
Un recente rumor apparso sulla Rete e non ancora verificato afferma che i principali gestori mobili partner di Cupertino avrebbero ricevuto nelle scorse ore una variante speciale di iOS 5 in cui FaceTime funziona su rete 3G. Ed è infatti su quest’ultima feature che si concentreranno i test delle prossime settimane, sebbene la sua implementazione effettiva dipenderà dalle singole scelte degli operatori.
Una volta, anzi ancora oggi, per utilizzare la videoconferenza di Apple su reti 3G occorreva armarsi di jailbreak e sbloccare il proprio telefono con procedure ad hoc. Con iOS 5, a quanto pare, sarà invece la norma e direttamente out-of-the-box, senza artifici e barbatrucchi sofware. Per questa ragione, ai carrier è stata fornita una build di iOS nettamente differente dalla beta 7 attualmente in circolazione tra gli sviluppatori.
Con l’occasione, Apple ha richiesto formalmente di concentrarsi su questi aspetti e in generale tutti quelli relativi ai servizi avanzati, come ad esempio il tethering. E anche in questo caso, sarà consentita ampia discrezionalità ai gestori, il che significa in altre parole che FaceTime 3G potrebbe non essere disponibile per tutti o -peggio- potrebbe essere offerto con un’opzione tariffaria ad hoc come già visto in tempi recenti.
La scelta di condividere parte del beta testing è saggia e dimostra la volontà di Cupertino di ridurre al minimo i problemi che hanno funestato la storia di iPhone, scaturiti per lo più dall’inadeguatezza dei network mobili, spesso incapaci di supportare a dovere l’enorme afflusso di dati mossi dai dispositivi iOS.

Ricorderete di quel prototipo di MacBook Pro col 3G acquistato su eBay cui accennammo in occasione del brevetto sulle antenne integrate nella tastiera. Così come era accaduto in circostanze analoghe, pare che ora Apple lo rivoglia indietro e stia negoziando per il suo ritiro.
La storia di quel MacBook è quanto mai contorta e avventurosa. Comparso nel 2007 su Craigslist, il prototipo è stato acquistato non funzionante da Carl Frega, che poi lo ha riparato e venduto nuovamente. Il nuovo proprietario l’avrebbe portato ad un centro autorizzato Apple per un’ulteriore messa a punto, salvo scoprire che il Mac in questione non possedeva parti standard che consentissero al Genius di metterci mano:
Abbiamo aperto la macchina e osservato che quasi ogni componente interna è di terze parti; la scheda logica, il drive ottico, il display, l’hard disk, il case superiore e altre. Neppure il seriale (W8707003Y53) è riconosciuto come valido.
Soluzione proposta: servizi di riparazione negati; la macchina è stata modificata oltre il livello di riparabilità da personale non autorizzato.
A quel punto, credendo di aver acquistato un falso, l’utente inferocito si è rivolto ad un giudice di pace per farsi restituire i soldi spesi; Frega non ha avuto obiezioni, e rientrato in possesso del computer lo ha rimesso nuovamente in vendita su eBay, con quotazioni che hanno superato i 70.000 dollari prima che Apple intervenisse ufficialmente per bloccare tutto. E ora, dopo tante peripezie, quel MacBook Pro con antenna MagSafe e alloggiamento SIM ritornerà nelle segrete di Cupertino a cui appartiene da sempre. E con gli avvocati della mela sguinzagliati sul caso, di sicuro la faccenda si chiude una volta per tutte.

A distanza di pochi giorni dal prototipo di MacBook Pro con 3G apparso su eBay nei giorni scorsi, in cui l’antenna spiccava vistosamente al lato del display, l’ultimo brevetto depositato da Cupertino promette di nascondere l’antenna nientemeno che nella tastiera integrata dei portatili, per migliorarne potenza e portata. Si intitola, non a caso, “Antennas for electronic devices.”
L’idea è ingegnosa e consiste in pratica nel montare dei piccoli trasmettitori sotto ogni tasto; un modo scaltro per ottimizzare la resa delle antenne tradizionali, solitamente isolate in materiali ceramici per evitare il contatto col metallo della componentistica, ed evitare i problemi di degrado del segnale. Tali dispositivi -ribattezzati key antennas- risulterebbero efficaci non soltanto per la connettività 3G, ma anche per il WiFi, il Bluetooth e perfino il GPS.
In uno degli esempi fatti nel documento, si legge che questo particolare tecnologia potrebbe essere sfruttata direttamente da un dispositivo privo di connettività per guadagnargli funzionalità wireless, a patto d’averlo collegato via cavo al computer ovviamente. In alternativa, la si potrebbe usare per migliorare la resa wireless di dispositivi senza fili abbinati col computer via WiFi o Bluetooth. Insomma, non parliamo di rivoluzione ma di una interessante evoluzione che potrebbe fare presto capolino sui prossimi computer con la mela.

