
Lightroom, software per migliorare il flusso di lavoro di fotografi amatoriali e professionisti, termina la fase beta ed è in vendita sullo store di Adobe pronto a contrastare Apple Aperture.
La nuova versione presenta i moduli Book per creare un book fotografico partendo dai template disponibili, Map per geolocalizzare ogni singolo scatto e raggrupparli in base alla posizione geografica, Develop per funzioni avanzate come gestione del colore. Ma le funzionalità di Lightroom 4, strizzando l’occhio ai fotografi che filmano in HD muniti di DSLR o smartphone.
Adobe integra in Lightroom 4 un semplice video editor con comandi standard di gestione dell’immagine e semplici preset. È inoltre possibile estrarre fotogrammi dai video ed infine esportare le proprie creazioni in H.264 caricandoli direttamente su YouTube e Facebook.

Ore di aggiornamenti in casa Apple: in aggiunta all’update di Mac OS X alla versione 10.6.7 e quello della Apple TV, è stato aggiornato anche Aperture, il software di gestione fotografica professionale.
L’aggiornamento alla versione 3.1.2 pesa 298MB ed include una lunga lista di bug risolti e di miglioramenti vari. L’update è disponibile a partire da questa pagina del supporto Apple, tramite Aggiornamento Software o utilizzando il Mac App Store.
Aperture 3.1.2 richiede Mac OS X 10.5.8 o Mac OS X 10.6.6 o successivo per funzionare. Segue la lista dei cambiamenti.
Compatibilità con iPhoto
Importazione
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Continua a leggere: Aperture si aggiorna alla versione 3.1.2

Aperture 3 è stato aggiornato da Apple alla sua versione 3.1. Gli aggiornamenti riguardano da un lato la stabilità e le prestazioni del programma e dall’altro la compatibilità con la nuova suite iLife ’11.
L’aggiornamento corregge anche numerosi bug e include miglioramenti di aspetti specifici del programma, dalla libreria a Faces. L’intera lista è disponibile qui.
Aperture 3.1 pesa circa 375 MB e l’aggiornamento è gratuito per chi già possiede il programma nella sua versione 3.0.

Uno degli storici blog editori per Mac, il “vecchio” MarsEdit di Red Sweater, si è appena aggiornato alla sua terza major release, portando con sé un bel po’ di novità per i blogger più incalliti, che preferiscono la sua interfaccia a quella offerta dai CMS più gettonati.
Prima di tutto, il nuovo MarsEdit presenta un’anteprima WYSIWYG migliorata nella funzionalità e ampiamente ridisegnata nello stile. Giungerà gradito anche un supporto più estensivo a Wordpress, con gestione tanto delle “pagine” quanto dei “custom fields”. Nonché l’integrazione migliorata con iPhoto e, novità ancora più importante, quella con Aperture e Lightroom. Niente male neanche l’annuncio ufficiale di una imminente versione per iPad: forse, la novità più attesa in assoluto.
MarsEdit è disponibile per una prova gratuita di 30 giorni a partire da questo link. Dopo la prova, potrete decidere se varrà la pena di pagare 39.95 dollari per continuare ad usare la nuova versione del software. Chi aggiorna MarsEdit da una versione precedente, devo pagare “solo” 14.95 dollari. Considerate che la versione 3 gira solo su Mac OS X 10.6 e buon blogging a tutti.
Con le modifiche alle clausole per gli sviluppatori nel venturo iPhone OS 4.0 il clima tra Adobe ed Apple è diventato ormai apertamente teso ed ostile.
Scorrendo gli eventi delle ultime settimane il quadro mostra una Adobe che sente di dover correre ai ripari -magari anche in sede legale- contro una Apple che la esclude e penalizza in forma diretta ed indiretta dalle piattaforme iPhone, iPad & C.
Se però si torna indietro di qualche anno il quadro si fa più complesso e si scopre che entrambe le aziende hanno la loro brava parte di colpa nell’attuale situazione, che va al di là dei problemi di performance e/o di stabilità di Flash.
Proviamo perciò a ricostruire un elenco cronologico delle varie decisioni, piccole e grandi, che di volta in volta hanno causato frizioni e deteriorato i rapporti Apple e Adobe, un tempo alleate strategiche negli ambiti della grafica e del desktop publishing.
1999
Alla manifestazione annuale della NAB (National Association of Broadcasters) Apple lancia la prima versione di Final Cut Pro, software per il video-editing non lineare su Mac, prosecuzione di un progetto di Macromedia, Key Grip.
1999-2000
Apple rilascia Rhapsody, il porting per PowerPC di OPENSTEP/Mach 5.0, con il nome di Mac OS X Server 1.0 e spinge per l’uso delle API di NeXT (la Yellow Box) cercando di relegare il vecchio software per Mac OS in una macchina virtuale (la Blue Box).
Questo significa riscrivere larghe porzioni di alcuni tra i più complessi e importanti software per Mac: Adobe non ci sta e insieme ad altre grosse software house costringe Apple a creare una soluzione di passaggio, le librerie Carbon, che compaiono nel 2000 in Mac OS X 10.0.
Contemporaneamente, a causa degli alti costi di licenza imposti da Adobe, Apple decide di utilizzare il PDF per il rendering grafico del sistema grafico di Mac OS X invece del Display PostScript, usato in NEXTSTEP, OPENSTEP e Rhapsody.

