Ruthven

Pasta termoconduttiva dei processori Ivy Bridge

I nuovi processori Ivy Bridge della Intel rispondono meno bene all’overclock che i Sandy Bridge. Sembra che si possano spingere gli Ivy Bridge a frequenze meno alte dei Sandy Bridge, malgrado la minore tensione delle CPU. Inoltre, la temperatura del processore cresce con l’aumentare della frequenza più rapidamente negli Ivy Bridge .

La ragione sembra provenire dal modo nel quale il processore è attaccato al dissipatore di calore. Sembra che Intel abbia usato una tecnica diversa dal solito, impiegando una pasta termoconduttiva al silicone economica invece di quella abituale ad alte prestazioni. Le paste termoconduttive comunemente usate come colla fra processore e dissipatore hanno -rispetto a quella usata in questo caso- prestazioni molto elevate visto che devono trasmettere temperature forti su una superficie molto piccola, assicurando un ottimo coefficiente di dissipazione.

Si aspetta ora una risposta ufficiale di Intel. Se venisse confermato l’uso di una pasta termoconduttiva economica, allora ci sarebbero anche da spiegarne le ragioni e quanto ciò possa influire sul funzionamento dei processori Ivy Bridge.

Si prevede che verso l’estate i MacBook Pro, MacBook Air e iMac saranno aggiornati ai nuovi chipset Ivy Bridge a basso consumo, realizzati con il processo produttivo a 22 nm e con una nuova e più potente grafica integrata. I portatili Mac storicamente soffrono di difficoltà nel dissipare il calore e si spera che Intel risponda alle lamentele degli utenti e, se necessario, corregga il processo di produzione delle sue CPU Ivy Bridge.

[Via Overclockers]

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Microsoft e Intel contro lo strapotere di iPad

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna


Secondo le indiscrezioni di Digitimes, e sempre che non abbia preso una cantonata, Microsoft e Intel si sarebbero alleate con i produttori nel tentativo di spodestare l’iPad dal suo ruolo di primato, e riportarlo entro la metà dell’anno prossimo a market share meno spaventosi. Possibilmente, sotto al 50%.

Se i rumors sono veri, Redmond sta lavorando gomito a gomito con Dell, HP e Acer e molti altri per tentare di portare sul mercato il maggior numero possibile di tablet equipaggiati con Windows 8 entro la fine del 2012. Una mossa resa necessaria dallo stato in cui versa il mercato: nonostante il debutto estremamente ben accolto dell’Amazon Kindle Fire, infatti, Apple detiene ancora il 62% dell’intero segmento.

Secondo una recente nota di Gartner, iPad continuerà a dominare su Android per molto tempo ancora, e per Windows 8 le cose andranno pure peggio visto il ritardo accumulato. Il problema, per la concorrenza, sta tutto nell’impareggiabile valore percepito del tablet con la mela:

Riteniamo che i competitor (Android e Windows) avranno sei problemi a eguagliare le specifiche prezzo/prestazioni della linea attuale di iPad, per cui Apple dovrebbe continuare a dominare la categoria. […] Windows 8 ha ricevuto critiche discordanti e Android appare in difficoltà.

Windows 8 x piattaforme x86 verrà rilasciato a settembre e solo in seguito toccherà a Windows RT, la variante dell’OS di Redmond fatta per processori ARM; Google, invece, sta già correndo ai ripari per tamponare lo smacco sui tablet. Il futuro immediato, insomma, si prospetta variegato e scoppiettante, il che è una buona cosa per tutti gli utenti a prescindere dalla piattaforma preferita.

Qualcomm e Intel in soccorso di Apple nella disputa con Samsung

pubblicato da Giacomo "aW" Martiradonna


Per aiutare Apple a difendersi meglio nelle schermaglie legali contro Samsung, Intel e Qualcomm avrebbero fornito alle rispettive parti porzioni di codice sorgente in grado di scagionare la mela dalle accuse di infrazione di brevetto.

Nell’articolo di Bloomberg, che per primo ha riportato la notizia, si legge che le prove fornite sono già state giudicate ammissibili:

“I procuratori statunitensi hanno ispezionato il codice di Intel e Qualcomm, ed hanno concordato nel consegnarli ai legali coinvolti nella disputa sui brevetti in Austrlia, ha affermato a Sidney oggi il legale di Apple Andrew Fox. […] “Grazie a quell’apertura del codice, si può inferire ulteriori argomenti favorevoli alla difesa” ha affermato oggi Fox. […] “Samsung afferma che alcuni iPhone e iPad di Apple infrangano i suoi brevetti sulle trasmissioni senza fili. Il caso è quello di Apple Inc. contro Samsung Electronics Co. numero NSD1243/2011, depositato alla Corte Federale australiana.”

Il processo vero e proprio avrà inizio il 9 luglio prossimo e dovrà concludersi entro il 12 ottobre. Commentando la seduta di acquisizione delle prove, il giudice Annabelle Bennett ha affermato che “questo caso farà somigliare gli altri ad una scaramuccia tra bambini.”

Photo | SziloCore

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