In una nota rivolta agli investitori, l’analista Brian Blair di Wedge Partners ha affermato che a Cupertino stanno sviluppando un nuovo modello di iPad con integrato un chip Qualcomm in grado di operare nella duplice modalità CDMA-GSM. In altre parole, se ciò fosse vero, significa che la prossima generazione di tablet Apple funzionerà con tutti i gestori telefonici del mondo, compresi Verizon o Sprint negli USA e quelli in Cina.
Per vendere gli iPad nei propri negozi, Verizon è costretta ad abbinarvi il MiFi 2200, un Intelligent Mobile Hotspot che fa da modem e router, e che si connette alla rete mobile CDMA per fornire connettività WiFi in mobilità. Il modello 3G non è neppure commercializzato, visto che tanto non risulterebbe compatibile col network del gestore.
Nei prossimi mesi, quindi, è lecito aspettarsi un iPad universale, funzionante su qualunque rete, e magari dotato di quella SIM integrata che fa paura ai carrier. Tra le altre novità vaticinate da Blair, l’immancabile fotocamera frontale che portarà FaceTime su tutti i dispositivi Apple, e un rinnovato design:
Il nuovo iPad è più sottile del modello esistente ed è essenzialmente costituito di un solo pezzo di metallo e nessuna vite. Abbiamo inteso che richiede una nuova metodologia di produzione molto simile all’approccio già visto nell’Unibody dei MacBook.
Dall’analista nessun ragguaglio sui tempi di commercializzazione, ma secondo alcune indiscrezioni non deve mancare troppo: si vocifera primavera 2011.

Notizia breve ma interessante. Sul forum di MacRumors alcuni utenti segnalano di aver iniziato a ricevere le prime notifiche riguardo la consegna degli iPad con tecnologia 3G integrata.
Con un piccolo ritardo rispetto a quanto originariamente promesso, i tablet con la mela e supporto all’UMTS stanno finalmente per raggiungere gli impazienti compratori: ciò significa che ai 1.097.636 di iPad in circolazione si aggiungerà una nuova ondata, quella degli utenti premium che lo utilizzeranno in mobilità.
L’enorme, e parzialmente imprevisto, successo registrato nel Nord America è anche la causa dei ritardi delle consegne nel Vecchio Continente, quel ritardo che aveva causato le ire dell’utenza e la brusca risposta di Steve Jobs. Ora però la situazione va via via normalizzandosi, e ormai la macchina sembra ben oliata e rodata. Prossimo appuntamento, i primi test dell’iPad 3G.
Continuano ad accadere faccende curiose in quei di Cupertino. Dopo l’increscioso incidente del prototipo di iPhone 4G perduto distrattamente in un bar e l’imbarazzo per quello comparso su Twitter , ora un ingegnere Apple avrebbe mostrato anzitempo un prototipo di iPad con tecnologia 3G. Risultato, licenziamento in tronco.
Tutto è iniziato alla mezzanotte del 3 aprile, giorno del lancio di iPad. In quella occasione, un ingegnere avrebbe mostrato a Steve Wozniak la versione di punta del tablet, il cui rilascio è previsto il 30 aprile venturo. Queste le esatte parole di Woz:
Vi posso dire che l’ingegnere mi ha mostrato un iPad dopo mezzanotte, per un paio di minuti, proprio mentre avveniva il lancio. Ho scelto di impiegare due minuti con Numers su questo iPad, provando qualcuna delle cose pubblicizzate sul sito Apple. Non mi era stato detto che era un modello 3G e non avevo modo di saperlo. Mi era stato detto dall’ingegnere che dovevo attendere mezzanotte per poterlo vedere al di là dell’area di sicurezza Apple. E lo stava mostrando a me, che sono impiegato Apple. Credo che gli fosse concesso di portarlo al di là dell’area di sicurezza ma non di mostrarlo a terzi.
A differenza di Gray Powell, tuttavia, qui non siamo di fronte ad una leggerezza momentanea, ma ad una esplicita e cosciente violazione del Non Disclosure Agreement (NDA) firmato con la mela. Sembra che, venuto a sapere della cosa, Steve Jobs stesso l’avesse liquidata con un “niente di grave”, e anche Woz sdrammatizza, scrivendo che “la segretezza sui prodotti è un bene per Apple e va rinforzata severamente, ma magari 10% di manica larga e 90% di severità vanno bene lo stesso”. Nonostante tanta illustre clemenza, il tizio è stato licenziato. Come dire, passi l’errore, ma il tradimento proprio no.