Nuova ondata di brevetti accordati ad Apple. I due più significativi riguardano la ben nota feature di raddrizzamento delle immagini in iPhoto ed Aperture (e, quanto a questo, anche delle medesime funzionalità nel prodotto concorrente Google Picasa), e la storica mela illuminata sulla cover esteriore dello schermo nei MacBook e MacBook Pro.
Il primo della carrellata, intitolato Straightening digital images (”Raddrizzamento di immagini digitali”) si occupa della manipolazione delle immagini allo scopo di gestirne l’orientamento:
Così come è spesso difficile determinare l’orientamento rotazionale perfetto di una quadro senza una livella, altrettanto può esserlo nel caso di immagini digitali. E per di più, una volta apportate le rotazioni opportune, resta il problema di cosa fare con le forme periferiche in più che “avanzano” in seguito a queste manipolazioni.
Il brevetto di Apple va proprio in questa direzione, e non si limita a fornire uno strumento molto intuitivo per il raddrizzamento, ma ritaglia automaticamente la foto eseguendo al contempo lo zoom necessario.
Il secondo invece, risalente al 2005, riguarda l’uso della retroilluminazione del display per fornire luminosità al logo posto sulla scocca di un computer; in altre parole, parliamo della famosa mela illuminata. Quest’ultimo brevetto, comunque, contempla anche diverse altre tecnologie pertinenti allo schermo, come ad esempio l’implementazione di un antenna o l’integrazione di un pannello rigido per aumentare la solidità complessiva della macchina.
Apple ha rilasciato ProKit 5.1 (Leopard & SnowLeopard), un aggiornamento dedicato alle applicazioni professionali Final Cut Studio, Final Cut Pro, Motion, Soundtrack Pro, DVD Studio Pro, Aperture, Final Cut Express, Soundtrack, Logic Pro e Logic Express.
L’aggiornamento va a risolvere problemi relativi all’interfaccia utente delle risorse software condivise dalle applicazioni in questione. In particolare:
Prokit update 5.1 (32.39 MB) richiede Mac OS X 10.5 (o successivi) oppure Mac OS X 10.6 (o successivi) ed è disponibile tramite la funzione “Aggiornamento Software” oppure direttamente dalla pagina di supporto Apple.

Circa due settimane fa Apple rilasciò Aperture 3, una nuova versione del programma dedicato all’editing e gestione di fotografie a livello professionale. Tuttavia, il nuovo software è apparso da subito abbastanza lento ed esoso di risorse, tanto da provocare, in alcuni casi, un esaurimento della memoria RAM obbligando il sistema a ricorrere allo swap su disco fino ad esaurire lo spazio di quest’ultimo.
Finalmente, Apple ha rilasciato un aggiornamento che porta Aperture alla versione 3.0.1 e che corregge diversi bug del software, tra cui il problema di cui vi parlavo sopra. Inoltre, l’update migliora:
Tutta la lista delle migliorie applicate è disponibile sul sito Apple, nella pagina che annuncia il rilascio della versione 3.0.1, da cui è possibile anche scaricare l’aggiornamento, grande 29,41MB. L’update di Aperture è caldamente consigliato a tutti.