Se da una parte i gestori telefonici europei non possono permettersi di perdere il treno iPad, non foss’altro che per motivi di immagine e per mantenere buoni rapporti con Apple, dall’altra temono di essere messi all’angolo come semplici rivenditori di connettività.
Quando, nel 2007, i gestori si accalcavano letteralmente alle porte di Cupertino per strappare un esclusiva su iPhone, le trattative risultavano pesantemente sbilanciate verso Apple, con inusuali concessioni su tutte le limitazioni imposte dalla mela, comprese quelle sulla pubblicità e sulla condivisione dei profitti derivanti dagli abbonamenti. Ora, però, pare che i carrier ci vogliano andare coi piedi di piombo:
Per gli operatori, l’opportunità di business con iPad è semplicemente meno attraente di quella offerta dall’iPhone o da qualunque altro smartphone poiché non guadagneranno nulla dalle chiamate o dai messaggi SMS, sostengono gli analisti e i responsabili rimasti anonimi a causa degli accordi di non divulgazione presi con Apple.

Vista la facilità con cui dispositivi come iPhone - e presto iPad - tendono a connettersi al Web e scaricare dati anche senza una esplicita interazione dell’utente, la Comunità Europea ha previsto un banale ma efficace meccanismo durante il roaming tra i paesi dell’Unione. Quando si supera una determinata soglia, scatta l’avviso e il blocco di tariffazione/erogazione dei servizi. Niente più bollette milionarie a partire dall’1 luglio.
Nello studio della Commissione sono citati a esempio diversi casi di ignari utenti comunitari i quali, al ritorno da brevi o meno brevi permanenze in Europa, si sono visti recapitare bollette da cardiopalma. Per esempio, un tedesco ha ricevuto un conto di 46.000€ a causa del download di un programma televisivo durante un breve soggiorno in Francia, mentre uno studente avrebbe generato 9.000€ di traffico in appena un mese di studio all’estero.
Il limite di default dopo il quale servizi e tariffazione verranno bloccati è di 50€ con un SMS di preavviso all’80% del limite, il tutto a partire dal 1 luglio. E’ inoltre prevista la possibilità di alzare ulteriormente questa soglia a piacere.
Il provvedimento in questione, incentrato sulla connettività dati, è soltanto uno dei molti intrapresi negli ultimi tempi, come quello che abbassa i costi di instradamento e ricezione delle chiamate fuori dal proprio paese d’origine o quello che fissa ad 11 centesimi (+IVA) il prezzo massimo per un SMS verso un paese estero della UE. Prezzo che, caso unico in Europa, fino al mese scorso era più basso di quanto tariffato all’interno del territorio del paese d’appartenenza.

Come correttamente sottolineato da 9to5Mac, c’è una piccola differenza estetica tra l’iPad WiFi e quello con connettività 3G. Quest’ultimo infatti sarebbe dotato di una striscia di plastica nera che spezza il design non soltanto sulla scocca posteriore ma anche nella cornice metallica che gira intorno allo schermo del dispositivo.
Ciò che Steve Jobs teneva in mano sul palcoscenico dello Yerba Buena Center for the Arts Theater di San Francisco era proprio uno dei modelli base. Alla versione 3G è stata infatti aggiunta la parte in plastica nera per consentire la trasmissione dei dati in mobilità. Ciò è evidente dando uno sguardo alla gallery sul sito Apple: la plastica è visibile anche sul davanti del dispositivo.
A questo punto sarà interessante saggiare l’effettiva portata del WiFi nei modelli base, anche perché lo stesso iPod touch integra una parte in plastica proprio per permettere al segnale di raggiungere l’antenna interna. Ma effettive prove sul campo le avremo solo nei prossimi mesi; iPad versione WiFi non arriverà prima di marzo, e la versione 3G sarà disponibile soltanto dopo aprile.

Buone, anzi ottime notizie per gli utenti iPhone: per volontà di AT&T, il VoIP non è più il tabù della rete mobile e così tra non molto, promette il colosso delle telecomunicazioni, Skype sul telefono con la mela sarà pienamente utilizzabile per effettuare chiamate anche sotto copertura 3G.
Il comunicato stampa di At&T a riguardo è chiarissimo:
AT&T ha annunciato oggi di aver intrapreso i provvedimenti necessari per permettere ad Apple di abilitare al VoIP le applicazioni iPhone anche sotto copertura del network AT&T. In precedenza, le applicazioni VoIP funzionavano esclusivamente sotto copertura WiFi e per qualche tempo AT&T ha offerto una varietà di altri dispositivi in grado di sfruttare il VoIP sotto copertura 2G, 3G e WiFi. Questo pomeriggio AT&T ha informato Apple Inc. e la FCC della sua decisione.
Apple ovviamente non ha perso tempo ed è già al lavoro per estendere la portata delle novità a tutti i propri utenti:
Apple ha gradito l’annuncio. “Siamo molto contenti che AT&T ora supporti le applicazioni VoIP” ha affermato il portavoce Apple Natalie Kerris.”Emenderemo il nostro accordo di licenza per gli sviluppatori in modo da portare applicazioni VoIP sull’App Store e nelle mani degli utenti il più presto possibile.”

Quelli di iLounge hanno uno scoop e riguarda, manco a dirlo, il solito tablet, anzi l’iPad. Piano prima di storcere il naso però, perché la soffiata sarebbe stata inviata da una fonte ritenuta eccezionalmente attendibile, e forse questa volta ci siamo per davvero. Per farla breve, il tablet che verrà è un grosso iPhone ipertrofico.
Secondo le indiscrezioni, Apple avrebbe creato almeno tre diversi prototipi con differenti caratteristiche hardware; per esempio, la prima versione era corredata da uno schermo da 7″ giudicato insufficiente e per questo accantonata. La seconda, invece, ne possiede uno da 10,7″, con una risoluzione di circa 5 o 6 volte quella dell’iPhone (480×320) e 7 volte più superficie Multi Touch, in grado di mostrare una pagina di giornale per intero o un video ad alta risoluzione (720p o giù di lì).
Il Sistema Operativo è un qualche tipo di iPhone OS ed anche l’aspetto ricorda il telefono di Apple, compresa la convessità della scocca posteriore. Dovrebbe arrivare in due modelli distinti, uno con connettività 3G e l’altro senza, qualcosa di simile ad un grosso iPhone e ad un grosso iPod touch. Più che per fare concorrenza ai portatili, quindi, questo dispositivo è stato progettato per espandere le potenzialità già espresse con iPhone OS; trait d’union tra un telefono ed un laptop, l’iPad vuole semplicemente essere un lettore multimediale di generose dimensioni ed un dispositivo di comunicazione leggero. Ma il rumor non si ferma qui.
L’annuncio dovrebbe arrivare a gennaio 2010 e la commercializzazione effettiva soltanto a maggio o giugno, ciò per creare quell’hype che ha portato tanta fortuna all’iPhone. Ed è tutto pronto: mancherebbe soltanto il nulla osta di Steve Jobs in persona. Hai detto niente.

[courtesy of Gizmodo]
Le notizie, presunte attendibili, circa un possibile Apple Tablet continuano ad impazzare nella rete. A rinvigorire la veridicità dei rumors sono direttamente le grandi aziende cinesi. Si vocifera che Wintek abbia ammesso ufficiosamente d’aver ricevuto una grande commessa da Apple per la produzione di display multi-touch. Le batterie di questo nuovo dispositivo saranno costruite da Dynapack ITC. Le date di scadenza sono concordi in Settembre 2009.
Il dispositivo in questione dovrebbe avere un display da 10″ e connettività 3G. Il mese di Settembre è quello nel quale solitamente Apple rinnova la gamma iPod. Ad aggiungere ulteriori sospetti è Hon Hai Precision (Foxconn) che avrebbe dichiarato di giocare un ruolo attivo nella commercializzazione del dispositivo.
Il fatto che analisti, utenti e grandi produttori siano tutti quanti compatti lungo la stessa idea fa pensare: che a Settembre non venga davvero presentato un nuovo dispositivo?
[Via MacDailyNews]