Circa due settimane fa Apple rilasciò Aperture 3, la nuova versione del software made in Cupertino dedicato ai professionisti della fotografia per modificare e catalogare le loro creazioni. Tra le nuove funzionalità del software ricordiamo Faces, Places e Brushes: le prime due derivano dalle omonime funzioni di iPhoto, mentre la terza introduce una serie di strumenti per ritoccare le fotografie.
Molti utenti l’hanno provato, ma le impressioni che si possono leggere nella Rete non sono molto entusiaste: diversi hanno dichiarato che, appena installato, Aperture 3 si sia rivelato tanto bravo a gestire foto quanto a succhiare le risorse del Mac: memoria RAM esaurita con conseguente aumento dello swap su disco fino all’esaurimento anche di quest’ultimo. Quando accade ciò, il sistema diventa instabile e mostruosamente lento: inutilizzabile.
Il forum di supporto Apple è stato preso d’assalto da diversi utenti che si sono ritrovati il medesimo problema. Tuttavia, non tutti coloro che hanno provato il software sembrano riscontrarlo: il risucchio della memoria sembra verificarsi più frequentemente quando s’importa una libreria in cui è stata utilizzata la funzione Faces (per esempio una libreria di iPhoto).
Continua a leggere: Aperture 3: a volte è fin troppo esoso di risorse.
In concomitanza con la presentazione di Aperture 3, Apple ha rilasciato diversi aggiornamenti: Supporto iLife 9.0.4, Digital Camera RAW Compatibility Update 3.0, e Aperture SlideShow Update 1.0.
Per quanto riguarda il primo di questi, Supporto iLife 9.0.4 fornisce risorse per il software di sistema condivise da iLife e altre applicazioni, migliora la stabilità generale del browser media e delle presentazioni di iPhoto. Inoltre, fornisce compatibilità tra Aperture 3 e il browser media. Naturalmente questo aggiornamento è consigliato a tutti gli utenti di iLife ‘09, iWork ‘09 e Aperture.
Il secondo aggiornamento estende la compatibilità delle immagini RAW con il nuovo Aperture 3 e iPhoto ‘09 per le seguenti macchine fotografiche: Canon PowerShot S90, Canon sRAW, Canon mRAW, Leica D-LUX 4, Panasonic Lumix DMC-G1, Panasonic Lumix DMC-GH1 e Panasonic Lumix DMC-LX3. L’aggiornamento pesa 6.43 MB ed è richiesto Mac OS X 10.6.2 o 10.5.8.
L’ultimo degli aggiornamenti resi disponibili da Apple risolve problemi legati alla riproduzione di clip video in Aperture 3 su Snow Leopard. L’aggiornamento pesa 62.33 MB e richiede Mac OS X 10.6.2.
[Grazie a Sonik1185 per la segnalazione]

Apple ha rilasciato oggi Aperture 3, la nuova versione del noto software per l’editing e la gestione delle foto con oltre 200 nuove funzionalità, fra cui Faces, Places e Brushes, le prime delle quali sono state introdotte con iPhoto ‘09.
Faces utilizza l’identificazione e il riconoscimento del volto per trovare e organizzare le foto secondo le persone che vi sono ritratte. Places, dal canto suo, permette di esplorare le foto a seconda di dove sono state scattate e, come già in iPhoto, traduce i dati di geocodifica GPS in luoghi più facilmente riconoscibili per l’utente. Brushes infine è in grado di rilevare automaticamente i bordi nelle immagini per permettere di applicare o togliere effetti esattamente dove si desidera.

Se alcune delle grane legali capitate a Cupertino suonano lievemente pretestuose o fanno alzare il sopracciglio, quest’ultima è veramente curiosa. BetaNet avrebbe intentato causa contro Apple (e molte altre, tra cui Microsoft, Adobe, Autodesk, Sony e Kodak) per violazione di un proprio brevetto intitolato ” Sistema Sicuro per Attivare Software PC da Postazioni Remote”.
Nello specifico, la fumosa accusa formulata da BetaNet cita “i software iTunes, QuickTime (e non QuickTime Pro), Aperture e Mobile Me“:
Il file del programma contiene un primo programma di controllo che rappresenta una versione limitata del file del programma. Le informazioni di transazione della licenza sono inserite nella porzione dedicata alla shell di registrazione, e l’informazione viene poi trasmessa dalla shell di registrazione ad un programma di registrazione separato presente in un computer dedicato alla registrazione. Il programma di registrazione unisce le informazioni di transazione della licenza con un secondo programma di controllo - ottenendo così una versione completa del file - per generare un file finale univoco. Il file finale univoco viene infine trasmesso dal programma di registrazione alla shell di registrazione, e contiene il secondo programma di controllo che viene quindi integrato al programma principale, permettendo dunque la completa funzionalità del programma.
E’, per farla breve, una modalità con cui gestire le registrazioni del software da remoto, ed è talmente generica da potersi probabilmente applicare ad una casistica paurosamente ampia. Certo, ora occorrerà prima di tutto comprendere come funzionino nel dettaglio i meccanismi messi a punto da Apple per raggiungere lo scopo, e si dovrà tenere conto del fatto che alcuni dei software citati a esempio non hanno bisogno di alcun seriale (iTunes, QuickTime) e che in un caso non parliamo neppure di software, ma di servizi (Mobile Me). Insomma, altro giro altra corsa.